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Luca De Filippo, il Teatro italiano è in lutto: scompare una stella
La scomparsa di "Luca" dopo quella di Pino Daniele, colpisce al cuore la cultura della napoletanità nel mondo

ROMA (Italy) - Aveva dedicato una vita intera al Teatro, e, in qualche modo, gli ha dedicato anche la morte, arrivata inaspettata due giorni fa durante la tournèe di Non ti pago, uno degli spettacoli del padre. Lascia così il Teatro italiano Luca De Filippo, dopo sessant’anni di carriera come attore – teatrale e televisivo - e poi come regista, dopo aver messo in scena i più grandi classici del Teatro e i capolavori del padre Eduardo.

“Ho sacrificato per il teatro tutta la mia vita: mio figlio è cresciutoe io non me ne sono neanche accorto. [...] Perché vi parlo di lui? [...] Vi parlo di lui perché senza di lui il mio cuore avrebbe già cessato di battere. E invece batte ancora, e palpiterà sempre, anche un domani quando sarò morto”. Pentendosi alla fine di non aver mai elogiato e aiutato quel figlio con cui condivideva una tale passione (quella della recitazione), Eduardo De Filippo riconosceva a Luca i suoi meriti, proprio poche settimane prima di morire. Con la scomparsa di Luca De Filippo si chiude la tradizione di famiglia che ha portato tre generazioni di grandi artisti.


Impossibile non notare la somiglianza tra i due uomini: lo stesso tono della voce, le stesse movenze, con il tempo anche lo stesso viso scavato. Eppure Luca non ha mai emulato Eduardo: aveva creato un suo stile, meno retorico di quello del padre, che snelliva la prosa degli spettacoli e si adattava ad ogni situazione, grazie ad un’interpretazione di altissimo livello. Tra le rappresentazioni più apprezzate, certamente resterà nella storia Natale in casa Cupiello, in cui recitarono fianco a fianco i due De Filippo e il difficile rapporto padre-figlio dei protagonisti forse esulava dalla scena.

A Napoli il Sindaco Luigi de Magistris ha disposto la proclamazione del lutto cittadino per lunedì 30 novembre 2015, giorno dei funerali di Luca De Filippo, in segno di profondo cordoglio per la scomparsa di un grandissimo maestro del Teatro nazionale.
E nel giorno della morte di Luca De Filippo, il Teatro di San Carlo prima del concerto di Pinchas Zukerman e Amanda Forsyth, si è raccolto in un minuto di silenzio, per il dolore per la prematura ed improvvisa scomparsa dell’attore. In città erano state anche interrotte alcune repliche di “Non ti pago”, in scena al teatro Augusteo. E a San Gregorio Armeno Marco Ferrigno, artigiano presepiale ha già realizzato il pastore di Luca De Filippo da mettere sulla scena della Natività.

Nella citta partenopea dove da pochi mesi Luca De Filippo dirigeva la Scuola di Recitazione nel Teatro Stabile e dove da anni la Fondazione Eduardo De Filippo si occupa di giovani a rischio, domani sarà lutto cittadino. Sarà possibile porgere l’estremo saluto all’attore durante i funerali laici, che si terranno domani pomeriggio nel Teatro Argentina di Roma.

Tra le tappe della tuornèe di Non ti pago, ci sarebbe stata anche Brindisi, dove è ancora fresco il ricordo dell’attore. Dopo il debutto della sua compagnia nella stagione 2012-2013 della Fondazione Nuovo Teatro Verdi con La grande Magia, Non ti pago era uno degli spettacoli più attesi. Tutti gli amanti del teatro attendono adesso con il fiato sospeso notizie riguardo alle sorti della compagnia e della tournèe e si stringono addolorati attorno ai tre figli e alla moglie Carolina Rosi. (Giada Cantanna)

Figlio del grande Eduardo De Filippo (1900-1984) e della cantante e attrice Thea Prandi, nipote di Eduardo Scarpetta e di Peppino De Filippo. Esordì nel 1956, a soli otto anni, nel ruolo di Peppeniello in Miseria e nobiltà (scritta dal nonno, diretta dal padre). Nel 1966 conseguì la maturità scientifica, due anni dopo debuttò ne Il figlio di Pulcinella di Eduardo. Da quel momento iniziò un’intensissima attività teatrale, che non gli ha impedito di coltivare qualche passione insolita, come il lavoro a maglia: Non si può leggere quando non è il proprio turno sulla scena, perché un libro è troppo impegnativo, mentre lavorare la lana permette di chiacchierare, ascoltare e non perdere i tempi dello spettacolo. Sotto la regia del padre apparve in teatro e televisione, tra l’altro, ne Il contratto, Sabato, domenica, lunedì, Filumena Marturano, Non ti pago, Il Sindaco del rione Sanità e negli altri grandi testi che costituiscono il repertorio di Eduardo. Ha portato in scena anche Pirandello (Berretto a sonagli), Gino Rocca (Scorzetta di limone), Scarpetta (Cani e gatti, Lu curaggio de nu pumpiero napulitano).


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