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Caldo e afa in Puglia: allerta per Alga tossica che prolifera lungo le coste da Bari a Leuca
Dati preoccupanti dopo i prelievi di Arpa Puglia nelle acque dei litorali. La mappa

ROMA (Italy) - L’alga tossica, in questi ultimi giorni, sta minacciando nuovamente le coste pugliesi. Si tratta dell’Ostreopsis ovata, riconoscibile per la presenza di chiazze schiumose biancastre e marroni in superfici, con l’opalescenza dell’acqua, per via della presenza di materiale gelatinoso in sospensione sott’acqua e la formazione di una pellicola bruna e membranosa sugli scogli e sui depositi del fondo.

L’Ostreopsis ovata può provocare, nei bagnanti, sintomi come febbre superiore a 38 gradi, cefalea, riniti, faringiti, laringiti, congiuntiviti, vomito, dermatite. I sintomi, che si presentano dopo alcune ore, di solito regrediscono dopo 1-2 giorni. I sintomi compaiono soprattutto dopo mareggiate che favoriscono la formazione di aerosol marino che può diffondere le tossine nell’aria.


Uno dei tanti effetti dell’aumento graduale anno dopo anno delle temperature, non solo atmosferiche, ma anche nei nostri mari è la proliferazione di organismi tipici degli ambienti tropicali. La Puglia in particolare sta fronteggiando l’emergenza alga tossica, ovvero la “Ostreopsis ovata”, che comparsa per la prima volta sulle coste pugliesi nel 2000, anche quest’anno si sta diffondendo su tutto il litorale. L’alga, segnalata sulle coste pugliesi nel 2000/2001, prolifera per via di numerosi fattori ambientali tra cui: alte temperature, alta pressione atmosferica, condizioni di irraggiamento favorevoli, mare calmo per un periodo di tempo superiore a 10-15 giorni, assenza di vento.

L’Ostreopsis ovata può provocare, nei bagnanti, sintomi come febbre superiore a 38 gradi, cefalea, riniti, faringiti, laringiti, congiuntiviti, vomito, dermatite. I sintomi, che si presentano dopo alcune ore, di solito regrediscono dopo 1-2 giorni. I sintomi compaiono soprattutto dopo mareggiate che favoriscono la formazione di aerosol marino che può diffondere le tossine nell’aria. Diversi monitoraggi hanno evidenziato che, in concomitanza con le elevate concentrazioni di Ostroepsis nelle acque e sui fondali, si verificano morie e/o sofferenze di organismi marini (stelle marine, ricci, granchi, molluschi cefalopodi ecc. In caso di certificata fioritura o bloom (milioni di alghe per litro d’acqua marina), evitate di stazionare lungo le coste rocciose durante le mareggiate, limitate il consumo alimentare di organismi, come i ricci di mare che, a causa della loro eco-biologia, brucando sulle alghe, potrebbero accumulare le tossine. Rispettate sempre i divieti di balneazione. Il trattamento prevede il lavaggio vigoroso con acqua e sapone, strofinando con alcool per massaggi. Potrebbe essere necessaria l’applicazione di lozione di idrocortisone 1% due volte al giorno.Si tratta di un alga unicellulare delle dimensioni tra i 30 e i 60 micron che vive su alghe pluricellulari e su fondali rocciosi, in acque calde, calme e ben illuminate. Con alte temperature, alta pressione atmosferica, condizioni di irraggiamento favorevoli, mare calmo per un periodo di tempo superiore a 10-15 giorni, prolifera abbondantemente.

Predilige i climi tropicali e si pensa sia arrivata sulle coste italiane con le acque di zavorra di navi estere. L’ARPA (Agenzia Regionale di Protezione Ambientale) della Puglia da qualche anno monitora il fenomeno di fioritura dell’alga e anche quest’anno realizza dei report con cadenza quindicinale.

Negli ultimi 15 giorni di luglio la sua presenza a concentrazioni sopra il livello di tossicità (30.000 cellule/litro) è stata riscontrata in 8 otto località nelle Province di Bari, Brindisi e Lecce: Giovinazzo (BA), Santo Spirito (BA), lungomare di San Giorgio (BA), alla Forcatella (BR), Torre Canne (BR), Apani (BR), porto Badisco (LE) e Ugento a Punta Macolone (LE).

In alcune località si è arrivati a livelli da “bollino rosso” con valori fino ai 3 milioni di cellule di alga per litro. Viene chiamata alga tossica, ma i suoi effetti sono temporanei e compaiono in seguito ad inalazione delle particelle, conseguenza del mare mosso che la nebulizza nell’aria e ne permette l’inalazione. Facendo il bagno si dovrebbe essere al sicuro. I sintomi di intossicazione sono rinite, faringite, laringite, bronchite, febbre, dermatite, congiuntivite, ma dovrebbero passare entro le 24/48 ore.

I danni non sono però solo alla salute umana, anche la fauna marina ne risente, la cosiddetta “alga tossica” è pericolosa, come spiega il direttore di Legambiente Puglia Maurizio Manna: Non solo per l’uomo, ma anche per una serie di creature marine, soprattutto di fondale, come i ricci, sui quali in Puglia si basa tutta un’economia. Gli esperti dell’ARPA consigliano nei periodi di maggiore proliferazione di Ostreopsis ovata, di non consumare organismi come i ricci di mare, che per il loro tipo di alimentazione sono più propensi ad accumulare la tossina.


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