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L'influenza intasa i pronto soccorso degli ospedali
Da fine gennaio è atteso il picco dell'epidemia che colpirà milioni di italiani. I consigli degli esperti

ROMA (Italy) - Stanchi dell’attesa e chiedendo di essere visitati, alcuni pazienti hanno sfondato le porte del Pronto soccorso dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino, in un altro nosocomio torinese sono terminate le coperte mentre in alcuni ospedali romani l’intasamento dei Pronto soccorso ha determinato un forte ritardo nei ricoveri, con malati che hanno atteso fino a 5 giorni in barella.

L’epidemia dell’influenza è appena entrata nel vivo, come segnala la rete di sorveglianza Influnet dell’Istituto superiore di sanità (Iss), ma le conseguenze in vari ospedali sono già evidenti. Secondo l’ultimo bollettino Influnet, l’epidemia è dunque ‘ufficialmentè iniziata: in varie regioni è stato infatti superato il valore di soglia di 2,37 casi per mille assistiti, che indica appunto l’inizio del periodo epidemico. I più colpiti sono, al momento, i bambini sotto i 5 anni di età.


Complessivamente, il numero di casi stimati nell’ultima settimana è pari a circa 139.000, per un totale, dall’inizio della sorveglianza Influnet nel mese di ottobre, di 823.000 italiani già costretti a letto per il male stagionalè. Ma anche se il picco dei casi è previsto per la fine di gennaio, la situazione in molti Pronto soccorso è già critica: "Nelle ultime due settimane – afferma Giorgio Carbone, past president della Società italiana di medicina di emergenza-urgenza (Simeu) si sta già registrando una media, dal nord al sud dell’Italia, del +20/30% di accessi nei Pronto soccorso a causa dell’influenza e patologie collegate. Ciò sta determinando difficoltà in molti ospedali, con un conseguente ritardo dei ricoveri e lunghe attese fino a 5 giorni in barella per i pazienti". In prevalenza, sottolinea, a recarsi in Pronto soccorso sono le persone più anziane, ‘complicè anche la difficoltà, nei giorni delle festività natalizie, a reperire i medici di famiglia.

Si avvicina a grandi passi il picco della stagione influenzale 2013-2014 che si presenterà verso la fine gennaio e l’inizio febbraio. Ad oggi influenza ha colpito circa 2 italiani su 1000, per un valore complessivo stimato di circa 700.000 casi. Dal 27 gennaio, inoltre, la diffusione sarà massima con tutte le fasce di età esposte al massimo contagio. Secondo i dati riportati dagli esperti, tra la popolazione che ha dovuto fare i conti con l’influenza la fascia più colpita è quella dei bambini da 0 a 4 anni. Il virus più diffuso tra i più piccoli è quello di tipo A H1N1. Con il rapido aumento dei casi molti ospedali sono già in difficoltà: in media si registra un +20-30% di accessi nelle ultime due settimane. Gli esperti pertanto ricordano che è importante recarsi al Pronto Soccorso solo in presenza di evidenti difficoltà respiratorie o in casi davvero particolari.

In vista del previsto ulteriore aumento dei casi, l’invito degli esperti è dunque quello a non intasare inutilmente gli ospedali: "È importante recarsi al Pronto soccorso – rileva Fabrizio Pregliasco, del dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Milano solo in presenza di evidenti difficoltà respiratorie o in situazioni particolari. In generale, soprattutto nel caso dei bambini, il consiglio è quello di utilizzare farmaci sintomatici di automedicazione per tenere sotto controllo la febbre e seguire l’andamento nei successivi 2-3 giorni. Se non ci sono miglioramenti rivolgersi al medico o al pediatra". Ad ogni modo, nulla di non previsto: baci e abbracci delle festività hanno facilitato la diffusione rapida dei virus influenzali, così come l’abbassamento delle temperature. Tuttavia, la stagione influenzale di quest’anno, si prevede sarà di media intensità, con una media finale di circa 4,5 milioni di italiani colpiti. Un’altra buona notizia è che quest’anno si segnalerebbe, secondo le prime stime, un lieve incremento delle vaccinazioni. È un elemento positivo che contribuirà alla riduzione delle complicanze, spesso gravi, nei soggetti a rischio. E per i ritardatarì c’è ancora una possibilità: "A questo punto – afferma Stefania Salmaso, direttore del Centro di epidemiologia e sorveglianza dell’Iss – inizia ad essere tardi, ma per chi volesse ancora vaccinarsi, l’invito è di provvedere molto rapidamente. Questi sono gli ultimi giorni utili".

Gli esperti danno alcuni semplici regole per prevenire e schivare in maniera naturale i virus responsabili dell’influenza stagionale. L’alimentazione riveste un ruolo fondamentale: molta frutta fresca, gli odiati passati di verdura, carne e pesce con pochi condimenti e spremute d’arancia contenenti vitamina C, alleata naturale del nostro organismo. Anche l’aglio, crudo o cotto non ha importanza, allontana, oltre alle persone vicine, batteri e microbi. Inoltre, occorre ingerire molti liquidi ed è noto che il tè verde, per le sue proprietà, è in grado di contrastare i sintomi influenzali.
Sbalzi di temperatura e luoghi freddi sono dei veri nemici per chi non vuole contrarre un malanno, e lavare e disinfettare le mani può aiutarci quando frequentiamo posti particolarmente affollati. Sempre validi i rimedi della nonna, con cui ci si può sbizzarrire mescolando erbe naturali e succhi concentrati per ottenere dei buoni ed efficaci infusi. (Redazione - 15 gennaio 2014 ore 17.00)


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