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Il Governo Renzi partorisce la manovrà sulla Sanità con tagli e forti penalizzazioni per gli utenti
Tagli a 208 prestazioni, colpiranno ricoveri, analisi, esami e donne in gravidanza. Medici annunciano scioperi

ROMA (Italy) - La stretta del ministero riguarda 208 prestazioni: dall’estrazione e ricostruzione dei denti alla radiologia diagnostica comprendente risonanze e tomografie, dalle prestazioni di laboratorio come l’esame del colesterolo alla medicina nucleare e gli esami di genetica. Una sforbiciata sostanziale al Servizio Sanitario Nazionale e regole più strette per la prescrizione di analisi, visite ed esami di diagnostica per immagini.

I medici non potranno più prescriverle a carico del Servizio Sanitario Nazionale senza giusta causa, a meno che non vogliano pagarne le conseguenze di tasca propria. Anche in caso di gravidanza (mezzo milione le donne interessate all’anno), gli esami dovranno essere mirati e conseguenti alle condizioni della donna e del bambino. Tutti gli esami “superflui” saranno a pagamento.


Per quanto riguarda le analisi di laboratorio, si parla di regole secondo cui la rimborsabilità dipenderà dallo stato di salute del paziente e dagli esiti di eventuali test precedenti che ne certifichino la necessità. Regole del tutto analoghe normeranno anche la prescrizione di Tac, risonanze magnetiche ed ecografie; nel caso di queste ultime non saranno escluse dai tagli nemmeno quelle durante la gravidanza, che dovrebbero essere rimborsate solo se le condizioni di mamma e bambino le rendano effettivamente necessarie. Infine, i ricoveri, che dovranno essere sempre più brevi.

Si tratta di un giro di vite su visite, analisi ed esami vari; oltre che di eventuali sanzioni per i medici che firmeranno prescrizioni non appropriate. Si va verso una politica di ricoveri sempre più breve per alcune patologie. In sostanza si cercherà di garantire un'uscita facilitata del paziente grazie a trattamenti di day hospital o regime ambulatoriale.

Novità per quanto riguarda il rimborso su alcuni esami; conterà lo stato di salute del paziente. In sintesi, un test per una patologia sarà gratuito se il paziente è già affetto da quella patologia. Chi non presenta fattori di rischio dovrà pagare. Dovrebbe vedere la luce un meccanismo secondo il quale una serie di esami saranno rimborsabili solo se dal primo esame si avranno indicazioni di criticità tali da rendere necessari i successivi accertamenti. In sostanza il rimborso dipenderà dalla condizione di salute del paziente. Le prescrizioni saranno contingentate anche per esami quali Tac, risonanza magnetica ed ecografie. Vi si potrà ricorrere solo in casi di effettiva necessità e il medico che contravviene a queste indicazione rischia una sanzione. Stretta anche sugli esami e sulle ecografie per le donne in gravidanza. Accertamenti verranno stabiliti sempre secondo le condizioni del paziente, ovvero della futura mamma e del bambino. Chi vorrà usufruire di test ulteriori, dovrà pagare.

In sostanza una vera e propria mannaia sulla sanità pubblica che riguarderà circa il 15% delle prestazioni che, ad oggi, il Servizio Sanitario Nazionale passa in modo gratuito. Risparmi che riguarderanno il personale, i ricoveri e la diagnostica. La lista nera è stata già elaborata dai tecnici del ministero della Salute in concomitanza con la Ragioneria Generale dello Stato, la Banca d’Italia, la Consip e l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco). Secondo i detrattori, si finirà per offrire notevoli vantaggi alla sanità privata a discapito delle tasche dei cittadini comuni. I cittadini naturalmente già alzano il livello di allerta; perchè malgrado quello che è stato detto, ovvero che l'obiettivo sarà di rendere il sistema più efficiente e contenere gli sprechi, quando si parla di tagli alla fine, a farne le spese sono sempre loro.


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