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Quando il bullismo si allarga e sfocia nella pura criminalità, arrestati ragazzini a Pavia
Adolescenti di "buona famiglia", era divenuti aguzzini di un fragile 15enne schiavizzato e violentato

ROMA (Italy) - Un ragazzo fragile, uno studente al primo anno di un istituto tecnico superiore. E' questa una delle vittime prese di mira dalla baby gang di adolescenti. In particolare, uno studente 15enneè stato oggetto di una vera e propria persecuzione giunta sino a vere violenze fisiche e umiliazioni che venivano riprese con i telefonini e pubblicati poi sui social Whatsapp, Twitter, Instagram, Facebook, Telegram, Imessage ed altri. I Carabinieri li hanno arrestati per concorso in violenza sessuale, riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù, pornografia minorile, violenza privata aggravata mediante lo stato di incapacità procurato della vittima.


Il 'branco' riusciva a imprigionarlo nella propria tela, sfruttando l'ascendente di uno dei componenti su di lui, suo compagno di classe e che il 15enne bullizzato oltre a crederlo amico, vedeva quale persona da emulare. Per questo e per non essere emarginato dal gruppo, aveva anche accettato piccole angherie e prese in giro. Successivamente, però, tali angherie avevano iniziato a diventare insopportabili, tanto che l'adolescente in più di una occasione, accorgendosi della presenza dei bulli, aveva cambiato strada o era scappato. Ma loro erano andati a cercarlo per costringerlo a veri e propri abusi e per utilizzarlo nei loro giochi prevaricanti e violenti, anche e solamente per avere qualcosa da poter fotografare con i telefonini e quindi esibire come trofeo ad altri coetanei, per vantarsi e farsi vedere, dal loro punto di vista, grandi e belli.

Gravissima anche la diffusione di tali immagini che, tramite Whatsapp, Twitter, Instagram, Facebook, Telegram, Imessage ed altri, avveniva tra tutti i coinvolti e i loro compagni di classe, che si guardavano bene dall’informare genitori e insegnanti, un po' per la paura di ritorsioni e un po' per la mancata comprensione della portata degli atti ripresi.

La gravità delle violenze e della persecuzione nei confronti dello studente 15enne ha raggiunto il suo apice nei mesi di dicembre 2016 e gennaio 2017, quando i bulli, dopo averlo braccato per strada, hanno imposto al ragazzo di bere alcolici (se non lo avesse fatto lo avrebbero picchiato) fino a quando l'adolescente non è più stato in grado d'intendere e volere. A quel punto, lo hanno portato in giro per la città, teatro della vicenda, legato a una catena, prima al collo, poi attorno al busto, a mo' di cane al guinzaglio. In un'altra, più brutale occasione, lo hanno denudato, tenuto appeso per le gambe a testa in giù, sospeso sopra a un ponte, costringendolo a subire atti sessuali, brutalizzandolo con l'utilizzo di una pigna e fotografando la violenza. Fotografia che è stata poi divulgata a terzi tramite applicazioni di messaggistica istantanea.

I Carabinieri di Vigevano sono riusciti prima a convincere alcuni genitori, preoccupati per quanto sarebbe potuto succedere ai loro figli, a presentare alcune denunce. Poi in breve tempo hanno individuato il gruppo di ragazzi, che proprio per la gravità dei reati di cui sono indiziati non sono stati denunciati, ma arrestati per concorso in violenza sessuale, riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù, pornografia minorile, violenza privata aggravata mediante lo stato di incapacità procurato della vittima. Importante l'aiuto di uno studente, coetaneo della vittima di 'bullismo' e testimone dei fatti, che ha acquisito una delle fotografie della violenza sessuale divulgata dal branco, in cui i componenti si mostravano visibilmente compiaciuti della tragica rappresentazione e che, in un secondo momento, ha deciso di testimoniare circa le violenze a sua conoscenza subite dal coetaneo e amico.

Il branco è un gruppo di una decina di ragazzi di 'buona famiglia', figli di professionisti, commercianti, impiegati, operai. Cinque in particolari i bruti, 3 hanno 15 anni, uno ne ha 16, e c'è anche un 13enne, per questo non imputabile: sono stati rinchiusi nell'Istituto Penale Minorile 'Cesare Beccaria' di Milano a disposizione del Tribunale per i minorenni del capoluogo lombardo, competente territorialmente.

L'encomiabile opera divulgativa della Polizia - I saggi consigli dell'Ispettore Cantanna e del collega Lombardi, della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Brindisi, riecheggiano tutto l'anno nelle aule magne delle scuole. Colloqui amichevoli e professionali che potremmo riassumere in: "ragazzi, occhio a quello che la rete vi propone e ai suggerimenti dell'amico scapestrato. Oggi il web non perdona ... Contatti: 0831

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Bulli e stalker, ecco la legge contro gli abusi. Il ruolo della Scuola nelle parole dell'esperta
Il "lato oscuro" del web entra nelle mire della Giustizia italiana con una serie di reati e condanne esemplari

ROMA (Italy) - Tiziana Cantone aveva 31 anni quando lo scorso 13 settembre si è tolta la vita dopo che un video hard che la vedeva protagonista è stato reso pubblico in rete. Carolina Picchio, nel 2013, poco prima di suicidarsi ha scritto su Facebook “con la gente ho già avuto troppa pazienza, non voglio perdere tempo. Non posso sopportare tutto questo”. Lei, di anni, ne aveva solo 14. Pochi giorni fa la giornalista di Sky Diletta Leotta è stata vittima di alcuni hacker che hanno caricato sul web gli scatti “sexy” del suo telefono privato. Il ruolo centrale della scuola quale luogo per l'informazione di giovani e docenti.


Di storie che raccontano il lato oscuro di Internet e dei social network ce ne sono tante. Solo nel 2014 ci sono stati 345 reati di cyberbullismo a danni di minori. Secondo i dati Istat la fascia più colpita è quella degli 11-13 anni (il 7% ha ammesso di essere stato oggetto di prepotenze sul web e sui social). Ma come anche la storia di Tiziana ci ricorda le vittime dell’etere sono eterogenee e le accuse e le vessazioni che subiscono di “virtuale” non hanno niente. Uomini, donne, ragazzini: i gesti disperati di chi si sente schiacciato dal peso di queste azioni non conosce né sesso né età.

Con 242 voti favorevoli e 73 contrari la Camera dei Deputati ha approvato una proposta di legge che prevede una serie di misure per la prevenzione e il contrasto del bullismo web. Se il Senato darà il via libera definitivo per la prima volta il nostro ordinamento si doterebbe di una definizione legislativa di cyberbullismo. Ma cosa prevede questo ddl? Chiunque, anche se minorenne, avrà il diritto di chiedere ai gestori dei siti internet l’immediata rimozione o l’oscuramento dei contenuti lesivi. Il materiale in questione dovrà essere eliminato entro 48 ore, in caso contrario l’interessato potrà rivolgersi ad uno specifico Garante della Privacy che interverrà necessariamente entro le 48 ore successive.

Non resterà impunito neanche lo stalking informatico che prevedrà la reclusione da 1 a 6 anni in caso di scambio di identità e invio di messaggi, divulgazione di testi o immagini e diffusione di dati sensibili o informazioni private. In presenza di reati non procedibili d’ufficio, sia per lo stalker che per il “bullo” in questione, il questore provvederà ad un ammonimento che, qualora dovesse cadere a vuoto, lascerà il posto a pene più gravi. Per una maggior tutela sui minori, inoltre, ogni istituto scolastico si doterà di un referente per le iniziative contro il bullismo e il cyberbullismo. Il Miur avrà poi il compito di predisporre linee guida di prevenzione attraverso la formazione del personale e la promozione di un ruolo attivo degli studenti. Le singola scuole, invece, in collaborazione con la polizia postale e gli organi competenti, dovranno educare alla legalità e all’uso di internet.

“È un passo molto importante - spiega Annamaria Casaburi, Criminologo Clinico, Psico Patologo Forense, Giudice Onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Lecce - è essenziale la figura di un referente per le scuole, non solo per gli studenti ma per gli stessi genitori e professori che ad oggi non sanno come interpretare gli atti di bullismo e non riescono spesso a darne il giusto peso”. “Nessuno vuole la censura di Internet - sottolinea la dr.ssa Casaburi da sempre impegnata in una completa informazione scolastica - ma questo ddl deve essere approvato. È fondamentale che ci sia una legge che possa essere tutela e deterrente. Dopo di che sarà imprescindibile una buona comunicazione ed educazione perché tutti, soprattutto i minori, siano a conoscenza di cosa questo decreto comporti e come sfruttarlo al meglio”.

Spetterà adesso a Palazzo Madama la decisione definitiva ma per molti la legge “non funziona” in partenza. Per Elena Ferrante, senatrice del PD che ha presentato per la pima volta nel 2014 la proposta di legge, questa “è stata compromessa nella sua efficienza” mentre su change.org è già partita una petizione per evitare “la censura del web”. Si legge, infatti, che “la legge sul cyberbullismo mette a rischio la libertà di espressione di tutti i cittadini” in quanto i gestori dei siti web sarebbero obbligati a rimuovere i contenuti dannosi senza che ci sia “alcun giudice a filtrare la legittimità dall’illegittimità della richiesta”. (Marika Del Zotti)


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Una dodicenne di Pordenone giù dal balcone dopo una lettera ai compagni di scuola: "ora sarete contenti"
Bullismo, nuovi fatti di cronaca ripropongono la gravità del fenomeno

ROMA (Italy) - Ci potrebbe essere un caso di bullismo dietro la tragedia verificatasi questa mattina a Pordenone, dove una dodicenne si è lanciata dal balcone della casa dove vive con i genitori. La ragazzina non è in pericolo di vita, ma il volo di circa sei metri le ha procurato lesioni gravi alla spina dorsale. Attualmente è ricoverata nel reparto di Terapia Intensiva di Pordenone, ma i medici stanno valutando di trasferirla in un centro specializzato ad Udine. La Polizia, intervenuta sul posto dopo aver ricevuto la segnalazione dal 118, sta effettuando tutti i rilievi del caso.

Due lettere sono state trovate in camera della ragazzina: una indirizzata ai genitori e l'altra ai compagni di classe. Proprio i messaggi ritrovati dagli investigatori fanno ipotizzare che dietro al gesto vi sia qualche disagio in ambito scolastico. Sono in corso indagini e agenti si sono recati a scuola per verificare e accertare cosa possa essere accaduto per far giungere la minore ad un gesto così disperato.
I possibili disagi in ambito scolastico emergerebbero non solo dalle lettere trovate in camera della ragazzina, una indirizzata ai genitori e l'altra ai compagni di classe, ma anche dalla parole riferite ai soccorritori. "Adesso sarete contenti", una delle frasi che, a quanto si apprende, la ragazzina avrebbe scritto riferendosi ai compagni.


E' un fenomeno diffuso, in Italia, il bullismo, quell'insieme di vessazioni, offese, minacce, atteggiamenti aggressivi, maldicenze che può spingersi fino alle violenze e che riguarda soprattutto gli ambienti scolastici e giovanili. L'Istat ha tracciato a fine 2015 un profilo delle giovani vittime, che vede un ragazzo su due (52,7%) nell'ultimo anno preso di mira almeno una volta dai bulli e circa uno su dieci (9,1%) che ha subito atti di bullismo con cadenza settimanale. Le vittime sono per lo più ragazze, giovanissimi (11-13 anni) e residenti al nord.

Oltre il 55% delle giovani 11-17enni e' stata oggetto di prepotenze qualche volta nell'anno, mentre per il 20,9% le vessazioni hanno avuto almeno una cadenza mensile e per il 9,9% settimanale (contro,rispettivamente, il 49,9%, il 18,8% e l'8,5% dei coetanei maschi). Tra le 11-17enni si registra una quota più elevata di vittime di cyberbullismo: il 7,1% delle ragazze che si collegano al web o dispongono di un cellulare sono state oggetto di vessazioni continue, contro il 4,6% dei ragazzi. Le vittime assidue di soprusi raggiungono il 23% degli 11-17enni nel Nord.

Considerando anche gli episodi sporadici, sono oltre il 57% le vittime residenti al Nord, contro una quota inferiore al 50% nel centro e al sud. In generale, il rischio bullismo diminuisce con l'aumento dell'età: il 22,5% degli 11-13enni è vittima di vessazioni continue, rispetto al 17,9% dei 14-17enni. I più giovani sono anche i più esposti al cyberbullismo. Mentre sul dato generale incide anche la zona di residenza: in aree molto disagiate si registra la quota più elevata di vittime (23,3%) di prepotenze assidue.

Le prepotenze più comuni consistono in offese con brutti soprannomi, parolacce o insulti (12,1%), derisione per l'aspetto fisico e/o il modo di parlare (6,3%), diffamazione (5,1%), esclusione per le proprie opinioni (4,7%). Aggressioni con spintoni, botte, calci e pugni sono denunciate dal 3,8% dei ragazzi. Il 16,9% degli 11-17enni è rimasto vittima di atti di bullismo diretto e il 10,8% di azioni indirette, prive di contatti fisici. Tra le ragazze è minima la differenza tra prepotenze dirette e indirette (rispettivamente 16,7% e 14%). Al contrario, tra i maschi le forme dirette (17%) sono più del doppio di quelle indirette (7,7%).

Sul fenomeno incidono la solitudine (il 23,6% degli 11-17enni che si vedono raramente con gli amici é rimasto vittima di prepotenze, contro il 18% tra chi incontra gli amici quotidianamente) e il tipo di studi: tra gli studenti delle superiori, i liceali sono in testa (19,4%); seguono gli studenti degli istituti professionali (18,1%) e quelli degli istituti tecnici (16%). Infine, il 63,3% dei ragazzi è stato testimone di atti di bullismo, percentuale che sale a 2 ragazzi su 3 al Nord. In generale, il 26,7% dei ragazzi dichiara di avervi assistito una o più volte al mese. (AdnKronos e Redazione)


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Polizia delle Comunicazioni, lotta senza sosta a cyberterrorismo, pedopornografia e cyberbullismo
Il 2015 all'insegna del successo per l'iniziativa "Una vita da Social" in Puglia

ROMA (Italy) - In uno scenario nel quale la continua evoluzione tecnologica influenza praticamente ogni azione del nostro vivere quotidiano, lo sforzo della Polizia postale e delle comunicazioni nel 2015 è stato costantemente indirizzato alla prevenzione e al contrasto della criminalità informatica in generale, ma particolare attenzione è stata dedicata anche al fenomeno emergente del cyberterrorismo, che ha enormemente influenzato la percezione di insicurezza e le abitudini di tutti i cittadini a seguito dei recenti attentati avvenuti nella vicina Francia.

Il contrasto alla pedopornografia online si è esteso a tutte le piattaforme della Rete ove è presente materiale pedopornografico, concentrandosi in particolare su quelle maggiormente a rischio per le vittime, quali i social network. Nel settore del cyberterrorismo gli investigatori PolPost hanno concorso con altri organi di Polizia e di intelligence nella prevenzione ed il contrasto ai fenomeni di eversione e terrorismo, sia a livello nazionale che internazionale


Sul fronte più generale degli attacchi informatici, si rileva che l'attuale criminalità trova nel mondo del web una generosa fonte per poter delinquere, trafficare e riciclare, garantendosi oltretutto un sostanziale anonimato grazie alla sempre più ampia disponibilità di sistemi di "anonimizzazione", facilmente disponibili nel c.d. dark web. Nel 2015 il C.N.A.I.P.I.C. - Centro Nazionale Anticrimine per la Protezione delle Infrastrutture Critiche, nell'ambito delle attività di prevenzione e contrasto, ha gestito complessivamente 13.500 monitoraggi della rete che hanno riguardato infrastrutture critiche informatizzate di interesse nazionale (pubbliche e private). In particolare la sala operativa del centro ha gestito: 633 attacchi informatici nei confronti di servizi internet relativi a siti istituzionali e infrastrutture critiche informatizzate di interesse nazionale; 987 alert diramati per vulnerabilità riscontrate su sistemi informatici/telematici o per minacce nei confronti degli stessi; 85 richieste di cooperazione nell'ambito del circuito "high tech crime emergency". Tra le attività investigative condotte dal Centro si segnalano 55 indagini avviate nel periodo in esame per un totale di 24 persone denunciate e l'arresto di altre 2.

Passando al financial cybercrime, negli ultimi anni la società ha assistito ad un grosso incremento del mercato digitale. Ciò ha rappresentato delle grosse opportunità per gli operatori economici, ma ha anche attirato fortemente gli interessi criminali di singoli e gruppi organizzati. Crimini di nuova accezione, quali il phishing o la clonazione logica di carte di credito/debito, realizzati tramite furti massivi di identità digitali, non sono che la manifestazione più apparente di gravi e ricorrenti aggressioni su larga scala. Al fine di contrastare efficacemente tali reati, la Polizia postale e delle comunicazioni può contare, in un contesto di partnership pubblico-privato, sulla piattaforma OF2CEN (On line Fraud Cyber Centre and Expert Network) per l'analisi e il contrasto avanzato delle frodi del settore. Nell'anno 2015, proprio grazie alla piattaforma in questione, la Specialità ha potuto bloccare alla fonte una elevata quantità di somme illecitamente sottratte (€ 65.870825,63) e recuperare € 2.734.269,31 della residuale parte relativa ai bonifici già disposti.

Nel settore del cyberterrorismo gli investigatori della Polizia postale e delle comunicazioni hanno concorso con altri organi di Polizia e di intelligence nella prevenzione ed il contrasto ai fenomeni di eversione e terrorismo, sia a livello nazionale che internazionale, posti in essere attraverso l'utilizzo di strumenti informatici e di comunicazione telematica. Nell'ultimo anno, la strategia mediatica messa in campo dalle organizzazioni terroristiche di matrice religiosa islamista ha indotto la specialità ad introdurre un costante monitoraggio della rete per individuare forme di proselitismo e segnali precoci di radicalizzazione in rete, ma anche iniziative di natura razzista, xenofoba, sessuofobica, o comunque ispirate a reati di odio.

Parallelamente all'incremento del mezzo telematico, sono cresciute le aspettative di sicurezza da parte del cittadino. Per tale motivo, in una moderna ottica di prevenzione generale, il portale del commissariato di polizia online è divenuto il punto di riferimento specializzato per chi cerca informazioni, consigli, suggerimenti di carattere generale, o vuole scaricare modulistica e presentare denunce. Uno strumento agevole che consente al cittadino, da casa, dal posto di lavoro o da qualsiasi luogo si desideri, di entrare nel portale ed usufruire dei medesimi servizi di segnalazione, informazione e collaborazione che la Polizia Postale e delle Comunicazioni quotidianamente ed ininterrottamente offre agli utenti del web. Ad integrare tale opportunità, è disponibile un'applicazione dedicata scaricabile gratuitamente sul proprio smartphone o su tablet, sia per la piattaforma Apple che Android.

Il contrasto alla pedopornografia online si è esteso a tutte le piattaforme della Rete ove è presente materiale pedopornografico, concentrandosi in particolare su quelle maggiormente a rischio per le vittime, quali i social network, ove emergono nuove ed insospettate modalità di adescamento di minori, nonché nelle reti "darknet", aree profonde e nascoste del web ove l'utilizzo di tecnologie sofisticate rende inefficaci i tradizionali mezzi di accertamento delle identità online. A tale proposito, sono stati operati 67 arresti e 485 denunce per adescamento di minori online, produzione, diffusione e commercializzazione online di materiale pedopornografico. Per il crescente fenomeno dell'adescamento online di minori, si segnala che nel corso dell'anno 2015 sono state 221 le denunce ricevute dagli uffici della Specialità. Dalle complesse operazioni di prevenzione è scaturita una assidua attività di monitoraggio della rete che ha visto coinvolti ben 17.283 siti internet, di cui 1.819 inseriti in black list. Sono stati arrestati 67 individui, 485 denunciati, 221 denunce di vittime di adescamento on line, 17.283 siti monitorati, 73 nuovi siti inseriti nella black list, 1.819 totale siti in black list.

I recenti gravissimi episodi di cronaca, culminati con il suicidio di alcuni adolescenti, il dilagante fenomeno del cyberbullismo e tutte quelle forme di uso distorto della rete in generale e dei social network in particolare, hanno indotto la specialità a riproporre la più importante iniziativa di prevenzione sulla rete internet, con "Una vita da social". Un progetto dinamico, innovativo e decisamente al passo con i tempi, che si avvicina alle nuove generazioni evidenziando sia le opportunità del web che i rischi di cadere nelle tante trappole dei predatori della rete, confezionando un vero e proprio "manuale d'uso". A disposizione degli utenti non poteva poi mancare la pagina facebook di "Una vita da social", gestita direttamente dalla Polizia postale e delle comunicazioni, dove vengono pubblicati gli appuntamenti, le attività, i contributi eccellenti di tutte le tappe del tour e dove i giovani internauti possono "postare" direttamente le loro impressioni ad ogni appuntamento. Nel corso dell'anno sono stati realizzati numerosi incontri educativi su tutto il territorio nazionale raggiungendo oltre 400 mila studenti e più di 1500 istituti scolastici.

Il progetto "Una Vita da Social" toccherà la Puglia anche nei primi mesi del 2016, "Manfredonia e Taranto saranno le tappe prescelte" – afferma il dirigente del compartimento Polizia postale e delle comunicazioni Puglia Maria Letizia La Selva. Per quanto riguarda i dati pugliesi, il compartimento si è impegnato finalizzandosi al contrasto dei reati di pedopornografia, adescamento online e cyberbullismo e attuando i progetti scuola incontrando 10.000 studenti. Ma più delle parole parlano i dati riassuntivi della intensa attività operata dagli uomini della Polizia Postale e delle Comunicazioni “PUGLIA” per il 2015: Denunce ricevute 1864, Denunciati 401 , Arresti in flagranza 3, Ordinanze di custodia cautelare 2, Perquisizioni 55, Sequestri 31, Gbyte di materiale informatico sequestrato 12066, Deleghe alle indagini a.g. 1012. (Foto: "Una vita da Social" a Brindisi)

Visualizza lo Speciale dedicato all'iniziativa "Una vita da Social" tenutasi nel capoluogo pugliese, Brindisi

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Ecco i pericoli che i giovanissimi corrono sul web: odio, sesso e bullismo
Il ‘Sexting’, in particolare, appare sempre più diffuso. L'allarme della Polizia delle Comunicazioni

ROMA (Italy) - E’ sempre più diffuso il ‘sexting’ tra i ragazzi italiani, ovvero lo scambio di video e foto dal contenuto sessualmente esplicito o di testi a sfondo sessuale attraverso i nuovi media, cellulari e internet. Una fenomeno che non riesce ad essere intercettato dall’occhio vigile di mamma e papà: in Italia infatti solo il 15% dei genitori dei ragazzi che hanno sperimentato il ‘sexting’ ne sono consapevoli, a fronte del 20% dei francesi, del 25% di quelli inglesi e olandesi, del 29% di quelli spagnoli.

Sono i dati di una ricerca Ue rilanciati dalla Federazione italiana sessuologia scientifica (Fiss), in occasione del lancio della Settimana del benessere sessuale dal 28 settembre al 3 ottobre.


E’ un fenomeno sempre più diffuso soprattutto tra i minori che utilizzano il web e i social network. Il “sexting” consiste nell’invio di materiale, testi o immagini, dal contenuto sessualmente esplicito. Sono i minori a produrre deliberatamente il contenuto a sfondo sessuale e a pubblicarlo in rete.

La parola nasce dall’unione di sex e texting , che inquadra quel fenomeno diffuso tra i giovani, di postare su internet o scambiare via cellulare, foto di loro stessi in pose provocanti, nudi o seminudi. Foto inviate ad amici, ma anche a sconosciuti. Save the Children, in occasione dell'annuale Safer Internet Day, di cui vi abbiamo parlato nei giorni scorsi, ha realizzato la sua consueta indagine sul mondo giovanile ed ha evidenziato l'inquietante aumento del fenomeno 'sexting'. Save the Children ha approfondito la questione nella sua indagine intitolata “Sessualità e Internet: i comportamenti dei teenager italiani” . Un documento prezioso che fotografa in dettaglio le abitudini quotidiane di bambini e adolescenti, in riferimento alla sfera affettiva e sessuale e che è stato diffuso questa settimana.

Secondo la ricerca il 4% di ragazzini e ragazzine italiani fra i 12 e i 14 anni dichiara esplicitamente di inviare spesso fotografie di sé nudi o in pose sexy. La percentuale sale all'8% fra i 15 e i 17 anni di età. Ma il dato è quasi certamente sottostimato. Se poi si chiede a che età si è inviato il primo messaggio un po’ osé, con sottintesi e riferimenti sessuali, le conferme fioccano e le percentuali salgono: ben il 47% dice di averlo fatto tra i 10 e 14 anni, gli altri dai 15 in su. Preoccupante anche un altro dato. Il 43% dei ragazzi intervistati dichiarano come abitudine di inviare messaggi con riferimento al sesso

Un altro rischio favorito dal ‘sexting’ è quello del ‘grooming’, l’adescamento online: “Teniamo presente che l’offrire da parte dei giovani immagini particolarmente provocanti di sé sulla rete (magari sul profilo di un social network) può attirare adulti potenzialmente abusanti che dopo aver conquistato la fiducia delle vittime con tecniche di manipolazione psicologica, possono indurle a superare le resistenze e instaurare con loro una relazione intima o sessualizzata – avverte la Fiss – Un nuovo fenomeno che ha fatto la sua preoccupante comparsa negli ultimi anni è quello della cosiddetta ‘microprostituzione’, dove adolescenti (a volte anche bambini) maschi e femmine inviano loro immagini e video sessuali in cambio di piccoli regali, modeste somme di denaro o ricariche telefoniche. Un fenomeno ancora isolato ma in crescita che deve farci riflettere e intervenire con azioni appropriate. In conclusione cosa bisognerebbe fare per proteggere i giovani dai rischi del ‘sexting’? E’ fondamentale un’azione educativa di fondo che consenta ai giovani di sviluppare una consapevolezza dei rischi connessi a questi comportamenti (spesso i giovani ne sono inconsapevoli) e nello stesso tempo – conclude – rafforzare in loro le capacità personali e interpersonali necessarie per vivere sessualità e relazioni sentimentali in modo costruttivo, responsabile e auto-determinato.

“I ragazzi quando sono davanti ad un computer – ha spiegato Caterina Aiello, magistrato della Procura per i minori di Catania, dopo una eccellente operazione della Polizia Postale di Catania - pensano di potere immettere in rete qualsiasi cosa dagli insulti alle immagini delle proprie parti intime non rendendosi conto che rischiano di incorrere in vari reati. L’immissione di materiale di pedopornografia minorile non è una condotta lecita e assume rilevanza penale. C’è spesso il rischio di essere adescati da maggiorenni e di incentivare uno stuolo di pedofili che si aggirano nel web. Le immagini sono state addirittura utilizzate da uno degli indagati per ricattare la vittima, minacciandola di diffondere i video in siti di pornografia. Quando i minori iniziano questa attività per gioco non si rendono conto dei rischi infiniti ai quali si espongono”.

Tutelare i bambini e gli adolescenti online è possibile ad esempio: visitando e contribuendo al Centro Giovani Online www.sicurinrete.it, coordinato da Save the Children e Adiconsum e, parallelamente, in casi di dubbi, rivolgersi alla Polizia delle Comunicazioni (già Polizia Postale) che certamente saprà consigliare per il meglio.

L'ufficio internet gestito dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni serve per ricevere informazioni o fare segnalazioni di reati che avvengono su Internet: hacking, phishing, e-commerce, bancomat e carte di credito, spamming, pedofilia online, diritto d'autore, telefonia. Si possono anche studiare approfondimenti, richiedere informazioni specifiche, denunciare reati informatici, consultare le news e le domande più frequenti e accedere al forum tematico. E' possibile anche effettuare il test di autovalutazione sulle proprie conoscenze informatiche. Il principale sforzo operativo della Polizia Postale e delle Comunicazioni è nella direzione del continuo adeguamento della propria risposta alle nuove frontiere tecnologiche della delinquenza. La polizia delle comunicazioni è presente su tutto il territorio nazionale attraverso i 20 compartimenti, con competenza regionale, e le 80 sezioni con competenza provinciale, coordinati a livello centrale dal Servizio Polizia delle Comunicazioni.

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Bullismo, “Ma cosa succede ai nostri ragazzi?”
Bullismo, violenze sessuali tra adolescenti, microcriminalità...

ROMA (Italy) - Era davvero bellissima Carolina Picchio, eppure quella maledetta notte tra il 4 e il 5 gennaio scorso ha deciso di farla finita, e si è tolta la vita, a soli 14 anni, lanciandosi dal balcone a Novara. Carolina era stata presa di mira da un gruppo di 'bulli', a scuola, che la tormentavano, senza darle tregua, e la sua vita le era parsa ormai talmente insopportabile, che non ce l'ha fatta più. Era stata fotografata mentre abusavano di lei e per questo continuamente e ingiustamente messa alla gogna.

Il suo ultimo messaggio su Facebook è stato: "Con la gente ho già avuto troppa pazienza, non voglio più perdere tempo". Quella notte, prima di lanciarsi nel vuoto, ha scritto un biglietto indirizzato ai familiari: "Scusate se non sono forte, mi dispiace. Tati, amiche mie, vi voglio bene. Non è colpa di papà"


Cosenza, l'ha uccisa a coltellate, poi dandole fuoco. Dramma dell'adolescenza a Corigliano. Il corpo carbonizzato di Fabiana, quindicenne, e' stato trovato dai carabinieri. "Era ancora viva quando le ho dato fuoco". Queste le parole del sedicenne reo confesso dell'omicidio "Le ho dato una serie di coltellate, Fabiana è morta e quindi ho deciso di bruciare il cadavere".

Sicilia, pestato e massacrato con spranghe di ferro.
E’ quanto accaduto, ad un minorenne, a Sciacca. Un episodio di bullismo efferato, e senza precedenti. Un inseguimento di decine di ragazzi tra i 14 e 18 anni che iniziano a pestarlo con spranghe di ferro.

Latina, violentava adolescenti e le ricattava. Arrestato baby orco 17enne. Il ragazzo minacciava le vittime. La ricostruzione ad opera dei carabinieri. Il ragazzo avrebbe preso di mira una minore della sua stessa città chiedendole 3mila euro altrimenti non le avrebbe restituito un video in cui la vittima veniva ripresa durante un atto sessuale. Sulla stessa vittima il baby aguzzino avrebbe usato violenza a sfondo sessuale, costringendola sotto minacce.

Roma, un quindicenne si impicca perchè deriso da alcuni compagni di scuola. In questo modo la società ha perso un'altra battaglia mentre un papà e una mamma hanno perso un figlio. Andrea "giustiziato" perchè ironico e alternativo.

La morte triste e disperata di Andrea, il ragazzo di 15 anni che si è suicidato pochi giorni fa a Roma, è riuscita a scatenare perfino una polemica. Era gay o non era gay? Aveva problemi di identità oppure familiari? Difficile capire dove sia la verità. Dalla scuola sono arrivate due lettere aperte ai media: smettete di dire che il ragazzo era omosessuale. La vicenda, infatti, è stata pesantemente strumentalizzata e raccontata con grande superficialità da numerosi giornali. Salta fuori, non a caso, che la pagina Facebook a lui dedicata, quella dai numerosi contenuti omofobi, a quanto pare era stata creata da Andrea stesso per raccogliere i suoi ricordi più divertenti.

“Ma cosa succede ai nostri ragazzi?” In questi ultimi giorni, dopo l’ennesimo episodio di violenza fra adolescenti, ha fatto eco la frase “ma cosa sta succedendo ai nostri ragazzi?” Bullismo, violenze sessuali tra adolescenti, microcriminalità. Cosa sta succedendo, niente, non sta succedendo niente di ciò che noi adulti non vogliamo. Prima di chiederci cosa sta succedendo dovremmo analizzare “quello che c’è a monte”.

Un attenta analisi di ciò che sta a monte consentirebbe di contenere non solo l’analfabetismo dei sentimenti ma anche il malgoverno delle emozioni. Gli stupri condotti da bande di ragazzini su coetane, i film hard girati fra adolescenti, evidenziano quanto di negativo sta invadendo i nostri adolescenti, segno di una latitanza dei valori, frutto sicuramente di una disattenzione affettiva, educativa e formativa. Emblematico il ruolo dei telefonini e l’uso indiscriminato di internet già in tenera età, protagonisti in queste vicende specchio di un narcisismo che cerca conferme, ed affermazione tecnologica della propria presenza, pur di contrastare il dubbio di non essere nessuno.

Non serve indignarsi, lasciarsi andare ad inutili ed aride reprimende, dobbiamo renderci conto che stiamo regredendo. Nei cuori dei nostri adolescenti non è latitante solo l’amore, la pietà il senso di appartenenza ad una comunità umana, manca il precetto universale dell’amore verso il prossimo. L’accanirsi sul più debole diviene il precetto per eccellenza basti pensare che i video più cliccati sul web sono quelli in cui ci si accanisce con brutale violenza e diventano ancora più cliccati se ad essere pestati o oggetto di scherzi sono ragazzi portatori di handicap.

Ma cosa sta succedendo ai nostri ragazzi? Sta succedendo che nessuno insegna loro le “buone maniere” in modo sistematico ed inequivocabile. Sta succedendo che non vi è più severità, comprensione, coinvolgimento, coerenza, autorità ed autorevolezza. (dott.ssa Anna Maria Casaburi,
Criminologo clinico - Psicopatologo forense - Giudice onorario presso il tribunale per i minori di Lecce)


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Il bullismo fa paura soprattutto a chi lo subisce in silenzio
Telefono azzurro e Polizia al centro della guerra contro questa diffamante abitudine

ROMA (Italy) - Di recente, il fenomeno del bullismo ha avuto un’espansione impensata e preoccupante, fino a riempire quotidianamente le prime pagine dei giornali. Si tratta di un fenomeno di prevaricazione che porta un soggetto a comportarsi in modo illecito (o illegittimo) verso un altro soggetto, tendenzialmente più debole (per condizione fisica, sociale, psicologica, economica ecc.); il bullismo viene tradizionalmente considerato un fenomeno orizzontale, come nel caso dei compagni di classe e diversamente dal rapporto tra docente e discente, che viene definito verticale. Vi è, quindi, un contesto formale comune, a cui fa capo un contesto sostanziale asimmetrico, in quanto un soggetto è più debole degli altri e finisce per divenire vittima di fenomeni di bullismo. Il bullismo è sempre più “cyber” con l’utilizzo delle nuove tecnologie di informazione e di comunicazione utilizzate per arrecare danno a una persona, in modo ripetuto nel tempo. Secondo Eurispes, tra gli studenti italiani il 20% dei ragazzi ha trovato proprie foto imbarazzanti online, il 23,6% ha trovato informazioni false sul proprio conto.


Sono molti i fatti di cronaca dove i ragazzi violenti che compiono atti di questo tipo trovano risposta da parte delle autorità competenti che, prontamente, prendono posizioni contro i malfattori, ma, purtroppo, sono tantissime anche le situazioni di bullismo (mobbing a scuola) dove la vittima di violenza e la sua famiglia non trovano il coraggio di denunciare. Bisogna denunciare ed evitare che il bullismo manifestato a scuola sia fonte di seri danni per altre persone, vittime innocenti di quello che sta diventando un grave problema sociale. Scuole e violenza sono due termini che non devono andare affiancati. Nei confronti dei bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, si valorizzerà la comunicazione interpersonale, con la costruzione di contesti di ascolto non giudicanti e momenti dedicati al dialogo, in collaborazione con altri soggetti, facente parte degli osservatori regionali. Gli osservatori garantiranno sia una rilevazione e un monitoraggio costante del fenomeno sia il supporto alle attività promosse dalle istituzioni scolastiche. Per la scuola secondaria di primo e secondo grado, verranno promosse campagne informative e di formazione in servizio e aggiornamento a livello nazionale, regionale e locale, favorendo il protagonismo delle singole istituzioni scolastiche. (Redazione - 22 novembre ore 13.00)

I 4 miti da smentire sul bullismo. Il bullismo esiste solo nei contesti degradati: non è vero. Il bullismo può esistere in tutti i quartieri, in tutte le città, in tutti i contesti sociali o culturali, anche se cambiano le forme. Ci sono luoghi dove le aggressioni fisiche sono molto diffuse, altri contrassegnati dalle prese in giro o dalle esclusioni. Ma la natura del bullismo non cambia. Il bullismo rende i ragazzi più forti: è forse il luogo comune più diffuso sul bullismo. E quello che fa più male. Perché è la dimostrazione di come gli adulti sottovalutino la situazione di disagio e violenza in cui precipita un adolescente. Il bullismo è sempre esistito, è una cosa normale, vero. Purtroppo il bullismo è sempre esistito. Ma oggi la violenza dei bulli utilizza canali più infidi, ed estremamente più potenti: il web e in particolare i social network, dove gli adolescenti (ma anche i loro genitori) sono ancora più indifesi. Il bullismo è una cosa da maschi: falso. Sono sempre più numerose, invece, le ragazze coinvolte in casi di bullismo. O perché vittime della violenza e della maldicenza di coetanee, o perché vittime di ricatto sessuale e di episodi di sexting, dove sono sempre la parte più vulnerabile.


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Il Movimento genitori denuncia Facebook, "omesso controllo"
"...grave che una multinazionale come Facebook non effettui una vigilanza sulle piazze virtuali, che sembrano diventate lo strumento privilegiato per pedofili e bulli"I


ROMA - Il Moige - movimento italiano genitori - denuncia Facebook per la vicenda della 15enne suicida lo scorso gennaio a Novara. Oltre alla responsabilita' degli 8 minori che la Procura dei minori di Torino ha iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di istigazione al suicidio e detenzione di materiale pedopornografico, corresponsabilita' ci sarebbero - secondo il Moige - da parte della multinazionale per omesso controllo e vigilanza. Una formale denuncia e' stata presentata alla Procura di Roma, e il Moige "e' pronto a costituirsi parte civile in tutti i prossimi episodi di mancato controllo a danno dei minori da parte di Facebook". Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Moige, spiega che "dopo gli ultimi casi di cronaca e le segnalazioni ricevute di contenuti piu' che discutibili, i casi di bullismo e anche adescamento pedopornografico su Facebook" e' stato deciso di procedere ricorrendo all'autorita' giudiziaria.


"Come genitori non possiamo piu' tollerare il far west che vivono i nostri figli iscritti senza il nostro consenso a Facebook, la questione dell'accesso e vigilanza e' centrale. Abbiamo piu' volte ricordato che l'iscrizione dei minori concretamente comporta la formalizzazione di un contratto da parte di un soggetto che non ha ancora capacita' giuridica per farlo, ne' al genitore e' riconosciuta la possibilita' di esercitare la legittima potesta' di controllo sul proprio figlio". Ed e' "grave che una multinazionale come Facebook non effettui una vigilanza sulle piazze virtuali, che sembrano diventate lo strumento privilegiato per pedofili e bulli. Siamo indignati e preoccupati per il silenzio e l'indifferenza di chi gestisce questi potenti mezzi di comunicazione, senza un'adeguata politica di tutela dei minori", conclude il Moige.

Bullismo e Cyberbullismo, fenomeni sottovalutati dalla cosiddetta società civile e in alcuni casi, anche giustificati, o comunque interpretati con una certa tolleranza. Invece, meriterebbero attenzione massima e, soprattutto, rimedi urgenti perché in definitiva si tratta di delinquenza vera e propria. Nel tempo, chi non si è preso gioco di un tipo originale? Ma esiste un’abissale differenza tra lo scherzo, a volte anche oggettivamente pesante, e la cattiveria tipica, appunto, del delinquente. Un tempo era di moda la goliardia, ma contraddistinta sempre dal senso del limite. In ogni caso, quando travalicava, si era pronti a chiedere scusa. Si scherzava, si manifestava anche così la voglia di vivere allegramente, tipica dell’adolescenza. Nel frattempo, dicono che la società si sia evoluta. Le tappe di tale evoluzione riguardano, anzitutto, la famiglia. Sempre più disunita, meno attenta ai problemi dei componenti. In secondo luogo, la scuola. Sempre meno capace, al di là delle chiacchiere ufficiali, di impartire lezioni vere di buon comportamento. Scuola nella quale, di fatto, non si applica né il metodo di una rigorosa disciplina né quello del cosiddetto dialogo, a causa di deleterie riforme che l’hanno trasformata in puro parcheggio in attesa di non si sa bene cosa


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Emirates migliore linea aerea del mondo. L'annuncio da Skytrax World Airline Awards 2016. Questa è la quarta volta che Emirates vince il miglior riconoscimento da quando i premi sono stati introdotti 15 anni fa; la compagnia ha vinto il primo riconoscimento Skytrax come Migliore compagnia al mondo nel 2001, ancora nel 2002 e nel 2013. In totale, Emirates ha vinto un totale di 20 premi Skytrax World Airline dal 2001. (Continua...)