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Medici di famiglia sul piede di guerra, sciopero nazionale il 19 maggio
La figura del medico di famiglia a rischio estinzione

ROMA (Italy) - Contro la paventata abolizione dell'attuale figura, gli studi dei medici di famiglia saranno aperti oggi e domani per protesta. Accoglieranno i pazienti ma parleranno loro anche dei possibili cambiamenti della medicina generale e delle ripercussioni sull'assistenza.

L’iniziativa sarà replicata il 23 e 24 maggio. La protesta della FIMMG avrà il suo culmine con lo sciopero nazionale della categoria proclamato per il 19 maggio. Quel giorno gli studi dei medici di famiglia saranno chiusi dalle ore 8 alle ore 20, ma verranno comunque garantite le prestazioni indispensabili: visite domiciliari urgenti, in assistenza programmata a pazienti terminali, prestazioni di assistenza domiciliare integrata (ADI) e le ulteriori prestazioni definite nell’ambito degli Accordi regionali.


L'apertura degli studi di sabato e domenica, che sarà replicata 23 e 24, è la prima tappa della mobilitazione avviata da Fimmg per l'intero mese di maggio contro lo stallo delle trattative per il rinnovo della convenzione di medicina del territorio e contro le proposte delle Regioni che, secondo il sindacato, mettono a rischio l'autonomia dei medici e il rapporto diretto di fiducia con i pazienti. La protesta avrà il picco massimo nello sciopero del 19.

"I cittadini - spiega Fiorenzo Corti, segretario generale di Fimmg Lombardia da suo studio aperto per l'iniziativa - stanno rispondendo bene, sono arrivati in molti da questa mattina nei nostri studi. Hanno aderito all'iniziativa che per loro è anche un importante servizio. E questo per noi rappresenta un messaggio chiaro: vogliamo dir loro che hanno diritto ad un'assistenza continuativa sul territorio. Che hanno diritto a scegliere il loro medico e a non farsi scippare questa prerogativa. Negare il diritto a scegliersi il medico rappresenterebbe un danno per tutti".

“Io non vado col primo che capita. Il mio medico di famiglia lo scelgo io”: è lo slogan della grande campagna della FIMMG contro “l’abolizione del medico di famiglia”, che partirà domani con una serie di mobilitazioni indette per protestare contro lo stallo delle trattative per il rinnovo della Convenzione. Parte dunque il primo mese di ‘lotta sindacale’ che coinvolgerà i medici di medicina generale di tutte le province italiane. Dal 18 maggio le città saranno ‘tappezzate’ di maxi manifesti per informare i cittadini sulle ragioni della protesta: nessuna Convenzione significa nessuna garanzia per la libertà di scelta del cittadino né per la libertà di curare del medico, entrambi assoggettati allo spezzatino sanitario che le Regioni hanno già cominciato a fare, significa anche impossibilità di sanzionare la parte regionale eventualmente inadempiente nei confronti dei medici e dei diritti assistenziali dei cittadini, perpetuando l'impunità di questi ultimi anni, significa non riorganizzare la Medicina di famiglia secondo criteri di migliore corrispondenza con i bisogni della popolazione. Fimmg non chiede, in questo particolare momento del Paese, aumenti di stipendio per i medici, ma che i professionisti siano messi nelle condizioni di esprimere al meglio le proprie capacità assistenziali. Online anche una pagina dedicata alle iniziative (www.fimmg.org/manifestiAmoFimmg) e una petizione “Contro l’abolizione del medico di famiglia” (disponibile al link www.change.org/p/campagna-contro-l-abolizione-del-medico-di-famiglia), diretta al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ai Presidenti di Regioni e Province autonome.

Si entrerà nel vivo domani e domenica con la manifestazione “Studi aperti” nei week end. Verranno aperti al pubblico alcuni ambulatori nelle varie province italiane dove i medici esporranno cartelli e distribuiranno materiale informativo per illustrare ai pazienti quali sono i rischi che sta correndo la medicina generale. L’iniziativa sarà replicata il 23 e 24 maggio. La protesta della FIMMG avrà il suo culmine con lo sciopero nazionale della categoria proclamato per il 19 maggio. Quel giorno gli studi dei medici di famiglia saranno chiusi dalle ore 8 alle ore 20, ma verranno comunque garantite le prestazioni indispensabili: visite domiciliari urgenti, in assistenza programmata a pazienti terminali, prestazioni di assistenza domiciliare integrata (ADI) e le ulteriori prestazioni definite nell’ambito degli Accordi regionali. Si fermeranno anche i medici di continuità assistenziale (ex guardia medica) dalle 20 alle 24, garantendo le prestazioni indispensabili.


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