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Anziani non autosufficienti e/o affetti da Alzheimer ricoverati in case di cura
non sone tenuti a pagare la retta. Lo ha ribadito la Cassazione
Per l'alta Corte, la patologia non consente di fare distinzione tra spese per la cura e spese per l'assistenza

ROMA (Italy) - Nei pazienti affetti da Alzheimer la Corte di Cassazione ha stabilito che la retta deve essere a carico del Servizio Sanitario Nazionale, anche perché non è possibile, in questi casi, distinguere tra spese mediche e quella di degenza. Dunque, il Comune o la Casa di Cura convenzionata non possono rifarsi sul malato o, se questi è nel frattempo deceduto, sui suoi parenti. Ne discende che sia che il paziente sia ancora in vita sia in caso sia deceduto, è possibile chiedere la restituzione delle rette versate dai parenti e dal malato stesso.

A fronte delle numerose richieste pervenute al coordinamento istituito tra la Confconsumatori – Federazione Provinciale di Brindisi e l’Associazione Nazionale Dalla Parte del Consumatore, il coordinamento fa chiarezza in tema di ricovero nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (di seguito RSA) e nelle case di cura convenzionate.


Tra i tanti casi che si sono rivolti agli sportelli dell’associazione, occorre fare un distinguo tra i malati di Alzheimer e gli anziani ultra 65enni non autosufficienti o con handicap gravi. Nel caso di anziani ultra 65enni o con handicap gravi, numerose pronunce giurisprudenziali confermano che, qualora la persona ricoverata non sia più in grado di provvedere al pagamento della retta con mezzi propri, il Comune e la RSA non possono, come invece spesso avviene, obbligare i parenti a subentrare e a garantire la copertura della retta imponendo la sottoscrizione di un documento, quasi sempre presentato come condizione indispensabile al ricovero. "Su tale documento – spiega l’avv. Emilio Graziuso, responsabile del coordinamento Confconsumatori – Dalla Parte del Consumatore e componente del direttivo nazionale della Confconsumatori - si è espressa la Corte di Cassazione, valutandolo una promessa unilaterale che perde efficacia in seguito al recesso dell’obbligato: dunque i parenti, ai quali sia stata imposta la sottoscrizione di un impegno di pagamento sul presupposto che altrimenti non sarebbe stato possibile il ricovero dell’anziano, possono recedere, inviando una formale dichiarazione in tal senso attraverso raccomandata con ricevuta di ritorno ed interrompendo il pagamento della retta, anche se il parente è ricoverato da tempo". Non possono essere chieste le somme versate prima del decesso e, va ricordato, se l’anziano ha mezzi propri deve provvedere al pagamento della retta.

In Italia i malati di Alzheimer sono circa 800mila e il morbo è la forma più comune di demenza degenerativa invalidante ad esordio prevalentemente senile. La malattia rende le persone non più autosufficienti creando così un’esigenza di assistenza. Il poter contare su servizi sanitari, assistenza, ricerca è di grande aiuto a chi si trova in questa situazione. La malattia di Alzheimer è una sindrome a decorso cronico e progressivo che colpisce circa il 5% della popolazione al di sopra dei 65 anni. Rappresenta la causa più comune di demenza nella popolazione anziana dei paesi occidentali. Il 99% dei casi di malattia di Alzheimer è "sporadico", ossia si manifesta in persone che non hanno una chiara familiarità. Solo l'1% dei casi di malattia di Alzheimer è causata da un gene alterato che ne determina la trasmissione da una generazione all'altra.Le caratteristiche cliniche della malattia possono variare notevolmente da soggetto a soggetto, tuttavia il più precoce ed evidente sintomo è in genere una perdita significativa della memoria che si manifesta all’inizio soprattutto con difficoltà nel ricordare eventi recenti e successivamente si aggrava con lacune in ambiti sempre più estesi.

"L'Alzheimer è una malattia terribile che si porta via le persone che amiamo, che non lascia un attimo di respiro, che ci costringe ad una lotta senza quartiere e che non va mai in vacanza. Il "mestiere" del caregiver non si apprende tramite un corso, è qualcosa che si struttura giorno dopo giorno, passando attraverso piccole vittorie e grandi sconfitte quotidiane e che, con il passare del tempo, diventa un tesoro di esprienze accumulate, una ricchezza da condividere con gli altri".


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