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La notte della Taranta pronta ad accogliere 200 mila persone. Anche Ligabue sul palco
Sabato e Domenica a Melpignano, nel Salento, la 18edisima edizione della kermesse oramai internazionale

ROMA (Italy) - "Sarà un'edizione molto, molto rock". Gli organizzatori del concertone della Notte della Taranta, presentando l'evento in conferenza stampa, non vogliono "rovinare la sorpresa" ai 200mila attesi a Melpigano (Lecce), per il 18/o compleanno di quello che è ormai un rito collettivo in cui, da ogni parte del mondo, i 'tarantati' arrivano in Puglia per danzare freneticamente sul ritmo della 'pizzica', la danza tradizionale del Salento che serve a liberarsi dal veleno della vedova nera.

Tutti intrappolati, pubblico e artisti, nella grande tela del ragno allestita sul palco con 12milioni di piccole luci. Data la grande affluenza prevista, sarà messo in campo un sistema di sicurezza di circa mille unità tra forze dell'ordine e protezione civile. “Certe notti” in versione salentina chiuderà domani a notte fonda la seratona della pizzica, con la piazza piena di gente che arriva da ogni angolo del mondo.


La più grande attesa è invece Luciano Ligabue, che si è portato dietro il chitarrista Federico Poggipollini. Oggi il rocker di Correggio alla conferenza stampa ha confessato di essersi avvicinato a casa ai due brani salentini che canterà (ma non sarò un elefante nella cristalleria, ha precisato) studiandone la pronuncia, e si è detto curioso del primo incontro con i musicisti, che è avvenuto con le prove verso le 2 del pomeriggio: la sua “Certe notti” in versione salentina chiuderà domani a notte fonda la seratona della pizzica, con la piazza piena di gente che arriva da ogni angolo del mondo. Un bel modo di coniugare musica, tradizione, cultura, che fa bene anche al turismo. Grazie alla “Notte della Taranta” il Salento infatti ha visto decuplicare le presenze in estate negli ultimi anni.

Quest'anno, però, la sfida è più dura: "Mettere le radici del Salento in contatto col resto del mondo, contaminandole". Un obiettivo per raggiungere il quale il maestro concertatore Phil Manzanera (chitarrista dei Roxy Music e coproduttore dei Pink Floyd) ha reclutato il suo "artista italiano preferito", Luciano Ligabue, ma anche il bassista dei The Clash, Paul Simonon; il "miglior batterista mai esistito", il nigeriano Tony Allen; insieme con i chitarristi Andrea Echeverri e Raul Rodriguez, e la violinista londinese, Anna Phoebe. Solo Manzanera, sostiene il presidente della fondazione Notte della Taranta, Massimo Manera, è "riuscito a convincere" il Liga a venire dopo tanti anni "in cui lo abbiamo inseguito".

Ma il rocker di Correggio, che ha portato con sé il suo chitarrista, Federico Poggipollini, precisa di "aver sempre temuto di poter sembrare un elefante in una cristalleria, come quello che viene qui a fare chiasso". E invece, durante le prove nel pomeriggio, Ligabue sembra essere nato in Salento. Specialmente quando canta in grico la ninna nanna 'Ndo Ndo Ndo', oppure in dialetto salentino la serenata 'Beddha ci dormi', in duetto con Alessia Tondo. Del suo repertorio, invece, saranno 'pizzicati' 'Certe Notti' e 'Il muro del suono'. "Li ha scelti per me Manzanera, confessa Liga, e "io ho accettato moto volentieri la sua proposta". Il confronto con la Taranta, per Ligabue, è "una sfida intrigante: riuscire a contaminare una musica così fisica, che riesce a parlare alla parte interiore di ognuno di noi", per "dimostrare che la musica è un linguaggio che funziona senza troppe teorie". Una "specie di terapia", precisa Manzanera, "che aiuta le persone a ricordarsi dei suoni antichi e delle origini della loro terra". Sul palco, promette il maestro concertatore, "l'unica legge sarà la musica". A farla rispettare ci penseranno anche i 22 elementi dell'orchestra della Notte della Taranta e il corpo di ballo guidato da Roberto Castello.


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