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La Ferrari di Vettel retrocessa al sesto posto nell'arrivo al GP del Messico. L'ira dei tifosi del Cavallino
Una F1 oramai in agonia cerca nuovi stimoli attraverso decisioni illogiche e deludenti

ROMA (Italy) - Dalla festa per il terzo posto di Sebastian Vettel alla rabbia per il podio sfumato a tavolino in poche ore. La stagione maledetta della Ferrari continua in Messico e la delusione e la rabbia affiorano nelle parole di Maurizio Arrivabene. "Poteva essere una giornata dal sapore speciale, con un podio meritatissimo che ci è stato tolto dalla burocrazia", dice il team principal della Rossa commentando la decisione dei commissari di infliggere al tedesco una penalità di 10'' nella classifica finale, facendolo scivolare dalla terza alla quinta posizione alle spalle delle due Red Bull di Daniel Ricciardo e Max Verstappen con cui aveva duellato in pista.


Il "circus" di Ecclestone perde sempre di più credibilità e spettatori - Colpo di scena nel Gp del Messico: il terzo posto e il podio di Sebastian Vettel è stato cancellato tre ore dopo la fine della gara. I commissari hanno deciso di infliggere 10 secondi di penalità al pilota della Ferrari "per guida pericolosa o irregolare" nei confronti di Daniel Ricciardo e dunque il tedesco è stato retrocesso da 3° a 5°. È dunque il pilota australiano a ottenere il podio e Verstappen che era stato penalizzato di 5” per la manovra su Vettel, lo riscavalca in quarta posizione. In questo modo i giudici hanno "assegnato" il terzo posto ufficiale nel mondiale piloti 2016 a Ricciardo con ben due gare di anticipo. Delusione e rabbia a Maranello e tra i milioni di fans della "Rossa" che oramai sperano solo in una rivoluzione totale in favore della decisione di creare una nuova Formula Uno semmai parallela a quella del patron Bernie Ecclestone.

La sanzione è stata motivata da una manovra giudicata "potenzialmente pericolosa", ovvero il cambio di direzione ai danni di Ricciardo nel momento in cui il tedesco era dietro a Verstappen e l'olandese si rifiutava di cedere la posizione nonostante un taglio di pista. "Tutta la squadra aveva dimostrato carattere rimanendo unita e concentrata in un momento difficile", è il rammarico di Arrivabene. "La strategia - aggiunge - ci aveva permesso di recuperare posizioni, i due piloti hanno fatto un ottimo lavoro. Purtroppo siamo stati penalizzati da una decisione inappellabile dei commissari che ritengo troppo pesante e, per certi versi, ingiusta".

E la delusione è grande anche per Vettel, convinto di non avere commesso nessuna irregolarità ai danni di Ricciardo: "Lo rispetto moltissimo e non è bello quando due macchine si toccano. A mia difesa posso dire che stavo lottando con tutte le forze, ho cercato di lasciargli comunque un minimo di spazio e penso di averlo fatto", evidenzia il driver di Heppenheim.

La Mercedes di Lewis Hamilton aveva conquista la pole position nel Gp del Messico. Il pilota britannico aveva chiuso la Q3 con il tempo di 1.18.704 davanti al compagno di scuderia Nico Rosberg in 1.18.958. Terzo e quarto posto per le Red Bull di Max Verstappen in 1.19.054 e Daniel Ricciardo con il tempo di 1.19.133. Quinta la Force India di Nico Hulkenberg e solo sesta la prima Ferrari di Kimi Raikkonen con il tempo di 1.19.376, davanti al compagno di squadra Sebastian Vettel in 1.19.381. Le prove si sono chiuse con le Williams di Valterri Bottas e Felipe Massa e decima la Toro Rosso di Carlos Sainz. Erano invece usciti nel Q2 Alonso 11esimo, poi Perez, Button, Magnussen, Ericsson e Wehrlein.


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