www.italianews.org - L'agenzia internazionale di comunicazione e giornalismo

Il fumo passivo provoca il cancro e ogni anno nel mondo in 600mila muoiono per i danni ricevuti
In Italia è reato e per far rispettare la legge bisogna ricorrere sempre alle forze di Polizia

ROMA (Italy) - Il 25% della popolazione italiana è esposto ai pericoli del fumo passivo e 8 cittadini su 10 non sanno che provoca il cancro del polmone. Il 71% fuma regolarmente in luoghi chiusi, mentre per il 43% smettere con le sigarette non riduce il rischio di sviluppare la malattia. Una diffusa ignoranza che preoccupa, visto che il 49% dichiara di fumare in presenza di bambini.

Il fumo passivo come reato - E' proibito dal comma 20 dell’articolo 52 della legge Finanziaria 2002, con multe che variano da 25 a 250 euro. Il doppio se la violazione è commessa in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o di bambini fino a dodici anni. Ricordiamo che respirare sigarette, proprie e altrui, determina il 90% del totale dei decessi per tumore del polmone.


Il fumo passivo come reato - E' proibito dal comma 20 dell’articolo 52 della legge Finanziaria 2002, con multe che variano da 25 a 250 euro. Il doppio se la violazione è commessa in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o di bambini fino a dodici anni.

I danni del fumo passivo - In Italia più di 11 milioni di persone fumano regolarmente, circa 6 milioni di uomini e 5 milioni di donne. I tabagisti rappresentano oltre il 20 per cento della popolazione con più di 15 anni e la maggioranza fuma in media dalle 10 alle 14 sigarette al giorno. A questi si aggiunge l’esercito, ancora più vasto, dei fumatori passivi: 15 milioni di persone in tutto, molti dei quali giovanissimi, visto che le stime più recenti indicano che la metà degli under 14 italiani (cioè 4 milioni di individui) vive con almeno un tabagista. Nonostante i molti richiami dei medici pare che il messaggio non sia ancora chiaro: il fumo passivo (quello inalato involontariamente dalle persone che vivono a contatto con uno o più tabagisti, che rappresenta il principale inquinante degli ambienti chiusi), al pari di quello attivo, possiede oltre quattromila sostanze chimiche sotto forma di particelle e di gas. Per questo i non fumatori che lo inalano sono spesso colpiti dalle stesse malattie dei tabagisti (irritazione agli occhi e al naso, mal di testa, secchezza della gola, vertigini, nausea, tosse e problemi respiratori). Nel mondo le morti causate dal fumo passivo sono oltre 600mila l’anno.

Pericoli per i bambini - Ogni anno nel nostro Paese le stime contano fra i 150mila e i 300mila casi di polmonite e bronchite nei bambini sotto i 18 mesi e 15mila ricoveri in ospedali pediatrici. Le sigarette possono trasformare il salotto di casa o l’abitacolo dell’automobile in vere e proprie camere a gas. Sarebbe opportuno estendere i divieti antifumo a tutti gli ambienti chiusi o troppo affollati come automobili, spiagge, stadi e parchi. Solo così è possibile difendere la salute di tutti i cittadini, specialmente delle persone più a rischio, come le donne in gravidanza e i bambini.

Nei bambini, il tabagismo passivo rallenta la crescita dei polmoni e provoca malattie delle vie respiratorie, infiammazioni dell’orecchio medio (otite) e asma. Una grave crisi d’asma può mettere in pericolo la vita del bambino. Durante gli anni della scuola dell’obbligo, il fumo secondario provoca tosse riflessa, formazione di muco nella gola e nella faringe, un respiro rumoroso e difficoltà respiratorie. Nel neonato, il fumo passivo accresce il rischio di morte bianca. L’esposizione al fumo passivo durante la gravidanza espone a delle complicazioni: aborti spontanei, gravidanze extrauterine e parti precoci. Il feto corre il rischio di un ritardo nello sviluppo e ed il neonato puo' avere una insufficienza ponderale.

Sono numerosi gli studi che hanno dimostrato la correlazione tra il fumo di sigaretta e varie malattie respiratorie, cardiovascolari, digestive e del sistema riproduttivo. Tra queste: asma, bronchite cronica ostruttiva, infarto e angina del cuore, ictus oltre al tumore del polmone. Tra i bambini, il fumo passivo si rivela anche un importante fattore di rischio della "SIDS" (Sudden Infant Death Syndrome) meglio conosciuta come la "morte in culla", ovvero il decesso improvviso ed inaspettato di un lattante inferiore all'anno di vita senza cause accertate. La SIDS si presenta maggiormente nei mesi invernali, quando le malattie virali sono più diffuse. Se si riduce l'esposizione pre e post natale al fumo, a sua volta si abbassa in maniera sostanziale il rischio di SIDS. È stato calcolato che l'eliminazione completa del fumo passivo porterebbe ad una riduzione di circa un terzo delle morti in culla. Giorgio Esposito)


Riproduzione non consentita ©


Immigrazione: un
milione pronti a partire


India: Latorre e Girone
detenuti illegalmente


Ucraina tra democrazia
e dittatura russa

Emirates nuovi
collegamenti aerei

Le destinazioni top
viaggi del 2014

Pensioni: gli ostacoli
di tutti i governi