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Trump ha deciso: via da accordo di Parigi sul clima. Un duro colpo per l'ambiente
Morti da inquinamento atmosferico, l’Italia è la peggiore in Europa

ROMA (Italy) - Il presidente Usa, Donald Trump ha deciso di ritirare gli Stati Uniti dall’accordo di Parigi sul clima. Lo scrive il sito Usa Axios, citando due fonti non identificate con conoscenza diretta della decisione. Secondo Axios, i dettagli saranno messi a punto da un team ristretto, di cui dovrebbe far parte l’amministratore dell’agenzia per l’Ambiente (Epa) Scott Pruit. La Casa Bianca è divisa per la questione del clima, Ivanka guida il fronte di chi invece ritiene molto pericoloso e controproducente uscire dall'accordo di Parigi. E con lei è schierato Rex Tillerson, come si conviene al capo della diplomazia, e in linea con il suo successore alla guida di Exxon Mobil, Darren Woods.


Anche il capo del consiglio Economico della Casa Bianca, Gary Cohn, uno dei tanti Goldman Sachs dell'amministrazione Trump, sostiene la linea di chi pensa che gli Stati Uniti possono rimanere nell'accordo pur abbracciando in patria una politica che di fatto smantella l'agenda ambientalista di Obama. Per concludere la descrizione degli schieramenti, bisogna registrare la lettera firmata da 22 senatori Gop, compreso il leader Mitch McConnell, in cui si chiede al presidente di uscire dall'accordo proprio per evitare che questo possa essere usato per ricorsi legali contro l'abolizione del Clean Power Plan. Questa lettera avrebbe rinforzato Trump nella sua decisione che il presidente avrebbe già preso prima di arrivare a Taormina, se - sempre come rivela Axios - già la scorsa settimana confidava ai suoi che era ormai convinto di uscire dall'accordo.

Dopo averlo promesso in campagna elettorale e averlo ribadito più volte negli ultimi giorni, il presidente americano Donald Trump avrebbe deciso di ritirare gli Stati Uniti dall'accordo di Parigi sul clima. Un accordo globale siglato da 195 paesi alla conferenza di Parigi (COP21) del dicembre 2015 dopo 13 giorni di negoziati ed entrato in vigore il 4 novembre 2016. Quella che venne definita una "svolta storica" mira a rafforzare la risposta globale alla minaccia dei cambiamenti climatici, "in un contesto di sviluppo sostenibile e di sforzi per sradicare la povertà".

Nello specifico, l'accordo prevede di mantenere l'aumento medio della temperatura mondiale ben al di sotto di 2°C rispetto ai livelli preindustriali come obiettivo a lungo termine e di perseguire gli sforzi nel limitare l'aumento a 1,5°C, dato che ciò ridurrebbe in misura significativa i rischi e gli impatti dei cambiamenti climatici. Tramite l'intesa di Parigi i governi hanno inoltre concordato di "riunirsi ogni cinque anni per stabilire obiettivi più ambiziosi in base alle conoscenze scientifiche" e di "rafforzare la capacità delle società di affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici".

Tra gli obiettivi principali anche "fornire ai paesi in via di sviluppo un sostegno internazionale continuo e più consistente all'adattamento". In particolare, i paesi sviluppati hanno concordato di versare 100 miliardi di dollari all'anno entro il 2020 ai paesi più poveri per aiutarli a sviluppare fonti di energia meno inquinanti. L'accordo, inoltre, "riconosce la necessità di cooperare e migliorare la comprensione, gli interventi e il sostegno in diversi campi, come i sistemi di allarme rapido, la preparazione alle emergenze e l'assicurazione contro i rischi".

La grave situazione italiana - Il rapporto Eea esamina l’esposizione della popolazione europea agli inquinanti atmosferici e fornisce una panoramica di qualità dell’aria sulla base di dati provenienti da stazioni di monitoraggio ufficiali in tutta Europa, dimostrando che la maggior parte abitanti della città continuano ad essere esposti agli inquinanti atmosferici a livelli ritenuti non sicuri dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). L'Italia e' il primo Paese europeo per morti premature dovute all'inquinamento atmosferico. Lo rileva l'Agenzia europea dell'Ambiente (Aea) nel "Rapporto sulla qualita' dell'aria" pubblicato riferito agli anni 2012 e 2013. Complessivamente l'Italia conta nel 2012 84mila decessi prematuri dovuti a concentrazioni troppo elevate di polveri ultra sottili (59.500), ozono (3.300) e diossido di azoto (21.600) sul 491mila registrati nell'Ue.


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Conferenza Onu sui cambiamenti climatici: la sfida per un pianeta migliore
L'evento planetario ha visto ben 171 paesi firmare l'accordo sui mutamenti climatici

ROMA (Italy) - Nel palazzo di vetro sede dell’ONU a New York, si è tenuta la Cop21, durante la quale 171 paesi hanno firmato l’accordo di Parigi sul clima, nell'ambito della giornata rivolta alla terra o “earthday”. Il trattato stilato al termine della XXI Conferenza sui mutamenti climatici, tenuta il 12 dicembre scorso a Parigi, certifica le sfide climatiche ed energetiche del futuro. Ora, affinché il Trattato entri in vigore nel 2020, l’accordo deve essere ratificato da almeno 55 paesi che rappresentano il 55% delle emissioni mondiali di gas. Una sfida, quindi, che ora passa proprio nelle mani dei singoli paesi


I principali accordi prevedono: Mantenere l’aumento di temperatura inferiore ai 2 gradi, e compiere sforzi per mantenerlo entro 1,5 gradi. Smettere di incrementare le emissioni di gas serra il prima possibile e raggiungere nella seconda parte del secolo il momento in cui la produzione di nuovi gas serra sarà sufficientemente bassa da essere assorbita naturalmente. Controllare i progressi compiuti ogni cinque anni, tramite nuove Conferenze. Versare 100 miliardi di dollari ogni anno ai paesi più poveri per aiutarli a sviluppare fonti di energia meno inquinanti.

Secondo le United Nations, non era mai successo che un accordo internazionale venisse sottoscritto da così tanti Paesi in un giorno solo. L’ultimo record risale al 1982 quando 119 Stati firmarono la Convenzione Onu sul diritto del mare. La cerimonia è stata aperta dal segretario delle Nazioni Unite, BanKi-Moon, che ha parlato di “Momento storico”. E’ intervenuto anche l'attore Leonardo di Caprio, da anni attivista per la salvaguardia ambientale, che rivolgendosi ai rappresentanti delle nazioni unite ha detto: “siete l’ultima speranza del nostro pianeta, voi sarete applauditi dalle future generazioni o sarete condannati”.

Anche l’Italia è stata protagonista alla Cop21, con la partecipazione del nostro Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che nel suo discorso ha parlato di sfida: "La vera sfida è chiudere gli occhi per un secondo e immaginare, perché se chiudiamo gli occhi possiamo vedere i nostri figli e nipoti, ai quali dobbiamo consegnare un Pianeta non devastato dai mutamenti climatici in atto”.

Affinché il Trattato entri in vigore nel 2020, l’accordo deve essere ratificato da almeno 55 paesi che rappresentano il 55% delle emissioni mondiali di gas. Da alcuni dati condotti emerge che i cambiamenti climatici che stanno colpendo il nostro pianeta sono devastanti, come le temperature record, lo scioglimento della calotta glaciale in Groenlandia, la siccità che ha colpito l’Africa orientale e meridionale, pertanto è necessario intervenire tempestivamente per limitare tali conseguenze. (Ilaria Digiacomo)

NEW YORK - UNITED NATIONS. With their signatures of the landmark Paris climate accord, “governments made a covenant with the future,” Secretary-General Ban Ki-moon said at the end of a United Nations ceremony that saw the largest single-day turn-out for such an event, and which puts the world on a path towards low-carbon growth and a more sustainable future. Yet, while today’s signing is a “vote of confidence” in a new approach to climate change, it is imperative that the strong political momentum continues to grow, the UN chief stressed, in concluding remarks to the day-long Ceremony for the Paris Agreement.

Indeed, if all of the countries signing today joined the Paris Agreement at the national level, the world will have met the legal requirement for the Agreement to enter into force – 55 countries accounting for 55 per cent of global greenhouse emissions. In particular, he was pleased to hear several large emitter countries announce that they will ratify in 2016. “I encourage all countries to raise their level of ambition,” Mr. Ban said. “I urge world leaders to continue to provide direct political oversight and guidance. And I will look to civil society and the world’s young people to hold Governments to account for the promises they made today,” he added. While it has been a long journey to get to the present moment, the UN chief stressed that a long journey also awaits Member States.

“When I look out at the horizon, I see, more clearly than ever, the outlines of a new and better world,” the UN chief said. In that regard, Mr. Ban reminded Member States that the 2030 Agenda for Sustainable Development is a “major step forward” for people and the planet. In addition, the World Humanitarian Summit he will be convening in Istanbul on 23 and 24 May will be a “critical opportunity” to enhance support to the most vulnerable and reaffirm “our common humanity,” Mr. Ban said. “Let us continue to build on the historic progress of today – and move swiftly, with courage and determination, to usher in the new era we know can be ours,” he concluded. The ceremony was opened this morning by a brass quintet from the Juilliard School in New York, which played Spring from Vivaldi’s Four Seasons. (UN photo)


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COP21: UN chief hails new climate change agreement as 'monumental triumph'
For the first time today, 195 Parties to the UN Framework Convention on Climate Change (UNFCCC)
pledged to curb emissions, strengthen resilience and joined to take common climate action

ROMA (Italy) - Following the adoption of the new Paris Agreement on climate change, United Nations Secretary-General Ban Ki-moon said government representatives made history today.

“The Paris Agreement is a monumental triumph for people and our planet,” said Mr. Ban in a tweet, immediately following its adoption. “It sets the stage for progress in ending poverty, strengthening peace and ensuring a life of dignity and opportunity for all.” Gaveling the Agreement with a green hammer, the French Foreign Minister and President of COP21, Laurent Fabius, announced the historic news – a moment greeted with loud applause and cheers, as the room stood up. Many delegates hugged, while others had tears in their eyes. For the first time today, 195 Parties to the UN Framework Convention on Climate Change (UNFCCC) – pledged to curb emissions, strengthen resilience and joined to take common climate action.


The Paris Agreement and the outcomes of COP21 cover all the crucial areas identified as essential for a landmark conclusion: mitigation – reducing emissions fast enough to achieve the temperature goal; a transparency system and global stock-take – accounting for climate action; adaptation – strengthening ability of countries to deal with climate impacts; loss and damage – strengthening ability to recover from climate impacts; and support – including finance, for nations to build clean, resilient futures.

“In the face of an unprecedented challenge, you have demonstrated unprecedented leadership,” the UN chief said taking the COP21 stage just minutes later. “You have worked collaboratively to achieve something that no one nation could achieve alone. This is a resounding success for multilateralism.” Recalling that he made climate change one of the defining priorities of his tenure as Secretary-General, Mr. Ban said that most of all, he has listened to people – the young, the poor and the vulnerable, including indigenous peoples, from every corner of the globe. “They seek protection from the perils of a warming planet, and the opportunity to live in a safer, more bountiful world,” he underlined. “They have demanded that world leaders act to safeguard their well-being and that of generations to come.” Turning to the agreement itself, the Secretary-General said negotiators reached “solid results on all key points,” with an agreement that demonstrates solidarity and “is ambitious, flexible, credible and durable.” “All countries have agreed to hold global temperature rise to well below 2 degrees Celsius.

Meanwhile, highlighting the role of the private sector, the UN chief said business leaders came to Paris in unprecedented numbers and that “powerful” climate solutions are already available while many more are to come. “With these elements in place, markets now have the clear signal they need to unleash the full force of human ingenuity and scale up investments that will generate low-emissions, resilient growth,” he said, adding that “what was once unthinkable has now become unstoppable.” “When historians look back on this day, they will say that global cooperation to secure a future safe from climate change took a dramatic new turn here in Paris,” Mr. Ban stated. “Today, we can look into the eyes of our children and grandchildren, and we can finally say, tell them that we have joined hands to bequeath a more habitable world to them and to future generations.”

Ending his remarks, the UN chief said that all Parties should be proud of the Paris Agreement and that “the work starts tomorrow.” “For today, congratulations again on a job well done,” he concluded. “Let us work together, with renewed commitment, to make this a better world.” Addressing the hundreds of delegates, Christiana Figueres, the Executive Secretary of UNFCCC, said “we did it in Paris.” “We have made history together. It is an agreement of conviction. It is an agreement of solidarity with the most vulnerable. It is an agreement of long-term vision, for we have to turn this agreement into an engine of safe growth,” she exclaimed. Several other top UN officials joined the Secretary-General in welcoming the new Agreement. This included the President of the UN General Assembly, Mr. Mogens Lykketoft.

“Today's agreement signals nothing less than a renaissance for humankind as we collectively embrace the global challenge of climate change and endeavor to transition to a more sustainable way of living that respects the needs of people and our planet,” Mr. Lykketoft said in a statement. Echoing this message, the President of the UN Economic and Social Council (ECOSOC), Oh Joon, said the world has reached a key milestone in collective action for sustainable development. “Bold action against climate change will contribute to poverty reduction. The United Nations Economic and Social Council will take part in follow-up efforts,” he added.

Earlier today, at a meeting of the Committee of Paris – the body which is overseeing the negotiations at COP21 – the UN chief spoke alongside the President of France, François Hollande as well Minister Fabius. “The end is in sight. Let us now finish the job. The whole world is watching. Billions of people are relying on your wisdom,” the Secretary-General had told delegates. In an emotional address during which he held back tears, Laurent Fabius said the agreement “will serve meaningful causes, food safety and security, public health, the fight against poverty and for essential rights, and therefore peace.” “People worldwide, our citizens, our children, wouldn't understand if we didn't adopt it and wouldn't forgive us,” he insisted. “It is rare to be given the opportunity to change the world,” said President François Hollande, wrapping up the meeting. “You have the opportunity to do that.”


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Morti da inquinamento atmosferico, l’Italia è la peggiore in Europa
I risultati del nuovo rapporto elaborato dall'Agenzia europea per l'ambiente

ROMA (Italy) - Il rapporto Eea esamina l’esposizione della popolazione europea agli inquinanti atmosferici e fornisce una panoramica di qualità dell’aria sulla base di dati provenienti da stazioni di monitoraggio ufficiali in tutta Europa, dimostrando che la maggior parte abitanti della città continuano ad essere esposti agli inquinanti atmosferici a livelli ritenuti non sicuri dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

L'Italia e' il primo Paese europeo per morti premature dovute all'inquinamento atmosferico. Lo rileva l'Agenzia europea dell'Ambiente (Aea) nel "Rapporto sulla qualita' dell'aria" pubblicato riferito agli anni 2012 e 2013. Complessivamente l'Italia conta nel 2012 84mila decessi prematuri dovuti a concentrazioni troppo elevate di polveri ultra sottili (59.500), ozono (3.300) e diossido di azoto (21.600) sul 491mila registrati nell'Ue.


In Italia le morti premature da PM2,5 sono state 59.500, quelle da O3 sono stimate in 3.330 e i morti causati dell’NO2 sarebbero 21.600. Per quanto riguarda la triste classifica dei decessi da PM2,5 l’Italia è in testa insieme alla Germania, seguite dalla carbonifera Polonia (44.600) e dalla nucleare Francia (43.400). L’Italia fa peggio di tutti anche per mortalità dovuta a O3 (seconda è ancora la Germania con 2100 decessi) e all’NO2, distaccando molto la Gran Bretagna che si ferma a 14.100 decessi.

Il particolato può causare o aggravare le malattie cardiovascolari e polmonari, infarti e aritmie. Può anche causare il cancro. Nel 2013, l’87% della popolazione urbana in Europa era esposta a concentrazioni di PM2,5 che superavano il valore definito per proteggere la salute umana. Come si è visto, lo standard di qualità dell’aria nell’Ue è meno rigoroso di quello Oms e così solo il 9% della popolazione è stata esposta a PM2,5 al di sopra del limite Ue. Ma l’EEA fa notare che I vantaggi di miglioramento della qualità dell’aria in Europa sono chiari: uno standard di qualità dell’aria conforme a quello Oms in tutta l’Ue-28 porterebbe a concentrazioni medie di PM2,5 minori di circa un un terzo, con conseguenti 144.000 morti premature in meno rispetto alla situazione attuale.

Ozono, l’esposizione all’ozono nelle città resta molto alta: nel 2013, il 98% della popolazione urbana dell’Ue-28 è stato esposto a concentrazioni di O3 superiori al valore limite dell’Oms. Circa il 15% è sto esposto a concentrazioni superiori al meno rigoroso valore limite dell’Ue per l’O3. Le concentrazioni di ozono danneggiano anche le coltivazioni agricole, le foreste e le piante, riducendo i tassi di crescita e i rendimenti. L’obiettivo a lungo termine per la protezione della vegetazione dall’O3 è stato superato nell’86% del totale delle aree agricole dell’Ue.

Il biossido di azoto colpisce direttamente il sistema respiratorio, ma contribuisce anche alla formazione di PM e O 3. Nel 2013, il 9% della popolazione urbana nell’Ue-28 è stato esposto concentrazioni di NO2 superiori al limite dell’Oms che in questo caso è lo stesso dell’Ue,, con il 93% di tutti i casi di superamento che si verificano vicino alle strade.

Il benzo(a)pirene (BaP) è un inquinante organico cancerogeno. Di solito si forma in seguito all’abbruciamento di legname e l’esposizione all’inquinamento BaP è molto diffusa, in particolare nell’Europa centrale e orientale. Nel 2013, un quarto della popolazione urbana dell’Ue-28 è stato esposto a concentrazioni di BaP di sopra del valorelimite e fino al 91% è stato esposto a concentrazioni di BaP al di sopra del livello di riferimento stimato sulla base di valori di rischio dell’Oms.

L’anidride solforosa (SO2) grazie alla normativa comunitaria che impone tecnologie che utilizzino carburanti a minor contenuto di zolfo, negli ultimi decenni le emissioni di SO2 sono state ridotte in modo significativo. Nel 2013 ci sono sti solo un paio di superamenti del SO2 rispetto al valore limite Ue.

Il monossido di carbonio, benzene e metalli pesanti (arsenico, cadmio, nichel e piombo) le concentrazioni di questi inquinanti nell’aria nel 2013 erano generalmente basse in Europa, con alcuni superamenti dei rispettivi valori limite e all’obiettivo definiti dalla legislazione Ue.


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Cambiamenti climatici, a Parigi i grandi della terra decidono le sorti del pianeta
La conferenza si apre con una scioccante affermazione:
"Non abbiamo un piano B perché non esiste un pianeta B
, Parigi 2015 è l’ultima chiamata”

ROMA (Italy) - Dal 30 novembre all’11 dicembre, 195 Paesi del mondo discuteranno su un tema che genera non poche preoccupazioni sul futuro del nostro ecosistema, sulla qualità della vita che rischia di essere compromessa irrevocabilmente. La parola “clima”, oggi obbliga tutti e nessuno escluso a rivalutare il proprio rapporto con la natura, con l’ambiente che ci ospita e che da troppo tempo, subisce uno sfruttamento snodato e capitalistico delle risorse e della materie prime. Per i leder europei la sfida sarà rallentare ulteriormente il riscaldamento globale, ridurre le emissioni di Co2.

L’obiettivo condiviso della conferenza (COP21) è ottenere, un accordo universale per contenere il riscaldamento globale entro i 2°C, limite riconosciuto dalla comunità scientifica per evitare gli effetti più disastrosi del cambiamento climatico. Procedendo al ritmo odierno di emissioni climalteranti si arriverebbe a un aumento di 5°C della temperatura media: una catastrofe per la civiltà umana.


Il clima costituisce un importanza fondamentale per le società umane. Il valore inestimabile dell’ambiente, è stato più e più volte dimenticato dall’uomo per mera economia e manifestazioni di potenza. Emblematici sono esempi come: “Volkswagen” o “l’Ilva di Taranto”, rappresentanti di un marchio di fabbrica di una cultura fedele al capitale e al consumo easy, che poco si cura del domani.

Dopo anni di accordi mai siglati e l’ultima fallimentare conferenza di Copenaghen del 2009 sul clima, dal 30 novembre all’11 dicembre a Parigi, potrebbe esserci una svolta definitiva. Secondo quando riportato da Nature, storica e prestigiosa rivista scientifica britannica, i mediatori hanno in cantiere una bozza che molto probabilmente troverà la completa approvazione in seduta di esame e votazione.

Esaurita la conferenza, però bisognerà tradurre in essere l’effettivo processo di “decarbonizzazione”, cioè la riduzione di C02 nella produzione di energia e sviluppo economico. Un invito a procedere non più con le sole parole, bensì attraverso l’azione, viene proposto anche dal presidente dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), Hoesung Lee, il quale afferma in un’intervista rilasciata su Scienze: “sappiamo più che abbastanza per agire”. Il presidente Lee promette che si concentrerà sulle soluzioni, coinvolgendo i paesi in via di sviluppo, auspicando per la formazione di un equipe di scienziati proveniente proprio da regioni svantaggiate del pianeta, per poter comprendere meglio i meccanismi climatici e le sue trasformazioni. L’emergenza ambientale non può più aspettare, come dimostrano dai più recenti studi in Groenlandia, dove si sta assistendo allo scioglimento dell’intera calotta dell’isola, che potrebbe far salire il livello del mare di ben 6 metri. (Chiara Chiricò)

Non abbiamo un piano B perché non esiste un pianeta B”. Il Ministro degli Esteri francese Laurent Fabius lo ha detto chiaro e tondo un mese fa: la Conferenza sul Clima di Parigi è cruciale per il futuro del mondo. “Parigi 2015 è l’ultima chiamata”, ha ribadito anche il nostro Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. Insomma, dalla COP21, che si apre il 30 novembre, è indispensabile uscire con un accordo ambizioso e soprattutto vincolante per ridurre a livello globale le emissioni di CO2 e contenere il riscaldamento del pianeta. È prioritario, anche ora che – dopo gli attentati del 13 novembre – il mondo sembra avere tutt’altre priorità. Malgrado l’importanza del summit di Parigi, pochi però sanno davvero di cosa si tratta, almeno in Italia. Da uno sconfortante sondaggio commissionato da Legambiente in settembre, emerge che solo il 29% degli italiani dichiara di conoscere la COP21. Per non arrivare impreparati all’appuntamento è utile allora un breve vademecum con tutto quello che c’è da sapere.

L’obiettivo condiviso della COP21 è ottenere, per la prima volta in vent’anni, un accordo universale per contenere il riscaldamento globale entro i 2°C, limite riconosciuto dalla comunità scientifica per evitare gli effetti più disastrosi del cambiamento climatico. Procedendo al ritmo odierno di emissioni climalteranti si arriverebbe a un aumento di 5°C della temperatura media: una catastrofe per la civiltà umana.

All’appuntamento di Parigi, presieduto dal Ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, prendono parte i rappresentanti di 195 nazioni. In tutto saranno operativamente coinvolte circa 40mila persone, di cui 25mila delegati ufficiali (non solo rappresentanti governativi, ma anche ONG, agenzie delle Nazioni Unite, organizzazioni intergovernative e società civile) e più di 3.000 giornalisti accreditati. Per l’apertura ufficiale del 30 novembre sono attesi 147 capi di Stato, tra cui lo “scettico climatico” Vladimir Putin, il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, il Primo Ministro indiano Narendra Modi e il Presidente cinese Xi Jinping.


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Emirates migliore linea aerea del mondo. L'annuncio da Skytrax World Airline Awards 2016. Questa è la quarta volta che Emirates vince il miglior riconoscimento da quando i premi sono stati introdotti 15 anni fa; la compagnia ha vinto il primo riconoscimento Skytrax come Migliore compagnia al mondo nel 2001, ancora nel 2002 e nel 2013. In totale, Emirates ha vinto un totale di 20 premi Skytrax World Airline dal 2001. (Continua...)