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Michael Schumacher, in Germania una mostra sul più grande campione della Formula Uno
Due anni fa la tragedia che ha colpito Michael e la sua famiglia


ROMA (Italy) - Una mostra su Michael Schumacher, sette volte campione del mondo di Formula 1, è stata inaugurata oggi, alla presenza dei familiari dell'ex pilota nella città di Marburg nell'ovest della Germania. Saranno messe in mostra le auto con cui ha corso il leggendario pilota di 47 anni così come gli oggetti di Schumacher che non sono stati mai stati esposti al pubblico. La mostra rimarrà aperta per due anni. Il famoso ex pilota di Formula 1 sta cercando di recuperare dal grave incidente di sci avvenuto il 29 dicembre 2013, che gli ha causato un grave trauma cranico.


In uno spazio di 350 metri quadrati sarà possibile vedere la Ferrari del 2000 con cui Schumacher ha vinto il suo primo titolo con il team italiano e una delle Mercedes della stagione 2012, oltre a una Ferrari del 2005. In mostra anche alcuni dei 91 trofei vinti da Schumi, tra i quali la Coppa vinta nella sua prima gara nel 1992, sul circuito belga di Spa-Francorchamps. Nella vetrina all'entrata sono esposte le repliche dei trofei vinti nel corso della sua prima tappa come pilota di Formula 1 tra il 1991 e il 2006, dove ha vinto il titolo sette volte: due con la Benetton (1994 e 1995), cinque con la Ferrari (2000-2004). "Questa mostra ci fa vedere Michael in tutte le sue varie sfaccettature", ha detto la Kehm. "Ci porta in un viaggio in cui siamo già stati passeggeri una volta", ha aggiunto.

Tra i 200 ospiti presenti all'inaugurazione la moglie di Schumacher Corinna e i due figli del campione, così come l'ex capo della Mercedes Motorsport, Norbert Haug. Il famoso ex pilota di Formula 1 sta cercando di recuperare dal grave incidente di sci avvenuto il 29 dicembre 2013, che gli ha causato un grave trauma cranico. Michal Schumacher continua ad essere curato presso la sua villa svizzera di Gland e si spera nel miracolo dopo il terribile incidente sulla pista da sci di Meribel nel dicembre 2013. Willi Weber, ex manager del sette volte campione del mondo di Formual1, è tornato a parlare dell’argomento dopo averlo fatto poco tempo fa. Ai tempi aveva evidenziato quanto fosse preoccupante il silenzio della famiglia dell’ex pilota tedesco in merito alle sue condizioni di salute. Un concetto che ha ripetuto anche nella più recente intervista rilasciata alla rivista di gossip europeo Gala. A suo avviso la gente ha diritto di sapere qual è la situazione reale di Michael Schumacher: “Credo che i fan sarebbero contenti di ricevere messaggi veritieri sul suo stato di salute. Sarebbe importante soprattutto per le persone con cui Michael ha lavorato in tutti questi anni. Sicuramente affronterebbero e vivrebbero meglio questa situazione“.

La vita di Schumacher è cambiata il 29 dicembre 2013 e ha trascinato con sé quella di Corinna e dei due figli, Gina Maria e Mick jr. Solo gli amici più stretti sanno la verità, Luca Cordero di Montezemolo, pochi giorni fa, si limitò a dire: “Purtroppo non ho buone notizie”. Lapidario, telegrafico, devastante: se con tante attenzioni Schumi non è migliorato sensibilmente significa che quel maledetto incidente sugli sci è stato il suo ultimo giorno da uomo consapevole. Era un bel mattino, il 29 dicembre, sulle nevi di Meribel, si trattava di fare una discesa insieme agli amici e al figlio e poi riposarsi nella villa lì vicino. Invece un taglio di pista – dove non era consentito – lo ha catapultato su una roccia e su un’altra. Cade di testa e una vite della telecamera GoPro, che aveva montato sul caschetto, ha penetrato il cranio. I soccorsi furono veloci ma non abbastanza: in elicottero era cosciente, sottovalutarono la gravità del trauma cranico e si perse tempo. Arrivò alla clinica di Grenoble con qualche ora di ritardo. Fu operato d’urgenza per degli ematomi che premevano soprattutto sull’emisfero sinistro, ma due giorni dopo, di notte, venne sottoposto a un secondo intervento. La prognosi era riservata e fu tenuto in coma farmacologico per sei mesi. Avvoltoi e ladri di vite altrui il 6 febbraio dichiararono la morte, il 12 febbraio, il tabloid Bild rivelò la complicanza di una polmonite (confermata, ma risolta), il 17 febbraio la Procura di Albertville che archivia l’inchiesta aperta per l’incidente come fatalità: Schumi non doveva essere lì. Poi rubarono la cartella clinica da rivendere a 50.000 euro. Nessuno la comprò, anzi denunciarono. L’autore del ricatto (un uomo della società incaricata di elitrasportare il 7 volte campione del mondo da Grenoble a Losanna per la prima fase di riabilitazione) morì suicida in cella. È il 3 giugno quando Gary Hartstein, anestesista statunitense ed ex delegato medico per la F1 della Fia, gela tutti: «Temo, e ne sono quasi certo, che non avremo mai più buone notizie sullo stato di salute di Michael» scrive sul proprio blog. A settembre 2014, Schumi torna a casa, la villa di Gland sulle rive del lago di Ginevra. Da due anni si rincorrono voci e indiscrezioni sui suoi passi avanti: cammina, non cammina, parla, non parla. Di certo c’è solo quello che ha detto la sua portavoce storica, Sabine Kehm: “I progressi ci sono, ma il recupero è molto lento e richiede pazienza”. Pesa poco più di 40 kg nonostante la ginnastica passiva, riconosce i figli con gli occhi, si commuove a sentire la voce della moglie che sta cercando disperatamente di dare una parvenza di normalità ai figli (Mick jr continua a correre). La vita gli ha dato tanto, ma gli ha anche tolto tanto.


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Forza Schumi! Il pilota dopo otto mesi di ricovero è a casa. Cure lunghe e difficili
L’ex "leader" della Ferrari era rimasto vittima di un incidente sciistico nel dicembre scorso

ROMA (Italy) - La fine del tunnel è ancora lontana, ma intanto Michael Schumacher può tornare a casa. Dopo quasi nove mesi dal tragico incidente con gli sci sulle montagne dell’Alta Savoia francese, il sette volte campione del mondo di formula 1 lascia la clinica di Losanna dove era ricoverato per il difficile recupero dal grave trauma cranico: una notizia che circolava da settimana e che ora ha l’ufficialità che i tanti tifosi aspettavano con ansia.

Il cuore si è riaperto alla speranza il 16 giugno scorso quando Schumi è uscito dal coma. Trasferito da Grenoble alla clinica universitaria di Losanna, Schumi ha continuato il percorso riabilitativo lontano dai riflettori. Michael Schumacher e' il pilota di Formula 1 che ha vinto piu' titoli in assoluto e che ha collezionato una serie impressionante di record (dal numero di Gran premi alle pole position ai giri veloci in gara). Il tedesco, che compira' 45 anni il 3 gennaio, e' un punto di riferimento per tutti i piloti.


La clinica di Losanna, dove Schumi aveva cominciato la riabilitazione dopo il trasferimento dall’ospedale di Grenoble, ha confermato, secondo quanto riportano i media svizzeri, che l’ex campione sarebbe uscito già oggi per tornare a Gland, vicino Ginevra, dove risiede con la famiglia. E naturalmente la moglie Corinna, presenza inamovibile al fianco di Schumi in questi mesi di calvario, lei che non ha mai perso la speranza nemmeno nei giorni più bui. Ora il ritorno a casa rappresenta l’inizio di una nuova fase, non facile, comunque lunga: ma fa tirare un sospiro di sollievo e sorridere quanti in questi lunghi mesi hanno pregato perché il fuoriclasse della formula 1 continuasse a lottare. Schumi dovrà combattere ancora perché come fa sapere il suo entourage l’uscita dalla clinica non equivale alla guarigione: affermare che il suo stato di salute sia fortemente cambiato sarebbe falso precisa infatti la Kehm.

Nonostante i progressi registrati nelle ultime settimane, quindi, le condizioni fisiche del campione restano stabili, ma tali da convincere i medici al via libera al trasferimento. La manager, che ha voluto ringraziare lo staff medico per l’impegno e la competenza, ha chiesto rispetto per la privacy del pilota ma, soprattutto, che si evitino speculazioni sul suo stato di salute. I miglioramenti riportati da Schumacher in questi mesi, infatti, hanno spesso fatto da contraltare agli allarmi e alle voci incontrollate sulle sue condizioni. Dal 29 dicembre, giorno della caduta, l’ospedale di Grenoble, dove era stato subito ricoverato, e la famiglia del pilota si sono trovati più volte costretti a smentire le voci della morte del campione. A febbraio la grande paura dopo la notizia di un’infezione polmonare che aveva minato ulteriormente la salute del pilota, la cui vita restava appesa a un filo.

Il cuore si è riaperto alla speranza il 16 giugno scorso quando Schumi è uscito dal coma. Trasferito da Grenoble alla clinica universitaria di Losanna, Schumi ha continuato il percorso riabilitativo lontano dai riflettori. La moglie Corinna, intanto, decide di rompere il muro di silenzio alzato da mesi per preservare la riservatezza e rivela che il pilota ha «momenti di coscienza e di veglia» che aprono per la prima volta uno spiraglio. Ad agosto il furto delle cartelle cliniche date in pasto ai media: in seguito alle indagini l’uomo sospettato di aver rubato il materiale clinico contenente le condizioni di Schumacher si suicida impiccandosi in carcere. Il caso viene ufficialmente chiuso e, tra speranze e nuove smentite, si arriva alla notizia che tanti aspettavano: Schumi torna a casa dove non sarà necessario realizzare nessun impianto o costruzione per accoglierlo. È un altro passo verso la speranza.
(Redazione)


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Segnali incoraggianti per l'ex pilota Michael Schumacher che sarebbe stato trasferito in riabilitazione
Sulle piste fanno eco le parole di Montezemolo: l'attuale "Circus" della Formula Uno
non interesserebbe più la Ferrari che potrebbe anche abbandonare dal 2020

ROMA (Italy) - Tornano a filtrare notizie dall'ospedale di Grenoble dove, dallo scorso 29 dicembre, l'ex pilota della Ferrari Michael Schumacher è ricoverato in coma a seguito di un incidente sugli sci. Secondo la stampa tedesca Schumacher sarebbe stato trasferito dalla terapia intensiva a un reparto di riabilitazione. Lo spostamento sarebbe finalizzato al successivo passaggio in una clinica specializzata.

Al momento la famiglia del 45enne ex campione del mondo di Formula 1 non ha voluto commentare la notizia e non è chiaro se sia il segnale di un miglioramento o al contrario la presa d'atto che le possibilità di un recupero di Schumi siano quasi del tutto tramontate. La rivista Focus.de sostiene che la vita dell'ex pilota non è più in pericolo ma, pur avendo mostrato "piccoli, incoraggianti segnali" di miglioramento, le possibilità di un pieno recupero sarebbero diminuite.


L'ultimo aggiornamento ufficiale sulle sue condizioni lo aveva dato la sua manager, Sabine Kehm, ad aprile, quando aveva confermato che era stato avviato il processo di "risveglio" dal coma farmacologico. "Il processo di risveglio di Michael Schumacher dal coma artificiale resta invariato", è quanto ha affermato la manager del pilota tedesco Sabine Kehm. Questa fase può richiedere molto tempo e questo, con nostro rammarico, può portare a interpretazioni errate, ha aggiunto la Kehm rispondendo indirettamente alle indiscrezioni pubblicate sul magazine 'Focus' secondo cui il processo di risveglio sarebbe stato interrotto. Schumacher, 45 anni, è ricoverato dallo scorso 29 dicembre nell'ospedale francese di Grenoble a seguito di un grave incidente avvenuto su una pista da sci di Meribel.

Intanto in materia automobilistica fa sensazione quanto affermato dal presidente della Ferrari Luca di Montezemolo che guarda nuovi orizzonti per il Cavallino e ha grande interesse per le gare di durata e non ritiene più la casa di Maranello legata a doppio filo alla Formula 1. La Ferrari potrebbe addirittura lasciare le monoposto e dedicarsi alle gare endurance entro il 2020. E' quanto ha dichiarato il presidente Luca Cordero di Montezemolo al Wall Street Journal. "La Formula 1 non funziona – ha detto Montezemolo - È in calo perchè la Federazione ha dimenticato che la gente guarda le gare per le emozioni che suscitano". In più, Montezemolo non nasconde il suo malcontento verso gli organizzatori delle Formula 1, soprattutto in riferimento alle nuove regole che puntano a restringere il numero di motori, gomme e risorse tecniche. "Nessuno guarda le gare per l'efficienza, le gare si guardano per essere intrattenuti – sottolinea Montezemolo - Nessuno vuole guardare un pilota risparmiare benzina o le gomme. È uno sport ma è anche uno show".

Lo stesso Montezemolo ha sottolineato che una decisione ancora non è stata presa anche se le battaglie della Scuderia Ferrari contro la FIA sono ben note e di lunga data. La controversia attuale è figlia del nuovo regolamento introdotto quest’anno e che ha visto l’introduzione della nuove unità motrici. Il 66enne Montezemolo ha ipotizzato poi come la Ferrari possa invece correre gare endurance tipo la 24 Ore di Le Mans. La Scuderia Ferrari ha gareggiato ai massimi livelli delle competizioni endurance dal 1947 al 1973, vincendo a Le Mans nove volte, ma lasciato la categoria alla fine del 1972 quando il fondatore Enzo Ferrari decise di concentrare tutte le risorse dell’azienda sulla F1. (Redazione)


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Dramma Michael Schumacher: pesa solo 53 kg ma nessuno molla
L'ex pilota tedesco avrebbe perso il 25% della muscolatura

ROMA (Italy) - A poco meno di 3 mesi dall'incidente sugli sci che lo ha ridotto in coma farmacologico, le condizioni di Michael Schumacher sembrano lievemente migliorare, come conferma anche la sua portavoce Sabine Kehm. Schumi è ancora in fase di recupero, ma la speranza aumenta.

A ottantatré giorni dal brutto incidente sugli sci che lo ha ridotto in coma, continuano a susseguirsi aggiornamenti e indiscrezioni sulle condizioni di salute di Michael Schumacher. Da un mese i sedativi sono stati diminuiti, ma a preoccupare è il fisico dell'ex pilota tedesco. Secondo la Bild Schumacher ora peserebbe solamente 53 kg, con una perdità del 25 percento di peso. Anche la muscolatora è regredita sensibilmente per l'immobilità. Ma il team medico, sportivo e familiare non molla assistendo il pluri campione anche in questa corso contro il destino fatale.


A parlare è stato il Professor Curt Diehm dell'ospedale di Karlsbad: "Perdere peso per i pazienti in coma è una cosa normale, ma i 20 kg che ha perso Michael sono troppi per una persona di corporatura media. La spiegazione principale porta alla muscolatura che in questi 83 giorni si è lentamente ritirata". Anche per rallentare questa cosa - si legge - la muscolatura di Schumacher è massaggiata quotidianamente in maniera piuttosto intensiva, ma non è abbastanza.

Nei giorni scorsi la portavoce del 7 volte campione del mondo Michael Schumacher ha confermato che l'ex pilota di F1, in coma dal 29 dicembre per un incidente sugli sci sulle nevi di Maribel, ha mostrato segnali di (lenta) ripresa incoraggianti. A quasi 3 mesi dall'incidente, la portavoce Sabine Kehm si è così espressa: "Michael è ancora in fase di recupero, non si è ancora svegliato. Siamo ovviamente in attesa, ma abbiamo imparato ad accettare che ci potrebbe volere ancora molto tempo".

Da quando Schumi ha iniziato a respirare in maniera autonoma, la famiglia si è stretta se possibile ancor di più intorno a lui, circondandolo di affetto e parlandogli in modo amorevole così da indurne il risveglio. Ma le testimonianze di affetto sono state e sono tutt'ora moltissime, da Jean Todt a Ross Brown, passando per Felipe Massa e Luca Badoer.

Nei giorni scorsi anche il commentatore tecnico della Rai ed ex pilota Ivan Capelli ha mandato un messaggio a Schumacher sulla speciale bacheca virtuale allestita dalla Casa del Cavallino Rampante, ricordando quando in occasione di una partita di beneficienza della nazionale piloti chiese il casco a Schumi a fine partita. Anche Flavio Briatore si è unito agli auguri a Michael; l'ex team principal della Benetton ha scritto: "Michael, ricordo ancora la prima notte in bianco passata insieme a Villa d’Este a negoziare con Eddie e Bernie il tuo trasferimento. Ne hai fatta di strada da allora! Sei andato avanti, anno dopo anno, a conquistare altri titoli. Ora voglio abbracciarti di nuovo, al più presto, proprio come facevamo sempre subito dopo aver vinto un Gran Premio!". (Redazione - 22 marzo 2014 ore 18.00)


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Schumacher è in via di risveglio dal coma ad un mese dall'incidente
Fonti giornalistiche francesi citano "una positiva reazione" del pilota tedesco

 

ROMA (Italy) - Dopo quattro settimane esatte di coma farmacologico, Michael Schumacher è stato messo in fase di risveglio progressivo dai medici dell'ospedale di Grenoble. Lo rivela il sito del quotidiano francese L'Equipe, che cita 'fonti confidenziali'. Secondo il giornale, l'ex campione di Formula 1 vittima di un grave incidente sciistico sulle Alpi francesi, "reagisce positivamente al processo di uscita dal coma iniziato questa settimana".

Per Michael Schumacher è iniziata la fase di risveglio progressivo dal coma. E' quanto scrive oggi il quotidiano francese L'Equipe, secondo cui il tedesco ''reagisce positivamente'' al processo di uscita dal coma iniziato questa settimana''. Schumacher è in coma farmacologico da un mese, dopo il grave incidente di sci a Meribel sulle Alpi francesi. Secondo il quotidiano transalpino, per il sette volte campione del mondo della F1 inizia ora un ''lento ed incerto processo di ritorno alla vita''.


Il sito internet del quotidiano francese sostiene dunque che in questi giorni le condizioni di Schumacher, che non è più in pericolo di vita, sarebbero risultate sufficientemente stabili e che il professor Emmanuel Gay, capo del servizio di neurochirurgia al CHU di Grenoble, avrebbe iniziato la fase di risveglio per far uscire dal coma il pilota tedesco. L'Equipe aggiunge inoltre che Schumacher starebbe dando le prime reazioni positive.

Una informazione che però non è confermata dall'ospedale e anzi viene smentita dal manager del tedesco: "Insisto nuovamente sul fatto che ogni dichiarazione riguardante lo stato di salute di Michael che non proviene dall'equipe medica che lo ha in cura o dal suo management non è altro che speculazione. Ripeto: noi non commenteremo alcuna speculazione". Queste le parole, in una stringata nota, di Sabine Kehm, manager di Schumi.

Un interminabile mese dopo il terribile incidente sciistico sulle nevi di Meribel, Michael Schumacher è ancora completamente immerso nel buio e nel silenzio del coma indotto. Un interminabile mese dopo quell'incidente, il Circus della Formula 1 si ritrova a Jerez de la Frontera per i primi test stagionali e il pensiero di tutti va al campione tedesco. Sulle fiancate di Mercedes e Ferrari compariranno le scritte "keep fighting Michael" e "forza Michael", ma lui, dal suo letto nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Grenoble, non potrà vederle. Ma quando aprirà finalmente gli occhi Michael? Non c’è risposta alla domanda più impellente: "Ci vorrà il tempo che ci vorrà" aveva risposto poco meno di un mese fa il professor Payen e da allora le certezze non sono aumentate. Da martedì scorso ogni mattina (secondo il Journal du Dimanche) i medici cercano di risvegliare dolcemente il corpo di Schumi e il suo cervello, provano a staccare le macchine che provvedono alle sue funzioni vitali e riducono progressivamente i sedativi, ma finora - sempre secondo fonti ufficiose - i tentativi sono stati vani.

"Michael è un combattente, noi non ci arrendiamo" aveva detto la moglie Corinna, che ogni mattina arriva dalla Svizzera al capezzale del marito e ogni sera riparte per tornare dai figli. Nell’ultimo comunicato si legge che "La famiglia è molto soddisfatta del lavoro dei medici", i quali dal canto loro restano fedeli alle dichiarazioni dello scorso 31 dicembre: "Non daremo altre informazioni finché non ci saranno fatti nuovi e significativi". Ma le notizie purtroppo non arrivano e c'è chi comincia a temere che la "stabilità" delle condizioni di Michael, citata a inizio anno dalla portavoce Sabine Kehm, possa trasformarsi in una condanna all’immutabilità. Ma Michael è un combattente e la Formula 1 lotta con lui: Forza Michael! (Redazione - 29 gennaio 2014 ore 18.00)


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Michael Schumacher lotta per la vita dopo un grave incidente sugli sci
Il pilota trasportato in ospedale, dopo la violenta caduta a Maribel, in Francia, mentre sciava

ROMA (Italy) - Poco dopo le 11 di ieri a Meribel, in Francia, mentre Michael Schumacher sciava in un fuori pista con il figlio adolescente, il pilota ha perso il controllo sbattendo la testa, protetta da un casco, contro una roccia. Dopo l'urto, soccorso, è stato trasportato in elicottero prima a Moutier e poi a Grenoble, dove è arrivato verso le 17.

Ora cresce l'ansia sulle condizioni del pluripremiato campione di formula uno che versa in condizioni critiche e lotta tra la vita e la morte. Il secondo bollettino dei medici che hanno in cura l'ex pilota ricalca il primo: "E' nel reparto di rianimazione e non possiamo pronunciarci sul suo futuro. Abbiamo ridotto l'edema cerebrale, la situazione e' stabile ma resta critica. Le sue condizioni sono molto serie, la violenza dell'impatto e' stato tale che senza casco non sarebbe arrivato vivo".


Schumacher al momento è in coma farmacologico, dopochè è stato operato alla testa. I medici stanno infatti lavorando per ridurre la pressione intercranica, limitare gli stimoli esterni e mantenere adeguata ossigenazione al cervello. La temperatura corporea, per controllare l'emorragia, viene tenuta tra i 34 e i 35 gradi. I medici hanno riferito che: "Le sue condizioni sono molto serie, la violenza dell'impatto è stato tale che senza casco non sarebbe arrivato vivo"; "presenta lesioni cerebrali diffuse", e quanto alla percentuale di sopravvivenza "non ci possiamo pronunciare". "E' in coma artificiale - spiega lo staff medico - per limitare la crescita della pressione intercranica. Nella notte abbiamo ridotto l'edema cerebrale e la situazione resta critica". Il neurochirurgo Stephane Chabardes, che ieri pomeriggio ha condotto l'intervento (durato tre ore), ha detto che: "Per ora non è necessario effettuare un'altra operazione. Quella di ieri ha avuto un esito positivo dal punto di vista tecnico. Adesso bisogna attendere il decorso per capire come reagirà il paziente. E' stata un'operazione come ne facciamo spesso in questo ospedale".

La famiglia dell'ex ferrarista ha ringraziato per l'affetto che in queste ore sta accompagnando l'ex pilota di Formula Uno: "Grazie all'equipe medica per tutto quello che sta facendo per aiutare Michael. Apprezziamo il sostegno dei media ma vogliamo chiedere loro di rispettare la nostra privacy e quella delle persone a noi più vicine", si legge in un comunicato della manager del pilota tedesco, Sabine Kehm. (Redazione - 30 dicembre 2013 ore 15.00)

Michael Schumacher e' il pilota di Formula 1 che ha vinto piu' titoli in assoluto e che ha collezionato una serie impressionante di record (dal numero di Gran premi alle pole position ai giri veloci in gara). Il tedesco, che compira' 45 anni il 3 gennaio, e' un punto di riferimento per tutti i piloti. In carriera ha conquistato sette titoli mondiali: i primi due con la Benetton, nel 1994 e 1995, e i successivi cinque con la Ferrari, dal 2000 al 2004. Schumi ha iniziato a correre molto presto: all'eta' di quattro anni gia' guidava i kart del circuito di Kerpen gestito dal padre. - Il suo esordio e' avvenuto nel 1991 al volante della Jordan (in sostituzione di Bertrand Gachot) dove ha ottenuto all'esordio, sul difficile circuito di Spa-Francorchamps nel Gran Premio del Belgio, la settima posizione in qualifica. Notato da Flavio Briatore, team manager della Benetton, Schumacher e' stato ingaggiato nello stesso anno dalla scuderia italiana e con questa ha vinto due campionati del mondo consecutivi nel '94 e nel '95. Nel 1996 il 'salto' in Ferrari dove ha collezionato successi e soddisfazioni a bordo di monoposto mitiche come la F310 o la F399. Ma la Ferrari con cui ha iniziato la sua cavalcata trionfale e' stata la F1-2000. Nel 2000, infatti, Schumi e' riuscito a vincere cinque gare su otto e si e' aggiudicato il terzo titolo iridato a distanza di cinque anni dal precedente, riportandolo a Maranello a 21 anni dal trionfo di Jody Scheckter. Dopo di quello, Schumacher ha vinto il campionato mondiale per altre quattro volte, stabilendo il record di 5 titoli iridati consecutivi. Con numero di campionati del mondo, di Gran Premi vinti, di pole position, di giri veloci in gara, di 'hat trick' - pole position, vittoria e giro piu' veloce nella stessa gara - il tedesco detiene la maggior parte dei record della Formula 1 ed e' considerato il pilota della Ferrari per antonomasia, avendo fatto vincere piu' titoli alla scuderia rossa. Dopo il quinto titolo con la Ferrari, il ritiro. Ma quattro anni dopo, a sorpresa, l'annuncio del ritorno in pista nel 2009 a bordo della scuderia Mercedes, ingaggiato per tre stagioni consecutive affiancando il suo connazionale Nico Rosberg. Un ritorno senza soddisfazioni: sin dall'inizio, infatti, Schumacher delude le aspettative con gare modeste guadagnandosi un sesto posto al suo esordio a Bahrain e tre decimi posti nei successivi gran premi. Nel 2012 ha annunciato ufficialmente il ritiro dalla Formula 1 e nel 2013 ha deciso di correre con i kart, firmando un contratto da test driver con la casa italiana Tony Kart.


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