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Lisbona, congresso della società italiana di ginecologia: Lezioni di sesso a scuola in tutti i Paesi europei
L'Italia tra gli ultimi posti dei paesi occidentali per educazione sessuale: 105 mila aborti e 9 mila baby mamme

ROMA (Italy) - A chiedere di uniformare, sotto questo aspetto, i programmi scolastici del Vecchio continente per offrire a tutti i giovanissimi informazioni corrette, sfatando i molti falsi miti e chiarendo i dubbi che ancora circondano questa materia, sono i ginecologi della Sigo (Società italiana di ginecologia e ostetricia), dal 13esimo congresso della European Society of Contraception and Reproductive Health di Lisbona. "E' auspicabile che il nuovo Parlamento europeo si impegni per introdurre l'educazione sessuale come materia di studio per tutti i ragazzi dei 28 Paesi membri", sottolineano i ginecologi Sigo.

Il prezzo di tanta ignoranza è alto. "Nel 2012 in Italia abbiamo avuto oltre 105.000 interruzioni volontarie di gravidanza e hanno partorito novemila baby mamme under 18. E non è un problema di mancanza di scolarità ma di cultura.


Che sia necessaria un'informazione corretta lo dimostrano alcuni dati. Solo il 16 per cento delle ragazze italiane ha avuto informazioni sul sesso e sulla contraccezione a scuola. E da noi - secondo un sondaggio internazionale svolto in diciassette nazioni su circa novemila donne - il 31 per cento delle intervistate pensa che il coito interrotto sia un sistema contraccettivo efficace o che sia impossibile restare incinta durante il primo rapporto sessuale (29%) tanto che quattro ragazze su dieci non utilizzano alcun metodo.

Nel 2012 105.000 interruzioni volontarie di gravidanza. Il prezzo di tanta ignoranza è alto. "Nel 2012 in Italia abbiamo avuto oltre 105.000 interruzioni volontarie di gravidanza e hanno partorito novemila baby mamme under 18. E non è un problema di mancanza di scolarità ma di cultura. In Italia ogni scuola decide in autonomia se tenere lezioni specifiche ai propri studenti e perciò la maggior parte dei ragazzi si informa con amici o su internet, dove ci sono anche informazioni fuorvianti e pericolose. Gli adolescenti - e anche gli stranieri - sono i soggetti più a rischio per comportamenti sessuali pericolosi ed è per questo che le prossime iniziative della Sigo, con il sito (www.sceglitu.it) saranno dedicate a loro. Già ora mettiamo a disposizione di insegnanti e ragazzi dei kit informativi da scaricare e usare in classe.

L'Europa, infatti, è ancora divisa da questo punto di vista. E questa, secondo gli esperti, è una delle ragioni per cui nel Vecchio continente esistono fortissime differenze nel ricorso all'interruzione di gravidanza: si va da 12 aborti su 1.000 donne nell'area occidentale a 43 su 1.000 in quella dell'Est. In Italia l'educazione sessuale non è materia obbligatoria, e ogni istituto può decidere se tenere o no lezioni specifiche. Così trionfano passaparola e 'dottor Google', "dove è possibile trovare informazioni errate e pericolose", ammonisce Paolo Scollo, presidente Sigo. Anche per questo motivo "stiamo perfezionando un progetto che presenteremo al ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, per l'educazione a una sessualità consapevole dei ragazzi e per la fomrazione degli stessi insegnanti fin dalle scuole medie. Un progetto in cui sarebbe auspicabile anche il coinvolgimento del ministero della Salute e che speriamo possa partire nel prossimo anno scolastico.

C’è una mancanza di cultura della sessualità e della contraccezione consapevole tra i giovani, ma anche tra gli insegnanti per questo la Sigo presenterà al ministro della Pubblica istruzione un progetto per dare informazioni al corpo docente e trasmetterle poi a caduta tra i giovani. L’obiettivo è far cadere alcune barrire culturali che ancora esistono. Un’informazione che deve iniziare dalle scuole medie e proseguire nelle classi superiori. Il linguaggio dei ragazzi è molto semplice e non dobbiamo orientarci su questa semplicità chiarendo dubbi e dando loro certezze. l'idea è partire con il prossimo anno scolastico”.
(Redazione)

Organizzazione Mondiale della Sanità - E' mutata la società, internet è un canale di accesso di informazioni delicato ed incontrollato, e non si può più far finta di non voler vedere. Insomma, è arrivato il momento di prepararsi ad una nuova educazione sessuale, una educazione che sia eterogenea, che insegni a rispettare le diversità e ad accettare e condividere la propria identità. Il documento nasce per affrontare le numerose sfide riguardanti la salute sessuale: i tassi crescenti dell’HIV e di altre infezioni sessualmente trasmesse (IST), le gravidanze indesiderate in adolescenza e la violenza sessuale, solo per citarne alcune. Bambine e bambini, ragazze e ragazzi sono determinanti per il miglioramento della salute sessuale generale. L'iniziativa è stata avviata dall’Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS e realizzata dal Centro Federale per l’Educazione alla Salute (BZgA) di Colonia, un centro di collaborazione dell’OMS per la salute sessuale e riproduttiva, in stretta cooperazione con un gruppo di 19 esperti di varia formazione- dalla medicina alla psicologia, alle scienze sociali - provenienti da nove paesi dell’Europa occidentale. Insomma è arrivato il momento per la scuola italiana di accogliere le indicazioni come fornite dall'OMS per modernizzarsi e rendere l'individuo più libero, consapevole ed abbattere ogni muro di pregiudizio.


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