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Tutti contro Renzi: scuola, pensionati, lavoratori, esodati, disoccupati, immigrati e cittadini italiani
M5S: "Renzi trasforma un furto ai pensionati in uno spot elettorale. La Lega fa ricorso a Strasburgo

ROMA (Italy) - Dal primo agosto arriverà a 3,7 milioni di pensionati il "bonus Poletti". Ad essere esclusi saranno quelli con assegno sopra 3.200 lordi al mese. "Vi ricordate quella meravigliosa parentesi rosa del Def, la differenza tra 2,5 e 2,6% di deficit che voi giudicavate inesistente? C'era ma la utilizziamo per le pensioni per un totale di 2 miliardi e 180 milioni che andranno a 3,7 milioni di pensionati" spiega il premier. E sul meccanismo con cui verrà assegnato il bonus: "Se tu prendi 1700 euro lordi di pensione, l'1 agosto il bonus Poletti darà 750 euro, se 2200euro sarà di 450 euro, se 2700 sarà di 278 euro. E' un una tantum".

"Sul tema delle pensioni abbiamo dato incarico a un legale di presentare un ricorso contro la normativa Fornero alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, accompagnato dalle firme degli esodati che ancora aspettano".


Scrive su Facebook il deputato 5 stelle Danilo Toninelli - Un vero e proprio spot elettorale, ma stavolta fatto con la pistola e il passamontagna di un rapinatore". Sulla stessa linea il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. "Ad ogni campagna elettorale c'è un regalo, lo scorso anno furono gli 80 euro, adesso abbiamo i 500 euro per i pensionati".

Al premier, tuttavia, ha risposto l'opposizione con il capogruppo FI alla Camera, Renato Brunetta: "Renzi in conferenza stampa cerca di cambiare carte in tavola", ha spiegato: "Renzi smetta di chiamarlo bonus: e' semplicemente una restituzione parziale e imbrogliona. Altro che bonus!". Il leader della Lega, Matteo Salvini, guarda invece a Strasburgo per fare giustizia degli esodati: "Sul tema delle pensioni abbiamo dato incarico a un legale di presentare un ricorso contro la normativa Fornero alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, accompagnato dalle firme degli esodati che ancora aspettano", ha spiegato. Per i sindacati, la risposta del governo non e' "ne' adeguata ne' sufficiente", per dirla con il segretario confederale Cisl, Maurizio Petriccioli. "Le risposte del governo non corrispondono alle indicazioni della consulta", sottolinea invece la Uil con Romano Bellissima.

"Sul tema delle pensioni abbiamo dato incarico a un legale di presentare un ricorso contro la normativa Fornero alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, accompagnato dalle firme degli esodati che ancora aspettano". Lo ha annunciato Matteo Salvini, al termine del consiglio federale della Lega Nord. "Renzi sta perdendo colpi, regalando 500 euro a qualcuno ad agosto penalizzando altri", ha aggiunto il segretario leghista facendo riferimento al dl Pensioni varato oggi dal Consiglio dei ministri. Il governo promette 2 miliardi di euro, ma la Lega è pronta a ricorrere alla Corte Europea dei diritti dell'uomo per difendere i diritti di quei pensionati che non saranno rimborsati. Il segretario del partito legista, al termine del Consiglio Federale del partito svoltosi oggi in via Bellerio, ha dichiarato: "Secondo i nostri calcoli ci sono ancora 50mila persone non ancora coperte a livello pensionistico per colpa di queste norme. Per questo il nostro ricorso potrà essere sottoscritto anche da tutti gli esodati che tuttora ci sono nel nostro Paese". Sempre per quanto riguarda le battaglie condotte dal Carroccio, Salvini ha annunciato che nel corso del fine settimana nei gazebo del partito sono state raccolte circa 100 mila firme per riaprire le case chiuse. "Non male per un'iniziativa lasciata solo pochi giorni fa. Il nostro obiettivo è quello di arrivare a 500 mila firme raccogliendole in tutti i comuni italiani, per togliere dalle strade e tassare la prostituzione".


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Pensioni tagliate dal Governo Monti, Palazzo Chigi studia come trovare i 13 miliardi
Il ministero dell'economia pronto a tagliare le restituzioni

ROMA (Italy) - La manovra dell'ex Governo Monti sull'illegale taglio delle pensioni mette in crisi l'Italia e i conti che non tornano. Le minacce europee dietro l'angolo. L'esecutivo di Renzi studia la grave situazione.

"Escludo che sia possibile restituire a tutti l'indicizzazione delle pensioni: per quelle più alte sarebbe immorale e il Governo deve dirlo forte - ha dichiarato Zanettti-. Occorre farlo per le fasce più basse". Zanetti ha però sottolineato che la sua è un'opinione espressa "a titolo personale".
Sulla questione interviene anche il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, soprattutto per rassicurare Bruxelles sulla tenuta del bilancio dello Stato, in linea con gli accordi stretti a Bruxelles "Stiamo pensando intensamente sia agli aspetti istituzionali che di finanza pubblica", ha risposto a chi gli ha chiesto se si stia valutando di limitare la platea dei rimborsi dopo la sentenza della Consulta sulle pensioni. "Pensiamo a misure che minimizzino l'impatto sui conti pubblici, nel pieno rispetto della Corte".


Fari accesi a Bruxelles, dove si "aspetta la decisione del Governo su come attuare la sentenza della Consulta e ne valuterà l'impatto sui conti". Dall'Unione europea si continua a sottolineare "l'impegno italiano a rispettare le regole del Patto" stretto in sede comunitaria precisando che "la sostenibilità dei conti deve restare una priorità anche alla luce dell'alta spesa pensionistica". La Commissione europea è in contatto con le autorità italiane e si aspetta notizie al più presto. Non c'è una vera scadenza per presentare le decisioni del Governo a Bruxelles, ma c'è una circostanza significativa che potrebbe accelerare le mosse italiane: il 13 maggio verranno presentate le Raccomandazioni specifiche per Paese (CSR), il documento annuale con cui la Commissione dà agli Stati 'pagelle' e 'compiti a casa', ovvero una valutazione complessiva dell'andamento dei conti pubblici in relazione agli obiettivi di bilancio fissati, e un esame delle riforme in corso e del loro impatto. Se l'Italia non invierà prima del 13 maggio alcuna informazione sulle misure compensative che intende attuare, quello sui suoi conti rischia di essere un giudizio 'sospeso', sul quale potrebbe presto abbattersi una tegola che costringerebbe Bruxelles a rivedere i dati sia sul deficit che sul debito del 2015.

Il blocco 2012-2013 ha toccato circa sei milioni di persone con una pensione superiore ai 1.443 euro mensili lordi. La quota maggiore è costituita da pensionati tra i 1.500 e i 1.999 euro (17,4% del totale) e tra 2 mila e 3 mila euro (13,7%). Quello che ora dovrà essere calcolato dal Tesoro e dall’Inps è quanto dovrà essere rimborsato a questi pensionati. Si valuteranno le motivazioni della sentenza ed il conseguente impatto sulla finanza pubblica. Una cosa è certa: se il blocco è illegittimo, i pensionati che per due anni, quando l’inflazione era rispettivamente al 3% (2012) e all’1,2% (2013), non hanno avuto l’adeguamento, ora dovranno riceverlo. Ipotizzando un pensionato 'tipo' che al dicembre del 2011 riscuoteva 2.000 euro lordi, a gennaio 2012 la sua pensione sarebbe dovuta salire a 2.054 euro. Pertanto, per l’anno 2012 avrebbe diritto ad un rimborso di 704 euro. A gennaio 2013 la sua pensione, regolarmente adeguata nel 2012 (2.054 euro), avrebbe dovuto godere di un aumento di 59 euro portandosi a 2.113 euro. Per il 2013 dovrebbe ottenere un rimborso di 1.469 euro. In tutto, il risarcimento si traduce in 2.173 euro lordi, 1.739 netti.


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La Corte Costituzionale boccia la "norma" Fornero sul taglio alle pensioni per il 2012 e 2013
A volte la "Giustizia" provvede per tempo seppure in ritardo
Le lacrime dell'allora ministro Fornero ora costano alle tasche dei cittadini ben 5 miliardi

ROMA (Italy) - La Consulta ha bocciato la norma che, per il 2012 e 2013, ha stabilito che sui trattamenti pensionistici di importo superiore a tre volte il minimo Inps scattasse il blocco della perequazione. Questo meccanismo, che adegua in pratica le pensione al costo della vita, è per i giudici incostituzionale. La legge bocciata è la cosiddetta norma Fornero contenuta nel "Salva Italia".

Giova ricordare che la norma bocciata dalla Corte Costituzionale fa riferimento al taglio che il Governo Monti operò sulle pensioni che - vergognosamente - riteneva più ricche: 1200 euro al mese. Un'attuazione che in conferenza stampa fece scaturire le "famose" lacrime del ministro del lavoro Fornero e che tutti gli italiani, colpiti dalla legge, in seguito seppero ben spiegarsi.


La norma che, per il 2012 e 2013, ha stabilito, "in considerazione della contingente situazione finanziaria", che sui trattamenti pensionistici di importo superiore a tre volte il minimo Inps scattasse il blocco della perequazione, ossia il meccanismo che adegua le pensione al costo della vita, è incostituzionale. Lo ha deciso la Corte Costituzionale, 'bocciando' l'art. 24 del decreto legge 201/2011. Una decisione che farà sentire il suo peso sulle casse pubbliche: secondo le stime dell'Avvocatura dello Stato, fornite in occasione dell'udienza pubblica, circa 1,8 miliardi per il 2012 e circa 3 miliardi per il 2013. La misura bocciata oggi è quella annunciata, tra le lacrime, dall'allora ministra Elsa Fornero nel dicembre del 2011.

Si è fatta giustizia, una sentenza che attendevamo - commenta Giorgio Ambrogioni, presidente Federmanager. Secondo cui i giudici hanno «tenuto conto di quello che la stessa Corte aveva affermato in particolare nell’ultima sentenza del 2010 nella quale aveva rivolto un monito al legislatore a non reiterare simili interventi iniquamente redistributivi. Con i quattro blocchi precedenti attuati dal 1998 le nostre pensioni hanno subito complessivamente perdite definitive del potere di acquisto superiori al 20%. Siamo stati costretti - prosegue Ambrogioni - a rivolgerci alla magistratura perché il legislatore si è dimostrato sordo rispetto alle nostre legittime e sacrosante richieste». «Ora si proceda presto con i rimborsi» sostiene il presidente di Manageritalia, Guido Carella che assieme ad Ambrogioni si aspetta «che si arrivi in tempi rapidi a trovare il modo per compensare le migliaia di persone danneggiate dal provvedimento e auspichiamo che da oggi in poi l’abitudine di utilizzare le pensioni per fare cassa venga definitivamente accantonata, smettendo così di far vivere nell’incertezza i pensionati».

Esultano i sindacati che dal 2011 denunciano lo 'scippo' ai danni dei pensionati e si vedono confermare la necessità di rimettere mano alla riforma Fornero."Ora è bene sanare questa ingiustizia perché i pensionati meritano di vedere tutelata la propria pensione, così come abbiamo sempre sostenuto fin dal governo Monti”, scandisce il segretario generale dello Spi-Cgil, Carla Cantone. Soddisfatta anche la Uil. "È una sentenza che finalmente fa giustizia. Adesso il Governo Renzi restituisca il maltolto a milioni di pensionati", dicono all'uniscono il segretario confederale, Domenico Proietti e il segretario generale Uilpensionati, Romano Bellissima. A invocare un cambio di passo è la Cisl. "Il pronunciamento della Consulta deve servire da monito per il futuro, sia per il Governo che per il Parlamento. Il risanamento della finanza pubblica si realizza intervenendo sulle enormi aree di spreco ed inefficienza della spesa pubblica e aggredendo la corruzione e l'illegalità fiscale non riducendo i diritti fondamentali riconosciuti da uno Stato sociale che va, anzi, preservato e ammodernato per affrontare più efficacemente le nuove emergenze sociali e per continuare a soddisfare i bisogni della popolazione nell’età anziana", spiega il segretario confederale, Maurizio Petriccioli.


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