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Scuole, interventi urgenti per 4 edifici su 10. Forte divario Nord-Sud,
Lo certifica il XVI Rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente che analizza gli istituti di 96 province

ROMA (Italy) - Trento, Reggio Emilia e Forlì in testa alla graduatoria della qualità dell’edilizia scolastica; in coda Sassari e Roma non pervenuta. Questi i dati del XVI Rapporto Ecosistema Scuola, l’indagine annuale di Legambiente sulla qualità dell’edilizia scolastica, delle strutture e dei servizi scolastici della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado di 96 capoluoghi di provincia, presentata a Milano a Palazzo Sormani.

A guidare la graduatoria regionale sulla qualità dei servizi e dell'edilizia scolastica è sempre l’Emilia Romagna, con tre città tra le prime dieci, insieme al Trentino Alto Adige con entrambi i comuni capoluogo. Per quanto riguarda la graduatoria delle grandi città, al primo posto c’è Firenze (14°), seguita da Torino (22°) e Milano (28°), tutte in crescita rispetto allo scorso anno. Napoli (41°), ancora una volta prima tra le grandi città del Sud, conferma la sua posizione.


Nella Penisola su 6.310 edifici, circa il 65% è stato costruito prima dell'entrata in vigore della normativa antisismica del 1974. Il 39% necessita di interventi di manutenzione urgente, il 29,3% si trova in aree a rischio sismico, il 10% in aree rischio idrogeologico e il 10,4% in aree a rischio vulcanico. Sono, poi, ancora davvero poche le scuole costruite con criteri di bioedilizia, sono solo lo 0,6%, mentre solo l’8,7% sono quelle edificate con criteri antisismici.

Sul fronte delle pratiche sostenibili, aumentano gli edifici (14,3%) che usano energia rinnovabile mentre si registra un calo del servizio scuolabus e dei servizi scolastici. A guidare, invece, la graduatoria della qualità dell’edilizia scolastica sono sempre le città del Nord. Al primo posto svetta Trento, seguita da Reggio Emilia (2°) e Forlì (3º). Ci sono poi Verbania (4°), Piacenza (5°), Biella (6°), Bolzano (7°), Pordenone (8°), Brescia (9°) e Gorizia (10°). In fondo alla graduatoria delle città capoluogo, Messina, Taranto e Sassari. Quest’anno Roma è tra le città escluse dalla graduatoria perché ha inviato meno del 50% dei dati richiesti.

Nel 2014 l’investimento medio per la manutenzione straordinaria a edificio scolastico è stato di 33.987 euro contro i 17.614 euro del 2013. Nel Nord la media degli investimenti per la manutenzione straordinaria è quattro volte quella del Sud, nonostante vi sia una maggiore necessità di interventi nel Meridione legata anche alla fragilità del territorio, al rischio idrogeologico, sismico e vulcanico. Regioni come Abruzzo e Campania hanno registrato, ad esempio, un calo di investimenti in manutenzione straordinaria nonostante vi sia un’esigenza di manutenzione rispettivamente nel 91,1% e nel 55,1% degli edifici.

Battuta di arresto per i servizi scolastici: solo nel 5,3% delle mense scolastiche si servono pasti interamente biologici, così come la media di prodotti biologici che si attesta al 51,3%. Scendono poi al 55,9% le scuole che nelle mense servono acqua di rubinetto (nel 2013 erano il 65,1%). Anche i servizi relativi alla mobilità-scuola non decollano: solo il 25,8% delle scuole usufruisce del servizio scuolabus, mentre il 5,9% del servizio pedibus. Questo comporta un maggiore utilizzo nel percorso casa scuola del mezzo privato, che sta generando in prossimità degli edifici scolastici problemi di gestione della sicurezza, della salubrità e di qualità della vita. Dati positivi arrivano, invece, dalla raccolta differenziata: nelle scuole si differenziano soprattutto carta (83,5%) e vetro (63,3%). In aumento la raccolta di organico che passa dal 48,3% del 2010 al 65,6% del 2014 e delle pile che passa dal 33,9% del 2010 al 55% del 2014.

Anche quest’anno si riconfermano in testa alla graduatoria nazionale di Ecosistema Scuola le città capoluogo del Centro nord. Svetta al primo posto Trento, seguita da Reggio Emilia (2°) e Forlì (3°). Ci sono poi Verbania (4°), Piacenza (5°), Biella (6°), Bolzano (7°), Pordenone (8°), Brescia (9°) e Gorizia (10°). Nella top ten da segnalare l’ingresso di Gorizia, per Biella e Brescia un ritorno. Le restanti città confermano la loro presenza tra le prime dieci, anche se con qualche cambio di posizione. Prima città del Sud è invece Chieti (15°), mentre Catania (34°) è la prima delle Isole ed è in crescita rispetto all’anno precedente.

A guidare la graduatoria regionale sulla qualità dei servizi e dell'edilizia scolastica è sempre l’Emilia Romagna, con tre città tra le prime dieci, insieme al Trentino Alto Adige con entrambi i comuni capoluogo. Per quanto riguarda la graduatoria delle grandi città, al primo posto c’è Firenze (14°), seguita da Torino (22°) e Milano (28°), tutte in crescita rispetto allo scorso anno. Napoli (41°), ancora una volta prima tra le grandi città del Sud, conferma la sua posizione. Prosegue il trend di crescita in graduatoria di Bari (55°) e Genova (69°), mentre Palermo (78°), lo scorso anno erroneamente non inserita in graduatoria, chiude la classifica delle grandi città.

Tornando alla classifica generale, Trento si conferma ancora una volta in vetta alla graduatoria grazie a dati di eccellenza legati alla sicurezza, agli investimenti ma anche ai servizi e alle buone pratiche. Inoltre Trento rientra nella top ten dei comuni che in media investono di più in manutenzione straordinaria. Gli altri Comuni che guidano la graduatoria si distinguono per i dati complessivi ma anche per singole peculiarità. Come Bolzano, tra i primi dieci Comuni che investono di più sia in manutenzione straordinaria che ordinaria.

Oppure Reggio Emilia con 66 edifici su 87 con piste ciclabili nelle vicinanze che favoriscono la raggiungibilità della scuola in modo ecologico. Singole specificità che talvolta vedono protagonisti altri comuni come Como e Verona che riescono a coprire, negli edifici dove sono presenti impianti di energia rinnovabile, il 100% dei consumi. Ci sono poi Brindisi, L’Aquila e Pisa che si distinguono per somministrare pasti 100% bio nelle mense scolastiche. Lucca, Macerata, Siena sono invece le città che garantiscono il servizio di scuolabus a tutte le scuole. (AdnKronos)


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