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Brindisi, la scuola europea si espande coinvolgendo il liceo Fermi-Monticelli
Dopo lo start dello scorso anno della scuola primaria Salvemini, anche l'istituto scientifico
ha ricevuto l'approvazione dal Consiglio delle scuole europee. Da settembre una prima classe

ROMA (Italy) - Si è tenuta oggi presso Confindustria Brindisi una conferenza per presentare ufficialmente il progetto della Scuola Europea che, da scuola dell'infanzia e primaria si allarga anche alle classi secondarie. Dal prossimo settembre, infatti, in continuità con il percorso che, già lo scorso anno l'Istituto comprensivo Centro con la dirigenza di Angela Citiolo aveva avviato, il Liceo Scientifico Fermi-Monticelli e la sua Preside Annamaria Quarta accoglieranno delle classi con indirizzo “europeo”.

Scopo del progetto è la creazione di un istituto accreditato che consenta ai suoi studenti di conseguire il diploma di baccalaureato riconosciuto in tutta l'Unione Europea. Il percorso di studi prevede la divisione in classi italofone e anglofone che, insieme alla lingua del Paese ospitante e all'inglese, studieranno in una terza (e anche quarta) lingua.


I percorsi sono altamente vasti e, accanto alle materie obbligatorie, il ragazzo avrà la possibilità di costruirsi da solo un curriculum in base alle proprie esigenze. Aver ottenuto l'accredito dal Consiglio delle Scuole Europee è per le due dirigenti un ottimo riconoscimento di professionalità e qualità ma, come ha ribadito Giancarlo Marcheggiano, Vice Segretario del Consiglio, “l'accredito vale solo per tre anni, dopo i quali la scuola in questione deve mostrarsi all'altezza di riottenere l'incarico. Questo è uno sprono a migliorarsi sempre e considerare l'approvazione del progetto come punto di partenza”.

"Ovviamente, la possibilità di frequentare viene data a chiunque, ma
– come spiega la Dirigente Annamaria Quarta - per quanto riguarda la scuola secondaria è necessario che il ragazzo certifichi una buona conoscenza della lingua inglese. Certo, però, una scuola così specializzata a livello linguistico prevede insegnanti madrelingua e a tal proposito, ci tengono a sottolineare i presenti, la scuola potrebbe richiedere una retta (che va dalle 50 euro fino alle 670 euro mensili)."

I padroni di casa, Giuseppe Marinò e Angelo Guarini, rispettivamente presidente e direttore di Confindustria Brindisi, hanno spiegato come nel contesto socio-economico cui agisce Confindustria, soprattutto nel versante sociale, rientra la scuola, a maggior ragione un istituto d'eccellenza come quello europeo che dà lustro alla città. Una sinergia, quindi, che proprio da oggi si sviluppa tra l'associazione industriale e il mondo didattico-scolastico brindisino e non solo. “La presenza di una scuola Internazionale - conclude Marinò – per i figli dei funzionari delle istituzioni europee è sì un'opportunità economica ma è soprattutto un atto di civiltà nei confronti di una comunità importante qual quella dei dipendenti ONU e dimostra come ognuno di noi ha a cuore la crescita della città”.

Un progetto che ha visto l'incessante impegno di un team tra i cui fautori è da cennare la responsabile dell'organizzazione & marketing Natalia Cucci prodigatasi per il raggiungimento di questo prestigioso riconoscimento territoriale.

Il Direttore Generale Affari Internazionali Miur, Marcello Limina si è invece concentrato sull'aspetto dell'alta specializzazione della Scuola Europea e ha sottolineato come questo sia un progetto ancora in costruzione che lo Stato, attraverso i suoi finanziamenti, ha promosso. “In Italia questa è la seconda scuola Europea di tipo 2 (dopo quella di Parma). Scuole come questa nascono principalmente per garantire un'istruzione idonea ai dipendenti di organizzazioni europee che richiedono per i propri figli un diploma spendibile ovunque. In questo caso, dobbiamo ringraziare la presenza della base delle Nazioni Unite a Brindisi”.

Proprio in rappresentanza dell'Onu, presente alla Press Conference, il Direttore Gsc/Unlb Nicholas Von Ruben che ha ricordato quanto sia importante istruire bene le nuove generazioni: "Una scuola europea rappresenta un’opportunità unica di sviluppo per il territorio, in quanto risponde alla vocazione internazionale di questa città che oggi ospita il Centro Servizi Global delle Nazioni Unite, la Base di Pronto Intervento Umanitario dell’ONU ed alcune aziende internazionali. Nel futuro proprio per la presenza di una scuola che garantisce un’educazione internazionale, Brindisi potrebbe attrarre altre agenzie ONU, Uffici dell’UE e altre aziende internazionali.
Sapevamo fin dal principio
- ha continuato Von Ruben - che si trattava di un progetto ambizioso che richiedeva dedizione tempo e impegno. Oggi abbiamo ogni motivo di sentirci orgogliosi dei magnifici risultati raggiunti. I programmi della scuola materna ed elementare sono in piedi e siamo pronti ad avviare il ciclo di studi secondario. Tutto questo è stato possibile grazie ad una unità d’intenti.

La partecipazione del Governo italiano, delle istituzioni locali, dell’Associazione Industriale di Brindisi, della comunità locale ed ONU oggi è la prova che non ci sono limiti a quello che possiamo raggiungere se una semplice idea è perseguita insieme. La scuola europea è la risposta alla sfida di come raggiungere l’integrazione globale che necessariamente passa attraverso la formazione delle giovani generazioni. L’indotto economico - ha infine concluso il manager - è spesso utilizzato come parametro per dare un senso e un valore alla presenza di aziende e organizzazioni internazionali su un territorio e certamente siamo lieti del fatto che Brindisi possa beneficiare economicamente della nostra presenza, ma devo dire, anche a nome del mio predecessore, che sono soprattutto fiero che la presenza delle Nazioni Unite a Brindisi abbia lanciato l’idea di una scuola Europea, con illimitate possibilità, trampolino di lancio per le future generazioni, fonte d’attrazione di business internazionale, e più egoisticamente, un pozzo da cui attingere risorse umane per l’impiego futuro di funzionari ONU." (Marika Del Zotti)


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