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Sessualità, viagra femminile in farmacia dal prossimo anno
La pillola rosa aiuterebbe milioni di donne affette dalla disfunzione sessuale

ROMA (Italy) - Nell'epoca delle pari opportunità, neanche la ricerca farmacologica sfugge alla regola. È solo questione di mesi, ormai, per l'entrata in commercio di una pillola che promette di aumentare il desiderio femminile, tanto che è stata già ribattezzata “viagra rosa”. In questo caso, tuttavia, il medicinale, com'è ovvio, agirebbe solo sul desiderio percepito, esercitando comunque altri effetti collaterali positivi, primo fra tutti la riduzione del senso dell'appetito.

A sviluppare il nuovo farmaco sono i ricercatori di una società britannica che intende cominciare la commercializzazione entro il 2015. Uno dei ricercatori, Mike Wyllie, spiega: “sarà una pillola utile a tutte, dalle pazienti affette da disfunzione sessuale a quelle che vogliono semplicemente migliorare le proprie performance a letto". Il farmaco, che va assunto 15 minuti prima di un incontro, è basato su una versione sintetica della melatonina.


Ma il team inglese deve vedersela anche con la concorrenza. Un'azienda olandese sta lavorando a un'altra pillola, denominata Lybrido. Il farmaco sembra poter agire sia a livello fisiologico sia a livello psicologico, aumentando i livello di testosterone sui centri di piacere del cervello. Secondo i risultati preliminari di un trial che ha coinvolto più di 200 donne, il farmaco sembra garantire il massimo piacere. A breve saranno pubblicati gli esiti definitivi di questa prima sperimentazione e ne verrà organizzata una più ampia prima della commercializzazione prevista per il 2016.

Il 20 per cento delle donne non prova mai un orgasmo. La cifra emerge da una statistica pubblicata da un quotidiano inglese sull'argomento ed evidenzia un problema che per molte donne si presenta come complesso e delicato da risolvere. L'anorgasmia è l'incapacità di raggiungere l'orgasmo e può essere primitiva, secondaria, casuale. È primitiva quando una donna non ha mai raggiunto orgasmi; secondaria quando si perde la capacità di averne; casuale quando per circostanze occasionali non si riesce a raggiungere l'orgasmo. Alcune donne vivono questa incapacità con grande frustrazione, altre quasi rimuovono il problema considerandolo poco importante. In realtà, ci si deve rendere conto che è necessario fare quanto è possibile per risolvere un problema che non consente di vivere totalmente e felicemente uno degli aspetti più importanti della vita di una donna. Non è certo il caso di La donna deve poter e saper assecondare e favorire il piacere orgasmico fino al suo culmine e questo rende fragile il meccanismo orgasmico femminile, perché ogni distrazione può, in qualsiasi momento, arrestarlo. Nell'uomo, invece, vi è un periodo di inevitabilità orgasmica raggiunto il quale non vi è possibilità di regressione. I fattori che determinano l'anorgasmia generalmente sono: - mancanza di modelli femminili di riferimento che abbiano fornito alla paziente un'immagine di donna sessualmente positiva; - ambiente familiare e sociale in genere che abbia represso la sessualità; - il non conoscere il proprio corpo e la propria sessualità; - un partner che abbia a sua volta problemi sessuali; - incapacità di abbandonarsi totalmente e perdere il controllo.

Gli specialisti inoltre puntano il dito anche contro alcuni farmaci, antidepressivi e analgesici in testa, che inibirebbero la sfera sessuale se utilizzati con troppa frequenza. La forma primitiva di anorgasmia è la più semplice da risolvere perché è sufficiente rimuovere le inibizioni sessuali e insegnare alla paziente come conoscere il proprio corpo. L'anorgasmia secondaria solitamente si verifica quando si perdono stimoli fisici o psicologici di cui inevitabilmente si ha bisogno per una sana e appagante vita sessuale. Le donne che alcune volte sono orgasmiche e altre no possono risolvere il problema attraverso la cosiddetta "manovra a ponte" che si sostanzia nel combinare la tecnica, attraverso la quale rispondono, con la situazione nella quale non reagiscono. Le donne con anorgasmia irregolare spesso desiderano incrementare la frequenza con cui raggiungono l'orgasmo, ma è difficile aiutarle perché spesso la loro non risposta deriva dall'incapacità di perdere totalmente il controllo e di abbandonarsi al partner e alle proprie sensazioni. Se il problema può essere risolto con una terapia, può però anche essere prevenuto. Il ruolo fondamentale spetta ai genitori e in genere a chi accompagna i bambini nella loro crescita. Permettere ai bambini di provare piacere da soli, di avere le risposte (appropriate e graduate in base alla loro capacità di comprensione) quando pongono domande “imbarazzanti” è un metodo educativo che insegna a crescere con consapevolezza e senza inibizioni. È importante che il bambino comprenda che il sesso non è un concentrato di negatività bensì un istinto che va vissuto con consapevolezza e conoscenza sia dei lati positivi, sia di quelli negativi. La dott.ssa Fiona Jane dell'Università di Monash di Melbourne sostiene invece che “le disfunzioni sessuali costituiscono un problema reale per le donne. Circa il 43 per cento, infatti, ne soffre. Hanno diritto perciò a un aiuto”. (Redazione - 1 febbraio 2014 ore 12.00)


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