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Dopo la contestatissima "Buona scuola" di Renzi arriva l'ipotesi del taglio delle vacanze scolastiche
Il ministro del lavoro: tre mesi di chiusura scolastica in estate sono proprio troppi, ne basta uno

ROMA (Italy) - I Paesi del Sud Europa (Spagna, Italia, Cipro, Malta, Grecia, Portogallo) seguono tutti sospensioni estive fra le 10 e le 13 settimane, quelli dell'Europa centrale e settentrionale si collocano fra le sei settimane di alcune regioni tedesche alle 10 di Finlandia e Svezia. La media si attesta intorno alle otto settimane.

"Un mese di vacanza va bene, anche uno e mezzo può andare. Ma non c'è un obbligo di farne tre, senza fare nulla. Magari un mese potrebbe essere passato a fare formazione. Serve un più stretto rapporto tra scuola e mondo del lavoro e questa è una discussione che va affrontata, anche dal punto di vista educativo".

Lo ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, parlando a Firenze al convegno sui fondi europei e il futuro dei giovani promosso dalla Regione Toscana. L'intervento su questo punto è stato salutato da un applauso dei presenti al Palazzo dei Congressi.


Serve un più stretto rapporto tra scuola e mondo del lavoro e questa è una discussione che va affrontata, anche dal punto di vista educativo". Lo ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, parlando a Firenze al convegno sui fondi europei e il futuro dei giovani promosso dalla Regione Toscana. L'intervento su questo punto è stato salutato da un applauso dei presenti al Palazzo dei Congressi. "I miei figli d'estate sono sempre andati per un mese al magazzino generale a spostare le casse della frutta. Sono venuti su normali, non sono ragazzi straordinari o speciali - ha aggiunto Poletti - Ecco, non ci dobbiamo scandalizzare se per un mese durante l'estate i nostri giovani fanno un'esperienza formativa nel mondo del lavoro. Dobbiamo affrontare questa questione culturale ed educativa del rapporto dei ragazzi con il mondo del lavoro, e non spostarlo sempre più avanti". Applausi che il ministro ha nuovamente ricevuto quando ha detto: "Non troverei niente di strano se un ragazzo lavorasse tre o quattro ore al giorno per un periodo preciso durante l'estate, anzichè stare solo in giro per le strade".

La nota del Moige, movimento genitori - “Condivisibile l’intervento del Ministro del Lavoro, Giovanni Poletti, che consiglia ai ragazzi di tenersi impegnati durante la pausa estiva. Siamo il Paese con le vacanze più lunghe d’Europa e questo non fa bene ai nostri figli. Un tempo così prolungato di inattività vanifica gli sforzi d’apprendimento fatti durante l’anno scolastico e ridimensiona fortemente l’impatto dello studio. Riteniamo necessaria la revisione del calendario e degli orari delle lezioni per bilanciare meglio nel corso di tutto l’anno i periodi in cui gli studenti possono riposare. Piuttosto che cumulare i giorni di “ferie” in estate è preferibile prevedere pause più frequenti e ben distribuite. Attraverso questo espediente i nostri ragazzi possono approcciarsi alla didattica in modo più efficace, senza perdere l’allenamento e il ritmo di studio”.

Parole che hanno suscitato reazioni e polemiche. E alle quali ha risposto anche il ministro dell'Istruzione Giannini: “Nel ddl sulla Buona scuola che a giorni arriverà all'esame del Parlamento – ha detto Stefania Giannini – è già previsto che attività di stage si possano fare anche nei periodi di sospensione dell'attività didattica, estate inclusa".

Anche l'associazione studentesca Rete degli Studenti medi ha subito diramato un comunicato stampa nel quale esprime la propria opinione riguardo le dichiarazioni del ministro, osservando in primo luogo che più della metà degli studenti lavora durante l’estate. Nel comunicato Alberto Irone, portavoce nazionale di Rete degli Studenti medi, ha dichiarato che piuttosto le priorità sono quelle di redistribuire le vacanze in modo più equilibrato durante l’anno scolastico e di “regolamentare ed inserire percorsi formativi diversi da quelli didattici all'interno del percorso scolastico.

Udu: le dichiarazioni del Ministro Poletti "sono allucinanti. Sembra voler invitare gli studenti a lavorare d'estate, preferendo lo sfruttamento alla formazione". E' il commento di Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell'Unione degli Studenti. "Scaricare cassette in un magazzino non è un'esperienza formativa e purtroppo tanti studenti - fa notare - compiono già lavori sotto sfruttamento e senza alcuna valenza formativa per potersi mantenere".


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