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La scuola di Renzi: addio ai precari e supplenze. I pensionandi di quota 96 seppelliti dalla Fornero
L'OCSE chiede aumenti di stipendio, Renzi li taglia. I conti non tornano
La riforma vedrà la luce dal prossimo anno scolastico. Sindacati e studenti sul piede di guerra


ROMA (Italy) - Il premier Renzi e il Ministro dell’Istruzione Giannini hanno reso noto quali saranno i punti fondamentali per la riforma scuola elencando i 12 punti base della riforma. La nuova riforma scuola ipotizzata dal Governo Renzi prenderà il via dal prossimo anno scolastico 2015/2016. Piena realizzazione dell’autonomia scolastica, valorizzazione della funzione docente sulla base del merito, potenziamento del collegamento tra la scuola ed il mondo del lavoro, questi i cardini della nuova riforma scuola.

Dal 2016 si diventerà docenti di ruolo solo per concorso, stop alle supplenze, scatti in base al merito e non più in base all’anzianità per gli insegnanti, alternanza Scuola-Lavoro obbligatoria negli ultimi 3 anni degli istituti tecnici e professionali, più inglese ed economia tra i banchi, musica e sport nella primaria, apertura agli investimenti privati anche con School bonus. Il ministro Giannini da lunedì prossimo sarà in tour per l’Italia per raccontare quel che il Governo intende fare.


Addio agli scatti di anzianità automatici per introdurre una progressione basata principalmente sul merito. In realtà, dai calcoli pubblicati in questi giorni su OrizzonteScuola, si prefigura un risparmio per lo stato dai 200 ai 331 milioni di euro, per andare ben oltre a regime. L'OCSE chiede aumenti di stipendio, Renzi li taglia. I conti non tornano.

Valutazione. Ci sarà poi maggior spazio, nella riforma della scuola o nelle linee guida che oggi saranno svelate, dedicato alla valutazione dei docenti, legando in qualche modo la retribuzione ai criteri di merito e apprezzamento nei confronti della didattica, che terrà conto anche della partecipazione a laboratori, progetti, corsi di specializzazione per la formazione eccetera).

Autonomia. Parola d’ordine del nuovo corso, dovrebbe guidare il ruolo dei presidi con l’avvento delle novità Giannini-Renzi, a cominciare da una maggior autosufficienza nelle capacità dei spesa da parte dei dirigenti scolastici dei singoli istituti.

Capitolo centrale della riforma sono sicuramente gli insegnanti precari che affollano le graduatorie. Nel programma teorizzato dal governo, si dovrebbe arrivare all’assunzione di 100mila docenti entro il 2015, tramite l’assorbimento di svariate frange dell’occupazione scolastica. In particolare, l’obiettivo sarebbe quello di intervenire sulle cattedre intere, cioè quei professori che restano in servizio fino all’ultima campanella (pari a circa 13mila posti), più l’inserimento delle supplenze di durata annuale, pari a circa 40mila unità, più maestre di sostegno che rientrano negli organici stabili degli istituti (20mila ogni anno), più l’organico funzionale da cui le scuole potranno attingere per assolvere alle rimanenti funzioni della didattica. Totale, costi stimati dal Miur: un miliardo di euro. I precari avevano ben ragione di temere per il lor destino in merito alle graduatorie di istituto. Secondo la nuova riforma scuola, infatti, sarà necessaria un’unica fascia di insegnanti abilitati da utilizzare nei casi in cui le supplenze non potranno essere coperte con i docenti già di ruolo. Le Graduatorie di istituto verranno mantenute, ma con una sola fascia (la seconda), riservata esclusivamente a tutti gli abilitati. Le conseguenze saranno, dunque, l’abolizione della I fascia, in quanto tutti assunti, e della III fascia, in quanto la maggior parte degli iscritti ha pochissimi punti e perciò non possono essere considerati precari: sarebbe paradossale, secondo la nuova riforma, dire che chiunque abbia mai svolto anche solo una settimana o un solo giorno di supplenza è un precario della scuola.

Supplenze - Secondo la riforma scuola del Governo Renzi si dovrà come primo passo, azzerare le graduatorie ad esaurimento dei precari storici, attraverso l’introduzione degli organici funzionali di rete: un organico aggiuntivo che dovrebbe garantire stabilità alle scuole e maggiore autonomia alle stesse. Con questo organico funzionale le scuole hanno un quantitativo di docenti in grado di coprire tutte le esigenze, dalle lezioni in classe alle supplenze, passando per la gestione dei progetti al recupero degli alunni in difficoltà e al potenziamento delle eccellenze. Così facendo, entro settembre 2015 si potrebbero assumere a tempo indeterminato 100mila/150mila precari e/o vincitori di concorso. Inoltre, è previsto un nuovo concorso per 40mila abilitati che verranno assunti tra il 2016 e il 2019 per sostituire gli insegnanti che nello stesso periodo andranno in pensione.

Valutazione. Ci sarà poi maggior spazio, nella riforma della scuola o nelle linee guida che oggi saranno svelate, dedicato alla valutazione dei docenti, legando in qualche modo la retribuzione ai criteri di merito e apprezzamento nei confronti della didattica, che terrà conto anche della partecipazione a laboratori, progetti, corsi di specializzazione per la formazione eccetera).

Autonomia. Parola d’ordine del nuovo corso, dovrebbe guidare il ruolo dei presidi con l’avvento delle novità Giannini-Renzi, a cominciare da una maggior autosufficienza nelle capacità dei spesa da parte dei dirigenti scolastici dei singoli istituti.

Quota 96. Ancora nessuna conferma ufficiale, anche se nelle linee guida dovrebbero rientrare anche i famigerati Quota 96, prima pensionati dal decreto di riforma PA e poi costretti a tornare in cattedra.
Con la Riforma Fornero alcune categorie, in primis quella degli insegnati, avevano diritto di accesso alla pensione sulla base della “quota 96”. Tale quota permetteva di accedere al trattamento previdenziale a 61 anni (dopo aver maturato 35 anni di servizio) o a 60 anni (con 36 anni di servizio). L’unica prerogativa richiesta era quella di possedere i requisiti anagrafici e contributivi alla data del 31 dicembre 2011. Nel 2011 la Riforma Fornero ha modificato, insieme alle altre, anche la Pensione quota 96. La legge dell’ex Ministro del Lavoro cancella le quote per l’accesso alla pensione, ivi compresa la quota 96 tanto cara agli insegnanti. Coloro che, dunque, hanno maturato i requisiti necessari non hanno più diritto di usufruire del precedente trattamento previdenziale. La riforma scuola ipotizzata dal Governo Renzi pare non fare alcun cenno alla Quota 96 ma sembra si stia facendo un passo indietro: la stessa Giannini, in occasione della Festa dell’Unità, ha detto ai Quota 96 della scuola “Abbiate fiducia”. Si resta, dunque, in attesa di novità in merito. (Redazione)

Ma ecco i 12 punto del governo per risollevare le sorti di una scuola pubblica che "gocciola" da tante parti:

- MAI PIÙ PRECARI NELLA SCUOLA - Un piano straordinario per assumere 150 mila docenti a settembre 2015 e chiudere le Graduatorie a Esaurimento.

- DAL 2016 SI ENTRA SOLO PER CONCORSO - 40 mila giovani qualificati nella scuola fra il 2016 e il 2019. D’ora in avanti si diventerà docenti di ruolo solo per concorso, come previsto dalla Costituzione. Mai più “liste d’attesa” che durano decenni.

- BASTA SUPPLENZE - Garantire alle scuole, grazie al Piano di assunzioni, un team stabile di docenti per coprire cattedre vacanti, tempo pieno e supplenze, dando agli studenti la continuità didattica a cui hanno diritto.

- LA SCUOLA FA CARRIERA: QUALITÀ, VALUTAZIONE E MERITO - Scatti, si cambia: ogni 3 anni 2 prof su 3 avranno in busta paga 60 euro netti al mese in più grazie a una carriera che premierà qualità del lavoro in classe, formazione e contributo al miglioramento della scuola. Dal 2015 ogni scuola pubblicherà il proprio Rapporto di Autovalutazione e un progetto di miglioramento.

- LA SCUOLA SI AGGIORNA: FORMAZIONE E INNOVAZIONE - Formazione continua obbligatoria mettendo al centro i docenti che fanno innovazione attraverso lo scambio fra pari. Per valorizzare i nuovi Don Milani, Montessori e Malaguzzi.

- SCUOLA DI VETRO: DATI E PROFILI ONLINE - Online dal 2015 i dati di ogni scuola (budget, valutazione, progetti finanziati) e un registro nazionale dei docenti per aiutare i presidi a migliorare la propria squadra e l’offerta formativa.

- SBLOCCA SCUOLA - Coinvolgimento di presidi, docenti, amministrativi e studenti per individuare le 100 procedure burocratiche più gravose per la scuola. Per abolirle tutte.

- LA SCUOLA DIGITALE - Piani di co-investimento per portare a tutte le scuole la banda larga veloce e il wifi. Disegnare insieme i nuovi servizi digitali per la scuola, per aumentarne la trasparenza e diminuirne i costi.

- CULTURA IN CORPORE SANO - Portare Musica e Sport nella scuola primaria e più Storia dell’Arte nelle secondarie, per scommettere sui punti di forza dell’Italia.

- LE NUOVE ALFABETIZZAZIONI - Rafforzamento del piano formativo per le lingue straniere, a partire dai 6 anni. Competenze digitali: coding e pensiero computazionale nella primaria e piano «Digital Makers» nella secondaria. Diffusione dello studio dei principi dell’Economia in tutte le secondarie.

- FONDATA SUL LAVORO - Alternanza Scuola-Lavoro obbligatoria negli ultimi 3 anni degli istituti tecnici e professionali per almeno 200 ore l’anno, estensione dell’impresa didattica, potenziamento delle esperienze di apprendistato sperimentale.

- LA SCUOLA PER TUTTI, TUTTI PER LA SCUOLA - Stabilizzare il Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa (MOF), renderne trasparente l’utilizzo e legarlo agli obiettivi di miglioramento delle scuole. Attrarre risorse private (singoli cittadini, fondazioni, imprese), attraverso incentivi fiscali e semplificazioni burocratiche.


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