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Gli italiani sempre più allergici: SOS contro i test truffa
Il Centro diagnostico italiano di Milano mette in guardia contro i test per scoprire le allergie che pullulano
sul web. La prassi standard è più sicura ed economica. Prevenzione con il Meteo Polline

ROMA (Italy) - Sono più di 6 milioni gli italiani che soffrono di allergie: il Centro diagnostico italiano (Cdi) di Milano, in occasione della settimana mondiale contro le allergie (4-10 aprile) lancia un SOS contro i test truffaldini paventati sul web.

I test “alternativi” che il web propone non solo possono essere nocivi per la salute ma anche molto dispendiosi. Rivolgersi direttamente a un allergologo specializzato dunque è fondamentale per giungere ad una diagnosi corretta nel minor tempo possibile … spendendo molto meno!


Starnuti, occhi rossi e narici irritate: l'allergia è un'ospite sgradito che entra senza bussare alla porta. A invitarlo a entrare, in un certo senso, è il sistema immunitario, che reagisce in modo spropositato a certe sostanze note come allergeni. llergia deriva da due parole greche: allos che significa "diverso", ergon che significa "effetto". La combinazione lessicale fa riferimento alla reattività spontanea ed esagerata dell’organismo del soggetto allergico a particolari sostanze, che risultano invece innocue nell’80% della popolazione. I termini ipersensibilità ed allergia sono comunemente usati come sinonimi.

“La migliore lotta contro le allergie è evitare l’esposizione all’allergene” - spiega Giorgio Lusaschi, allergologo del Cdi. Evitare prati e campi coltivati, non praticare sport all’aperto, evitare il contatto con fumo e peli di animali può alleviare, certo, i disturbi delle allergie stagionali. Ma non sempre questo è sufficiente. I casi di allergie si fanno sempre più gravi e diversificati. “Il numero delle persone che ne soffre cresce di anno in anno - spiega Lusaschi - ma la maggior parte di loro non si rivolge allo specialista più adatto (l’allergologo) e utilizza terapie inefficaci e non fondate scientificamente” che potrebbero rivelarsi addirittura nocive per la salute, perché potrebbero portare ad escludere alimenti importanti per l’organismo o creare le condizioni per non riconoscere in tempo malattie diverse che hanno sintomi simili all’allergia.

Test del capello, forza muscolare e carica elettrica delle cellule: sono solo alcuni dei trattamenti “alternativi” e non sostenuti da sperimentazioni cliniche con cui ogni giorno il web ci bombarda. A lanciare l’allarme è proprio il Centro diagnostico italiano di Milano che in occasione della settimana mondiale contro l’allergia spiega qual è la prassi migliore da seguire. Un colloquio iniziale con uno specialista è fondamentale per capire di che tipo di allergia di tratti: quelle ai pollini, per esempio, provocano sintomi per lo più respiratori, altri tipi di allergie si manifestano con rush cutanei, gonfiori e disturbi gastrointestinali.

“Le allergie respiratorie sono le più facili da individuare - spiega Massimo Triggiani, presidente della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Clinica (SIAIC) - dopo aver ipotizzato quali potrebbero essere le sostanze incriminate in base, ad esempio, al momento dell'anno e alle situazioni in cui compaiono i fastidi, per arrivare alla diagnosi bastano, in genere, il Prick test e il RAST test per la ricerca delle immunoglobuline E”.
Nel caso di disturbi gastrointestinali o di eruzioni cutanee, come l'orticaria, il percorso può essere più tortuoso perché è importante escludere a priori malattie diverse che possono dare sintomi simili, come patologie autoimmuni, tumori o malattie del fegato o del sangue. “L'orticaria, che è sempre più frequente non va sottovalutata: gli shock anafilattici più gravi si manifestano spesso in pazienti che hanno trascurato a lungo di indagare le cause del disturbo”, avverte Triggiani. In questo caso gli esperti consigliano di eseguire un patch test, il RAST e anche i test per l'orticaria fisica (esponendo la pelle del paziente a stimoli come il caldo, il freddo, la pressione se ne valuta la reattività).

Le più comuni, invece, sono le allergie alimentari. “La diagnosi di allergie alimentari può essere fatta facilmente solo nei rari casi in cui è molto evidente: se dopo aver mangiato un'arachide in pochi minuti ci si gonfia, difficile avere dubbi - spiega Maria Antonella Muraro, responsabile del Centro di riferimento regionale per lo studio e la cura delle allergie e delle intolleranze alimentari del Dipartimento di pediatria dell'Università di Padova e responsabile della Sezione di pediatria dell'European Academy of Allergology and Clinical Immunology (EAACI) -. In tutti gli altri casi bisogna valutare la storia clinica e sottoporsi a più di un test, escludendo però quelli per le immunoglobuline G che tuttora vengono spesso proposti ai pazienti con una sospetta allergia alimentare: il nostro organismo produce IgG in risposta a qualsiasi proteina esterna con cui veniamo in contatto; l'esame sarà positivo a tutto quello che abbiamo mangiato di recente e quindi non ha alcun senso farlo”. Servono dunque un prick test e la ricerca delle IgE ma non è sempre semplice arrivare ad una diagnosi. “Per le analisi - spiega Triggiani - vengono usati estratti degli alimenti freschi, ma spesso li consumiamo ‘modificati’, se non altro perché cotti. La reazione dell'organismo al test può quindi non essere la stessa che si ha nella vita quotidiana. Per cui, in caso di esami negativi si passa al patch test e al test di provocazione, molto più utile di quanto si pensi."

Seguire la giusta prassi, dunque, è fondamentale. I test “alternativi” che il web propone non solo possono essere nocivi per la salute ma anche molto dispendiosi: un test non riconosciuto per le intolleranze può arrivare a costare dagli 80 ai 250 euro. Le prove per il prick test costano invece meno di 40 euro. I più specifici RAST test e ISAC test invece possono arrivare rispettivamente a 60 euro e 120 euro. Rivolgersi direttamente a un allergologo specializzato dunque è fondamentale per giungere ad una diagnosi corretta nel minor tempo possibile … spendendo molto meno!

La lista di alcuni test, conosciutissimi sul web, che non hanno valenza scientifica:
Test citotossico o test di Bryan - viene proposto per la prima volta nel 1957 e si basta sul principio che l’aggiunta in vitro di un allergene al sangue provochi la modificazione delle cellule fino alla loro distruzione. Ciò non accade. Test kinesiologico - si esegue facendo tenere al paziente una bottiglietta di vetro contenente l’allergene da testare con una mano, mentre con l’altra lo stesso spinge contro la mano dell’esaminatore. Se quest’ultimo percepisce una riduzione della forza muscolare è allergia. Vaga test, Sarm Test, Biostrenght test - si basa sull’idea che, a contatto con gli allergeni, le cellule cambiano la loro carica elettrica e si modifichi la loro capacità di condurre elettricità. Non è provato scientificamente. Analisi del capello - si attua in due modi: viene identificata un’eventuale intossicazione da metalli pesanti o carenza di elementi come zinco e magnesio. Si cerca poi di osservare se i campioni dei capelli provocano variazioni nella frequenza di oscillazioni di un pendolo. (Marika Del Zotti - Fonte: AdnKronos)

Per le persone che si trovano a fare i conti con le allergie di tipo respiratorio arriva il sito del Meteo Polline, un servizio molto utile che fornisce le previsioni relative alla presenza di pollini nell'atmosfera. Come ogni anno per molti italiani si ripresenta puntuale l'appuntamento con le allergie primaverili, un disturbo che nel nostro Paese colpisce un numero crescente sia di adulti che di bambini. Da questo mese numerosi allergici avranno la possibilità di consultare le previsioni sui pollini ed essere informati grazie ai servizi offerti dal sito www.re-actine.it. Questo servizio è nato da un'iniziativa dell'Associazione Italiana di Aerobiologia (AIA) con Pfizer Consumer Health Care. L'AIA è un'associazione fondata a Bologna nel 1985 da un piccolo gruppo di ricercatori al fine di promuovere l'interesse scientifico ed applicativo nel campo dell'aerobiologia, una delle attività principali è la gestione della Rete Italiana di Monitoraggio degli Aeroallergeni, che è collegata alla Rete Europea, European Aeroallergen Network (EAN). Il nuovo servizio relativo al Meteo Polline utilizza alcune pagine tratte dal sito della stessa Aia per rivolgersi direttamente al paziente nella maniera più fruibile e meno istituzionale possibile. I dati relativi ai pollini vengono forniti da una rete costituita da un centinaio di Centri di Monitoraggio distribuiti in tutto il territorio nazionale. I Centri di Monitoraggio effettuano direttamente la diffusione a livello locale e regionale degli elaborati sotto forma di calendari pollinici e bollettini del polline, ora grazie al nuovo servizio sarà possibile consultare i dati attraverso Internet. Poter vedere in tempo reale le previsioni dei pollini relative alla settimana in corso da la possibilità agli allergici di prepararsi ad affrontare i periodi più a rischio in relazione alla propria sensibilizzazione. Il servizio può essere utile anche per le persone "non allergiche", o almeno che pensano di non esserlo, se in un certo periodo si prevedono delle concentrazioni di pollini più elevate e vi è la comparsa di sintomi particolari, il paziente allertato potrebbe decidere di verificare la situazione rivolgendosi ad un centro specializzato.

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