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Unioni civili, ecco i punti essenziali approvati nella legge per le coppie omosessuali
Le nuove norme contestate dall'opposizione che le reputano "anticamera dell'utero in affitto"

ROMA (Italy) - La nuova legge approvata oggi prevede che le coppie di omosessuali maggiorenni possono unirsi civilmente davanti al sindaco (o agli altri ufficiali di stato civile) e due testimoni. Il "contratto" che attesta il vincolo verrà registrato e conterrà tra l’altro la scelta del regime patrimoniale. Il cognome di uno dei due può essere indicato come cognome comune. L’unione civile è però nulla se sussistono già una precedente unione o un matrimonio, rapporti di parentela e affinità o nel caso di infermità mentale o condanna per omicidio o tentato omicidio del coniuge o contraente del partner.


Dall’unione civile discendono nella sostanza gli stessi diritti e doveri del matrimonio, a eccezione dell’obbligo di fedeltà. L’unione, dunque, comporta l’obbligo reciproco all’assistenza e alla coabitazione e ciascun contraente dovrà contribuire ai bisogni comuni e concordare l’indirizzo della vita familiare e la residenza comune. Spiccano, tra gli altri, il diritto al mantenimento, agli assegni familiari, ai congedi parentali, alla pensione di reversibilità, al ricongiungimento familiare e alla cittadinanza italiana per lo straniero, ad assistere il compagno malato ed esercitare le sue volontà.

Il testo dispone inoltre che il regime patrimoniale ordinario è la comunione dei beni, fatta salva la possibilità di formare una convenzione patrimoniale (sulla falsariga di quella matrimoniale) o di optare per la separazione dei beni. In caso di morte, Tfr e indennità sostitutiva del preavviso spettano al partner. Quanto ai diritti successori, vale la quota di legittima.

Il diritto di adottare il figlio del partner (la cosiddetta stepchild adoption) è stato soppresso e saranno dunque i giudici a valutare eventuali richieste sulla base della normativa vigente. All’unione civile si pone fine manifestando (anche disgiuntamente) volontà in tal senso davanti all’ufficiale di stato civile. Dopo tre mesi può essere presentata domanda di scioglimento.

Si applicano le norme sulla negoziazione assistita e sul divorzio davanti al sindaco e quelle sull’assegno di mantenimento. Se nella coppia gay uno dei due partner cambia sesso, l’unione si scioglie. Si trasforma invece automaticamente in unione il matrimonio quando a cambiare sesso è uno dei coniugi ma c’è la volontà di entrambi di non cessarne gli effetti civili.

Le coppie etero o gay possono sottoscrivere davanti al notaio un contratto di convivenza. I conviventi devono essere maggiorenni, coabitanti e uniti da stabili legami affettivi e da reciprocità di assistenza. Non vi devono però essere rapporti di parentela, affinità o adozione o matrimonio e unione civile. I conviventi hanno gli stessi diritti di chi è sposato per ciò che riguarda l’ordinamento penitenziario (colloqui e permessi di visita) e in caso di malattia e ricovero del partner (accesso a informazioni e decisioni in materia di salute, donazione di organi e modalità esequie).

I patti di convivenza, modificabili in qualunque momento, permettono di scegliere la comunione dei beni e stabilire la residenza e come contribuire alla vita in comune. Il contratto può essere risolto di comune accordo e per recesso unilaterale. Quando la convivenza di fatto cessa, il partner in stato di bisogno ha diritto agli alimenti (parametrati alla durata del rapporto). Il convivente infine, in base al lavoro svolto, ha diritto di partecipare agli utili nell’impresa del partner. Diritto alla casa se muore il compagno.

Quando muore il convivente proprietario della casa dove la coppia risiede, il superstite ha diritto a restare (al massimo) per altri 5 anni. Se il compagno venuto a mancare era invece l’unico titolare del contratto di locazione, il superstite può subentrare nell’affitto. Il rapporto di convivenza, inoltre, è equiparato al matrimonio per ciò che riguarda le graduatorie per l’assegnazione delle case popolari.


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L'ex governatore della Puglia e presidente di SEL Nichi Vendola è divenuto papà
negli States con la tecnica della maternità surrogata
Il mondo sociale e politico diviso da una operazione complessa che vede 4 genitori per il piccolo Tobia Antonio

ROMA (Italy) - Con la tecnica dell'utero in affitto è nato in una clinica canadese il piccolo Tobia Antonio, figlio di Nichi Vendola e del suo compagno Eddy Testa. A darne notizia è il quotidiano Libero. La madre genetica sembra sia californiana, ma di origini indonesiane, mentre il padre biologico è Testa. Il leader di Sel, 57 anni, dovrebbe veder riconosciuta la propria paternità in Canada, il paese del partner 38enne, ma non in Italia. Il secondo nome Antonio sarebbe stato messo in onore di Antonia, la madre di Nichi, scomparsa recentemente a 90 anni, ma anche del padre di Eddy, emigrante italiano in Canada.


La nascita con la tecnica della maternità surrogata di Tobia Antonio, figlio di Nichi Vendola e del compagno Eddy Testa, divide. E non solo il mondo della politica. Dopo aver risposto direttamente a chi lo ha attaccato per la sua scelta - tra cui il leader della Lega Matteo Salvini e il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri - l'ex governatore della Puglia ha acceso indirettamente il dibattito anche sui social network, caratterizzato da posizioni contrapposte. "Un tempo si favoleggiava che i comunisti mangiavano i bambini: oggi si può dire che li comprano", ha scritto l'utente 'Walter Stafoggia', mentre 'Taniuzza Calabra' si è schierata dalla parte del leader di Sel: "Il bambino di Vendola avrà un solo problema. Avere a che fare con voi. Quindi con la società italiana".

La procedura è stata effettuata da una delle numerosissime strutture californiane specializzate non solo in procreazione artificiale ma anche in maternità surrogata, e che dunque ha messo a disposizione anche un’altra donna – di passaporto americano ma di origini indonesiane, a quanto è dato di apprendere – che in cambio di una somma di denaro (consistente, secondo gli standard del mercato americano) ha firmato un contratto col quale si è impegnata a farsi impiantare nell’utero l’embrione e a condurre tutta la gravidanza rispettando stringenti clausole: è prassi, ad esempio, che la madre in affitto garantisca di abortire se il feto rivela qualche anomalia.

L’impegno principale, ovviamente, è di cedere al momento del parto il bambino a chi glielo ha commissionato e che per questo ha pagato la clinica, la fornitrice di gameti e la madre surrogata, oltre all’avvocato che ha steso il contratto tra le parti. Ma in tutto questo cosa c’entra Vendola? Il presidente nazionale di Sinistra ecologia e libertà, fino al 2015 e per dieci anni governatore della Puglia, è compagno di Testa e convive con lui da tempo a Terlizzi. Sebbene i resoconti mediatici lo descrivano come "padre" di Tobia, dal punto di vista genetico col bambino non ha nulla a che fare. Certo, col compagno Vendola ha voluto l’intera operazione e ha pagato quel che è stato pattuito con le sue varie controparti americane, ma per farlo è andato dove la pratica dell’utero in affitto – perché, al di là di definizioni edulcoranti ed elusive come "gestazione per altri", di questo si tratta – è considerata lecita ed è regolamentata dalla legge.


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Unioni civili: approvato al Senato il riconoscimento delle coppie dello stesso sesso e delle convivenze
Il pastrocchio italiano scontenta tutti, associazioni gay sul piede di guerra: meglio nulla che questa confusione

ROMA (Italy) - Il Senato ieri ha dato il via libera alla fiducia sul maxi emendamento alle unioni civili senza stepchild adoption e obbligo di fedeltà. Il Senato ha votato la fiducia sul maxi emendamento alle unioni civili con 173 sì e 71 no sul testo senza stepchild adoption e obbligo di fedeltà . Il ddl Cirinnà passa ora all'esame della Camera. Un pastrocchio tutto italiano - mixato da liti tra partiti e correnti interne ai partiti - questo è quello che il Senato ha approvato. Un testo che imita le leggi sulle unioni civili in vigore nelle maggiori democrazie del mondo ma senza neanche avvicinarsi alle vere esigenze che spingono due persone che si amano - seppure dello stesso sesso - a vivere insieme. Ecco i punti salienti.


Per stipulare un’unione civile, le due persone devono essere maggiorenni e recarsi con due testimoni da un ufficiale di stato civile che provvede alla registrazione. Non è possibile contrarre un’unione civile per persone già sposate o che hanno già contratto un’unione civile; per chi è stata riconosciuta un’infermità mentale, chi sia stato condannato in via definitiva per l’omicidio o il tentato omicidio di un precedente coniuge o contraente di unione civile dell’altra parte; per persone che tra loro sono parenti. La sussistenza di una delle cause impeditive comporta la nullità dell’unione civile e quella costituita con la violazione di una di queste cause può essere impugnata da tutti coloro che abbiano un interesse legittimo e attuale.

Cognome. Mediante dichiarazione all’ufficiale di stato civile le parti possono stabilire di assumere, per la durata dell’unione civile tra persone dello stesso sesso, un cognome comune scegliendolo tra i loro cognomi. La parte può anteporre o posporre al cognome comune il proprio cognome, se diverso, facendone dichiarazione all’ufficiale di stato civile.

Diritti e doveri. Con la costituzione dell’unione civile tra persone dello stesso sesso le parti acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri e deriva l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione. Entrambe le parti sono tenute a contribuire ai bisogni comuni. Il regime patrimoniale dell’unione civile, in mancanza di diversa convenzione patrimoniale, è costituito dalla comunione dei beni. In materia di forma, modifica, simulazione e capacità per la stipula delle convenzioni patrimoniali si applica il codice civile e le parti non possono derogare né ai diritti né ai doveri previsti dalla legge per effetto dell’unione civile. La morte di una delle due persone determina lo scioglimento dell’unione, così come lo determina la volontà di scioglimento di una delle due persone manifestata davanti all’ufficiale di stato civile. In questo caso l’unione si scioglie dopo tre mesi dalla dichiarazione.

Adozioni. Il comma 20 prevede esplicitamente che al fine di tutelare diritti e doveri, le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole “coniuge”, “coniugi” o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso. La disposizione non si applica alle norme del codice civile non richiamate espressamente nella presente legge, nonché alle disposizioni di cui alla legge 4 maggio 1983, n. 184 (quella che regola le adozioni, n.d.r.) salvo il fatto che in questo caso resta fermo quanto previsto e consentito in materia di adozione dalle norme vigenti.

Convivenze. Dal comma 36 vengono regolate le convivenze di fatto, intendendo per “conviventi di fatto” due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile. Sono estese le norme riferite al matrimonio nel codice civile come quelle relative alla detenzione in carcere, la malattia e il ricovero di una delle due parti, il ricongiungimento familiare se una delle due persone è straniera, il congedo matrimoniale, gli assegni familiari, i trattamenti assicurativi. Le persone che formulano un patto di convivenza possono designarsi a vicenda per prendere decisioni in caso di malattia o in caso di morte. Se una delle due persone muore, quella che sopravvive ha diritto all’eredità e all’eventuale pensione di reversibilità.

Contratto. I conviventi di fatto possono disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune con la sottoscrizione di un contratto di convivenza le cui modifiche e risoluzione, sono redatti in forma scritta, a pena di nullità, con atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio o da un avvocato che ne attestano la conformità. Il professionista che ha ricevuto l’atto deve provvedere entro i successivi dieci giorni a trasmetterne copia al comune di residenza dei conviventi per l’iscrizione all’anagrafe. Il contratto è affetto da nullità insanabile, che può essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse, se concluso in presenza di un vincolo matrimoniale, di un’unione civile o di un altro contratto di convivenza; in violazione del comma 36; da persona minore di età. Il contratto di convivenza si risolve per accordo delle parti; recesso unilaterale; matrimonio o unione civile tra i conviventi o tra un convivente ed altra persona; morte di uno dei contraenti.

Tutele in caso di scioglimento. Nel caso di recesso unilaterale da un contratto di convivenza il professionista che riceve o che autentica l’atto è tenuto a notificarne copia all’altro contraente. Nel caso in cui la casa familiare sia nella disponibilità esclusiva del recedente, la dichiarazione di recesso, a pena di nullità, deve contenere il termine, non inferiore a 90 giorni, concesso al convivente per lasciare l’abitazione. In caso di cessazione della convivenza di fatto, il giudice può stabilire il diritto di una delle due parti di ricevere alimenti qualora versi in stato di bisogno, come per i matrimoni civili, assegnati per un periodo proporzionale alla durata della convivenza e nella misura determinata dal codice civile.


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Unioni civili, passo indietro per le adozioni. Il Governo battuto sui voti a favore
Il Parlamento spaccato tra partiti e correnti politiche rinvia ai posteri le scelte sulla "stepchild"

ROMA (Italy) - Un emendamento pronto a evirare le adozioni e che inserisce le modifiche agli art. 1 e 2 del pacchetto Lumia. Sulle unioni civili Pd e Ncd avrebbero raggiunto un accordo: creare un maxi-emendamento - senza stepchild - da votare con la fiducia. L’ultima parola, ha annunciato il presidente del Consiglio, spetterà all’assemblea dei senatori Pd che, domani, si riunirà a palazzo Madama. Accantonato il metodo “canguro” sembra si sia trovata un’altra soluzione per fronteggiare il blocco sul ddl Cirinnà: un maxi emendamento riassuntivo con l’eliminazione degli articoli 5 e 3, più altre correzioni sull’equiparazione al matrimonio che erano state introdotte con l’emendamento Lumia. In questo modo, secondo il governo, si metteranno in sicurezza i diritti per le coppie omosessuali.


“L’importante - ha annunciato il Premier Matteo Renzi - è chiudere velocemente” e lo si potrebbe fare già nel corso di questa settimana qualora non ci fossero ulteriori dibattiti. Gli uffici del ministro Boschi sono già al lavoro nella stesura di questo nuovo maxiemendamento di compromesso. La linee guida, infatti, sarebbero state confermate in mattinata durante la riunione tra Matteo Renzi e i capigruppo Pd di Camera e Senato (Ettore Rosato e Luigi Zanda). Restano però ancora dubbi sulla minoranza Dem che non accetterà di buon grado il dietrofront sulle adozioni ma “non ci sono alternative”. La strada è già stata imboccata e non sembra esserci spazio per ulteriori mediazioni, come la proposta del Pd di far votare l’aula sulla Stepchild.

Solo un decreto legge ad hoc potrebbe, in futuro, far riaprire il caso sulle adozioni, ma per ora sembra non ci siano speranze: l’importante, come ha sottolineato più volte Renzi è fare un primo passo verso le Unioni Civili. “La mia preoccupazione è che non si vada avanti con un dibattito bloccato, che sia la strada di un emendamento del governo, che finora era rimasto fuori, o che sia la strada di un accordo parlamentare, quello che conta è avere la certezza che questa legge si faccia davvero”.

Il governo dunque accantona la minaccia del canguro ma la proposta del voto di fiducia scatena ugualmente il dissenso: “se con il presidente del consiglio si dovesse raggiungere un accordo su un emendamento che riscriva il testo della legge, senza adozioni e simili matrimoni, allor lo si potrebbe votare con la fiducia - ha riferito Angelino Alfano - Ma io credo che un testo così si possa votare con il consenso di altri settori del Parlamento, andando oltre la maggioranza di governo: credo che ampi settori di Forza Italia voterebbero una legge così”.

Stessa cosa per il M5S che riconferma il suo sì al ddl ma tira il freno sulla fiducia: “Il Movimento 5 Stelle - ha spiegato Alberto Airola - conferma il suo voto. Votando in aula, senza canguri illegittimi, senza forzature, senza fiducie, senza trucchetti e con voti palesi. Abbiamo rigettato il ‘canguro’ come forma illegittima, perché mettere la fiducia che non voteremo mai. La legge si può approvare con un regolare percorso parlamentare”. Renzi però gioca la carta, l’ultima, dell’inevitabilità. “Troppe le incognite, adesso è arrivato il momento di decidere anche a costo della fiducia”. D’altra parte, però, l’ultima parola spetterà all’assemblea dei senatori Pd che, domani, si riunirà a palazzo Madama e non è detto che si arrivi ad un voto. I dubbi sono ancora tanti, e le posizioni sempre più ferme. Che il pugno di ferro sia l’unica soluzione per sbloccare un dibattito ormai congelato? O sarà la politica del compromesso la carta vincente? (Marika Del Zotti)


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Adozioni gay, i pediatri: "Possibili danni ai figli adottivi"
Opinioni condivise anche da neuropsichiatri infantili e ministro della salute Lorenzin

ROMA (Italy) - Non si può escludere che convivere con due genitori dello stesso sesso non abbia ricadute negative sui processi di sviluppo psichico e relazionale nell'età evolutiva''. Lo afferma il presidente della Società Italiana di Pediatria, Giovanni Corsello, sulla Stepchild adoption. Il dibattito sul ddl sulle unioni civili, approdato ieri in Senato, afferma, ''si è mantenuto su una sfera prevalentemente politica ed ideologica'', mentre ''riteniamo che la discussione dovrebbe comprendere anche i profili clinici e psicologici del bambino''. Non è solo Giovanni Corsello, presidente della società di Pediatria, quindi, a mettere in guardia sul pericolo delle adozioni gay: ma a porre l’attenzione sui reali rischi sono anche neuropsichiatri infantili.


"Come pediatri - afferma Corsello - riteniamo invece che la discussione dovrebbe comprendere anche i profili clinici e psicologici del bambino e dell'adolescente''. ''La maturazione psicologica di un bambino si svolge lungo un percorso correlato con la qualità dei legami affettivi all'interno della famiglia e con i coetanei. La qualità delle relazioni umane e interpersonali, nonché il livello di stabilità emotiva e la sicurezza sociale di un bambino - spiega il presidente dei pediatri italiani - sono conseguenze di una maturazione psicoaffettiva armonica. Studi e ricerche cliniche hanno messo in evidenza che questi processi possono rivelarsi incerti e indeboliti da una convivenza all'interno di una famiglia conflittuale, ma anche da una famiglia in cui il nucleo genitoriale non ha il padre e la madre come modelli di riferimento''. ''Quando si fanno scelte su temi di così grande rilievo sociale, che incidono sui diritti dei bambini a crescere in sistemi protetti e sicuri, non possono essere considerati solo i diritti della coppia o dei partner, ma va valutato l'interesse superiore del bambino", conclude.

Anche il ministro della Salute Lorenzin si pronuncia con le adozioni: "Per tutelare i bambini si può ricorrere a uno strumento giuridico che già abbiamo, quello della continuità affettiva che permette le adozioni speciali, per esempio da parte di single. A mio parere dev'essere rafforzato il compito dei giudici dei Tribunali minorili a tutela di situazioni che però devono essere ben individuate. I bambini già nati non possono essere discriminati per il modo in cui sono stati concepiti, questo è evidente".

Una definizione negativa che porta altri nomi illustri tra i quali Silvia Vegetti Finzi, docente di Psicologia Dinamica a Pavia, membro dell’Osservatorio Permanente sull’infanzia e l’adolescenza e del Comitato Nazionale di Bioetica, che sul Corriere della Sera scrisse: "Non è irrilevante che esso (il nostro corpo, ndr) sia maschile o femminile e che il figlio di una coppia omosessuale non possa confrontarsi, nella definizione di sé, con il problema della differenza sessuale. La psicoanalisi non è una morale e non formula né comandamenti né anatemi ma, in quanto assume una logica non individuale ma relazionale, mi sembra particolarmente idonea a dar voce a chi, non essendo ancora nato, potrà fruire soltanto dei diritti che noi vorremo concedergli". E ancora,

Ecco il disegno di legge sulle unioni civili. Esso riguarda le persone dello stesso sesso, disciplina inoltre la convivenza sia omosessuale che eterosessuale. Per costituire un’unione civile, quindi tra due persone dello stesso sesso, bisogna essere maggiorenni e recarsi da un ufficiale di stato civile con due testimoni. Chi si unisce deve indicare il regime patrimoniale e l’eventuale adozione di un cognome comune. I diritti e doveri sono simili a quelli del matrimonio così come l’eredità e lo scioglimento. Gli argomenti più spinosi: l’adozione non è prevista, è possibile adottare solo il figlio naturale del partner, ma la maggioranza è spaccata su questo punto perché i contrari alla step-child adoption credono che possa incrementare al ricorso dell’utero in affitto pratica vietata in Italia, ma permessa all’estero. Reversibilità della pensione. E’ prevista ma è un altro punto su cui la maggioranza è divisa. La seconda parte del disegno di legge si occupa delle convivenze anche tra persone di sesso diverso unite da un legame affettivo. Cosa comporta? Il contratto, che si può sciogliere in qualsiasi momento, prevede una residenza comune, la divisione delle spese comuni e la scelta di un regime patrimoniale. Nel caso in cui uno dei conviventi sia straniero si applica la legge vigente nello stato dove è stata registrata la convivenza. Un convivente può designare l’altro quale rappresentante in materia di salute e di morte ad esempio per decisioni su donazione di organi e funerali. Dopo la morte del partner il convivente può abitare nella stessa casa fino a cinque anni, ma non c’è la pensione di reversibilità.


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#Svegliatitalia: piazze arcobaleno per le unioni civili
Mezzo milione di italiani in piazza. Senato, 6000 emendamenti, ma cosa prevede il ddl Cirinnà

ROMA (Italy) - Il Bel Paese si riunisce al grido di #Svegliatitalia, la campagna promossa a favore dei diritti del mondo gay ed organizzata da una serie di associazioni Lgbt come Arcygay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno e Mit.

Alla vigilia della discussione in Senato- prevista per il 28 gennaio- sul disegno di legge Cirinnà riguardo le unioni civili, l’Italia ha gridato a gran voce che è pronta per “il grande passo”. Sveglie, orologi e cellulari hanno infatti “suonato” all’unisono che è tempo di “svegliare il nostro Paese”: si è svolto così il flashmob che ha riempito più di 90 piazze in tutta la nazione con quasi mezzo milione di presenze.


“Siamo rimasti l’unico paese dei 28 senza una disciplina sulle unioni civili - ha annunciato il premier Matteo Renzi - è fondamentale che si chiuda cercando il più possibile di ascoltarsi e rispettarsi ma poi si sappia che ad un certo punto si vota e sui temi etici ci sarà libertà di coscienza come doveroso che sia”.

Ma a pochi giorni dal voto, il dibattito è ancora acceso. Se da una parte il Pd preme per una legge “necessaria” e “non più rinviabile”, dall’altra l’opposizione è forte. Proprio ieri la Regione Lombardia, guidata dal leghista Roberto Maroni, ha acceso le luci del Pirellone per formare la scritta “Family Day” scatenando un’accesa polemica sui social- segno, forse, che gli italiani, ancor prima delle loro istituzioni, hanno già deciso? - e puntando i riflettori su un nodo che forse è ancora da chiarire: il concetto di famiglia.

Lo stesso Papa Francesco ha dichiarato, in occasione dell’inizio dell’anno giuridico, che “non bisogna confondere la famiglia voluta da Dio con altri tipi di unione”. Ma se c’è chi sostiene che famiglia è amore in tutte le sue forme, agli atti, il ddl Cirinnà non parla di famiglia, bensì di unione civile, di diritti e di doveri.

Il decreto è diviso in due Capi: nel primo si parla delle unioni civili tra coppie dello stesso sesso e, se verrà approvato, le coppie omosessuali entrerebbero a far parte del codice civile. L’unione si sottoscriverebbe, con atto formale, alla presenza di un ufficiale di stato civile e di due testimoni secondo le dovute restrizioni (che una delle due parti non sia sposata o minore senza consenso, che non ci sia un’interdizione mentale o legame di parentela tra le due parti). Ciò che è importante, e per cui le coppie gay lottano ormai da tempo è infatti il riconoscimento dei diritti civili come coppia: assistenza sanitaria, unione o separazione dei beni, subentro nel contratto d’affitto, reversibilità della pensione e doveri previsti per le coppie sposate.

Per quanto riguarda le adozioni, nodo cruciale del dibattito in Italia il testo si rifarebbe alla stepchild adoption l’adozione del bambino figlio biologico di un solo partner prevista dall’articolo 44 della legge sulle adozioni. Il secondo Capo, invece, tratta delle convivenze di fatto sia tra coppie omosessuali che tra coppie eterosessuali. La convivenza, attraverso apposito contratto, verrebbe riconosciuta alle coppie maggiorenni che vivono insieme ma che non sono unite in matrimonio o con rito civile.

Prima del voto, però, resta la sfida dei Cattodem. 6100 sono in tutti gli emendamenti depositati al Senato, di cui 5000 della sola Lega. Tra questi restano i due sulla trasformazione della stepchild adoption in “affido rafforzato” e sul “divieto della pratica di surrogazione della maternità” Gli emendamenti intervengono, in particolare, sulle cause impeditive delle unioni civili (ex comma 4 dell’articolo 2) sulle cause di annullamento (ex comma 3 dell’articolo 3) e sul regime patrimoniale. (Marika Del Zotti)


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Nozze gay, il Consiglio di Stato boccia le trascrizioni dei matrimoni celebrati all'estero
L'Italia sceglie la strada del diniego alle "Unioni civili" tra persone dello stesso sesso. I paesi che le consentono

ROMA (Italy) - Il Consiglio di Stato ha bocciato le trascrizioni in Italia di nozze gay celebrate all'estero affermando che manca il requisito principale richiesto nel nostro Paese per celebrare un matrimonio, ossia la diversità tra i sessi. Lo stop è arrivato dopo che lo scorso marzo il Tar del Lazio aveva decretato che le trascrizioni potessero essere annullate solo dai tribunali civili e non dai prefetti, sconfessando così la circolare diffusa dal ministro dell'Interno Angelino Alfano. Ecco in sintesi le tappe principali sulla vicenda delle trascrizioni dei matrimoni gay che hanno portato fino alla decisione del Consiglio di Stato.

Nel contempo è già scoppiata la polemica per il nuovo testo sulle Unioni civili, targato Pd, depositato ieri in Senato. Con la norma sulla 'stepchild adoption' (la possibilità di adottare il figlio del partner), in particolare, che finisce nel mirino della componente centrista, Ncd e Ap, della maggioranza di governo.


Secondo le sentenze depositate oggi dal Consiglio di Stato sulle nozze gay, le trascrizioni dei matrimoni celebrati all'estero, effettuate in alcuni comuni italiani, sono illegittime. "Il Consiglio di Stato mi dà ragione: i matrimoni tra persone dello stesso sesso non sono previsti dalla legge italiana, pertanto le trascrizioni fatte dai sindaci sono illegittime". Così il ministro dell'Interno Alfano sulla decisione dei giudici amministrativi di secondo grado, che ribalta una pronuncia della Corte Costituzionale. "L'anno scorso una mia circolare su divieto trascrizione nozze gay contratte all'estero. Polemiche, aggressioni talvolta violente e una pioggia di ricorsi. Pertanto le trascrizioni fatte dai sindaci sono illegittime e la vigilanza è di competenza dei Prefetti.".

Polemiche le dichiarazioni del presidente della Rete Lendford – Avvocatura per i diritti Lgbti – riguardo al giudice Carlo Deodato, relatore della sentenza del Consiglio di Stato che ha bocciato le trascrizioni fatte dai sindaci italiani di nozze gay contratte all’estero. Sul profilo Twitter il giudice Deodato si descrive così: “Giurista, cattolico, sposato e padre di due figli. Uomo libero e osservatore indipendente di politica, giurisdizione, costumi, società”. Ma soprattutto fra i vari ritweet si trovano appelli delle ‘Sentinelle in piedi’, schierati a favore della famiglia ‘tradizionale’ e contro l’insegnamento della parità di genere a scuola. La replica da parte del giudice non si è fatto attendere. “Ho solo applicato la legge in modo a-ideologico e rigoroso – ha detto -, lasciando fuori le convinzioni personali, che non hanno avuto alcuna influenza”.

I matrimoni gay sono ormai accettati da quindici paesi in tutto il mondo, la maggior parte dei quali autorizzano le coppie gay anche all’adozione. Prima della Francia e della Gran Bretagna, c’è stata l’Olanda, che nel 1998 ha approvato un partenariato fra omosessuali e nel 2001 e’ stato il primo paese a concedere il matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso. In Belgio i matrimoni gay sono autorizzati dal giugno del 2003, mentre la Spagna li ha legalizzati nel 2005: in entrambi i casi sono consentite le adozioni. In Canada la legge sui matrimoni fra omosessuali risale al 2005, mentre è del 2006 la legge con la quale vennero legalizzate in Sudafrica. In Norvegia una legge del gennaio del 2009 mette sullo stesso piano di uguaglianza sessuale gay ed etero, sia per il partenariato (quello civile esiste dal 1993) che per il matrimonio e le adozioni. La Svezia consente sia i matrimoni civili che quelli religiosi in base a una legge approvata nel 2009, ma le unioni civili erano consentite dal 2003. In Portogallo nel giugno del 2010 è stata approvata la definizione di matrimonio, cancellando il riferimento al ’’sesso differente’’, mentre in Islanda i matrimoni gay sono stati autorizzati nel giugno del 2010 (anche se le unioni civili erano consentite dal 1996).

Anche l’Argentina ha fatto un passo avanti, diventando il primo stato latinoamericano ad autorizzare i matrimoni gay, mentre Messico e Stati Uniti hanno posizioni diverse a seconda delle regioni. In Messico, i matrimoni gay sono infatti consentiti solo nel distretto federale della capitale, mentre negli Usa sono stati legalizzati in soli sei Stati: Vermont, Connecticut, Iowa, New Hampshire, Massachussetts e New York) e nel Distretto di Columbia. Inoltre, i matrimoni gay sono autorizzati in: NUOVA ZELANDA, URUGUAY, OLANDA, BELGIO, SPAGNA, CANADA, SUDAFRICA, NORVEGIA, SVEZIA, PORTOGALLO, ISLANDA, ARGENTINA, DANIMARCA, MESSICO. Germania, Finlandia, Repubblica ceca, Svizzera, Colombia e Irlanda riconoscono le unioni civili. (AdnKronos)


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La "querelle romana" sui matrimoni gay: il sindaco Marino contro il Prefetto
Scalpore per le affermazioni "omofobe" in due scuole della penisola

ROMA (Italy) - Il Sindaco di Roma resiste ancora al prefetto Pecoraro che gli intima di cancellare le registrazioni dei 16 matrimoni tra omosessuali contratti all'estero perché secondo le legge "sono nulle". Per il primo cittadino, “sarebbe un atto illegittimo”. E fa scalpore la notizia di una lezione in una scuola superiore di Moncalieri per affermare la tesi che l’omosessualità è “un problema psicologico” da cui, quindi “si può guarire”. Ma anche le dichiarazioni di una docente di Modena: "L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che l’omosessualità non è una malattia, ma l’Oms si può sbagliare, come è già successo con il vaccino contro l’aviaria".

Episodi di omofobia nelle scuole, alcuni dei quali sono sfociati in fatti molto gravi fino al suicidio, ce l'abbiamo davanti tutti i giorni, per questo un insegnante deve ancora di più fare attenzione di fronte a minorenni che sono ancora più indifesi.


A Roma è muro contro muro tra il prefetto, Giuseppe Pecoraro, e il sindaco, Ignazio Marino, sul caso della registrazione di nozze tra gay. Il primo cittadino si rifiuta di annullare le trascrizioni dei 16 matrimoni omosessuali celebrati all'estero, rigettando così l’intimazione del prefetto a mettere in atto la circolare del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che chiede la cancellazione delle trascrizioni in questione perché secondo le legge "sono nulle". Il sindaco di New York Bill De Blasio ha chiamato il sindaco di Roma Ignazio Marino, a quanto si apprende, per complimentarsi per "la posizione forte e coraggiosa" presa sulla questione della trascrizione dei matrimoni gay contratti all'estero. De Blasio ha consigliato: "Amico mio vai avanti, perché una battaglia giusta".

Le ragioni del diniego di marino al Prefetto: "Ho ricevuto oggi un documento dal prefetto di Roma in cui si ordina di cancellare le trascrizioni dei matrimoni da coppie di romani e romane tra persone dello stesso sesso celebrati all'estero e abbiamo già avviato tutte le verifiche per opporci alla cancellazione delle trascrizioni". "Io ritengo ancora - spiega il sindaco - che la non trascrizione di certificati di matrimoni regolarmente redatti in Paesi quali Francia, Portogallo o Belgio, sarebbe un atto illegittimo, contrario ai principi dell'Ue, quindi abbiamo dato mandato agli uffici del Campidoglio di fare un approfondimento e studiare le carte e non accettiamo in questo momento l'ordine del prefetto di Roma di cancellare le trascrizioni già avvenute". "Una delle ragioni che il prefetto indica, fa riferimento alla trascrizione se e' un pericolo per l'ordine pubblico. Onestamente non riesco a capire quale pericolo possa costituire per la citta' di Roma l'esistenza di una coppia che si ama e che ha dichiarato il proprio amore".

Intanto, fa scalpore la notizia di una lezione choc in una scuola superiore di Moncalieri, in provincia di Torino "L'omosessualità è un problema psicologico da cui è dimostrato scientificamente che si può guarire", così l'insegnante di religione dell'istituto. Immediata la reazione dell'Arcigay: "Se confermato, si tratta di un fatto gravissimo". Interviene anche la curia: "Si tratta di opinioni personali, ma un docente dovrebbe essere aperto al dialogo con i suoi studenti". L'episodio è stato riferito dagli allievi al preside della scuola, che ha avviato un'indagine interna.

Anche una docente di Diritto del liceo Sigonio di Modena, durante un'assemblea di istituto iniziata con la proiezione del film Viola di Mare, ha esordito dicendo: "L’omosessualità è sì un dramma, ma è un disturbo psicologico". All'evento, organizzato all'interno di un cinema alla presenza di circa 400 ragazzi, hanno partecipato anche Arcigay e Scienze Vita. Tutto tranquillo, insomma, fino all'intervento della docente che ha contestato l'OMS: "L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che l’omosessualità non è una malattia, ma l’Oms si può sbagliare, come è già successo con il vaccino contro l’aviaria". La contestazione è arrivata immediatamente da parte dei ragazzi fermati solo dai rappresentanti delle associazioni presenti che, a quel punto, hanno preteso il diritto di replica e risposto all'insegnante. Ma il vero colpo di scena è arrivato poco dopo quando, rispondendo alla docente, una studentessa si è alzata ed ha dichiarato: "Lei, usando la parola 'malattia' potrebbe offendere tutte le persone omosessuali presenti che, come me, hanno impiegato anni per accettare e capire la loro condizione". (Redazione)


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Il sindaco di Roma si ribella alle leggi italiane e registra 16 matrimoni gay
Politica divisa sulla legge che regolamenterebbe la materia

ROMA (Italy) - Questa mattina il sindaco Ignazio Marino ha fatto la prima trascrizione nel registro di Roma di sedici matrimoni di coppie omosessuali contratti all’estero. Uomini e donne che hanno già formalizzato la loro unione all’estero e oggi vedono riconosciuto la loro unione anche nella Capitale. Una scelta, quella del primo cittadino, che ha già i connotati di una “sfida” al prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro il quale, in osservanza della circolare-stop del ministro Angelino Alfano, ha annunciato l’annullamento dell’atto.

Gli altri sindaci ribelli sono quelli di Milano, Giuliano Pisapia che ha firmato le prime sette trascrizioni neanche dieci giorni fa, quello di Livorno, Filippo Nogarin e il sindaco di Bologna Virginio Merola che ha detto chiaramente: Io non obbedisco


Si sono accreditati per la cerimonia in programma nella Sala della Protomoteca i media di mezzo mondo: da Al Jazeera al New York Times. Le ripercussioni politiche sono dietro l'angolo: a nessuno sfugge che il vero scontro alla fine sarà tra l'inquilino del Campidoglio e quello del Viminale, Alfano. Marino, ha confessato ai suoi, si sente coperto dal Nazareno e quindi da Palazzo Chigi, visto che è intenzione del Governo regolamentare le unioni civili (non le nozze gay).

Il primo matrimonio a essere trascritto è quello di una dipendente comunale con la moglie. Poi tocca agli altri quindici in lista. Come quello di Tommaso Giartosio e Gianfranco Goretti. Stanno insieme da 19 anni, passati a sposarsi quattro volte. Per il matrimonio legale, nel 2008, erano in un roseto a Berkeley. Poi tre cerimonie simboliche e nel frattempo una famiglia con due gatti e due figli, avuti grazie a Nancy, mamma surrogata, che è stata anche la loro testimone di nozze. "Ci fa piacere il coraggio di Marino ad abbracciare una causa considerata impopolare da una parte della società civile" apprezza Gianfranco. E Tommaso aggiunge: "sappiamo di essere ancora fuorilegge, ma io credo che esista anche una forma di obiezione, di resistenza civile, le Rosa Parks che rifiutano i sedersi in fondo all'autobus." Su tutta la cerimonia però rimane la convinzione di Pecoraro: quello di procedere con l'annullamento delle trascrizioni. Un sogno che non può essere cancellato: siamo pronti ad andare fino in fondo per vedere riconosciuti i nostri diritti, annunciano Jeff e Domenico, coppia di sposi in Belgio e attivisti del Gay Center.

Si tratta chiaramente di un atto simbolico, a cui ne seguiranno altri, ma mi auguro che possa essere un passo che, insieme a quello degli altri sindaci, tenga accesa la discussione e porti finalmente all'approvazione di una legge nazionale. Ed è proprio Alfano a commentare su Facebook la scelta del sindaco. Marino ha firmato trascrizioni per nozze gay. Ribadisco per l’attuale legge italiana ciò non é possibile. Così il ministro dell’Interno Alfano in un post su Facebook commenta la trascrizione dei matrimoni gay fatta oggi in Campidoglio dal sindaco Ignazio Marino. La firma di Marino non può sostituire la legge: ha fatto il proprio autografo a queste rispettabilissime coppie. Plateale, invece, l’annuncio del consigliere capitolino Ncd Marco Polarici. Mi recherò presso gli Uffici della Procura della Repubblica per denunciare Marino.

La trascrizione nella Capitale ha sicuramente un alto valore simbolico ma Marino non è il primo sindaco “ribelle”. In tanti hanno alzato la voce dopo che il 7 ottobre il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha parlato della circolare ai prefetti perché rivolgano un invito formale al ritiro ed alla cancellazione delle trascrizioni di nozze gay. Solo per fare qualche esempio, il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha firmato le prime sette trascrizioni neanche dieci giorni fa, quello di Livorno, Filippo Nogarin ha fatto sapere che non si adeguerà alla direttiva Alfano e il sindaco di Bologna Virginio Merola ha detto chiaramente: Io non obbedisco! (Redazione)


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Gay: matrimoni e famiglia, due nodi che in Italia non si riescono a sciogliere
Duri attacchi al ministro Alfano che con una circolare vieta di registrare le nozze avvenute all'estero
Scheda: i matrimoni accettati da quindici paesi in tutto il mondo e alcuni autorizzano anche l’adozione

ROMA (Italy) - La maggioranza di governo si spacca sulle nozze gay. Circolare di Alfano che vieta la registrazione dei matrimoni contratti all’estero. Il ministro ha chiesto ai prefetti di invitare formalmente i sindaci a cancellare le trascrizioni. Rivolta dei sindaci: da Bologna a Napoli, da Roma a Grosseto, i sindaci non ci stanno e invitano alla disobbedienza.

L'esempio di coppia/famiglia gay è quella formata dal senatore Pd Sergio Lo Giudice e dall’avvocato Michele Giarratano che (nella foto) si gode il sole di settembre insieme al piccolo Luca, il figlio di quattro mesi avuto da Giarratano negli Usa grazie a una tecnica di fecondazione assistita. La loro è una famiglia di fatto, sancita dalle nozze celebrate a Oslo nel 2011, che secondo l’ordinamento italiano semplicemente non esiste.


Le dichiarazioni del ministro Alfano - "La cosa che mi ha davvero impressionato ieri, a fronte di una direttiva che invita i prefetti a invitare i sindaci a rispettare le leggi e a non fare cose che in Italia le leggi non prevedono, mi sono visto tirare addosso una quantita' di insulti e aggettivi di una violenza inaudita da parte di associazioni, giornalisti, esponenti politici e, oggi, da parte di alcuni titoli di giornali". Ad affermarlo e' il ministro dell'Interno Angelino Alfano. "E' possibile - aggiunge il ministro - che in questo Paese per chi ha un'idea come la mia dal punto di vista politico e per chi vuole solo far rispettare la legge come io ho fatto da ministro dell'Interno non poterlo fare senza essere inondato da una valanga di accuse? Mi pare che ci sia un'intolleranza da parte di chi difende alcune posizioni che non e' un buon presagio per il dibattito parlamentare". No alle nozze gay, si' alle unioni civili. Alfano riassume cosi' la sua posizione dopo le polemiche innescate dalla direttiva che prevede l'annullamento delle trascrizioni di matrimoni gay all'estero. "Si parla molto di 'civil partnership' alla tedesca - spiega il ministro - io, in italiano, dico no allo smontaggio della famiglia, no a distruggere l'istituto costituzionale del matrimonio tra uomo e donna, si' al riconoscimento di piu' diritti e tutele patrimoniali alle coppie, anche dello stesso sesso, che hanno deciso di non sposarsi, no alle adozioni di bambini da parte di coppie omosessuali".

I matrimoni gay sono ormai accettati da quindici paesi in tutto il mondo, la maggior parte dei quali autorizzano le coppie gay anche all’adozione. Prima della Francia, che sabato ha approvato in prima lettura la legge e della Gran Bretagna che lo farà con tutta probabilità oggi, c’è stata l’Olanda, che nel 1998 ha approvato un partenariato fra omosessuali e nel 2001 e’ stato il primo paese a concedere il matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso. In Belgio i matrimoni gay sono autorizzati dal giugno del 2003, mentre la Spagna li ha legalizzati nel 2005: in entrambi i casi sono consentite le adozioni. In Canada la legge sui matrimoni fra omosessuali risale al 2005, mentre è del 2006 la legge con la quale vennero legalizzate in Sudafrica. In Norvegia una legge del gennaio del 2009 mette sullo stesso piano di uguaglianza sessuale gay ed etero, sia per il partenariato (quello civile esiste dal 1993) che per il matrimonio e le adozioni. La Svezia consente sia i matrimoni civili che quelli religiosi in base a una legge approvata nel 2009, ma le unioni civili erano consentite dal 2003. In Portogallo nel giugno del 2010 è stata approvata la definizione di matrimonio, cancellando il riferimento al ’’sesso differente’’, mentre in Islanda i matrimoni gay sono stati autorizzati nel giugno del 2010 (anche se le unioni civili erano consentite dal 1996). Anche l’Argentina ha fatto un passo avanti, diventando il primo stato latinoamericano ad autorizzare i matrimoni gay, mentre Messico e Stati Uniti hanno posizioni diverse a seconda delle regioni. In Messico, i matrimoni gay sono infatti consentiti solo nel distretto federale della capitale, mentre negli Usa sono stati legalizzati in soli sei Stati: Vermont, Connecticut, Iowa, New Hampshire, Massachussetts e New York) e nel Distretto di Columbia.

NUOVA ZELANDA - Il 17 aprile scorso il parlamento ha approvato la legge sui matrimoni gay, diventando il primo paese dell’Asia-Pacifico a legalizzarli. La legge apre la strada all’adozione. Nel Paese l’omosessualità era stata depenalizzata solo nel 1986.

URUGUAY - L’11 aprile 2013 è diventato il secondo Paese latinoamericano a permettere le nozze tra omosessuali. La nuova legge prevede l’eliminazione di ogni riferimento al sesso delle persone negli articoli del Codice Civile sul matrimonio.

OLANDA - È stato il primo Paese, nell’aprile del 2001, ad aprire al matrimonio civile per le coppie gay con stessi diritti e doveri delle coppie etero, tra cui l’adozione.

BELGIO - Il matrimonio omosessuale è in vigore dal 2003, mentre il via libera alle adozioni gay è arrivato nel 2006.

SPAGNA - Le nozze gay sono in vigore da luglio 2005. E le coppie gay, sposate o no, possono adottare bambini.

CANADA - La legge sul matrimonio gay è del luglio 2005.

SUDAFRICA - Nel novembre 2006 il Sudafrica è diventato il primo Paese africano a legalizzare le unioni gay attraverso matrimonio o partenariato civile. Le coppie possono anche adottare.

NORVEGIA - Da gennaio 2009 omosessuali ed eterosessuali sono equiparati davanti alla legge in materia di matrimonio, di adozione e di fecondazione assistita.

SVEZIA - Le coppie gay possono sposarsi con matrimonio civile o religioso da maggio 2009. L’adozione era già legale dal 2003.

PORTOGALLO - Una legge del 2010 ha abolito il riferimento a sesso diverso nella definizione di matrimonio. Ma è esclusa la possibilità di adottare.

ISLANDA - Le nozze gay sono legalizzate dal 2010. Le adozioni sono legali dal 2006.

ARGENTINA - Il 15 luglio 2010 l’Argentina è diventato il primo Paese sudamericano ad autorizzare il matrimonio gay e le adozioni da parte di omosessuali.

DANIMARCA - Primo Paese al mondo ad aver autorizzato le unioni civili tra omosessuali nel 1989, la Danimarca ha autorizzato nel giugno 2012 le coppie gay a sposarsi davanti alla Chiesa luterana di Stato.

MESSICO - Le nozze gay sono possibili sono nella capitale, Città del Messico. Negli STATI UNITI solo in 9 Stati e a Washington Dc.

Germania, Finlandia, Repubblica ceca, Svizzera, Colombia e Irlanda riconoscono le unioni civili. (Redazione)


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