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Charles Schulz, il papà di Snoopy, nel ricordo del suo successo planetario
Dalla prima pubblicazione al film e alla Stella sulla Walk of Fame

ROMA (Italy) - Semplicità, immediatezza e aderenza al reale sono i tratti distintivi di uno dei fumetti più famosi al mondo: quello dei Peanuts. Tradotto in 21 lingue diverse e pubblicato su oltre 2.600 giornali con 355 milioni di lettori in 75 paesi. Ed oggi, un film. Come nasce il successo mondiale di Charlie Brown e i suoi compagni?

Era il 26 novembre 1922 quando nel Minnesota viene al mondo il fumettista più famoso di tutti i tempi: Charles Schulz. Timido e introverso, con la passione del disegno, Schulz inizia ad esprimere il suo talento fin dalla prima infanzia rappresentando il cane di famiglia, Spike, con tratti inusuali. Nonostante le difficoltà degli anni adolescenziali (durante le superiori gli furono rifiutati dei disegni da pubblicare sull’annuario della scuola), la sua prima striscia di fumetti, con cadenza regolare, viene pubblicata nel 1947 dal St. Paul Pioneer Press con il titolo: Li’l Folks.


Con strisce di 4 vignette giornaliere Schulz riesce ad entrare nelle case di tutto il mondo, interessando grandi e piccini. Fino al 1950 la tradizione dei bambini a fumetti era caratterizzata da avventure bizzarre e piccole pesti. Con i Peanuts, invece, non succede nulla di speciale. Si alternano le stagioni, le vacanze e le scene di vita quotidiana si colorano di una nuova luce e un nuovo fascino. È la semplicità la parola d’ordine di questo successo.

Il fumetto è un mezzo di comunicazione d’impatto che utilizza il registro linguistico del parlato e Schulz lo sa bene: attraverso i suoi dialoghi e le sue scenette con poche e concise parole chiave riesce a lanciare messaggi importanti comprensibili a tutti. Il pubblico più giovane si diverte con i tratti caratteristici dei protagonisti: la timidezza di Charlie, l’ingenuità di Linus e il carattere di Lucy. I più grandi, invece, rivedono in quel mondo di bambini le relazioni e le problematiche della società odierna.

“La piccola comunità infantile dei Peanuts, sempre sull’orlo di una crisi di nervi, ci somiglia: incomprensioni, beghe e oziosità sono all’ordine del giorno. Eppure, ogni tanto, in quest’ambiente ostico Schulz lascia crescere piccoli semi di solidarietà, altruismo, fratellanza. Sono diventati tutti buoni? No, è la convivenza coatta a creare queste opportunità: stando insieme, ci si conosce, s’impara ad accettarsi quasi senza accorgersene e senza particolari meriti eroici”. dice Simona Bassano di Tufillo, autrice di Piccola storia dei Peanuts.

All’apice del suo successo, nel novembre 1999, Schulz ebbe un ictus e gli fu diagnosticato un cancro. A causa della malattia dovette ritirarsi all’età di settantasette anni ed un anno dopo, il 12 febbraio del 2000, sopraggiunse la morte a causa di un attacco cardiaco. Il giorno dopo fu pubblicata la sua ultima striscia, in cui lasciava a Snoopy il compito di congedarsi dai suoi lettori: “Cari amici, Ho avuto la fortuna di disegnare Charlie Brown e i suoi amici per quasi cinquant’anni. È stata la realizzazione del sogno che avevo fin da bambino. Purtroppo, però, ora non sono più in grado di mantenere il ritmo di lavoro richiesto da una striscia quotidiana, La mia famiglia non desidera che i Peanuts siano disegnati da qualcun altro, quindi annuncio il mio ritiro dall’attività. Sono grato per la lealtà dei miei collaboratori e per la meravigliosa amicizia e l’affetto espressi dai lettori della mia ‘striscia’ in tutti questi anni. Charlie Brown, Snoopy, Linus, Lucy..non potrò mai dimenticarli. Charles Schulz”.

Ma il successo dei personaggi creati dal famoso fumettista non cessa d’esistere con la sua morte. Oggi, a 65 anni dalla prima pubblicazione arriva, nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, un film. L’idea nasce nel 2006 da Craig Schulz e il 9 ottobre 2012 la 20th Century Fox e i Blue Sky Studios annunciano che stavano sviluppando il progetto, sotto la diretta supervisione della famiglia Schulz, così come il padre dei Peanuts voleva. Solo nella prima settimana il film ha conquistato il box office americano incassando circa 45 milioni di dollari. Ma non basta, la Camera di Commercio di Hollywood ha deciso di rendere onore a questo fenomeno mondiale conferendo al beagle più famoso della storia una stella sulla Walk of Fame. (Marika Del Zotti)


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