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Scuola, disabilità e diritti negati: la "buona scuola" dimentica le problematiche vissute quotidianamente
L'integrazione scolastica dei diversamente abili raccontata da una "Mamma coraggio"

ROMA (Italy) - La scuola ha ormai aperto i cancelli in tutta Italia e anche quest'anno, purtroppo, si registrano ritardi significativi nell'assegnazione dei docenti, soprattutto di sostegno. La cronaca ci racconta di un papà che ha deciso di incatenarsi fuori della scuola, tanti altri genitori sono preoccupati e indignati. Il caso di Monica, mamma di M. - in Puglia - ci spinge ad approfondire questa gravissima e vergognosa problematica che si presenta tutti gli anni con millimetrica precisione.

Giova rammentare che l’integrazione scolastica è un diritto e che il progetto di inclusione non può essere realizzato in forme di organizzazione scolastica escludenti – aule di sostegno, laboratori separati ecc. – o ricorrendo alla delega al docente di sostegno, il quale, ricordiamo, è assegnato alla classe ed assume la contitolarità di cattedra. Tutti gli alunni sono allievi di tutti i docenti; questi ultimi, tutti, hanno precisi doveri educativi verso di essi.


Monica è pugliese di Mesagne ed è mamma di una ragazzina disabile grave che "dovrebbe" frequentare la 1° media. "Il condizionale è d'obbligo perchè, invece, quello che accade nelle scuole del territorio è inaccettabile. Parlo della situazione che stanno vivendo alunni disabili che, all'inizio dell'anno scolastico, si sono ritrovate senza l'assistenza necessaria e certificata con notevoli ripercussioni sulla possibilità degli alunni a frequentare la propria scuola. L'esempio lampante parte dalla mia di esperienza ma si tratta di un discorso generalizzato riguardante tutte le scuole con piccole differenze ma comunque oltraggioso e lesivo per la "dignità delle persone coinvolte": M. 12 anni arriva a scuola e trova un sostegno di 18 ore ma non può ugualmente frequentare perchè non c è l'assistente che la prenda in consegna e che possa aiutarla nel compiere azioni quotidiane come ad es. andare in bagno. Secondo chi fornisce questo servizio, gli alunni interessati dovrebbero stare 3-4 ore senza la possibilità di andare in bagno o in autogestione? Chiediamo che vengano rispettate le leggi e poco ci interessa di chi sia la competenza. L'umiliazione, la frustrazione, l'abbandono non possono più essere sopportate o ignorate. Chiediamo che venga data voce a queste persone e lo faremo noi genitori in prima persona e con l' aiuto di tutti coloro che vorranno impegnarsi al nostro fianco. Sono convinta di trovare, fra quanti leggeranno queste mie righe persone che prenderanno a cuore questa battaglia non per pietà ma, perchè, ritengono sia una questione di giustizia, di dignità, di diritti negati e ignorati."

Gli incarichi annuali vengono in primo luogo assegnati dagli uffici scolastici territoriali, attingendo agli elenchi dei docenti specializzati inseriti nelle graduatorie ad esaurimento. In molte province, soprattutto nelle regioni indicate, tali elenchi sono da tempo esauriti ed i posti non assegnati vengono restituiti alle scuole, che dovranno attingere alle graduatorie l'istituto per cercare di conferire le cattedre vacanti. La priorità è comunque data ai docenti specializzati, che hanno precedenza anche se sono fuori graduatoria ed hanno inviato una messa a disposizione. Qualora in tutti gli elenchi non siano presenti insegnanti in possesso di specializzazione, l'incarico può essere assegnato ai non specializzati, seguendo le graduatorie curricolari.
Ciò purtroppo continua ad accadere molto spesso, dal momento che si registra la costante carenza di docenti in possesso di specializzazione: ne mancano trentamila ed i nuovi insegnanti specializzati, anche se abilitati, non possono essere assunti a tempo indeterminato se sono presenti solo nelle graduatorie delle scuole e non anche in quelle ad esaurimento o di merito concorsuale. Proprio per questo, nelle settimane scorse, un gruppo di insegnanti, da tempo impegnati nel settore, ha avanzato la proposta di estendere l'assunzione anche ad essi e di consentire agli specializzandi di avere nomina annuale.

La carenza ed i ritardi riguardano anche quest'anno pure le figure di assistenza, distinte da quelle dei docenti, ma altrettanto essenziali poiché si occupano dell'autonomia e della comunicazione degli alunni con disabilità. In questo caso la procedura per l'assegnazione prevede che il Dirigente Scolastico inoltri la richiesta all'Ente Pubblico locale di riferimento: il Comune per la Scuola dell'Infanzia, Primaria e Secondaria di primo grado e la Provincia per la Secondaria di Secondo grado, come previsto dal D. Lgs. 112/98. Ci sono più di 200mila studenti disabili nelle nostre scuole, ma il 27% degli istituti ha barriere architettoniche all'ingresso, il 30% delle scuole è senza ascensore e nell'11% dei casi non funziona. Barriere architettoniche anche nei laboratori, nelle palestre, nel cortile, persino nelle aule: e nel 25% delle scuole non ci sono bagni per disabili.

Non solo: nelle situazioni che lo richiedano, dev'essere prevista anche la figura dell'assistente di base igienico-personale: il CCNL Comparto Scuola indica tra le mansioni del collaboratore scolastico l'ausilio materiale agli alunni disabili nell'accesso alle aree esterne alle strutture scolastiche e nell'uscita da esse. Può inoltre assisterli all'interno delle strutture scolastiche, nell'uso dei servizi igienici e nella cura dell'igiene personale. Il CCNL prevede l'individuazione di uno o più collaboratori scolastici per ognuna delle scuole in cui siano presenti alunni con disabilità, da avviare a specifici percorsi di formazione. Qualora all'interno dell'istituto non vi siano collaboratori in possesso di tale competenza, il Dirigente Scolastico può richiedere all'Ente Locale di riferimento di intervenire con proprio personale o può rivolgersi All'Ufficio Scolastico Regionale di riferimento perché autorizzi la nomina di collaboratori scolastici in deroga.

Un altro aspetto che suscita molti interrogativi nelle famiglie è l’assegnazione delle ore di sostegno. Ricordiamo che essa deve seguire quanto indicato nel PEI. Inoltre, nel caso in cui nella certificazione sia indicata la situazione di gravità, con art. 3 co 3 della L. 104/92, come indicato dalla sentenza della Corte costituzionale n. 80/10, deve essere previsto il cosiddetto rapporto 1:1, cioè la presenza dell’insegnante di sostegno per tutto il tempo del suo servizio. Esso, ricordiamo, corrisponde a 25 ore della Scuola dell’Infanzia, a 22 ore della Scuola Primaria e a 18 ore nelle Scuole Secondarie. In molte situazioni di gravità, in caso di invio di risorse inadeguate, negli ultimi anni le famiglie hanno fatto ricorso ai tribunali amministrativi per ottenere le ore di deroga.

Ricordiamo, infine, che l’integrazione scolastica è un diritto e che il progetto di inclusione non può essere realizzato in forme di organizzazione scolastica escludenti – aule di sostegno, laboratori separati ecc. – o ricorrendo alla delega al docente di sostegno, il quale, ricordiamo, è assegnato alla classe ed assume la contitolarità di cattedra. Tutti gli alunni sono allievi di tutti i docenti; questi ultimi, tutti, hanno precisi doveri educativi verso di essi. Le famiglie hanno il dovere di seguire il percorso dei figli, di rinnovare i documenti, anche sanitari, quando necessario. Genitori ed insegnanti, insieme, assumono la corresponsabilità educativa ed il loro dialogo costante è fondamentale ai fini del successo scolastico e formativo dei bambini e dei ragazzi.


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