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UN agency restores full rations in Syria with boost in donor funding
WFP Restores Full Rations To Syrian People Thanks To Unprecedented Donor Support

ROMA (Italy) - The United Nations World Food Programme (WFP) announced today that new funding pledged during a conference in London earlier this month will enable the agency to fully reinstate its food assistance to Syrians. The record pledge of $675 million made during the 'Supporting Syria and the Region Conference' will support a “comprehensive restoration” of food assistance for refugees in Jordan, Lebanon, Iraq and Egypt from March until the end of the year, WFP said in a press release today. Their generosity means we are able to fully meet the immediate basic food assistance needs of 1.8 million refugees in the region and 4.5 million Syrians inside the country who rely on WFP assistance every day,” said WFP Executive Director Ertharin Cousin.


The funds will also enable WFP to provide a full food basket for families inside Syria from April until October 2016. WFP noted that the pledges will also support increased school meals and other in-kind activities in Syria that will “help restore hope for a better future for the millions of people affected by the crisis.” An international conference on war-torn Syria in London today pledged a record $10 billion after United Nations Secretary-General Ban Ki-moon laid out three main objectives: raising $7 billion in immediate humanitarian aid, mustering long-term support, and protecting civilians.

“Never has the international community raised so much money on a single day for a single crisis,” he told a news briefing at the end of the day-long conference, co-hosted by the UN and the Governments of the United Kingdom, Kuwait, Germany and Norway. More than half of the pledged amount is earmarked to meet immediate needs in 2016 in a country where nearly five years of war has killed over 250,000 people, sent over 4 million fleeing Syria, displaced 6.5 million internally, and put 13.5 million people inside the country in urgent need of humanitarian aid.

Of the USD 675 million pledged at the London conference, Germany announced a landmark contribution to WFP of €570 million (USD 623 million) from the German Federal Foreign Office (GFFO) and the Ministry for Economic Cooperation and Development (BMZ). For the WFP Syria crisis response, in addition, the German Government at the London conference provided € 65 million (USD 71 million) for WFP’s operations for displaced in Iraq.
WFP is the world's largest humanitarian agency fighting hunger worldwide, delivering food assistance in emergencies and working with communities to improve nutrition and build resilience. Each year, WFP assists some 80 million people in around 80 countries. (UN photo)

The United Nations Humanitarian Response Depot (UNHRD) is a net-work of depots around the world (Ghana, Italy, UAE, Malaysia, Panama, Spain) that stores and manages relief items on behalf of the hu-manitarian community. Strategic stocks of emergency relief goods are available at any given time and, at the onset of an emergency, UNHRD is ready to dispatch immediately. Currently, UNHRD provides logistics services and comprehensive sup-ply chain solutions to more than 70 Partners including the United Na-tions, governmental and non-governmental organizations. Partners can coordinate their efforts, prioritize dispatches to emergencies, lend and borrow stock among themselves, and benefit from immediate access to goods through a flexible sourcing structure. To date, UNHRD has delivered a combined 3888 MT of relief items valued at over 23.2 million USD in support of the ongoing crises in the Central African Republic, South Sudan and Syria and the surround-ing regions.

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Giornata Internazionale della Pace
Parte la campagna di donazione del World Food Programme in favore dei popoli in fuga dalle guerre

ROMA (Italy) - In occasione del 21 settembre, Giornata Internazionale della Pace, marchi globali si uniscono – includendo diverse compagnie e aree geografiche – in uno sforzo che non ha precedenti nel sottolineare il ruolo vitale che l’assistenza alimentare ha nel creare un mondo più pacifico. Molte compagnie stanno donando spazi televisivi e digitali per favorire il sostegno al Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP), l’agenzia in prima linea nella lotta alla fame.

Mentre si intensifica la crisi mondiale dei rifugiati e le risorse per l’intervento umanitario sono insufficienti, questo sforzo di più imprese, capitanato da McDonald’s, rappresenta un modo molto importante e tangibile di progredire verso la pace e aiutare i rifugiati e gli sfollati che lottano ogni giorno per dare da mangiare ai propri figli. Le compagnie che sostengono questa iniziativa sono: Burger King, Cargill, DreamWorks Animation, Facebook, Google, MasterCard, McCain, McDonald’s, OMD, Twitter, TBWA e United Airlines.


“Oggi è il momento in cui le persone si uniscono attraverso regioni e culture per un mondo libero dalla fame e pacificato” ha detto la Direttrice esecutiva del WFP, Ertharin Cousin. “L’assistenza alimentare, in periodi di conflitto, ha un ruolo fondamentale nel salvare vite umane e alleviare le sofferenze. Il cibo riunisce e tiene insieme le famiglie. La sicurezza alimentare dà una speranza alle famiglie in tempi disperati eliminando, nel contempo, il loro bisogno di ricorrere a misure estreme e pericolose quale unico mezzo di sopravvivenza”.

Sia in televisione che online, molte aziende stanno donando spazi di comunicazione e sociali per dare visibilità a un messaggio pubblicitario targato WFP, chiamato “Symbols”. TBWA ha sviluppato la parte creativa di questo messaggio pubblicitario grazie ai fondi di McDonald’s. Lo spot mette in luce la relazione tra guerra e fame, l’ampiezza dei bisogni attuali e come una donazione al WFP possa fare la differenza. Molte delle compagnie coinvolte si sono anche impegnate a sostenere questo sforzo amplificando il messaggio attraverso i propri canali social, includendo la parte creativa e una richiesta di sostegno al WFP a favore delle famiglie colpite.

“L’umanità ha un futuro insieme. Questo sforzo è un grande esempio di persone e aziende che uniscono le proprie forze per far sì che raggiungiamo l’obiettivo di un mondo a fame zero nel futuro” ha aggiunto Cousin. Tutti i fondi raccolti grazie a questa iniziativa andranno alla risposta all’emergenza del WFP per le operazioni a maggiore criticità, incluse le crisi in Siria e nella regione, Iraq, Sud Sudan, Yemen. Il numero degli sfollati non è mai stato così alto dai tempi della Seconda Guerra Mondiale e i bisogni sono maggiori delle risorse disponibili. “Il settore privato ha un ruolo significato da svolgere nel porre fine alla fame e promuovere la pace”, ha detto Jay Aldous, Direttore del Settore Privato e delle Partnership. “Questo sforzo globale è un esempio davvero importante di marchi che si uniscono con una sola voce per ottenere un impatto tangibile nella vita delle persone vulnerabili”.

Il WFP è la più grande agenzia umanitaria che combatte la fame nel mondo fornendo assistenza alimentare in situazioni di emergenza e lavorando con le comunità per migliorare la nutrizione e costruire la resilienza. Ogni anno, il WFP assiste una media di 80 milioni di persone in circa 80 paesi. Il WFP è in prima linea nelle emergenze umanitarie e fornisce cibo salva-vita alle famiglie vittime di guerra, conflitti e disastri naturali, sfamando più persone rispetto ad altre organizzazioni umanitarie. WFP è finanziato al 100% da contributi volontari, ogni donazione fa la differenza. Il tuo contributo ha da subito un impatto concreto nel creare un mondo a “fame zero”.


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Il WFP per i profughi siriani in Giordania: la guerra raccontata dal fronte umanitario
Quasi mezzo milione di rifugiati sopravvivono alla più nera disperazione

ROMA (Italy) - 2,5 milioni di siriani hanno già lasciato il loro paese. Tra essi, oltre un milione sono bambini. La grande maggioranza dei rifugiati sono oggi in Libano, Giordania, Turchia, Egitto e Iraq. 6,5 milioni di cittadini siriani sono invece stati costretti a lasciare le loro case e sono oggi sfollati all'interno dei confini nazionali.

Il numero di rifugiati che abbandona la Siria per la Giordania ha subìto un’impennata dall’inizio dell’anno: più di 367.000 persone sono state ufficialmente registrate dall’Alto Commissariato per i rifugiati, ma il governo giordano stima che il numero totale sia di 420.000 persone. Di questi, quasi la totalità "sopravvive" nelle zone brulle offerte dal paesaggio giordano, un mix di terra arsa, rubata ai beduini, e deserto che in queste zone richiama e amplifica un solo messaggio "disperazione!". Un grido che i reali di Giordania hanno da sempre fatto loro fornendo territorio ma anche sforzi governativi per offrire anche una minima assistenza di base.


Il regno della bellissima Regina Rania (45 anni, affascinante e amatissima dal popolo), ancor più del Libano e della Turchia, rimane la meta preferita e considerata più sicura dai siriani. Infatti, sebbene non sia firmataria della convenzione sui rifugiati del 1951, la Giordania resta il Paese del Medio Oriente con i migliori precedenti di accoglienza dei profughi. La sua fragile economia, però, ancora stenta a riprendersi dall'assorbimento di circa mezzo milioni di iracheni e due milioni di palestinesi prima di loro.

E preoccupata per l’aggravarsi delle condizioni dei rifugiati siriani in Giordania, la Direttrice Esecutiva del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP), Ertharin Cousin, ha concluso una visita al Regno hashemita, durante la quale ha incontrato le famiglie siriane e ha prestato ascolto alle speranze e alle paure dei giovani. Durante la visita, Cousin ha fatto visita a una famiglia di rifugiati siriani che vive nel distretto Hashemi Al-Shemali di Amman. Le hanno raccontato come sia diventato difficile andare avanti con risorse così limitate. Ha anche incontrato un gruppo di giovani siriani e giordani presso un centro giovanile di Save the Children, dove li ha ascoltati discutere delle loro speranze e delle loro aspirazioni, e degli ostacoli con cui si confrontano ogni giorno. Cousin ha espresso il suo apprezzamento per la generosità della Giordania nell’ospitare i rifugiati siriani, e ha riconosciuto le iniziative nazionali tese a incoraggiare la coesione tra le comunità locali e quelle dei rifugiati. Cousin ha sottolineato l’importanza di rafforzare il sostegno internazionale alla Giordania, in modo che il Regno hashemita possa continuare a svolgere un ruolo umanitario chiave.

“Ho incontrato Khaldiyeh, una madre single di otto bambini, che sta cercando, tra mille difficoltà, di sfamare i suoi figli. Dice che potrebbe essere sfrattata in qualsiasi momento perché il poco denaro che possiede lo spende per dare da mangiare alla sua famiglia”, ha detto Cousin. “Ho incontrato anche un gruppo di ragazzi che hanno grandi sogni, sogni che non potranno realizzare se non avranno la possibilità di tornare a scuola. Al momento lavorano per contribuire a sfamare le loro famiglie”. Molti hanno hanno fatto ricorso a misure drastiche, quali ritirare i loro figli da scuola per mandarli a lavorare, o indebitarsi a livelli non sostenibili. “Facciamo appello alla comunità dei donatori perché riconosca le sofferenze delle nostre sorelle e dei nostri fratelli siriani, e perché continui a contribuire generosamente, in modo da permetterci di sostenere famiglie disperate finché non potranno tornare alle loro case”, ha detto Cousin. “Abbiamo bisogno che quanti hanno già dato contribuiscano maggiormente, e che coloro che ancora non lo hanno fatto investano nel nostro lavoro e nel futuro della Siria”.

Il campo di rifugiati di Za'atari in Giordania è il secondo più grande campo profughi del mondo, con più di 120.000 rifugiati. L'80% dei siriani ospitati in Giordania vive nei quattro attualmente esistenti.

Il WFP ha bisogno di 45 milioni di dollari per continuare a fornire assistenza alimentare vitale a oltre mezzo milione di rifugiati siriani che vivono in Giordania fino alla fine dell’anno. Attraverso il suo programma di voucher elettronici, il WFP sostiene oltre mezzo milione di siriani in Giordania. In questo modo, il WFP ha riversato oltre 396 milioni di dollari (280 milioni di dinari giordani) nell’economia locale e creato oltre 400 posti di lavoro nel settore della vendita alimentare al dettaglio. Il WFP, inoltre, deve sostenere 160.000 giordani che vivono una condizione di insicurezza alimentare, attraverso assistenza con cibo e contante, così come 340.000 bambini in età scolare attraverso un programma di alimentazione scolastica nelle aree più povere della Giordania. (Giorgio Esposito)


Visualizza le attività delle United Nations sul territorio italiano

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La Siria ad un passo dal tracollo umanitario. Il WFP rivolge appelli ai donatori per nuovi aiuti
Unacceptable and escalating level of violence and the death of more than 100,000 people in Syria

Mentre le armi chimiche del dittatore Assad provano a varcare i confini nazionali con destinazione Italia,
la grave crisi investe quasi 4 milioni di persone sfamate solo dagli aiuti delle agenzie targate United Nations

ROMA (Italy) - Fa il suo corso la strada verso lo smantellamento degli arsenali chimici siriani definita nell’ambito delle Nazioni Unite di pari passo con gli sforzi per giungere a una soluzione del conflitto nel Paese. Al Palazzo di Vetro sono stati gli aiuti umanitari al centro dei lavori del Consiglio di Sicurezza. I quindici hanno infatti adottato all’unanimità una dichiarazione presidenziale sulla situazione umanitaria in Siria.

In particolare, nelle ultime settimane, il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) è riuscito a raggiungere molte aree, in Siria, inaccessibili da mesi. Ma, mentre il conflitto entra nel suo quarto anno, rimangono le difficoltà nel consegnare cibo a quanti ne hanno un disperato bisogno. Unacceptable and escalating level of violence and the death of more than 100,000 people in Syria


Il WFP avrà bisogno di 40 milioni di dollari ogni settimana - È questo l'enorme fardello, consegnato da tre anni di guerra, a cui la comunità internazionale non può e non deve sottrarsi. Le guerre sono costose sotto molti punti di vista. Costa anche dare assistenza. Da qui alla fine del 2014 il WFP avrà bisogno di 40 milioni di dollari ogni settimana per sfamare 4,25 milioni di siriani all'interno del paese e oltre 2 milioni fuggiti nei paesi vicini. Ma è un compito irrinunciabile. Queste cifre, apparentemente enormi, disaggregate significano meno di un euro al giorno per ogni persona in fuga dalla guerra. Appena il costo di un caffè bevuto in una qualsiasi giornata di pace.

Il regime siriano ha consegnato al governo russo un piano per il cessate il fuoco ad Aleppo, città della Siria settentrionale. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri siriano, Walid al-Muallim, nel corso di una conferenza stampa a Mosca. Il cessate il fuoco è stato proposto dal Rappresentante speciale congiunto delle Nazioni unite e della Lega degli Stati arabi, Lakhdar Brahimi. Grazie al quale cinque camion del WFP hanno consegnato cibo a Al-Houle, nei dintorni di Homs, per la prima volta da maggio 2013, e ad ulteriori 17.500 persone che vivono in campi per sfollati a nord di Idlib. Inoltre, la consegna di altro cibo per Marzo viene impedita da fuorilegge che interrompono strade, isolano città e terrorizzano i residenti. Seppur il presidente siriano Bashar el Assad nel corso di un incontro con il ministro degli Esteri, Adnan Mansur, afferma che sia dovere di uno Stato difendere la sicurezza e proteggere le vite dei cittadini, le sue parole non hanno alcun riscontro sulle condizioni di sicurezza delle strade, che conducono a Deir-Ezzor.

A febbraio, il WFP ha assistito 3,7 milioni di persone in Siria ed oltre 1,5 milioni di rifugiati nei paesi vicini, gente che ha un disperato bisogno di cibo, riparo e cure mediche, come ha ricordato Philippe Bolapion, responsabile per le Nazioni Unite. Residenti nella zona di sud del Damasco, di Moadamiya e di Ghauta est, sotto assedio da mesi, riferiscono che il governo ha tagliato la corrente e le comunicazioni impedendo l’afflusso di cibo e medicinali. Fino a pochi mesi fa il governo consentiva il transito a piedi attraverso i checkpoint di Yormauk, per il rifornimento di cibo e altri generi alimentari di prima necessità, ma ora che i militari hanno chiuso quel posto di blocco ai civili non arriva più nulla, neppure il pane. Fondamentale, è capire l’entità dei bisogni in tali situazioni, ma ciò significa garantire assistenza vitale che richiede impegno. Nonostante gli enormi sforzi fatti i convogli che riescono ad entrare nelle aree sotto assedio riescono a fornire solo un sollievo temporaneo. Per ottenere dei cambiamenti quantomeno visibili il WFP necessita di un accesso adeguato e continuo alle persone a cui si vuole fornire assistenza. Attraverso una forma di solidarietà a vittime di guerra, profughi, per alleviare situazioni di sofferenza, mantenere la dignità umana. Come ha dichiarato da Amman Muhannad Hadi, Coordinatore Regionale del WFP per la crisi siriana “Sarebbe tragico riuscire ad avere un maggiore accesso in Siria, a doversi poi ritrovare nella situazione di non avere i fondi necessari per aiutare le persone chesoffrono la fame e che sono rimaste a lungo sotto assedio. Noi certamente speriamo che i donatori intensifichino i loro sforzi e che nuovi donatori si facciano avanti”

Un aiuto ha come obiettivo finale quello di non essere più necessario. Un aiuto in cui i veri protagonisti sono le vittime. Per una solidarietà, non basata sulla carità, ma sui diritti e sulla alleanza tra le società civili del nord e del sud del mondo per un futuro comune. Questi sono solo alcuni dei progetti insieme ai programmi di sostegno a distanza e le attività di educazione e di sensibilizzazione che portiamo avanti, come il progetto di informazione. I progetti sono urgenti e concreti, ma per realizzarli abbiamo bisogno del tuo sostegno. (Angela Leone - 12 marzo 2014 ore 14.00)

The Security Council further urges the Syrian authorities to take immediate steps to facilitate the expansion of humanitarian relief operations, and lift bureaucratic impediments and other obstacles. The Security Council reca!ls its Resolutions 2042 (2012), 2043 (2012) and 2118 (2013), and its Presidential Statements of 3 August 2011, 21 March 2012 and 5 April 2012. The Security Council reaffirms its strong commitment to the sovereignty, independence, unity and territorial integrity of Syria and all other States affected by the Syrian conflict, and to the purposes and principles of the Charter of the United Nations. The Security Council calls on all parties to respect the UN guiding principles of humanitarian emergency assistance and stresses the importance of such assistance being delivered on the basis of need, devoid of any political prejudices and aims. The Security Council is appalled at the unacceptable and escalating level of violence and the death of more than 100,000 people in Syria as reported by the UN Secretary-General and the UN High Commissioner for Human Rights. It is gravely alarmed by the significant and rapid deterioration of the humanitarian situation in Syria. It notes with grave concern that several million Syrians, in particular internally displaced persons, nearly half of whom are children, are in need of immediate humanitarian assistance and that without urgent increased humanitarian action, their lives will be at risk.


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Siria - Homs, aperto il corridoio umanitario per gli aiuti delle Nazioni Unite
The United Nations welcomes the evacuation of civilians from the old city of homs
and prepares to send aid convoys inside the area

ROMA (Italy) - Li hanno arruolati, a volte usati come scudi umani. Torturati e anche abusati sessualmente. Vittime sono migliaia di bambini tra il primo marzo 2011 e il 15 novembre 2013: a denunciare con i dettagli "orrori e sofferenze indicibili" è un rapporto diffuso delle Nazioni Unite e firmato dal segretario generale Ban Ki-Moon.

Torturati in carcere - Molti dei minori in carcere sono detenuti con adulti; inoltre bambini con meno di 11 anni sono stati torturati: "Percossi con cavi metallici, con fruste e bastoni di legno e metallo, con scosse elettriche anche ai genitali''. A loro ''sono state strappate le unghie dei piedi e delle mani, sono stati abusati sessualmente'', sono stati vittime di ''finte esecuzioni, bruciature di sigarette, privazione del sonno, isolamento e hanno dovuto assistere alla tortura di parenti'', prosegue il rapporto.

The United Nations welcomes the evacuation of civilians from the old city of homs and prepares to send aid convoys inside the area. A United Nations led operation to assist civilians wishing to leave the Old City of Homs, started today with the evacuation of 83 women, children and elderly civilians after an agreement was reached by the government and opposition groups in homs for a ceasefire. The agreement will also allow humanitarian aid to reach the besieged area on Saturday. The first group of evacuated civilians was escorted by UN staff and Syrian Arab Red Crescent (SARC), personnel. Up to 2,500 people are thought to be trapped in the old city of Homs as parts of it have been under siege since June 2012. “We welcome this breakthrough and hope it will set the precedent for humanitarian access to all besieged communities in Syria,” said UN Resident and Humanitarian Coordinator, Yacoub El Hillo in Syria as he oversaw the operation in the old city of Homs. “UN teams have pre-positioned food, medical and other basic supplies for immediate delivery as soon as the first group of civilians are out and we hope to send this aid on Saturday morning.”

The UN and SARC managed the reception centre and the evacuation. IOM, WFP, WHO, UNFPA, UNHCR, UNICEF are working along with the Syrian Arab Red Crescent (SARC) to provide food, medical and hygiene kits, mattresses, blankets, cash assistance and logistical support to meet the immediate needs of people choosing to evacuate from the area and those who are still inside. “This has been a lengthy negotiation process and we commend all involved for reaching this milestone today,” said El Hillo. “Its cold, cold very cold, Do you know how many pants I am wearing, I am wearing four look at my hands I ate thyme and oil. Do you know how they eat thyme and oil the modern way you dip the spoon in oil and then you put it into the powdered thyme and you eat it”

As part of this inter-agency effort, WFP has trucks on standby to deliver food into the Old City today (Saturday). The trucks carry enough food for 2,500 people for one month – 500 family rations and 500 bags of wheat flour, plus 100 boxes of Plumpy’doz, a specialized nutrition product for children. It is important to note that while access to some locations in Homs has been extremely challenging, WFP has been successfully delivered food in many parts of Homs governorate. Last month, WFP dispatched enough food for nearly 687,000 people in in Homs governorate.

Tutto pronto, quindi, per l’evacuazione di centinaia di civili intrappolati nella città vecchia di Homs, in mano ai ribelli e assediata da quasi 600 giorni dalle forze lealiste siriane. L’evacuazione è frutto di un accordo per una “pausa umanitaria” annunciato dall'Onu. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani sono almeno 2500 i civili che sono rimasti blocatti dall’assedio di Homs, sopravvivendo solo mangiando olive. Tra quanti saranno evacuati non ci sono gli uomini tra i 15 e i 55 anni perché potrebbero essere dei combattenti. Lo fa sapere il governatore della città, secondo quanto riporta la televisione siriana.

L’accordo sull’evacuazione - Ieri il governo del presidente Bashar Assad ha raggiunto l'accordo sull'evacuazione con le Nazioni unite, secondo cui centinaia di civili potranno allontanarsi dalle aree assediate e i convogli con gli aiuti umanitari potranno entrare nella zona. Un primo accordo per l'evacuazione di donne e bambini era stato annunciato dal negoziatore internazionale Lakhdar Brahimi il 26 gennaio durante i colloqui di Ginevra 2. Ma l'intesa non aveva avuto seguito, sia a causa del rifiuto di molte donne di partire con i figli lasciando gli uomini in città, sia per le richieste di garanzie da parte dei ribelli sull'arrivo di aiuti umanitari. Intanto proseguono le violenze nel resto del Paese. Ad Aleppo oltre 250 persone sono morte negli ultimi cinque giorni a causa dei barili esplosivi sganciati dagli elicotteri governativi su quartieri controllati dagli insorti. Durissima la condanna del segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon affidata al suo portavoce: "Il segretario generale ancora una volta condanna l'utilizzo indiscriminato di qualsiasi arma nei confronti dei civili, in violazione degli obblighi derivanti dal diritto internazionale umanitario e dalle norme sui diritti umani", e chiede alle parti di attivarsi "immediatamente" per arginare le violenze e trovare una soluzione pacifica al conflitto in Siria.


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