www.italianews.org - Comunicazione e giornalismo

Pensioni anticipate, il piano del Governo: il mutuo bancario (Ape) solo per i nati dal 1951 al 1953
Ecco cosa e a chi spetta l'anticipo pensionistico secondo i calcoli degli esperti

ROMA (Italy) - Ma quanto costerà lasciare prima il proprio lavoro? I due estremi tra cui si muoverà questo 'costo' sono compresi tra zero fino a un taglio della pensione del 15-20%. In un'elaborazione fatta dal 'Messaggero', sono analizzati gli anticipi pensionistici per alcune categorie di lavoratori (ipotizzando un interesse al 2% e un costo della polizza - in caso di morte del pensionato prima dei 20 anni del piano di ammortamento - pari al 20% del capitale, assieme a una pensione pari al 70% di quella a cui avrebbe diritto il lavoratore con in contributi versati al momento di lasciare).


"L'anticipo pensionistico è per tutti, indipendentemente dalla gestione previdenziale. Quindi vale per gli autonomi, per le partite Iva della gestione separata e vale per artigiani e commercianti". E' quanto afferma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, in un'intervista a 'Presadiretta' in onda stasera su Rai3, a proposito delle modifiche al sistema previdenziale per lasciare il lavoro prima dei termini fissati dalla legge attraverso il cosiddetto 'Ape', ovvero l'anticipo di pensione attraverso prestito.

L'OPERAIO. Nato nell'aprile del 1952, ha perso il lavoro perché la sua azienda ha chiuso i battenti. Il traguardo della pensione sarebbe arrivato nel 2019 ma, non avendo impiego, ha tutto l'interesse ad accedere all'Ape: con 22 mesi di anticipo otterrebbe un taglio del 9,5% (che si ridurrebbe però a meno dell'1% grazie a una detrazione fiscale del 90% riconosciuta dallo Stato).

L'IMPIEGATO. Un nato a giugno 1952 che lavora per un'azienda privata potrebbe decidere di richiedere il prestito pensionistico con un anticipo di 2 anni e 4 mesi e una penalizzazione di circa il 12%.

L'ARTIGIANO. Per una persona nata a novembre del 1953, la pensione arriverebbe nell'ottobre 2020 (con 66 anni e 11 mesi) ma attraverso l'Ape potrebbe andare via già da marzo 2017; sulla sua ipotetica pensione da 1.500 euro peserebbe una rata da 284 euro (pari ad un taglio di circa il 19%).

LO STATALE. Un funzionario pubblico nato a dicembre 1951 maturerebbe la pensione a luglio 2018, dopo 66 anni e 7 mesi. Attraverso l'anticipo pensionistico, da gennaio 2017 avrebbe un trattamento di 2.100 euro - rispetto a quello ipotetico pari a 3.000 - con una rata di 233 euro al mese, che ridurrebbe la sua pensione di circa l'8%.

L'INSEGNANTE. Una docente nata a giugno del 1951, con le attuali regole lascerebbe il lavoro a settembre 2018, dopo i 67 anni. Se l'anticipo pensionistico dovesse allinearsi ai canali di uscita previsti dal sistema scolastico, potrebbe accedere al prestito con un anno di anticipo (2017, dunque) e un 5% della pensione in rata da restituire.

IL MANAGER. Nato a febbraio 1953, il suo traguardo pensionistico arriverebbe a inizio 2020. Ma con un eventuale anticipo di circa 3 anni, su una pensione ipotetica di 4.000 euro, potrebbe lasciare già nel 2017 con una rata di 630 euro (taglio pari a circa il 15%).


Riproduzione non consentita ©
 




www.italianews.org - Comunicazione e giornalismo

Vuoi andare in pensione dopo 63 anni e "solo" 41 anni di onesto lavoro? Fatti un bel mutuo ventennale!
La incredibile proposta del Governo Renzi che introduce la "Ape" il prestito bancario per gli ... anticipatari

ROMA (Italy) - "Prosegue l’iter della riforma pensionistica e, insieme all’Ape, ossia l’anticipo pensionistico per gli over 63 che sarà la prossima via d’uscita per la pensione anticipata", riporta 'La Legge per Tutti' il governo sta studiando ulteriori novità. Tra queste la cosiddetta 'uscita precoce' con 41 anni di contributi. Ecco le misure allo studio dell'esecutivo per chi "vuole andare in pensione, già dal prossimo anno". Misure che fanno ben comprendere la molto seria situazione negativa delle casse dello Stato che "sarebbero vuote solamente per le meritate pensioni" dopo le purghe della "Fornero".


La colonna portante della riforma, scrive 'La Legge per Tutti', è l’Ape, l’anticipo pensionistico per gli 'over 63' finanziato con un prestito bancario, assicurato ed erogato con la preventiva certificazione dell’Inps. "L'Ape permetterà l’uscita anticipata al lavoro a chi ha superato 63 anni grazie a un prestito garantito dagli istituti di credito - riporta 'La Legge per Tutti' - . Questo prestito dovrà essere rimborsato a rate in 20 anni. Il prepensionamento avrà, dall’altro lato della bilancia, delle penalizzazioni che andranno a decurtare l’assegno pensionistico rispetto a quello 'pieno' (che altrimenti si avrebbe ricevuto alla normale età pensionabile). Tuttavia tali penalizzazioni saranno in parte compensate per alcune fasce di lavoratori da un meccanismo di detrazioni fiscali".

Il secondo punto della riforma, aggiunge 'La Legge per Tutti', dovrebbe "riguardare i cosiddetti 'precoci' ossia coloro che hanno iniziato a lavorare, e dunque hanno versamenti contributivi, già tra i 14 e i 18 anni di età. Si pensa di riconoscere a tale fetta di lavoratori – che, avendo iniziato prima degli altri, è anche sottoposta a maggiore 'usura' – un riconoscimento di un bonus contributivo di 4 o 6 mesi l’anno; ciò consentirà loro di pensionarsi anche con 41 anni di contributi complessivi".

Come funziona - Il meccanismo è il seguente: possono scegliere la pensione anticipata APE (anticipo pensionistico) i nati fra il ’51 e il ’55, quindi coloro a cui mancano al massimo tre anni al raggiungimento della pensione di vecchiaia. In pratica, l’opzione per la flessibilità in uscita sarà esercitabile da lavoratori con almeno 63 anni e 7 mesi (62 anni e 7 mesi per le donne del settore privato) a partire dal 1° gennaio 2017.

Riceveranno un trattamento fino al raggiungimento della pensione vera e propria, che poi restituiranno con ammortamento ventennale tramite decurtazione dell’assegno previdenziale. Gli interessi del prestito dovrebbero essere a carico dello Stato, almeno per le fasce più svantaggiate (es.: esodati…). E se il lavoratore muore prima di aver restituito il prestito pensionistico? In caso di decesso prima dei 20 anni di ammortamento agli eredi probabilmente non sarà richiesto nulla.

Il taglio massimo, nel caso di ritiro anticipato di tre anni, è quantificato tra il 2% e il 15% della pensione piena. Le variabili in gioco sono; periodo di anticipo, reddito e situazione lavorativa. E’ poi previsto un sistema di detrazioni fiscali che ammorbidisce o azzera (ad esempio per i disoccupati) la decurtazione dell’assegno. Ricordiamo che per categorie di lavoratori particolarmente disagiate, come i disoccupati di lunga durata, la Riforma Pensioni prevede un prestito non finanziato dalle banche ma dallo Stato.

Il Governo intende lanciare l’APE per tre anni a carattere sperimentale dal 2017 al 2019. Coinvolgerebbe quindi i nati tra il 1951 e il 1953 nel 2017 (gli over 63), i nati del 1954 nel 2018, e i nati del 1955 nel 2019. Si calcola una platea di 30-40mila lavoratori annui, con un costo fra i 500 e i 600 milioni di euro.


Riproduzione non consentita ©
 




www.italianews.org - Comunicazione e giornalismo

Pensioni, le ultime novità. News anche su prepensionamenti. In arrivo le buste arancione dell'Inps
Cambiare la legge Fornero! Questa la richiesta perentoria senza se e senza ma del popolo lavoratore italiano


ROMA (Italy) - Sono due le richieste che possono essere attuate senza particolari difficoltà: la pensione anticipata con quota 41 e la proroga dell'Opzione Donna. La pensione anticipata, che ha sostituito quella di anzianità, prevede il collocamento a riposo per chi possiede 41 anni e 10 mesi di contributi, se donna e 42 anni e 10 mesi di contributi se uomo, a prescindere dall'età. Requisiti che saranno periodicamente incrementati: di 4 mesi nel 2019 e poi di 3 mesi dal 2021, ogni biennio. Bisogna ripristinare la flessibilità in uscita per lasciare i posti di lavoro ai giovani, non si può stare fino a 67 anni su una gru, o su una impalcatura o magari tenere una classe materna di 30 bambini"


Nel 2018 sarà poi reintrodotta la penalizzazione percentuale per chi va in pensione prima dei 62 anni. Con la proposta della quota 41 si prevede l'accesso alla pensione per tutti con 41 anni di contributi, e l'assenza di incrementi del requisito nel tempo. La proposta non dovrebbe causare difficoltà ma pare di difficile realizzazione poiché i contributi pagati dai lavoratori servono a foraggiare pensionati d'oro e pensionati che percepiscono trattamenti quasi uguali all'ultimo stipendio, nonostante i pochissimi versamenti.

Per uscire dal lavoro in modo anticipato e senza pesare sulle casse dello Stato c'è la proroga dell'Opzione donna, un regime sperimentale della legge Maroni che permette alle donne di andare in pensione con 35 anni di contributi, 57 anni e 3 mesi di età, se lavoratrici dipendenti, 58 anni e 3 mesi di età se lavoratrici autonome, con l'attesa di una finestra di 12 mesi per le dipendenti e di 18 mesi per le autonome. In cambio dell'anticipo, l'assegno di pensione deve essere calcolato col sistema contributivo, un metodo che, basandosi sui soli contributi versati appare penalizzante. Al momento, con l'Opzione possono andare in pensione solo le lavoratrici che hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2015. Il Comitato Opzione Donna propone invece una proroga del regime sperimentale sino al 31 dicembre 2018. Sebbene questa proposta comporti una maggiore spesa nel breve periodo per via dell'aumento del numero dei pensionamenti, nel lungo periodo garantirebbe risparmio, per via della penalizzazione nel calcolo del trattamento.

L'ammontare dell'assegno che prenderemo quando andremo in pensione non sarà più un'incognita. L'Inps sta per inviare ai cittadini italiani le buste arancioni che conterranno i prospetti con le proiezioni della futura pensione. Il calcolo sarà basato ovviamente sul presupposto che lo stipendio resti invariato nel corso degli anni.

"Finalmente riusciamo a mandare la busta arancione a casa di 7 milioni di italiani, lavoratori del settore privato. Raggiungiamo chi non è digitalizzato e lo facciamo in collaborazione con Agid", ha annunciato il presidente del l'Inps Tito Boeri nel corso di un convegno realizzato con l'Agid. "Le buste dovrebbero cominciare ad arrivare dalla seconda settimana di aprile - ha detto Boeri - speriamo anche prima. La comunicazione conterrà un prospetto dell'estratto conto contributivo e la simulazione di base e inviterà appunto i destinatari a digitalizzarsi, richiedendo 'spid' (il pin unico per accedere ai servizi on line, ndr) per accedere a tutte le funzionalità aggiuntive offerte dal servizio on line di simulazione della pensione". E Boeri ha concluso sottolineando che per quanto riguarda i dipendenti pubblici "stiamo stringendo accordi per inviare la busta arancione insieme al cedolino".


Riproduzione non consentita ©

Emirates si espande e con Panama City offrirà il volo no-stop più lungo della storia aerea: 17 ore e mezza. Il colosso aereo medio orientale aggiunge nuove destinazioni al suo già ricchissimo "global router". (Continua...)