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La minigonna stile anni 60 ritorna sulle passerelle di "moda 2017" ed è subito successo
Corta, anzi cortissima: le proposte di Dolce e Gabbana, Prada, Giorgio Armani e Roberto Cavalli


ROMA (Italy) - Per anni è stato uno dei capi cult del guardaroba femminile, amata da milioni di adolescenti, invisa a più pragmatiche signore che a lunghezze inguinali preferivano forme e silhouette bon ton. Si dice che a inventarla fu il francese André Courrèges, a renderla immortale Mary Quant, cui si attribuiscono universalmente i natali. Oggi a dare nuova linfa alla minigonna pensano gli stilisti, che per le passerelle 2017 l'hanno riletta in chiave ribelle, trasformandola, in un capo di rottura e di tendenza per l'autunno-inverno 2016/2017, come i modelli in vernice riabilitati sulle passerelle internazionali.


E' passato oltre mezzo secolo da quando la minigonna fece la sua prima apparizione nelle vetrine della Kings Road, diventando uno dei simboli della rivoluzione giovanile degli anni '60, eppure a ogni cambio di stagione torna a conquistare gli animi delle fashioniste più incallite.

Oggi a dare nuova linfa alla minigonna pensano gli stilisti, che l'hanno riletta in chiave ribelle, trasformandola, in un capo di rottura e di tendenza per l'autunno-inverno 2016/2017, come i modelli in vernice riabilitati sulle passerelle internazionali. Sarà per la sua linea squisitamente Sixties che strizza l'occhio all'eleganza minimal partorita da Courregès negli anni Sessanta, quando il suo modello in vinile sopra al ginocchio veniva accostato a morbidi pull e stivaletti alla caviglia.

O forse per il suo appeal senza tempo che non smette di evocare fantasie più sfuggenti, se accostato all'universo fetish, del quale però perde qualsiasi connotato. Vernice, vinile, pvc, tanti modi per chiamare la nuova minigonna, un solo aggettivo per descriverla: trasformista. Sì, perché basta variare un elemento nella composizione del look che ecco apparire tante chiavi interpretative: urbana se accostata a maglioni over e stivaletti rockabilly, romantica e persino elegante se abbinata alle linee pure di un cappotto dal taglio maschile.Sensuale e grintosa al tempo stesso, convive bene con calze a rete, over coat, maxi cinture e dettagli più soft come ruches, fiocchi e increspature. Lo sa bene Isabel Marant, che per la sua fall winter 2016-2017 ha attribuito un ruolo chiave alla minigonna di vernice. A ridare lustro alla mini cerata, trasformata in icona metropolitana, ha dato il suo contributo anche Guillaume Henry, apprezzatissimo stilista francese con un passato importante da Carven, e ora anima creativa di Nina Ricci, per la quale ha puntato sull'aspetto più futurista, giocando con colori e proporzioni, come la mini marron glacé che suggerisce un'estetica retrò e ladylike.

Stesso discorso per Max Mara, che sembra evocare le atmosfere di 'Belle du jour', allungando gli orli delle gonne laccate oltre il ginocchio e abbinandoli a raincoat senza maniche e più ardite giacche che si rifanno alla Bauhaus, agli anni Venti e alle nuove estetiche dadaiste.

E se da Saint Laurent domina l'effetto specchiato sulla scia degli anni 80, da Courrèges la mini ciré si tinge di arancio accorciandosi di qualche centimetro sopra la coscia, mentre da Louis Vuitton, Nicolas Ghesquière si fa contagiare dalla leather fever, allungando la sua mini di qualche centimentro sopra il ginocchio e spalmando di nero e rosso anche pantaloni e cappotti.

Ieri simbolo della ribellione delle ragazze di Chelsea che le accorciavano da sé, riducendo sempre di più le lunghezze, oggi la mini in vernice è diventata uno dei pezzi irrinunciabili di stagione, pezzo chiave del guardaroba di trendsetter come Chiara Ferragni e Alexa Chung. E se è vero che dona a poche ma piace quasi a tutte, quelle che continuano a storcere il naso dovranno prendere alla lettera la previsione che fece negli anni Settanta Valentino Garavani: "La minigonna è qui per restare".

Fu uno dei simboli della rivoluzione giovanile degli anni '60, per molte ragazze era una scelta di libertà, per altre un modo nuovo per manifestare la propria femminilità. Nata da un'idea di una giovane stilista inglese, Mary Quant, la minigonna fece la sua prima apparizione nelle vetrine della sua boutique Bazaar nella Kings Road. Apprezzata da tutte le ragazze, la minigonna fu però presto osteggiata e criticata da gran parte della società, compresi alcuni stilisti, e fu addirittura bandita in Cina così come in molti paesi africani. Ci vollero un paio d'anni perchè la minigonna venisse 'sdoganata'. In Italia la minigonna fu il capo preferito delle giovani cantanti di allora: da Rita Pavone a Caterina Caselli, da Mina a Patty Pravo. Messa nel cassetto per quasi trent'anni, la minigonna riappare nel guardaroba femminile grazie al rilancio da parte di numerosi stilisti, quali Dolce e Gabbana, Prada, Giorgio Armani e Roberto Cavalli e nel 2005 un sondaggio effettuato dai grandi magazzini inglesi Harwey per sapere quale, tra le sue clienti, fosse il capo più amato, la minigonna ottenne il primo posto.

 


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