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Telefonia cellulare: gioie e dolori. Allarme degli scienziati sui rischi dell'abuso
L’esposizione alle onde elettromagnetiche emesse dai telefonini è un pericolo da non sottovalutare

Usare sempre l'auricolare, prediligere il viva voce e non tenerlo vicino ai bambini

ROMA (Italy) - Per necessità o semplice svago e divertimento, il cellulare è per molti di noi qualcosa a cui è difficile rinunciare. A volte ne facciamo però un uso eccessivo. Ma quali sono i rischi per la nostra salute derivanti da un continuo utilizzo del telefono cellulare?

Lo hanno rilevato due studi congiunti condotti dall’Oms e dall’Iarc, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro “può esistere un rischio accresciuto in caso di un utilizzo intensivo del cellulare, per circa mezz’ora al giorno e durante 10 anni”. È per questo motivo che il Belgio, paese in cui secondo i dati epidemiologici ogni anno 100-150 persone si ammalano di glioma, un tumore cerebrale dovuto proprio all’uso intenso e prolungato del telefonino, ha avviato una campagna preventiva per vietare i telefoni cellulari ai bambini in modo da salvaguardare la salute dei più piccoli.


Parla chiaro in Belgio la nuova campagna preventiva portata avanti dal governo per salvaguardare la salute dei più piccoli e degli adolescenti cercando di limitarne l’esposizione alle onde elettromagnetiche dei telefonini. Tra le misure previste rientrano anche il divieto di pubblicità di cellulari dirette ai minori, la fabbricazione di giocattoli che riproducono cellulari e l’obbligo per i produttori e i venditori di informare i clienti circa i livelli di irradiamento dei telefonini acquistati. Alla base di tutto i dati epidemiologici secondo i quali ogni anno circa 100-150 belgi si ammalano di glioma, un tumore cerebrale dovuto proprio all’uso intenso e prolungato del telefonino, soprattutto in mancanza di un auricolare. Dati, come si può ben intendere, etichettati dalle aziende operanti nel settore della telefonia come vaghi e incompleti ma purtroppo sostenuti da un altro studio affidato a 31 scienziati di 14 paesi e nel novembre 2012 confermato dall’Oms, l’organizzazione mondiale della sanità. In particolare, la ricerca ha inserito i “campi elettromagnetici da telefoni senza fili” nella stessa lista che accoglie decine di pesticidi o il piombo dei carburanti: tutti prodotti “forse cancerogeni per gli esseri umani sulla base di un rischio accresciuto di glioma”.

L’esposizione alle onde elettromagnetiche emesse dei nostri telefonini è quindi un pericolo da non sottovalutare.
Per questo se proprio non riuscite a ridurre notevolmente l’utilizzo del cellulare ecco allora qualche semplice consiglio utile per capire come evitare le radiazioni dei cellulari. Innanzitutto, se non dovete ricevere chiamate urgenti e sapete che per qualche ora il cellulare non vi servirà spegnetelo oppure impostate la modalità di utilizzo in aereo in modo da interrompere le trasmissioni wireless evitando cosi una inutile esposizione alle radiazioni.

Quando dovete telefonare utilizzate sempre gli auricolari con cavo: limiterete cosi le radiazioni provenienti dal telefono.
Se non avete con voi gli auricolari, utilizzate il vivavoce.
Non fate usare i cellulari ai bambini se non in caso di emergenza, soprattutto se molto piccoli.
Se sul display notate che nel posto in cui vi trovate in quel momento c’è poca rete non effettuate chiamate.
Quando c’è poco campo, per chiamare servirà più potenza radiante: la conseguenza è un numero maggiore di radiazioni.
Non mettete mai il cellulare nel taschino della camicia o della giacca.
Se possibile cercate di ridurre il numero di chiamate oppure scegliete la linea telefonica fissa o i servizi online.
Evitate di addormentarvi con il cellulare vicino alla testa e non usatelo come sveglia.

Riccardo Staglianò è giornalista de "la Repubblica". Tra i suoi libri ricordiamo "Bill Gates. Una biografia non autorizzata" (Feltrinelli 2000) e "L'impero dei falsi" (Laterza 2006). Per Chiarelettere ha pubblicato "I cinesi non muoiono mai" (con Raffaele Oriani, 2008); "Miss Little China" (con Raffaele Oriani, 2009), libro che accompagna l'omonimo documentario di Riccardo Cremona e Vincenzo de Cecco, e "Grazie" (2010). Nell'ottobre 2011 ha portato in Italia (Reggio Emilia) le Ted Conference, format americano nel quale le migliori intelligenze internazionali sono invitate a tenere discorsi della durata di 18 minuti sui temi più diversi.

"Sentivo un gran calore stando al telefono tutto quel tempo. Non avrei mai pensato che quel fastidio mi avrebbe rovinato la vita. Il mio esempio potrebbe dare il via a una class action. Così tutto questo dolore sarà servito a qualcosa. A sensibilizzare chi passa le giornate con quelle pistole puntate alle tempie." Innocente Marcolini, ex manager, agosto 2011. Una sentenza del Tribunale di Brescia ha stabilito che il suo tumore alla testa è legato all'uso eccessivo del telefonino.

La domanda è: il nostro compagno più inseparabile (il cellulare) ci sta forse tradendo? Prove ce ne sono, e parecchie (nel 2011 l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha inserito il telefonino tra i possibili cancerogeni). I manuali di istruzione dicono di tenerli da 1,5 a 2,5 centimetri dall'orecchio (perché? E soprattutto: chi lo fa davvero?). In molti paesi precise disposizioni sanitarie raccomandano di non farli usare ai bambini, di non lasciarli sotto il cuscino di notte (come fanno molti adolescenti in attesa del fatidico sms prima di dormire). Una sentenza del Tribunale di Brescia ha stabilito un risarcimento a carico dell'Inail per un ex manager colpito da un tumore alla testa causato dall'uso eccessivo del cellulare. Questo libro racconta tutto quello che c'è da sapere sul possibile legame causale cellulari-cancro e lo fa con straordinaria capacità di divulgazione, senza tecnicismi. Tutto squadernato con la passione del reportage narrativo. "Toglietevelo dalla testa" è un viaggio a caccia di storie, fatti e testimonianze, dall'Italia a New York, Seattle, San Francisco, Sydney, Stoccolma, sulle tracce dell'ultima ricerca, incontrando le prime vittime che lottano contro il silenzio dei media, raccontando l'eterno braccio di ferro con le multinazionali impegnate a difendere il più grande business del nuovo millennio. Decine di centri studi, all'insaputa dei cittadini, raccolgono montagne di fondi dalle aziende per promuovere campagne che abbassino la soglia di attenzione sui rischi per la salute. È successo con le sigarette, con l'amianto, oggi il candidato più quotato pare proprio il cellulare. L'industria continua a sostenere che non ci sono prove "conclusive": e se dovessero arrivare? Meglio difendersi prima. Il libro si apre con un Decalogo per l'uso sicuro del telefonino, pericoli e rischi li conoscerete solo leggendo. (Riccardo Staglianò)


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