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Paolo Sorrentino trionfa con “La grande Bellezza”. Oscar come miglior film straniero
Con l'opera di Sorrentino, l'Italia porta a casa la statuetta numero 13

ROMA (Italy) - Notte tutta tricolore a Hollywood dove il regista italiano, Paolo Sorrentino, riporta la statuetta nel nostro paese dopo ben 15 anni (l'ultimo era stato Benigni con "La vita è bella" nel '99) sul palco ringrazia gli attori e i produttori de "La grande bellezza" e le sue "fonti di ispirazione": Federico Fellini, Martin Scorsese, Talking Heads e Maradona. “Avrò bisogno di mesi per capire cosa è successo” confessa il regista. “Spero che l’Oscar serva da stimolo per il cinema italiano”.

L'attesa è finita, nel modo più felice. Paolo Sorrentino ce l'ha fatta: La grande bellezza vince l'Oscar come miglior film in lingua straniera. La prestigiosa statuetta torna in Italia dopo 15 anni. L'ultimo ad averla conquistata era stato Roberto Benigni con La vita è bella nel 1999. Nella notte più lunga di Hollywood, ad annunciare la vittoria sono stati Ewan McGregor e Viola Davis.


Al Dolby Theatre di Los Angeles, durante l'86esima edizione della cerimonia degli Academy Awards, Sorrentino ha ricevuto il premio insieme a un entusiasta Toni Servillo e al produttore Nicola Giuliano. "Grazie all'Academy, a tutti gli attori, i produttori e alle mie fonti di ispirazione: Federico Fellini, Martin Scorsese, i Talking heads e Maradona", ha detto il regista partenopeo. "Sono quattro campioni nella loro arte che mi hanno insegnato tutti cosa vuol dire fare un grande spettacolo, che è la base di tutto lo spettacolo cinematografico. Sono molto emozionato e felice, non era scontato questo premio, i concorrenti erano temibili ora sono felice e sollevato". Sorrentino ha quindi ringraziato Roma, dove il film è ambientato, e Napoli, la sua città natale.

Ai Golden Globes, Sorrentino definì l’Italia "crazy country but beautiful". La grande contentezza Sorrentino la mostra anche alla stampa. "Avrò bisogno di mesi per capire cosa è successo" confessa. "Spero che l’Oscar serva da stimolo per il cinema italiano". I giornalisti americani domandano della musica, colpiti da una colonna sonora dove Raffaella Carrà passa il testimone al Kronos Quartet. «Un semplice mix di musica profana e sacra, così come Roma è capace allo stesso modo di combinare il sacro e il profano».

Italia - La notte degli Oscar ha avuto un’onda lunghissima in Italia. A Roma sono state organizzate maratone dei film di Sorrentino, e visioni collettive della cerimonia condotta da Ellen Degeners (un bis dopo il 2007) e c’è chi si è attrezzato a offrire a turisti e fan di Sorrentino dei tour a pagamento sui luoghi del film, dal Fontanone del Gianicolo a Canale 5 trasmetterà La grande bellezza il 4 marzo in prima tv.

Miglior Film - Ma a festeggiare oggi è soprattutto Steve McQueen: il suo intenso e verissimo racconto di schiavismo e soprusi in 12 anni schiavo vinto il riconoscimento più ambito, come miglior film. Il cineasta britannico, primo nero a vincere in questa categoria, dopo i ringraziamenti di rito ha cominciato a saltare sul palco. Brad Pitt, che del lungometraggio è produttore e interprete, ritirando la statuetta insieme a tutto il cast ha affermato: "Grazie per questo grande onore. È stato un vero privilegio lavorare sulla storia di Salomon Northup". Salomon è l'autore dell'autobiografia da cui è tratta la pellicola, uomo nero e libero di uno Stato del Nord America, con l'inganno rapito e costretto alla schiavitù in Louisiana per dodici anni.

Altri vincitori - Gravity guadagna la prestigiosa statuetta per la migliore regia ad Alfonso Cuarón. Con la sua odissea nello spazio il messicano è il primo latino a vincere l'Oscar in questa categoria. L'annuncio è stato dato dall' affascinante Angelina Jolie accompagnata sul palco da Sidney Poitier, l'attore che esattamente 50 anni fa ruppe un altro tabù vincendo l'Oscar come miglior attore protagonista ne I gigli del campo: prima statuetta della categoria per un afro-americano. Tra gli attori le stelle della serata sono Cate Blanchett, Oscar come miglior attrice protagonista per Blue Jasmine che nonostante l'accusa di pedofilia piovuta sul suo regista Woody Allen non ha condizionato l'Academy e Matthew McConaughey, Oscar come migliore attore protagonista per Dallas Buyers Clab. Per la quarantaquattrenne australiana è la seconda statuetta della carriera. Rimane invece ancora una volta a mani vuote Leonardo DiCaprio, interprete di The Wolf of Wall Street. Standing ovation e abbracci in platea per Lupita Nyong'o, miglior attrice non protagonista per 12 anni schiavo. Sul palco, commossa, l'attrice keniota ha ringraziato l'Academy, Salomon (l'autore del libro su cui è basato il film) e soprattutto il regista, Steve McQueen: "È la gioia della mia vita, grazie Steve per avermi messo in questa posizione. Grazie alla mia famiglia e a mio fratello seduto vicino a me. Questa statuetta è un simbolo, per ogni bambino: significa che non conta da dove vieni. I sogni si possono avverare".

Italia batte Francia - Quella per La Grande bellezza è la statuetta per miglior film straniero numero tredici, una in più della Francia. Il primo film premiato fu Sciuscia’ di Vittorio De Sica nel 1947, che ottenne il bis con Ladri di biciclette nel 1950. Nel 1957 fu la volta di Federico Fellini con La strada e l’anno dopo lo vinse nuovamente con Le notti di Cabiria. Ancora Fellini nel 1963 con Otto e mezzo e poi ancora nel 1974 per Amarcord oltre l’Oscar alla carriera nel ‘93, poco prima della morte. Vittorio De Sica fa tris nel 1965 con Ieri, oggi e domani e poker nel ‘71 per Il giardino dei Finzi Contini. L’anno prima, 1970, Elio Petri conquista il premio per il miglior film straniero per Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto. (Francesco Schena - 3 marzo 2014 ore 10.00)


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