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Test di medicina e incompetenza. Dietrofront del Ministero: i test sono validi!
Le prove non saranno ripetute perchè vengono annullate le domande sbagliate

ROMA (Italy) - Nuovo dietrofront del Ministero dell’Istruzione: i test di ingresso per le scuole di specializzazione di Medicina non saranno ripetuti il prossimo 7 novembre. Ad annunciarlo è una nota del ministro Giannini: “Le prove per l’accesso alle Scuole di specializzazione in Medicina del 29 e 31 ottobre non dovranno essere ripetute. Abbiamo trovato una soluzione che ci consente di salvare i test”.

Il 29 ed il 31 ottobre si sono tenuti, rispettivamente, i test di Medicina e di Servizi Clinici. Tuttavia il Cineca, ha clamorosamente invertito le domande dei due concorsi. Così, il 29 ottobre, i candidati per l’Area Medicina si sono ritrovati ad affrontare domande che sarebbero dovute toccare ai loro colleghi di Servizi Clinici e viceversa il 31 ottobre. L’inversione non riguarda tutte le domande della prova, ma solo le trenta comuni ad entrambe le aree.


In un primo momento la decisione del Miur è stata quella di “annullare e ripetere le prove oggetto dell’errore determinato dal Cineca, ovvero i 30 quiz comuni all’Area Medica e i 30 comuni all’area dei Servizi Clinici”. Il ministro Giannini sembrava dunque sul punto di sancire l’annullamento della prova. La nota del ministero, infatti, dichiarava che “i quiz annullati saranno ripetuti il 7 novembre prossimo in un’unica giornata e nelle sedi già utilizzate il 29 e 31 ottobre”.

Il ministro Stefania Giannini ha convocato a Roma la Commissione nazionale incaricata di validare le domande dei quiz la scorsa estate. L’esito di tale incontro viene riportato in una nota ufficiale del ministero: “La Commissione ha vagliato i quesiti proposti ai candidati per l’Area Medica (29 ottobre) e quella dei Servizi Clinici (31 ottobre) stabilendo che, sia per l’una che per l’altra Area, 28 domande su 30 sono comunque valide ai fini della selezione. I settori scientifico-disciplinari di ciascuna Area sono infatti in larga parte comuni”.

In pratica, dal momento che le conoscenze richieste in ambito generico per i test di Medicina e Servizi Clinici sono in buona parte comuni, solamente due domande devono essere effettivamente annullate: le restanti ventotto rientrano nelle conoscenze che sia un candidato per l’area Medicina sia uno per l’area Servizi Clinici avrebbero dovuto possedere. Così, il test resta valido: verranno invece ricalcolati i punteggi, “neutralizzando le due domande per Area che sono state considerate non pertinenti dal gruppo di esperti”.

Tale soluzione è stata presa dal ministero seguendo l’indicazione della Commissione di esperti, ma anche interpellando l’Avvocatura dello Stato “per tutelare gli sforzi personali e anche economici dei candidati e delle loro famiglie a seguito del grave errore materiale commesso dal Cineca”. Il rischio di un’ingente richiesta di rimborsi, forse, è stato evitato. Resta, tuttavia, una grande macchia su quelli che dovevano essere dei concorsi rivoluzionari: i primi telematici e a livello nazionale, che avrebbero permesso il superamento dei concorsi locali gestiti dalle singole università. (Redazione)


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Test Medicina, le prove annullate per un errore umano
Le prove sui 30 quiz generalistì dell'Area Medica e dei Servizi Clinici saranno ripetute il 7 novembre

ROMA (Italy) - Prove annullate dal Miur per il primo concorso nazionale per l'ingresso alle Scuole di specializzazione in Medicina. Secondo il Ministero dell'Istruzione ci sarebbe una: «grave anomalia» verificatasi nelle prove scritte del 29 e 31 ottobre. Le prove sui 30 quiz generalistì dell'Area Medica e dei Servizi Clinici saranno ripetute il 7 novembre.

Si sono svolte fra il 28 e il 31 ottobre le prove scritte del primo concorso nazionale per l'ingresso alle Scuole di specializzazione in Medicina - spiega il Ministero in una nota - . Alla selezione si sono iscritti 12.168 candidati distribuiti in 117 sedi e 442 aule messe a disposizione dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.


Nella serata di ieri, a seguito dei controlli di ricognizione finali sullo svolgimento dei test, il Miur ha rilevato una grave anomalia nella somministrazione delle prove scritte del 29 e 31 ottobre che riguardavano rispettivamente le scuole dell'Area Medica e quelle dell'Area dei Servizi Clinici. Dopo le polemiche e la rabbia degli 11 mila candidati, cade la prima testa nello scandalo dei test di ingresso alle specializzazioni di Medicina annullati per i quiz invertiti. Emilio Ferrari, presidente del Consorzio universitario che ha preparato le prove, si è dimesso dopo essere stato scaricato dal ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, che aveva parlato di «grave errore». La decisione, che fa seguito alle immediate ammissioni di responsabilità di ieri, potrebbe tuttavia non essere sufficiente a placare gli animi dei medici, che con le loro associazioni chiedono chiarimenti, indagini, e in qualche caso anche la “testa” dello stesso ministro. Angosciati anche gli oltre 11 mila candidati coinvolti, che in teoria dovrebbero ripetere le prove il 7 novembre, secondo modalità che il ministro dovrebbe ufficializzare domani, tra mille difficoltà pratiche e burocratiche. Quello che si è verificato è stato un errore di caricamento dei dati relativi alla parte comune dell’aerea medica, svolta il mercoledì, e quelli relativi all’area dei Servizi clinici, svolta due giorni dopo, c’è stato un caricamento incrociato nel blocco delle domande.

Il fatto è che l’errore in questione non è il primo, e che a farne le spese, stavolta, è stato il primo concorso nazionale per l’ammissione alle specializzazioni mediche che, almeno nelle intenzioni del governo, dovrebbe incoraggiare maggiori meritocrazia e trasparenza rispetto alle precedenti selezioni in ambito locale. Obiettivi che il ministro Giannini, in una intervista a Repubblica, ha confermato in pieno, pur constatando «un grave errore, un gravissimo errore materiale e umano» da parte del Cineca. Il ministro Giannini addita responsabilità, chiarisce, difende le sue scelte e promette di sanare le falle del sistema. Esclude, soprattutto, che questo errore possa mettere in discussione il concorsone nazionale per le specializzazioni di medicina: «Il test nazionale è il risultato di una valutazione negativa delle prove locali, che in più occasioni aveva dato adito a falle molto più gravi: non trasparenza, poco rigore nelle valutazioni. Il test nazionale», continua Giannini, «è la migliore scelta per la qualità e la sicurezza dell’accesso alle scuole di medicina».

Un traguardo condiviso anche dai giovani medici dell’Anaao: «Continuiamo a credere che il concorso nazionale debba rappresentare la modalità di accesso alle specializzazioni, sempre che non vi siano altre strade da percorrere - affermano in una nota accorata in cui chiedono, oltre al risarcimento delle spese, che il ministro riferisca in Parlamento e poi si dimetta - ma allora deve prevedere controlli più rigorosi, tali da evitare queste incresciose irregolarità». Tra i medici c’è chi si spinge oltre, come l’Acoi, che propone il trasferimento delle competenze sulla formazione dei medici al ministero della Sanità, o come il presidente degli odontoiatri, che parla di sospetta «volontà di affossare la programmazione». Ipotesi, questa, recisamente respinta dal direttore del Cineca, Marco Lanzarini, che, a Tgcom24, esclude ogni ipotesi di «sabotaggio»: «È stato solo un errore materiale. Lo garantiamo al cento per cento». Un errore che potrebbe portare in futuro alla revoca del mandato da parte del ministero, messo sotto pressione anche dalla politica. Dopo le critiche di Forza Italia e Fdi, è stato oggi il deputato del Pd Filippo Crimì a chiedere di «perseguire i responsabili» affinchè «un metodo di selezione meritocratico non venga infangato a causa delle inefficienze amministrative». (Redazione)


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Il Tar annulla le bocciature ai test di medicina per due mila concorrenti
Interessati gli atenei di Bari, Salerno, Roma Tor Vergata e Napoli

ROMA (Italy) - E’ stato dichiarato illegittimo dal TAR del Lazio, il concorso 2014/2015 per l’accesso programmato a Medicina, dopo il ricorso di un ingente numero di studenti che, patrocinati dagli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, hanno agito per vie legali per “il caso Bari”, dove ricorderemo, al concorso, risultavano mancanti quattro plichi, e non due come si era detto in un primo momento. Oltre 2000 studenti, facenti parte del maxi ricorso, e provenienti da Bari, Roma Tor Vergata, Salerno e diverse parti d’Italia, sono riusciti ad essere ammessi ai tanto desiderati corsi universitari, abbattendo la barriera del numero chiuso.

Era l'8 aprile scorso, la data nazionale per il test di medicina 2014, quando un esercito di neodiplomati e non solo, si presentò nelle varie università per aggiudicarsi un posto nelle facoltà di medicina. Lo stesso giorno, a poche ore dalla prova, divamparono le polemiche per una serie di presunte irregolarità denunciate dagli studenti.


Una piccola vittoria - Ciò dimostra ancora una volta quanto male siano organizzati e gestiti questi corsi a numero chiuso. Il Portavoce degli Studenti Medi Alberto Irone parla di una “graduatoria” condizionata dalle fughe di notizie e dalle stranezze dei plichi mancanti e Gianluca Scuccimarra, Coordinatore dell’Unione degli Universitari, parla di “regole del gioco truccate”, e che quindi occorre urgentemente cambiare perché le vittime sono ragazzi, studenti a cui vengono estirpati sogni e progetti ancor prima d’iniziare. Si chiede dunque un immediato provvedimento e si attendono delle dichiarazioni dal Capo del Governo Renzi e dal ministro Giannini in proposito. Una cosa è certa, ancora una volta a rimetterci sono stati studenti che hanno avuto fiducia in un sistema che, però, a quanto pare, si è preso beffa di loro.

I fatti - Era l'8 aprile scorso, la data nazionale per il test di medicina 2014, quando un esercito di neodiplomati e non solo si presentò nelle varie università per aggiudicarsi un posto nelle facoltà di medicina. Lo stesso giorno, a poche ore dalla prova, divamparono le polemiche per una serie di presunte irregolarità denunciate dagli studenti. Prima fra tutti la storia di Bari, nel cui ateneo si parlò addirittura di plichi trafugati. Poi a valanga uscirono denunce da Salerno e Napoli per la presunta mancanza di anonimato e per ultima Tor Vergata, in cui risultarono vincitori un gruppo corposo di studenti provenienti tutti dalla stessa provincia. Una tempesta di proporzioni impressionanti. Da sempre il test di medicina provoca polemiche ma mai tanto incisive come quest'anno, di cui oggi vediamo gli effetti.

Il futuro prossimo - La svolta è vicina, già dal prossimo anno infatti le regole per l'accesso alle facoltà a numero programmato potrebbero cambiare. Questa durissima sentenza del Tar del Lazio non va che ha rinforzare le dichiarazioni del ministro all'istruzione, Stefania Giannini, che si è già espressa sulla necessità di cambiare le procedure guardando al modello francese: “Occorre fare una seria riflessione. Penso alla Francia, ad esempio, che liberalizza l'ingresso a medicina per poi selezionare molto severamente gli studenti durante il primo anno di corso. Questa decisione implica ovviamente una serie di difficoltà per gli atenei, comunque e' una discussione che si apre”.
(Federica Pignataro)


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Il ministro Giannini abolisce i test di ingresso a Medicina. Gli studenti esultano
Il modello sarà quello francese con un biennio aperto a tutti e poi dura selezione degli atenei

ROMA (Italy) - È ufficiale da ieri: il test di medicina da luglio verrà abolito definitivamente. Lo ha dichiarato Stefania Giannini nel corso di un Q&A sulla pagina Facebook di Scelta Civica, ma adesso c’è di più. Il Ministro in un’intervista al Corriere della Sera ha svelato ulteriori particolari rendendo più chiare le sue intenzioni riguardo le trasformazioni del numero chiuso che gli studenti stanno attenendendo di conoscere con ansia, soprattutto in seguito ai numerosi ricorsi di quest'anno e alle proteste sempre più agguerrite.

Il test d’ingresso di Medicina sparirà e con esso le domande a crocette che hanno lasciato perplessa persino l’inquilina di Viale Trastevere. Dall’anno accademico 2015-2016 tutto sarà diverso, con buona pace degli studenti che quest’anno hanno dovuto prepararsi ai quiz e, nel frattempo, studiare per la maturità.


A spingere la Giannini verso questo l’abolizione del numero chiuso, oltre alla dubbia bontà dei quesiti, sono stati i numerosi studenti che ogni anno vanno a studiare in Albania e in Romania e il caso dei test in primavera che, sa da una parte sono stati un tentativo di allinearsi con gli altri Paesi dall’altra decisamente non hanno funzionato perché “Gli studenti hanno smesso di studiare le materie classiche, quelle che servono per la maturità”. La conseguenza è che al posto di un test bastato su un numero chiuso “concepito e applicato male” e su domande che “non valutano le competenze di chi vuole fare il medico” ci sarà una selezione fortemente ispirata, come è già stato più volte specificato, sul modello francese.

La proposta di legge circa l’abolizione numero chiuso e i nuovi criteri di selezione verrà redatta entro luglio. La nuova selezione sarà “più dura” ma questa volta conteranno soltanto “la preparazione e la motivazione” degli aspiranti medici. Il sistema probabilmente si baserà su un primo anno (o un primo biennio) aperto a tutti (medici, farmacisti, dentisti e ostetrici) seguito poi da uno sbarramento molto selettivo. Lo sbarramento in questione forse potrebbe essere gestito in maniera almeno parzialmente autonoma dai singoli atenei esattamente come avviene in Francia. Dall’anno accademico 2015/2016 la valutazione avverrà alla fine del primo o del secondo anno di università. Il modello a cui ci si ispira è quello francese che prevede l’immatricolazione aperta a tutti e poi la selezione basata sugli esami sostenuti e sul merito degli studenti. Ma nel caso italiano dovranno per forza essere fatti dei correttivi. A questo spostamento in avanti della verifica delle capacità effettiva dell’aspirante medico, si dovrà accompagnare una selezione più dura. Insomma, da ora in avanti solo i meritevoli e capaci dovranno andare avanti.

“Test di medicina: intendo rivisitare il sistema di selezione, prendendo a modello il sistema francese (accesso al primo anno libero e selezione alla fine di esso su base meritocratica). Entro la fine di luglio formulerò la proposta e le nuove regole”. Queste le parole con cui il Ministro ha risposto a Raffaele N. che le aveva scritto: “Gli studenti vogliono chiarezza sul numero chiuso e sulle borse di specializzazioni mediche, non spot elettorali. Che ne pensa ministro Stefania Giannini? Potrebbe rispondere, finalmente, in maniera chiara?”. A differenza di quanto accaduto in passato, però, questa volta la Giannini non ha ampliato il discorso al numero chiuso tout- court non specificando se e in che misura le nuove regole in arrivo a luglio andranno a modificare il test d’ingresso di Veterinaria, Architettura e Professioni sanitarie. L’ora X però si avvicina a grandi passi e, quindi, presto sapremo come andrà a finire questa vicenda che, al momento, potrebbe anche portare all’abolizione del numero chiuso così come lo abbiamo conosciuto fino ad ora. Noi, ovviamente, vi terremo aggiornati!

In attesa del nuovo sistema, esultano le associazioni degli studenti, Udu e Rete Studenti Medi su tutte: parlano di vittoria indiscussa di chi si è battuto per anni contro il sistema iniquo del numero chiuso. E chiedono al ministero di garantire un tavolo di confronto con noi affinché il cambiamento di sistema sia positivo e non peggiorativo. Queste le intenzioni ufficiali della Giannini che, se da una parte hanno fatto esultare le associazioni studentesche, che adesso chiedono a gran voce di essere coinvolte in questo percorso di innovazione, dall’altra ha già scatenato l’ira di chi parla strapotere dei baroni e di aule a rischio sovraffollamento. (Redazione)


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Università, test medicina:Truffe o semplici disfunzioni potrebbero far annulare la prova
Plichi spariti o aperti a Bari fanno gridare allo scandalo. Unione studenti e Codacons denunciano i fatti

ROMA (Italy) - Mentre, giovedì 10 aprile, 12.000 studenti si sono cimentati con i quesiti per aggiudicarsi un posto ad Architettura, una spada di Damocle pende sul test d’ingresso a Medicina svoltosi martedì scorso. Un plico, di quelli contenenti le domande, potrebbe essere stato manomesso. La Digos sta indagando e non è escluso il rischio annullamento in tutta Italia.

Martedì c’era stato un po’ di scompiglio a Bari in occasione del test di Medicina per l’arrivo in ateneo di un plico in meno rispetto a quelli previsti, ma l’allarme era poi rientrato e la prova, con l’autorizzazione di viale Trastevere, si era svolta senza altri intoppi. Le associazioni studentesche Udu e Rete hanno denunciato “gravissime irregolarità”, in particolare nel capoluogo pugliese (“un plico, non solo è stato aperto prima che gli studenti entrassero, ma addirittura al suo interno sono state ritrovate solo 49 buste a fronte delle 50 che dovevano essere presenti dentro ogni plico”).


Ora annunciano un esposto alla Procura chiedendo il sequestro penale di tutti i compiti inoltrati al Cineca per la correzione e tutta la documentazione in originale presente ancora presso l’Ateneo. Intanto la Digos ha avviato un’inchiesta su richiesta della commissione esaminatrice e il rettore ha sollecitato una relazione al ministero su quanto accaduto. Si ipotizza il reato di furto finalizzato alla truffa per permettere a qualcuno di superare il test d’ingresso a Medicina e Odontoiatria. Nel plico contenente i test i commissari hanno trovato 49 buste anziché 50. Il plico, ha accertato la Digos, era sigillato in modo diverso dagli altri: la parte inferiore era chiusa con nastro adesivo, si è aperto facilmente, la fascetta in plastica era allentata.

La polizia ha finora ascoltato i componenti la commissione d’esame e tutte le persone nelle cui mani, a Bari, è passato il plico. Tra le testimonianze messe a verbale anche quella del conducente del furgoncino che da Bologna ha portato le buste, provenienti da Roma, nel capoluogo pugliese. Il furgoncino, regolarmente chiuso a chiave, è stato parcheggiato per alcuni giorni, in attesa della data dei test, in una caserma dei carabinieri. E c’è un verbale, già acquisito dagli investigatori, che lo prova. L’ipotesi della polizia è che il plico sia stato verosimilmente manomesso prima dell’arrivo a Bari: quindi o a Roma o in un centro di smistamento. Un’informativa contenente i primi risultati delle indagini sarà depositata domani dalla Digos alla procura di Bari.

Intanto, Udu e Rete sostengono con forza una foto-petizione “#stopaltest io ci metto la faccia” sui social network per chiedere la sospensione dei test e il Codacons ha rivolto un appello al ministro Giannini affinché si mandi in pensione il sistema di selezione italiano “che fa acqua da tutte le parti” e si adotti, invece, il modello francese: la selezione si fa a corso avviato, le matricole devono finire il primo anno avendo sostenuto tutti gli esami. In questo modo – spiega l’associazione di consumatori – la selezione “avviene sulla base di reali meriti e non sulla base di una prova spesso irregolare e priva di ogni senso logico“. (Redazione - 10 aprile 2014 ore 22.00) Foto: Gazzetta del Mezzogiorno


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Via ai test universitari 2014: tante le polemiche
Test complesso, data precoce e studenti insoddisfatti

ROMA (Italy) – Sono partiti oggi i test 2014 di ammissione all’università pubblica per la facoltà di Medicina e Odontoiatria. Circa 83mila candidati per 19mila posti a disposizione. Molte le lamentele dei candidati per la difficoltà delle domande, in particolare di cultura generale. Nemmeno la data del test sarebbe, secondo i candidati, delle migliori in quanto eccessivamente precoce e nel bel mezzo del periodo scolastico più duro per i maturandi.

Non manca poi chi protesta contro la stessa istituzione dei test e del numero chiuso, come il gruppo di ragazzi che stamattina hanno preso parte al flash mob difronte all’università La Sapienza di Roma. Domani, 9 Aprile, si procederà con Veterinaria, Giovedì 10 Aprile con Architettura e a Settembre con le professioni sanitarie.


Erano in 83mila stamattina alle 11 davanti alle maggiori pubbliche d’Italia i partecipanti al concorso, contro i quasi 100mila dell’anno scorso. Per Medicina quindi le probabilità di entrare aumentano ad 1 un posto ogni 6 candidati rispetto al rapporto 1 a 7 dell’anno passato. Solo 1 candidato su 9 inoltre entrerà a Veterinaria contro l’1 su 10 del 2013 e solo 7mila gli iscritti di quest’anno. Per Architettura il discorso cambia: 11.884 gli iscritti, parecchi di meno dei 16.651 del 2013, e ben 7mila i posti. Saranno pochi, quindi, gli aspiranti delusi.

I giovani candidati In 100 minuti hanno dovuto affrontare 60 domande con 5 opzioni ciascuna (4 domande di cultura generale, 23 di logica, 13 di biologia, 14 di chimica, 6 di fisica e matematica). Se per le domande di ambito scientifico aver studiato duro si è rivelato sufficiente, per le domande di cultura generale, molti gli astenuti. Fra le più ostiche, le domande sul linguista russo Noam Chomsky e sullo storico Eric J. Hobsbawm. "Certo - racconta la madre di Rossella, studentessa del liceo che ha appena sostenuto la prova - se a scuola non si affrontano alcuni argomenti è molto difficile che si conoscano Chomsky o Hobsbawm". Prova complessa, quindi, e inadatta a dei ragazzi dell’ultimo anno del liceo. "Noi veniamo dalla facoltà di Biotecnologie della Salute della Federico II - raccontano tre ragazze appena uscite da un'aula - anche per noi che siano al terzo o secondo tentativo di entrare a Medicina questi quiz sulla biologia e la chimica ci sono sembrati troppo specifici e presumevano una buona conoscenza dell'anatomia. Molto al di sopra della preparazione di uno studente del quinto anno".

Non solo: grande la polemica sull’anticipazione della data da Settembre ad Aprile. Un ragazzo certamente non può dividersi fra interrogazioni scolastiche, preparazione alla maturità e ai test universitari in uno stesso periodo e spostare la propria attenzione da una realtà imminente quale quella degli esami ad una che vede ancora remota, quale quella della sua vita dopo il diploma. Circa del 30%, infatti, la percentuale dei ragazzi che si stanno preparando da solo pochi giorni. Rispetto all’anno scorso la grande novità non è solo la data ma anche l’eliminazione del tanto contestato bonus maturità, tuttavia fonte di ripensamenti da parte del Ministero. “Che la carriera scolastica conti per me è importante”, ha dichiarato infatti in una delle sue prime uscite pubbliche il ministro Giannini. Chi dice quindi che il bonus non possa ritornare già a partire dal prossimo anno?

Di certo il ministero andrebbe incontro alla disapprovazione di quanti, addirittura, vorrebbero abolire il numero chiuso all’università ormai adottato dal 57% dei corsi. Proprio stamattina, di fronte all’università La Sapienza di Roma, il Coordinamento universitario Link e la Rete della conoscenza hanno improvvisato un flash mob imbracciando cartelli fortemente emblematici: “Volevo fare il medico”, “Libero accesso per tutti”, “Merito di scegliere”. Triste verità, ma solo 1 studente su 4 riuscirà ad intraprendere la facoltà che più lo appassiona. Gli altri tre studenti invece? Probabilmente si riverseranno all’Estero, magari in Albania, come il figlio di Umberto Bossi che che ha preferito le aule della Kristal di Tirana all’Italia. E chi invece non ha alle spalle una famiglia benestante che mantenga gli studi fuori Paese in università prestigiose? Difficile ammetterlo, ma probabilmente andrà ad incrementare una classe di lavoratori sempre più frustrati e inefficienti.
(Valentina Iaia - 8 aprile 2014 ore 23.00)


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Test università, un affare da 6 milioni di euro. Cala il fascino del "camice bianco"
Otto, nove e dieci aprile, partono i famigerati test per aspiranti medici, odontoiatri, veterinari e architetti

ROMA (Italy) – Per la prima volta con l’anno scolastico ancora in corso ci sono i test di ingresso per le facoltà a numero chiuso delle Università italiane. Un’abitudine consolidata in altri paesi, non in Italia dove professori, presidi e studenti si lamentano perché i ragazzi dell’ultimo anno si interessano di più ai test che all’esame di maturità.

È la professione più ambita dai giovani che nella speranza di superare i test di ammissione a Medicina, si iscrivono a corsi, più o meno seri, di preparazione che si possono frequentare già dal terzo anno delle superiori. Un costo per le famiglie non indifferente, si parla di migliaia di euro l'anno, e anche per i ragazzi alle prese con un doppio binario: da una parte la maturità dall'altra il fatidico test, da quest'anno anticipato ad aprile. Un "corto circuito" che rischia di penalizzare anche gli studenti più brillanti.


Quattro milioni di euro: questa è la cifra che complessivamente sborseranno i 69.000 aspiranti medici e odontoiatri che il prossimo 8 Aprile sosterranno il test d’ingresso nelle università pubbliche. A questa somma si aggiungono circa altri due milioni versati dai candidati, circa 15.000, che hanno partecipato alle prove di atenei privati come Campus BioMedico, Università Cattolica e del San Raffaele.

I posti per gli aspiranti medici sono 9983, 949 per gli odontoiatri e 774 per i veterinari (erano 832 l’anno scorso, ma si è tenuto conto del fabbisogno professionale in calo). Per i corsi dell’area di architettura i posti sono invece 7621, in calo di un migliaio rispetto all’anno scorso. I posti bandi sono segnalati in un decreto. 69.603 per poco meno di un diecimila posti a Medicina con un calo del 17% rispetto allo scorso anno. Anche per Architettura c’è una diminuzione del 32% e per Veterinaria il calo è del 26% con 8041 domande. Medicina e Odontoiatria martedì 8 aprile, Veterinaria mercoledì 9, giovedì 10 per i corsi finalizzati alla professione di Architetto.

Sebbene la graduatoria finale sia nazionale, il prezzo per partecipare è diverso in giro per lo Stivale. La forbice è compresa dai 10 euro di Milano Bicocca ai 100 euro di Torino, Napoli, Vercelli, Salerno. Richieste in genere allineate con quanto richiesto nel 2012, anche se non mancano rincari da record, come quello dell’Università Federico II che da quest’anno richiede 100 euro invece di 50. La Bicocca di Milano ha invece tagliato i costi accontentandosi della cifra quasi simbolica di 10 euro. Il prezzo medio si attesta, comunque, intorno ai 55 euro per le università pubbliche. Sfonda quota 100 in tutti gli atenei privati. Su questa base, ipotizzando che tutti i 69.000 iscritti sul portale Universitaly abbiano completato anche la procedura di pagamento, si può stimare dunque che nelle casse delle università pubbliche entrino poco meno di 4 milioni di euro.

Al computo totale vanno poi aggiunti gli atenei privati, che sono solo tre ma portano a casa un bel gruzzoletto. Al San Raffaele di Milano i circa 4.000 candidati hanno dovuto sborsare una quota di 160 euro, per un incasso totale di oltre 650.000 euro; alla Cattolica di Roma gli oltre 8.000 candidati hanno messo sul piatto 120 euro, per un totale di oltre 950.000 euro; al Campus Biomedico gli oltre 3.000 candidati hanno contribuito con 130 euro alla causa per un totale di 390.000 euro circa. La maggior parte delle università – il 70% – accetta il pagamento online, includendo nell’opzione online anche gli strumenti di pagamento diversi dalla carta di credito ma che possono comunque essere gestiti tramite servizi di home banking come, ad esempio, i bollettini Mav (la metà degli atenei pubblici non indica una banca di riferimento).

Nonostante la graduatoria nazionale, che permette a uno studente di partecipare all’assegnazione dei posti virtualmente in ogni sede universitaria italiana, i test di ingresso continuano a costare in maniera diversa di città in città. Non si capisce il motivo per cui in alcuni atenei il test costi 100 euro e in altri poco più di 30. Se questa cifra serve a coprire i costi vivi dell’organizzazione, allora bisognerebbe effettuare una spending review negli atenei più costosi. Altrimenti – conclude – vien da pensare che sia un’occasione per lucrare sugli studenti. Non a caso gli atenei privati risultano anche i più costosi dove tentare di entrare. (Redazione - 4 aprile 2014 ore 18.00)


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