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Italiani sempre più vegetariani, dieta "verde" per il 16%: in crescita la cucina vegana
I pericoli di una alimentazione squilibrata e non controllata

ROMA (Italy) - Cultura “green” e cucina, un binomio sempre più vincente. Secondo un’indagine presentata al Fuori Expo della Regione Marche a Milano, il consumo in Italia di prodotti a base vegetale sarebbe notevolmente aumentato. Di contro, sarebbero 2 i milioni gli italiani che hanno ridotto il consumo di carne negli ultimi 6 anni e circa il 3% degli italiani tra i 18 e i 64 anni (quasi 1.150.000) si ispira ai principi vegan.

Sono 2 milioni gli italiani che hanno ridotto il consumo di carne negli ultimi 6 anni. E circa il 3% degli italiani tra i 18 e i 64 anni si ispira ai principi vegan (quasi 1.150.000). In Italia i vegetariani costituiscono oltre il 6% della popolazione: a confermarlo sono i dati raccolti nel Rapporto Italia EURISPES 2014.


In Italia i vegetariani costituiscono oltre il 6% della popolazione: a confermarlo sono i dati raccolti nel Rapporto Italia EURISPES 2014. Diverse le motivazioni alla base di questa scelta: quasi un terzo (31%) è spinto dal rispetto degli animali, il 9% dalla volontà di tutelare l'ambiente, ed un quarto (24%) da motivi di salute. L’alimentazione vegetariana, che prevede principalmente il consumo di proteine vegetali, latte e derivati, uova, verdura cotta e cruda, frutta, legumi, cereali, semi e frutta secca, ha infatti senza dubbio un impatto positivo sulla salute: diminuisce il rischio di ipertensione, di diabete di tipo 2, riduce i livelli di colesterolo, incidendo soprattutto sui valori di LDL, il colesterolo cattivo, e riduce il peso in eccesso, principale fattore di rischio per le malattie cardiovascolari.

A dirlo l'indagine GfK Eurisko - TreValli "Buono da Pensare", presentata a Milano al Fuori Expo della Regione Marche, che ha fotografato i cambiamenti nelle abitudini alimentari negli ultimi 20 anni tra salute, palato e genuinità, ma anche etica e rispetto degli animali. Rappresentano il 16% gli italiani che si sentono vicini ad almeno un regime alimentare particolare, a partire dalla cucina vegana e da quella vegetariana che, insieme, raccolgono consensi per 9% degli intervistati (3% vegani, 6% vegetariani), seguite dal macrobiotico e dal crudismo (vicini alla sensibilità del 2% del campione). Sono 4 su 5 gli italiani che conoscono alimenti a base di soia, e sfiorano il 40% quelli che li consumano abitualmente o ne hanno fatto uso almeno una volta negli ultimi 6 mesi.

Gli studi hanno analizzato i cambiamenti nelle abitudini alimentari negli ultimi 20 anni prendendo in considerazione salute, cucina, etica e rispetto degli animali. Oggi ben il 16% degli italiani seguono almeno un regime alimentare particolare, a partire dalla cucina vegana e da quella vegetariana che raccolgono insieme consensi per il 9% degli intervistati (3% vegani e 6% vegetariani). A seguire c’è il macrobiotico e il crudismo (vicini al 2% del campione). Sono 4 su 5 gli italiani, invece, che conoscono alimenti a base di soia, e quasi il 40% quelli che li consumano abitualmente o ne hanno fatto uso almeno una volta negli ultimi 6 mesi. Una tendenza che appare inarrestabile e che attraversa trasversalmente tutti gli strati sociali. Qual è però l’acquirente tipo? Viene dal nord-ovest (36%), abita in grandi città (13%), occupa posizioni dirigenziali (25%), è prevalentemente donna (58%), ha tra i 45 e i 54 anni (28%) ed è in possesso di una laurea (17%). Tra gli alimenti più acquistati spiccano la panna vegetale (15%), le bevande sostitutive del latte (conosciute da oltre la metà del campione e scelte dal 14%) e i piatti pronti a base di soia (12%).

Sono 4 su 5 gli italiani che conoscono alimenti a base di soia, e sfiorano il 40% quelli che li consumano abitualmente o ne hanno fatto uso almeno una volta negli ultimi 6 mesi. L`acquirente tipo viene dal nord-ovest (36%), abita in grandi città (13%) e occupa posizioni dirigenziali (25%); sono prevalentemente donne (58%), tra i 45 e i 54 anni (28%) e in possesso di una laurea (17%). A finire più spesso nei carrelli della spesa la panna vegetale (15%), le bevande sostitutive del latte (conosciute da oltre la metà del campione e scelte dal 14%) e i piatti pronti a base di soia (12%). Nelle motivazioni del 10% che ne ha invece diminuito le dosi fa da padrone il portafoglio: sono infatti 2 su 3 quelli che lamentano un prezzo troppo alto. Guidano le scelte di questi acquirenti la curiosità e la voglia di sperimentare che catturano 1 italiano su 5, la digeribilità (23%), il gusto (16%) e la necessità di variare la dieta (16%).


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