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Sperimentazione dei farmaci su animali: per Caterina Simonsen è una battaglia per la vita!
La tanto discussa sperimentazione animale torna sui banchi d'accusa
I pro e i contro sull'uso degli animali nella ricerca medica

ROMA (Italy) - “Per me puoi anche morire domani. Non sacrificherei nemmeno il mio pesce rosso per un’egoista come te". Questa è una tra le tante offese poste alla giovane studentessa Caterina Simonsen, affetta da 4 malattie genetiche rare, che lotta ogni giorno contro le infezioni polmonari e che grazie alla sperimentazione medica (su animali e non) vive con l’entusiasmo della speranza. L’oasi di salvezza è il reparto di pneumologia del policlinico di Padova, dove la ragazza è in terapia intensiva: ”Stanno usando antibiotici più potenti del solito, la mia guerra con i batteri è in pieno corso: vogliono proteggermi”. Caterina non è sola, con lei ci sono stati numerosi appelli di vicinanza, il neosegretario del Pd Renzi ne è l’esempio più evidente, che ha rilanciato su twitter: "Voglio dirlo con tutta la mia forza: #iostoconcaterina". Un hashtag che è stato creato proprio da lei. E ancora Renzi, su Facebook: "Guardate la sua forza, la sua bellezza".


Con il video pubblicato sulla piattaforma facebook , Caterina si è fatta conoscere in Italia e in Europa. Venticinquenne, studentessa di Veterinaria a Bologna, è affetta da quattro rare malattie genetiche e sostiene di essere arrivata alla sua età grazie alla ricerca che include la sperimentazione animale: “Senza la ricerca, sarei morta a soli 9 anni”. Il video poi ha scatenato la reazione degli animalisti, che hanno augurato la morte alla ragazza. A spingere Caterina a lottare è stato un comunicato stampa del partito Animalista Europeo che accusava la fondazione Telethon, per i danni inflitti agli animali. A difendere i diritti della ragazza non c’è solo Matteo Renzi, come lui anche l’esponente del Partito Liberale Giovanardi e il sostegno da parte della Facoltà bolognese di Veterinaria. Sulla vicenda, la Federazione italiana dei diritti degli animali e dell’ambiente ha preso le distanze da chi ha violentato psicologicamente Caterina.

La biologa Susanna Penco, malata di SLA e ricercatrice all’università di Genova: “Mi sconfortano le parole offensive verso la studentessa, poiché educazione e civiltà sono valori imprescindibili, ma non credo che i rimedi ai mali umani stiano nello studio fatto su esseri viventi diversi da noi: e tutto questo lo vivo sulla mia pelle, sono persuasa - ha proseguito - che, anche per le malattie più agghiaccianti, ossia delle quali non si conoscono le cause e che riducono fortemente la qualità della vita, sia proprio la sperimentazioni sugli animali ad allontanare le soluzioni e la guarigione per i malati. Se si abbandonasse un metodo fuorviante e ci si concentrasse sull’uomo, i progressi della scienza sarebbero più rapidi ed efficaci: io spero risolutivi”.

Pochi giorni fa, un gruppo di animalisti, ha aperto le gabbie a roditori e topi, ora inutilizzabili, nel reparto di Farmacologia dell’università di Milano, vanificando anni di studio di malattie gravi, finanziate da associazione Airc, Onlus, fondazione sclerosi multipla, Telethon, ministero della ricerca e sanità. I progetti approvati dal ministero sono stati bloccati, il direttore dell’istituto Mario Negri di Milano, Silvio Garattini, ha precisato che per ora non esistono metodi alternativi di cura contro questa tipologia di malattie. Pertanto, si tratta di un delicato fattore etico, poiché dove avviene la ricerca non vi è la vivisezione, gli interventi che avvengono agli animali, sono le stesse che vengono adoperate sull’uomo, ovvero con l’anestesia. La sperimentazione animale resta comunque una necessità e non c’è nessuna opzione.

Il dibattito, divenuto ancora più caldo quando i ricercatori del S. Raffaele di Milano hanno dimostrato che la terapia genica è efficace non solo per le malattie genetiche rare, ma anche per la cura contro il cancro, specie il tumore mammario e le sue metastasi. L’equipe spiega come le cellule del sangue, richiamate nel tumore, possano essere convertite in geni anti tumorali e combattere, quindi, la massa tumorale. Per verificare la nuova strategia della terapia genica per la cura del cancro alla mammella, è stato creato un topo umanizzato attraverso il trapianto delle cellule staminali ematopoietiche, così si è dimostrata l’efficacia della nuova terapia, utilizzando l’interferone alpha, un gene terapeutico. I ricercatori sottolineano : “I nostri risultati forniscono una prova incoraggiante dell’efficacia e sicurezza della strategia nei modelli sperimentali". (Chiara Schena - 4 gennaio 2014 ore 16.00)

Sperimentazione animale: pro e contro - Basandosi su riflessioni etiche, i sostenitori della sperimentazione animale sostengono che i ricercatori hanno la missione di esplorare i diversi domini della biologia e della medicina. Questo include lo sviluppo di nuovi o migliori trattamenti contro le malattie umane. Siccome ogni nuova medicina è accompagnata da fallimenti e da effetti secondari, non è eticamente accettabile l’utilizzo di un nuovo trattamento direttamente su bambini o adulti. La sperimentazione animale è dunque necessaria e addirittura imposta per legge col fine di assicurare la sicurezza dei pazienti.

Alcuni animalisti, invece, sono del parere che gli animali rappresentano degli esseri viventi con valori e diritti propri, e che quindi devono essere rispettati come gli esseri umani. Partendo da questo punto di vista non è assolutamente giustificabile di provocare dolore, paura o stress a degli animali con lo scopo di soddisfare gli interessi umani. Pertanto è altrettanto inammissibile uccidere degli animali per la produzione di carne, o rinchiudere degli animali negli zoo o in gabbie come animali da compagnia.


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