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Ayrton Senna, il più grande campione della storia della F1, celebrato nel ventennale della sua scomparsa
A Imola dal primo a quattro maggio un revival per ricordare la sua figura

ROMA (Italy) – Il 1 maggio 2014 ricorre il ventennale della scomparsa del pilota brasiliano, celebrato all'Autodromo di Imola con l'Ayrton Senna Tribute.

Verra' presentata all'Autodromo di Imola nel corso della manifestazione "Ayrton Senna Tribute 1994 -2014", la versione originale della canzone "Ayrton" che venne portata al successo da Lucio Dalla. La manifestazione si terra' dall'1 al 4 maggio e sara' trasmessa dai canali televisivi nazionali ed esteri. Una parte dei proventi ricavati dalla vendita del brano, gia' prenotabile su iTunes, verranno devoluti in beneficenza a favore dei minori meno abbienti del Brasile. La Scuderia di Maranello, punto di riferimento storico della Formula 1 nel mondo e simbolo del motorsport nazionale, sarà portabandiera nella “Terra di motori” dell’effetto degli appassionati per Ayrton Senna e Roland Ratzenberger, ricordati a vent’anni dalla loro scomparsa.


Tra i protagonisti assoluti del Senna Tribute di Imola – che prenderà il via il primo maggio sull’autodromo del Santerno – non poteva mancare la Porsche 956 con cui Senna ebbe la possibilità di tastare il mondo delle gare endurance nella 1000km del Nuburgring Nordschleife. Nel corso dell’edizione 1984 di quella gara, un giovanissimo Ayrton, accompagnato da Stefan Johansson, suo compagno alla Toleman nella seconda parte di quella stagione e da Henri Pescarolo, tre volte vincitore della 24 Ore di Le Mans, diede prova delle proprie abilità di guida anche su uno dei tracciati unanimente annoverati tra quelli appartenenti al gotha del motorsport. Entrambi raccontarono della grande professionalità e capacità di Ayrton che, in quell’occasione, rimase stupito della possibilità di poter spingere avanti e indietro il sedile come in una qualsiasi auto stradale. Il campione brasiliano si dimostrò subito competitivo capendo immediatamentei limiti e le possibilità della vettura, dando anche suggerimenti al team. In gara Ayrton fu ovviamente molto veloce, ma una foratura e un problema meccanico rallentarono l’equipaggio, che poi concluse all’ottavo posto.

La Scuderia di Maranello, punto di riferimento storico della Formula 1 nel mondo e simbolo del motorsport nazionale, sarà portabandiera nella “Terra di motori” dell’effetto degli appassionati per Ayrton Senna e Roland Ratzenberger, ricordati a vent’anni dalla loro scomparsa. La partecipazione della Ferrari all’“Ayrton Senna Tribute 1994/2014 in programma all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari dall’1 al 4 maggio, sarà importante, al pari della grande collaborazione da subito dimostrata agli organizzatori dell’evento di Imola. La Scuderia del Cavallino Rampante sarà rappresentata al gran completo: Fernando Alonso, Kimi Raikkonen, Pedro de La Rosa e – per la Ferrari Driver Academy – da Jules Bianchi, accompagnati da Massimo Rivola. Parteciperà inoltre Luca Badoer, indimenticabile pilota e collaudatore delle monoposto di Maranello. Alonso aveva già annunciato la propria partecipazione in occasione della conferenza stampa del Gran Premio della Cina la scorsa settimana. Ferrari inoltre porterà sul circuito del Santerno i simulatori F1 e una monoposto Formula 1 utilizzata nella precedente stagione per effettuare gare di pit stop riservate agli appassionati che parteciparnno alla manifestazione che verrà inaugurata da Paula Senna Lalli, nipote del campione brasiliano, con Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Aci e vicepresidente della Federazione Internazionale dell’Automobile in rappresentanza di Jean Todt – impegnato l’1 maggio a Londra per una riunione dello Strategy Group – e con Gerhard Berger, il grande amico e compagno di squadra di Ayrton.

Dolore e senso di colpa: il 30 aprile, nelle qualifiche del GP, era morto anche l’austriaco Roland Ratzemberger, un esordiente alla sua terza gara in F1, nonostante fosse coetaneo del grande Campione. Andò a sbattere a 300 all’ora alla curva Villneuve e morì sul colpo: purtroppo il suo nome non diceva molto al grande pubblico, tanto che alcuni lo confusero con il connazionale ferrarista Berger. A posteriori, la fine del ben più famoso collega costrinse molti a un tardivo mea culpa. Si andò avanti ugualmente, nonostante molti piloti fossero comprensibilmente sotto shock. Senna in primis, che il giorno dopo scese in pista con “la morte nel cuore” come disse il sabato sera al dottor Sid Watkins.

Partito dalla pole, andò a sbattere al settimo giro contro il muro del Tamburello, perdendo il controllo dopo la rottura del piantone dello sterzo. Nell’impatto un puntone della sospensione si spezzò, andando a infilarsi nella visiera casco e provocando gravissime lesioni al cranio del pilota. Dopo i primi soccorsi venne trasportato in elicottero, privo di sensi, all’Ospedale Maggiore di Bologna e alcune ore dopo i medici comunicarono il decesso. Per la cronaca la gara fu vinta da Michael Schumacher su Benetton, davanti al ferrarista Nicola Larini che sostituiva l’infortunato Jean Alesi. (Redazione - 1 maggio 2014 ore 14.00)


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