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Eurovision 2016, vince l'Ucraina con una canzone anti-Russia
Il caso politico internazionale ha preso il sopravvento sulle canorità della manifestazione

ROMA (Italy) - Jamala, cantante 32enne ucraina, ha vinto la competizione musicale Eurovision 2016 con una canzone sulle deportazioni di massa della minoranza dei tatari di Crimea, ordinate da Stalin durante la Seconda guerra mondiale. Il testo rappresenta anche un’implicita condanna a Mosca per la sua annessione della penisola nel 2014. Jamala ha conquistato la finale a Stoccolma con 534 punti, seguita dalla concorrente australiana Dami Im con 511 punti e da Lazarev con 491. L'Eurovision Song Contest 2016, andato in scena alla Globe Arena di Stoccolma, è stato trasmesso in 50 paesi nel mondo, compresi Stati Uniti e Cina.


E' l'Ucraina ad aggiudicarsi la 61ma edizione dell'Eurovision song contest con il brano '1944', dedicato alla deportazione dei tartari di Crimea sotto Stalin, interpretato dalla cantante 33enne Jamala. Al secondo posto si è classificata l'Australia seguita dalla Russia, tra le favorite della vigilia. Jamala ha vinto con 534 punti, seguita dalla concorrente australiana Dami Im con 511 punti e dal russo Lazarev con 491. Il dettaglio del voto rivela alcune curiosità, tenendo conto che non si può votare per il proprio Paese. La giuria nazionale russa non ha dato nessun punto alla cantante ucraina, così come la giuria di Kiev ha ignorato completamente Lazarev. Ma il voto popolare è stato ben diverso: in Russia l'Ucraina ha ottenuto 10 punti, arrivando seconda dopo l'Armenia, e in Ucraina la Russia è stata prima con 12. Difficile dire se sono piaciute le canzoni o se anche nel voto popolare siano prevalse scelte di sapore politico. L'Eurovision Song Contest 2016, andato in scena alla Globe Arena di Stoccolma, è stato trasmesso in 50 paesi nel mondo, compresi Stati Uniti e Cina.

La cantane ucraina Jamala conquista il festival canoro raccontando in musica le deportazioni di massa volute da Stalin, con implicita condanna all’annessione della penisola da parte di Mosca e alle pressione che i tatari vivono in questo momento. Il concorrente russo, grande favorito, arriva solo terzo. Per Mosca si tratta di una “vittoria politica”. Jamala, il cui vero nome è Susana Jamaladinova, è nata in Kirghizistan, Paese dove la sua famiglia è stata esiliata durante la II Guerra mondiale. L’artista non è più tornata nella ex penisola ucraina - dove vivono ancora genitori e parenti - dopo la sua annessione a Mosca. Dal palco, durante la premiazione, ha gridato: “Pace e amore a tutti. Gloria all’Ucraina!”.

Ma di cosa parla 1944 di Jamala, per l’esattezza? Contrariamente ad altre canzoni presentate all’Eurovision, generalmente improntate sull’amore o l’autocelebrazione, il pezzo è dedicato proprio all’anno in cui Stalin decise di deportare la popolazione tatara dalla Crimea, dopo le accuse da parte del regime di collaborazionismo con i nazisti. L’artista ha in effetti origini tatare e ha deciso di dedicare questa canzone alla nonna, anch’ella vittima della deportazione. Il testo della canzone parla proprio di un popolo costretto ad abbandonare le proprie radici e le proprie case a causa della follia di uomini che si sentono dei in grado di dominare il mondo.


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Sconfitte le mire dello zar Putin: l'Unione Europea firma accordi con Ucraina, Moldova e Georgia
Le tre nazioni si liberano dal giogo sovietico e scelgono la democrazia. Minacce da Mosca


ROMA (Italy) - L'Unione Europea ha firmato, a margine del vertice dei 28, gli accordi di associazione con Georgia, Moldova e Ucraina. Con Kiev, alla presenza del nuovo presidente Petro Poroshenko, è stata siglata la parte economica del Trattato, dopo che già a marzo era stata firmata quella politica.

In conferenza stampa a Bruxelles, Poroschenko rispondendo a chi gli chiedeva un commento sul consigliere di Putin che lo ha definito un 'nazista', ha risposto: "Chi ha parlato non è nessuno. Non mi interessa la sua opinione". Mentre in un'intervista a 'Le Figaro', il presidente ucraino si è detto "deluso" dall'atteggiamento da Putin nella gestione del dossier ucraino: nulla è stato fatto da parte russa per avviare la de-escalation promessa dal leader del Cremlino. Ue: ultimatum a Mosca - Sull'Ucraina, l'Unione europea ha lanciato un ultimatum a Mosca.


Ma Mosca avverte che ci saranno ripercussioni. La firma di un accordo di associazione con l'Ue è un diritto sovrano dell'Ucraina, ma comporterà "serie conseguenze" ha dichiarato il vice ministro degli Esteri russo Grigory Karasin, citato dall'agenzia stampa Interfax. "Le conseguenze della firma dell'Ucraina e la Moldova saranno indubbiamente serie e dovremo tenere conto delle ricadute per evitare incomprensioni e sospetti", ha affermato Karasin.

Ue: ultimatum a Mosca - Sull'Ucraina, l'Unione europea ha lanciato un ultimatum a Mosca. I leader dei 28 riuniti a Bruxelles hanno chiesto alla Russia di rispettare quattro condizioni o ci saranno nuove sanzioni: negoziati su un piano di pace, rilascio degli ostaggi in mano ai separatisti filorussi, accordo su un meccanismo di verifica del cessate il fuoco e restituzione alle autorità ucraine del controllo di tre checkpoint al confine. Il Consiglio si aspetta che entro il 30 giugno ci sia un accordo su un ''meccanismo di verifica sul cessate il fuoco e sul controllo effettivo delle frontiere''.

Rilasciati quattro osservatori Osce - Sul terreno, da parte ucraina è stata data la notizia dell'uccisione di cinque soldati da parte dei separatisti durante attacchi contro posti di blocco del governo nella zona orientale del Paese. Intanto, la notte scorsa, i separatisti filorussi dell'Ucraina orientale hanno liberato un team di osservatori dell'Osce, Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, tenuti in ostaggio da settimane. "Il nostro team con base a Donetsk composto da quattro osservatori è stato liberato dopo 32 giorni", ha annunciato l'ufficio dell'organizzazione a Kiev. E, come riporta la Ria-Novosti, Alexander Borodai, leader separatista, ha sottolineato come si sia trattato di un gesto di distensione. Gesto compiuto a poche ore dalla conclusione del periodo di tregua proclamato nella regione.

Unhcr: 164mila sfollati per la crisi - Secondo quanto ha reso noto a Ginevra l'agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr), sono almeno 164mila gli sfollati in seguito alla crisi in Ucraina orientale. Di questi, circa 110mila si sono rifugiati in Russia, ma solo una piccola parte ha presentato richiesta di asilo, ha riferito Melissa Fleming, portavoce dell'Unhcr. La maggior preoccupazione, ha aggiunto, è per il crescente numero di sfollati interni. La settimana scorsa sono arrivati a quota 54mila, con una crescita di 16.400 persone. Gli sfollati denunciano "il peggioramento della situazione dell'ordine pubblico, la paura di rapimenti, violazioni dei diritti umani e la mancanza di servizi dello stato". (Redazione)


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Putin in Ucraina si gioca la carta della terza guerra mondiale. Nuove sanzioni contro la Russia
I filorussi sequestrano otto osservatori dell'Osce accusandoli di essere spie della Nato

ROMA (Italy) - Gli osservatori Osce presi in ostaggio dai secessionisti filorussi vicino a Sloviansk, secondo un tweet dell'Osce, sono 8: quattro tedeschi, un ceco, un danese, un polacco e uno svedese. Secondo il ministero degli interni ucraino, invece, sono 7, mentre altre 5 persone sono membri delle forze armate ucraine. Il ministro della Difesa tedesco ha parlato invece di 13 osservatori sequestrati.

I separatisti filorussi accusano gli osservatori Osce di essere spie della Nato e chiedono il rilascio dei loro compagni prigionieri. Nuove sanzioni alla Russia previste dal G7 a partire da lunedì prossimo. Il premier ucraino Yatseniuk incontra a Roma Renzi e Papa Francesco. Ma interrompe il suo viaggio nella capitale a causa della situazione in Ucraina e non parteciperà alla cerimonia di canonizzazione dei due Papi.


Il premier ucraino ha incontrato a Roma Renzi e Papa Francesco, ma interrompe il viaggio nella capitale a causa della situazione in Ucraina. Incontro a Palazzo Chigi tra Matteo Renzi e il premier ucraino Arseny Yatseniuk. Renzi ha espresso "forte sostegno da parte dell'Italia al processo di riforme politiche ed economiche portate avanti dal governo di Kiev". I due hanno convenuto sugli impegni a rispettare gli accordi di Ginevra. Yatseniuk è stato poi ricevuto in Vaticano da Papa Francesco che gli ha donato una penna. "Spero che con questa penna lei scriva la pace", l'auspicio del Pontefice. "Lo spero anche io" ha risposto il premier. Yatseniuk interrompe oggi la sua visita nella capitale a causa della situazione in Ucraina e non parteciperà alla cerimonia di canonizzazione di Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII.

E' di uno studente universitario di 19 anni, sostenitore della rivolta del Maidan, il secondo corpo con segni di torture ritrovato il 19 aprile insieme a quello del consigliere comunale locale Volodimir Ribak (del partito di Timoshenko), in un fiume vicino a Sloviansk. Lo ha reso noto sul social network Vkontakte Mikhailo Zhurovski, presidente dell'istituto Politecnico di Kiev. La Russia, intanto, chiede a Kiev di "fermare immediatamente ogni operazione militare in Ucraina, di ritirare le proprie truppe" e "implementare gli accordi di Ginevra": lo afferma il ministero degli Esteri citato da Itar-Tass. Solo così, continua la nota, "sarà possibile iniziare una de-escalation" nel Paese. Aerei da guerra russi, intanto, hanno violato in diverse occasioni lo spazio aereo ucraino nelle ultime 24 ore. Lo riferisce il Pentagono. E Kiev accusa il Cremlino: vuole "una terza guerra mondiale".

I Paesi che compongono il G7 si sono accordati per imporre "urgentemente" nuove sanzioni alla Russia per la crisi in Ucraina. In una dichiarazione congiunta, le 7 nazioni più industrializzate del mondo hanno annunciato l'impegno ad "agire urgentemente per imporre ulteriori sanzioni" a Mosca. Anche se i sette membri del gruppo agiranno in modo coordinato, ogni Paese deciderà quali misure adottare senza che necessariamente siano identiche, ha spiegato un alto funzionario del governo Usa. Le nuove sanzioni colpiranno "individui o entità" russe e Washington annuncerà la sua lista già lunedì. Lista che dovrebbe puntare a uomini molto vicini al presidente russo Vladimir Putin. Le sanzioni mirano a punire la Russia per non aver rispettato l'accordo internazionale che mirava a disinnescare la crisi in Ucraina. (Redazione - 26 aprile 2014 ore 14.00)


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Dopo l'invasione in Ucraina, i sovietici fuori dal G8. La Russia un pericolo per l'intera umanità!
Il presidente Obama avverte Putin di frenare le sue mire espansionistiche
Lo zar Vladimir difeso in occidente solo dal suo amico Berlusconi

ROMA (Italy) - Barack Obama ha avvertito Vladimir Putin: si fermi dopo l’annessione della Crimea o ci saranno nuove misure contro Mosca, con sanzioni settoriali che potrebbero colpire l’energia, la finanza e il commercio. In una conferenza stampa all’Aja al termine del vertice sulla sicurezza nucleare, il presidente Usa ha usato toni duri verso la Russia, definita "una potenza regionale che minaccia i suoi vicini in quello che non è un segno di forza ma di debolezza".

A pochi giorni dalla sua scarcerazione, la pasionaria Iulia Timoshenko torna a dare battaglia per allontanare l'Ucraina dall'orbita russa e proiettarla nell'Unione Europea e attacca la Russia: "Mosca è un pericolo per tutti, il nostro futuro è nella Nato. E Kiev deve anche entrare nella Nato, così 'la Russia non oserebbe essere tanto aggressiva''.


Il presidente ha anche assicurato che la Nato è pronta a proteggere i Paesi alleati come previsto dall’articolo 5 sulla difesa reciproca in caso di attacco esterno: "Questo è il ruolo dell’Alleanza atlantica e lo difenderemo". Dall’Aja, il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, ha avvertito che dopo l’annessione della Crimea, che peraltrio per Obama non è ancora un dato acquisito, esiste il rischio di un effetto domino di cui non riusciamo a governare gli esiti. La ridefinizione dei confini nazionali sulla base etnico-linguistica crea un precedente estremamente pericoloso non soltanto in ambito europeo ma anche in altri continenti

Nella giornata di oggi la Russia aveva minimizzato l’estromissione dal G8, decisa dai leader occidentali in un vertice straordinario all’Aja. Un brutto colpo per Vladimir Putin, un leader che nei suoi 14 anni al Cremlino ha cercato soprattutto di “restaurare” l’orgoglio nazionale post-sovietico, ma il Cremlino ha voluto minimizzare quella che ha definito come una scelta sostanzialmente innocua, se non controproducente. "La Russia continua ad essere pronta ad avere contatti a tutti i livelli, compreso il più alto: siamo interessati a questi contatti - ha sottolineato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov - ma la mancanza di volontà da parte di altri Paesi a continuare il dialogo riteniamo sia controproducente, sia per noi che per i nostri partner".

A pochi giorni dalla sua scarcerazione, Iulia Timoshenko torna a dare battaglia per allontanare l'Ucraina dall'orbita russa e proiettarla nell'Unione Europea. E invoca sanzioni economiche contro Mosca, accusata di voler smembrare il suo paese annettendosi la Crimea. ''Le Nazioni Unite e i leader mondiali possono mediare e trattare con il Cremlino ma la diplomazia non basta e occorre imporre sanzioni economiche'', perché la Russia ha compiuto una ''aggressione militare'', dice alla stampa italiana e tedesca l'ex premier ucraina ed eroina della Rivoluzione arancione che, nel 2004, tentò di democratizzare il paese guidato da un regime filorusso con riforme di stampo europeo.

E Kiev deve anche entrare nella Nato, così ''la Russia non oserebbe essere tanto aggressiva''. La Timoshenko, uscita dal carcere dieci giorni fa dopo aver scontato una condanna di quasi tre anni per malversazione di fondi pubblici, racconta che la prigione è stata una "esperienza traumatica e violenta" ed accusa la "dittatura di Yanukovich" di aver "fatto di tutto per fermarmi". Sotto l'ex presidente, fuggito in Russia nei giorni scorsi al culmine di una violenta rivolta popolare filo-europeista, "tutti gli ucraini erano umiliati e senza libertà", aggiunge l'ex premier, di nuovo libera proprio in seguito alle proteste di piazza Maidan. Adesso, per ritornare protagonista della scena politica ucraina, si è candidata alle presidenziali del 25 maggio. (Redazione - 25 marzo 2014 ore 20.00)


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L'Ucraina alla resa dei conti. I programmai europei e le subdole mosse dello zar Putin
Russia, dopo l’approvazione della camera alta, l’annessione della Crimea, e’ ormai un dato di fatto
Allarme della Nato per lo schieramento russo ai confini con la Moldavia

ROMA (Italy) - Con l’assedio alla marina ucraina a Sebastopoli, Vladimir Putin, vede realizzato il suo vero obiettivo, stabilendo un protettorato attraverso la minaccia di un intervento militare. Continuano intanto le sanzioni occidentali contro la Russia: “Congelati beni di altri 12 russi”.

Nel porto di Sebastopoli, forte tensione alimentata dal rischio di un conflitto non ancora scongiurato. Il 19 marzo, la base dei guardia coste ucraini è passata sotto il controllo di truppe non identificate. I soldati indossano uniformi senza simboli di riconoscimento, ma è ineludibile che si tratti di russi. Attaccata e invasa anche un’altra base navale ucraina a Novoozerne, più a nord, dove si è rischiato un vero e proprio confronto armato mentre il giorno prima un soldato ucraino era morto durante un attacco al quartier generale dell’Esercito ucraino nella capitale Sinferopoli.


Inoltre i militari di Mosca, hanno preso il controllo degli edifici amministrativi e infrastrutture bloccando i movimenti delle forze armate ucraine. Tutto ciò, avviene per perseguire l’obiettivo strategico del presidente russo: “Lo svolgimento del referendum sul cambiamento della status della Crimea”. Se la Crimea rimarrà parte autonoma dell’Ucraina, o se si proclamerà indipendente, probabilmente senza ottenere il riconoscimento di altri Stati, dipenderà dalle trattative non con Kiev ma con l’occidente. Per dare concretezza a questo protettorato, Mosca sostiene l’indipendenza infrastrutturale della regione, ad esempio avviando la costruzione di una ferrovia e di un ponte tra la Crimea e il sud della Russia, sullo stretto di Kerc, per spostarsi evitando di passare per l’Ucraina collegando direttamente la penisola e rilasciando passaporti russi. Ma la Russia non ha ancora un piano preciso, premettendo che sarà difficile portare le regioni orientali dell’Ucraina sotto la sua sfera d’influenza, ma se Mosca riuscirà a conseguire i suoi obiettivi la guerra non ci sarà.

L’obiettivo di Putin. Questa situazione è già stata vissuta nel 2008, durante la guerra contro la Georgia e il riconoscimento dell’indipendenza dell’Ossezia del Sud e dell’Abkhazia. Ma con la Crimea non sarà così facile. La crisi ucraina fa piombare i rapporti tra Washington e Mosca in un clima di guerra fredda. Barack Obama condanna l’intervento armato in Crimea parlando di violazione del Diritto Internazionale, mentre Vladimir Putin sottolinea di avere il diritto di proteggere i propri interessi in Ucraina. Mosca non ha intenzione di inasprire la tensione con l’Europa e gli Stati Uniti. Le minacce di abbandonare il dollaro come valuta di riserva e di non pagare i debiti alle banche statunitensi hanno solo l’obiettivo di scoraggiare Washington e Bruxelles dal mettere le mani sulla Crimea, non quello di lanciare una nuova guerra fredda. Altrettanto dicasi per la minaccia delle armi, senza della quale sarebbe stata messa di fronte al fatto compiuto della perdita dell’Ucraina. Ma l’obiettivo di Putin non è muovere guerra all’Ucraina, ma solo spaventarla prospettando il rischio di un’invasione. Questa sua strategia è finalizzata a far divenire il protettorato sulla Crimea un dettaglio su cui non vale la pena sprecare energie. E nel caso il piano russo fallisse, la minaccia di una guerra fredda sarebbe di nuovo concreta. Mosca ha scelto di mettere a repentaglio i suoi scambi commerciali con l’occidente perché le sue risorse sono al sicuro nelle banche austriache o nei paradisi fiscali britannici. Mosca, insomma, non ha paura dell’occidente, e ciò permette a Putin di concentrarsi su ciò che conta davvero: il potere. L’Ucraina ha un forte significato emotivo per la Russia, in quanto ne rappresenta le origini, rappresenta il territorio sul quale quest’ultima nacque. Quindi Putin sa bene che milioni di russi lo acclameranno come un eroe se riconquisterà la Crimea, riuscendo così a conquistare la popolazione e dunque il potere.

La camera alta russa ha approvato all’unanimità l’annessione della Crimea. Il trattato per unire l’ex repubblica autonoma alla Russia è stato approvato il 20 marzo dalla Duma (la camera bassa) e infine oggi dal Senato russo. Il primo stato a riconoscere la legittimità dell’annessione è stata l’Armenia, per questo Kiev ha richiamato il proprio ambasciatore, Ivan Kukhta, per consultazioni dopo la decisione di Erevan. La decisione segue il referendum del 16 marzo, che ha visto la vittoria del sì all’annessione con il 96.6 per cento. La repubblica autonoma di Crimea faceva parte dell’Ucraina dal 1954, quando è stata ceduta per volontà del leader sovietico Nikita Chruscev. Il 19 marzo è stata notificata l’approvazione della Corte costituzionale russa. Il testo firmato il 21 marzo, è solo una parte del documento rifiutato da Janukovic per l’associazione con l’Ue che suscitò forti malumori tra l’opinione pubblica, fiduciosa nell’idea di integrazione all’Europa. In questi giorni, Putin pare stia avendo un piccolo assaggio di quella che si prospetta come una futura vittoria. L’accordo di associazione vero e proprio non sarà siglato prima delle elezioni presidenziali del 25 maggio, che annetterà altre due repubbliche sovietiche: la Georgia e la Moldavia.

Scontri e sanzioni. L’Ue inoltre ha annunciato nuove sanzioni contro dodici funzionari russi e ha dichiarato che ogni altra azione di Mosca contro l’Ucraina avrà “conseguenze di vasta portata”. “Sulle 12 persone che entreranno nella lista delle sanzioni – ha spiegato il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, al termine della prima giornata del vertice europeo – dobbiamo seguire le procedure giuridiche, ma vi assicuro che si tratta di 12 nomi di altissimo livello”. Il numero degli individui colpiti dalle restrizioni sui visti e dal congelamento degli asset finanziari sale così a 33. Inoltre la Ue ha deciso di cancellare il summit con la Russia previsto per il 3 giugno prossimo a Sochi. Inoltre il premier britannico David Cameron ha annunciato le prime sanzioni economiche intraprese contro la penisola: “Abbiamo deciso che i prodotti della Crimea potranno essere venduti liberamente in Ue solo se arrivano attraverso l’Ucraina, altrimenti saranno sottoposti a forti penalità”, così il premier britannico David Cameron al briefing di fine vertice europeo”. Il governo ucraino ha annunciato che si sta preparando a evacuare i militari e le loro famiglie dalle basi in Crimea, circondate dalle forze filorusse dalla fine di febbraio.
(Angela Leone - 23 marzo 2014 ore 14.00)


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Referendum in Crimea: l'occidente contro la Russia che si prepara ad invadere l'Ucraina
Per Kiev il referendum, che condanna il paese a tornare nell'orbita sovietica, è illegale

ROMA (Italy) - "Tregua" in Crimea tra Mosca e Kiev fino al 21 marzo. I due Paesi hanno siglato l'accordo per una tregua che mettera' al riparo le infrastrutture militari di Kiev da eventuali attacchi russi. "Un accordo e' stato raggiunto conm la Flotta russa nel Mar nero (che ha base a Sebastopoli, in Crimea, ndr) e con il ministero della Difesa russo", ha detto il ministro. "Nessuna misura sara' presa fino al 21 marzo", ha continuato conversando con i giornalisti, "contro le installazioni militari in questo periodo. In ogni caso stiamo inviando nuove unita' nei nostri siti militari".

Alta affluenza alle urne per decidere l'annessione a Mosca: alle 17 aveva votato il 76%. Barroso e Van Rompuy: "Non riconosceremo esito della consultazione". Putin: "Voto è legale". Tensione alle stelle, esito scontato. Ministro ucraino: "Questo è il nostro paese e non lo lasceremo".I


L'Unione Europea però ha già avvertito che non riconoscerà l'esito del referendum. A ribadirlo sono stati il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy e quello della Commissione Jose Manuel Barroso. "L'Unione Europea ha una particolare responsabilità nei confronti della pace, della stabilità e della prosperità sul continente europeo e continuerà a perseguire questi obiettivi ricorrendo a tutti i canali disponibili". Nel quadro delle azioni messe in atto per portare la Russia a ritirare le proprie forze dalla Crimea, i ministri degli Esteri domani "valuteranno la situazione...e decideranno di misure aggiuntive". "La soluzione alla crisi in Ucraina dovrà basarsi sull'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina", hanno aggiunto. "Solo lavorando assieme attraverso processi diplomatici - hanno quindi aggiunto - tra cui discussioni dirette tra governi di Ucraina e Russia, potremo trovare una soluzione alla crisi".

In Crimea sono aperti i seggi per il voto referendario sull'ipotesi di secessione dall'Ucraina. "Mosca rispettera' la scelta degli abitanti della Crimea. Il referendum sulla secessione della Crimea dall'Ucraina e' "legale", lo ha ribadito il presidente russo Vladimir Putin in una conversazione telefonica con il Cancelliere tedesco Angela Merkel. Nel corso del colloquio, il capo del Cremlino ha espresso "preoccupazione per le tensioni create nelle regioni meridionali e sud-orientali ucraine da gruppi radicali, con il consenso delle autorita' di Kiev".

Il dato, relativo alla prima meta' della giornata, e' stato riferito da Mikhail Malyshev, capo della Commissione del Consiglio supremo, che sovrintende l'organizzazione e lo svolgimento del voto. Il 43% ha votato nella citta' di Armyansk, il 45% a Dzhankoi, e il 64.35% a Kerch, la terza citta' piu' grande della penisola. La meta' dei residenti ha votato a Feodosia mentre ha Yalta si e' recato alle urne il 40% della popolazione

Intanto il ministro della Difesa ucraino, Ihor Tenyukh ha denunciato che i soldati russi presenti in crimea sono ormai a 22.000. Tenyukh ha spiegato che e' stato in questo modo violato il limite di 12.500 soldati previsto dall'accordo che consente a Mosca di avere una base per la propria flotta a Sebastopoli, su Mar Nero. Si tratta, ha sottolineato il ministro, di "una brutale violazione degli accordi e della prova che la Russia ha illegalmente fatto entrare truppe nel territorio della Crimea. Siamo di fronte a un aumento delle unita' russe e le forze armate ucraine stanno prendendo misure appropriate lungo i confini a sud". (Redazione - 17 marzo 2013 ore 16.00)


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Obama: “No al referendum in Crimea”. Usa, Gb e Francia boicottano Sochi
F16 americani schierati in Polonia e Lituania mentre Mosca dice si all'annessione della penisola ucraina

ROMA (Italy) - Washington ha inviato nei paesi baltici sei caccia F-15 e un Boeing KC-135 Stratotanker per il rifornimento, che si andranno ad aggiungere ai quattro aerei già impegnati nel pattugliamento della regione. La Nato garantisce la sicurezza di questa area da circa dieci anni, ma alla luce di quanto è accaduto in Ucraina ha deciso che era necessario rafforzare il contingente.

Nelle stesse ore, il Pentagono ha deciso di incrementare anche le operazioni di addestramento che conduce in Polonia, altra vittima storica di Mosca, che si trova proprio al confine dei Paesi coinvolti nella crisi. Nel territorio di Varsavia la Us Air Force addestrava uno squadrone di caccia F-16, più i Lockheed C-130 Hercules da trasporto. Secondo fonti della Difesa, la prossima settimana aggiungerà 12 F-16 e 300 militari, per condurre esercitazioni.


Ieri, poi, il Pentagono ha confermato l’invio nel Mar Nero della nave da guerra Truxtun, che fa parte del gruppo della portaerei George HW Bush, assegnata alla Sesta Flotta per garantire la sicurezza del Mediterraneo. La Truxtun ha lasciato il porto greco di Souda, per unirsi alle unità rumene e bulgare per una esercitazione congiunta. Anche qui si tratta di movimenti di routine, che però acquistano un significato particolare alla luce delle tensioni degli ultimi giorni.

La Nato con queste mosse non sta preparando la guerra, ma lancia segnali importanti tanto agli alleati, quanto agli avversari: "Se la decisione politica fosse quella di usare la forza - spiega l’analista militare Daniel Gouré - le opzioni non mancherebbero. Anche senza pensare a uno scontro aperto, si potrebbero prendere iniziative molto significative senza sparare un colpo. Per esempio la Nato, attraverso Paesi membri come la Turchia e la Norvegia, ci metterebbe un istante a bloccare l’accesso della Marina russa al Mar Mediterraneo e all’Atlantico. Chiudere i Dardanelli sarebbe un’operazione abbastanza facile e molto efficace. Non siamo a questo punto, però".

Presidiati da circa 300 cosacchi i punti nevralgici di Simferopoli, la capitale della Repubblica autonoma di Crimea. Degli uomini armati hanno occupato la stazione di trasmissione radio e tv della città e la frequenza della tv Chernomorskaya - seconda emittente del Paese - è stata oscurata, al suo posto vengono trasmesse le immagini della televisione All News Russia 24. I servizi segreti ucraini (Sbu) hanno arrestato Pavel Gubarev, l'autoproclamato governatore filorusso di Donetsk, nella parte russofona dell'Ucraina orientale. (Redazione - 7 marzo 2014 ore 12.00)


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Il parlamento della Crimea decide per la "secessione" scegliendo di far parte della casa Russia
Kiev disconosce la decisione e parla di atto incostituzionale. Le forze armate di Putin schierate ai confini

ROMA (Italy) - Il parlamento della Crimea ha deliberato “all’unanimità” oggi la sua secessione dall’Ucraina e la decisione di tornare ad essere parte della Russia. La decisione è riportata dal sito web dello stesso Parlamento.

Un referendum popolare per approvare la decisione parlamentare è stato fissato per il 16 marzo, due settimane prima rispetto alla data inizialmente fissata per il 30 marzo. Il presidente russo Vladimir Putin ha incontrato i suoi più fedeli collaboratori per una riunione d’emergenza del Concilio di Sicurezza per valutare la decisione di secessione del Parlamento di Crimea. Intanto, una fregata della marina militare battente bandiera ucraina, la Hetman Sahaidachny, ha deciso di passare sotto il controllo russo, dopo che il comandante e l’equipaggio hanno disconosciuto gli ordini dello Stato Maggiore.


Kiev ha subito avvertito che si tratta di un passo "incostituzionale", ma la nuova escalation ha subito prodotto una dura reazione americana, con l'annuncio di sanzioni contro esponenti russi e ucraini. Intanto, a Bruxelles, il premier ucraino Arseniy Yatseniuk ha comunicato ai leader Ue di essere "determinato a firmare al piu' presto l'accordo di associazione", dicendosi grato per gli aiuti europei. Il Parlamento della Repubblica autonoma ha approvato "all'unanimita'" la mozione con cui chiede l'incorporazione alla Federazione Russa della penisola e ha convocato un referendum per il 16 marzo. Il presidente russo, Vladimir Putin e' stato subito informato della richiesta e ne ha discusso in una riunione d'emergenza del Consiglio di sicurezza russo; ma e' improbabile che la mossa sia arrivata senza il suo 'placet'. La giustizia ucraina ha risposto con due mandati d'arresto per il premier e per il presidente del parlamentino della Crimea, i filo-russi Serghei Aksionov e Vladimir Kostantivov.

In precedenza era stato arrestato il filo-russo autoproclamatosi governatore di Donetsk. Gli Usa hanno bloccato le emissioni di visti di ingresso e il congelamento dei beni per una serie di personalita' russe e ucraine "piu' direttamente coinvolte nella destabilizzazione dell'Ucraina e della Crimea". Tra i destinatari del provvedimento non c'e' il presidente russo. Le sanzioni, ha commentato Mosca, "accrescono la pressione e non sono costruttive". Adesso si attende la reazione dal vertice Ue riunito a Bruxelles. Il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, ha avvertito che un'eventuale annessione della Criema minerebbe la certezza delle frontiere e la pace internazionale. Le autorita' della Crimea si dicono pronte a adottare il rublo e a nazionalizzare le proprieta' dello Stato ucraino, mentre 40 osservatori dell'Osce sono stati bloccati al loro ingresso in Crimea da un gruppo di uomini armati. Intanto un cacciatorpediniere Usa sabato sara' nel porto rumeno di Costanza, sul mare Nero, nell'ambito di un'esercitazione. A Roma infine continuano i tentativi della diplomazia per risolvere la crisi. A margine della Conferenza internazionale sulla Libia, il segretario di Stato Usa John Kerry ha incontrato nuovamente Serghei Lavov, ma lo stesso ministro degli Esteri russo, dopo il colloquio, ha detto che "non c'e' ancora un accordo". (Redazione - 6 marzo 2014 ore 18.00)


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Le forze in campo, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Canada si contrappongono
alla moderazione dettata da Germania e Italia. Putin: Le minacce sono controproducenti
I membri del G7 pronti ad espellere la Russia per gravi violazioni

ROMA (Italy) - Nel giorno in cui gli Usa hanno fatto sapere che avvieranno in settimana la procedura per imporre sanzioni a Mosca, Putin ha contrattaccato a tutto campo. Eventualmente, ha ammonito, non solo in Crimea, ma anche nelle altre regioni russofone dell’Ucraina orientale. Poi ha minimizzato le sanzioni ventilate dall’Occidente: "Tutte le minacce nei confronti della Russia sono nocive e controproducenti", ha avvertito Putin mentre due navi da guerra russe, Satarov e Yamal, hanno attraversato il Bosforo dirette verso le coste ucraine sul Mar Nero

Gli Stati Uniti intanto hanno deciso di congelare ogni forma di cooperazione militare con la Russia alla luce dei recenti eventi in Ucraina, lo ha annunciato il Pentagono, secondo cui la sospensione riguarda tra l’altro le esercitazioni e gli incontri bilaterali.


Nel frattempo a Kiev è arrivato il segretario di Stato americano, John Kerry, che ha incontrato il premier Arseniy Yatseniuk e il presidente Oleksandr Turchinov. Parlando alla folla riunita sulla piazza Maidan, il capo della diplomazia Usa ha promesso: "Vi aiuteremo, il presidente Obama sta pianificando una maggiore asistenza". In arrivo c’è un prestito garantito da un miliardo di dollari, pari a 730 milioni di euro mentre in settimana Washington avvierà le procedure per imporre sanzioni a Mosca. Se l’allentamento della tensione è segnalato anche dal rimbalzo della Borsa di Mosca (+5,26%) e di quelle occidentali, il fronte militare resta caldo: due navi da guerra russe, Satarov e Yamal, hanno attraversato il Bosforo dirette verso le coste ucraine sul Mar Nero, mentre nella base aerea di Belbek, in Crimea, soldati russi hanno sparato in aria per disperdere i militari ucraini che volevano rientrare all’interno.

La Casa Bianca ha inoltre fatto sapere che è pronto un pacchetto di aiuti economici e assistenza tecnica all’Ucraina in difficoltà politiche e finanziarie. Fonti del suo seguito hanno parlato dell’intenzione dell’Amministrazione Obama di far approvare dal Congresso un prestito garantito da un miliardo di dollari, pari a 730 milioni di euro. Nel pomeriggio il segretario di Stato Usa John Kerry a Kiev e nel corso di una conferenza stampa non ha usato mezzi termini: "La Russia sta cercando un pretesto per invadere gli Stati Uniti. Penso che sia chiaro che la Russia abbia lavorato sodo per creare un pretesto per invadere altre parti dell’Ucraina", ha detto Kerry che ha inoltre avvertito Mosca che se non si impegnerà per ridurre la tensione avrà a che fare con altre azioni punitive della comunità internazionali. "I nostri partner non avranno altra scelta che unirsi a noi nell’incrementare le misure prese nei giorni scorsi per isolare la Russia politicamente, diplomaticamente economicamente", ha spiegato . Da Washington Obama sottolinea che le parole di Putin sulla Crimea non ingannano nessuno. Il presidente americano ha ribadito che l’invasione russa non è un segnale di forza ma il segno che Mosca continua ad ingerire negli affari dei Paesi vicini.

Conferenza stampa di Putin - Gli Stati Uniti restano il bersaglio principale, e Putin non esclude di poter richiamare l’ambasciatore da Washington come chiesto dal Senato russo, “anche se non mi piacerebbe farlo. Chi parla di legittimità dell’intervento russo in Ucraina dovrebbe guardare a quello che hanno fatto gli Usa in Afghanistan, in Iraq, in Libia: Hanno ben chiari i loro interessi e poi trascinano dietro tutto il mondo secondo il principio di “chi non è con noi è contro di noi”. L’Europa non viene nemmeno menzionata. E non viene fornito nessun spiraglio diplomatico: per Putin il governo di Kiev è illegittimo, mentre il parlamento che l’ha nominato ha solo una “legittimità parziale”. Il presidente russo pone come condizione il rispetto dei diritti dei cittadini dell’Est ucraino, ma dice di non poter avviare nessun negoziato con i vertici ucraini: “Lì non c’è nessuno al mio livello, non c’è un presidente”. Quello ucraino resta 'un golpe' e anche se fosse una rivoluzione come dicono i media occidentali, una rivoluzione cancella lo Stato precedente e con quello nuovo non abbiamo accordi”. (Redazione - 5 marzo 2014 ore 10.00)


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Ucraina, lo zar Putin sfida l'occidente: pronto all'uso della forza
La crisi accesa dai russi tende a coinvolgere le forze della Nato contro quelle sovietiche

ROMA (Italy) - Sempre più tesa la situazione in Ucraina. Kiev fa appello ad americani e britannici e il premier della Crimea, eletto dal parlamento controllato dai militanti filo-russi, vuole l'intervento di Putin che ha chiesto e ottenuto dal Parlamento l'invio delle truppe. Il Premier ucraino, Arseni Iatseniuk, risponde: “Se gli uomini di Putin dovessero davvero varcare i nostri confini allora sarebbe la guerra.” Nella notte Obama chiama Putin.

È iniziato soltanto alle dieci di questa mattina, la riunione del Consiglio di sicurezza dell'Onu, convocato su richiesta del Regno Unito dopo le mosse di Mosca. Durato poco meno di un'ora, il Consiglio ha visto gli interventi di Ucraina, Russia, Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia.


Tensione alle stelle tra Russia e America sulla questione Ucraina. In una telefonata di 90 minuti il presidente russo Vladimir Putin ha chiarito al presidente Usa Barack Obama che Mosca si riserva solo il diritto di proteggere i suoi interessi e gli interessi dei russi se ci fossero violenze in Crimea e nell’Ucraina dell’est. La Casa Bianca ha reso noto che Obama ha fatto presente a Putin che gli Stati Uniti condannano l’intervento militare russo nel territorio ucraino e invitano inoltre la Russia a far calare la tensione, ritirando le sue forze armate, in modo da fermare ogni loro interferenza all’interno dell’Ucraina. Il presidente Usa ha minacciato : “Gli Stati Uniti non parteciperanno alle prossime riunioni preparatorie per il G8. Queste violazioni continue da parte della Russia del diritto internazionale porteranno ad una maggiore isolamento politico e economico di Mosca”. Obama ha così incalzato Putin: “Se la Russia vuole difendere le popolazioni di etnia russa e minoritarie in Ucraina, lo faccia in modo appropriato e pacifico, attraverso l’impegno diretto del governo dell’Ucraina e l’invio di osservatori internazionali sotto l’egida del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite o dell’Osce".

L’ambasciatore ucraino all’Onu Yuriy Sergeyev citato dalla Cnn denuncia che quindicimila soldati russi sono già in Crimea. Al Consiglio dell’Onu, Vitali Churkin, ambasciatore russo all’Onu, a proposito dell’intervento armato russo in Ucraina, ha precisato che per il momento la decisione dell’uso delle forze armate fuori dalla Russia non è stata ancora presa. Sabato sera il premier ucraino, Arseni Iatseniuk (in carica da soli due giorni) ha annunciato che se la Russia desse corso all'invio di truppe autorizzato dal parlamento di Mosca su richiesta del presidente Vladimir Putin sarebbe "la guerra". La Camera Alta - il Consiglio della Federazione russa - in giornata aveva approvato all’unanimità la richiesta di intervento armato in Ucraina avanzata da Putin, ma il Dittatore russo non avrebbe ancora deciso se inviare le truppe.

Riunione d'urgenza al Palazzo di Vetro - È iniziato soltanto alle dieci di questa mattina, la riunione del Consiglio di sicurezza dell'Onu, convocato su richiesta del Regno Unito dopo le mosse di Mosca. Durato poco meno di un'ora, il Consiglio ha visto gli interventi di Ucraina, Russia, Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, i cui ambasciatori hanno espresso il punto di vista dei Paesi che rappresentano. La seduta pubblica è stata poi aggiornata e sono ripartiti i colloqui a porte chiuse. Kiev ha denunciato davanti all'Onu una situazione che sta evolvendo rapidamente, sottolineando che le truppe russe si trovavano in Crimea anche prima che la Camera alta del Parlamento desse il via libera a un possibile intervento. Una posizione confermata dai movimenti che per tutta la giornata si sono visti in diverse città della penisola. Mosca, dal canto suo, ha ribadito la posizione ufficiale, espressa oggi dal vice ministro degli Esteri Karasin, dicendo che non è ancora stabilito se il diritto all'intervento armato sarà usato con certezza e per di più rapidamente. L'ambasciatore russo è tornato poi ad accusare i Paesi occidentali, che la Russia ritiene responsabili di avere soffiato sul fuoco della protesta ucraina, fino a portare alla cacciata del presidente Ianukovich. L'ambasciatrice statunitense Samantha Power ha chiesto l'invio di osservatori internazionali e risposto all'intervento del collega russo, a cui ha ricordato che "le azioni valgono più delle parole". La tensione tra i due Paesi è palpabile. Nel pomeriggio la commissione Esteri della Camera alta russa ha chiesto di ritirare l'ambasciatore negli Stati Uniti. Il ministro degli Esteri italiano, Federica Mogherini, ha chiesto responsabilità alla Russia e auspicato un allentamento della tensione. Che sia tutto questo un regolamento di conti che la Russia ha in cuore nei confronti degli americani, i nemici di sempre? Che sia tutto questo l'anticamera per una nuova “Guerra Fredda”? (Francesco Schena - 2 marzo 2014 ore 13.00)


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La Russia invade l'Ucraina. Si ritorna alla guerra fredda con il dittatore Putin
Riunione di emergenza delle Nazioni Unite. Gli Stati Uniti in allarme


ROMA (Italy) - Putin ha ottenuto dalla Camera alta del Parlamento il via libera all'utilizzo di forze armate per la ''normalizzazione della situazione socio-politica" nel Paese. Il presidente ucraino non riconosce la legittimità del premier filorusso della Crimea. Usa, Germania e Gb: ''Rispettare sovranità dell'Ucraina''.

Putin aveva chiesto il via libera "fino alla normalizzazione della situazione socio-politica" nel Paese. La Camera alta del Parlamento di Mosca ha quindi approvato la sua richiesta "per evitare lo spargimento di sangue". Su richiesta della Gran Bretagna, è stata convocata una riunione di emergenza al Consiglio di Sicurezza dell'Onu.


Un appello a Mosca perché aiuti a mantenere la calma in Crimea era stato lanciato dal nuovo premier filorusso della repubblica autonoma situata nella parte meridionale dell'Ucraina. "Chiedo assistenza al presidente Vladimir Putin perché si mantenga la pace e la calma sul territorio della Repubblica autonoma di Crimea", aveva dichiarato il primo ministro Sergei Aksyonov. E pochi minuti più tardi, le agenzie di stampa russe avevano citato una fonte dell'amministrazione Putin che assicurava che la richiesta del leader della Crimea "non sarebbe passata inosservata".

Il presidente ucraino Oleksandr Turchynov si rifiuta di riconoscere il premier filorusso di Crimea come tale. Turchynov ha dato istruzioni affinché i ministri del governo ucraino e altre agenzie governative a Kiev non riconoscano Sergiy Aksyonov quale rappresentante del Consiglio dei ministri della Repubblica autonoma di Crimea. L'Interfax ha riferito che forze russe stanno cercando di assumere il controllo di una base missilistica antiaerea. Una ventina di militari è entrata all'interno del territorio che ospita la base, nella parte occidentale della Crimea, per assumerne il controllo. Nell'ambito delle proteste contro il nuovo governo dell'Ucraina, forze filorusse hanno occupato la sede del governo regionale nella città di Kharkiv, . I manifestanti pro Russia hanno espulso le forze fedeli al governo di Kiev, che avevano occupato l'edificio dopo le proteste di massa nella capitale ucraina contro il governo del deposto presidente Viktor Yanukovych. Gli attivisti hanno innalzato bandiere russe al grido di "Kharkiv e Russia!". La polizia non è intervenuta.

Il premier ucraino Arseni Yatseniuk ha chiesto a Mosca di ritirare le proprie truppe dalla penisola di Crimea, di fronte alle crescenti tensioni definendo l'attuale presenza di soldati russi "inaccettabile". Per questo "chiediamo con forza al governo della federazione russa e alle autorità che ritirino le proprie forze armate nelle basi militari previste". L'Ucraina, ha proseguito Yatseniuk, si è rifiutata di rispondere "con la forza" alla "provocazione" russa. "La presenza inadeguata di militari russi in Crimea è una provocazione", ha aggiunto, sottolineando tuttavia che "i tentativi di fare reagire l'Ucraina con la forza sono falliti".

Dal canto suo l'ambasciatore russo presso le Nazioni Unite, Vitali Churkin, ha respinto le accuse del governo di Kiev che ha denunciato un intervento militare di Mosca in Crimea, dove tra l'altro le autorità hanno annunciato l'anticipazione al 30 marzo del referendum per una maggiore autonomia della repubblica, originariamente fissato al 25 maggio, in coincidenza con le elezioni presidenziali: "Abbiamo un accordo con l'Ucraina - ha affermato Churkin, citato dall'Interfax - sulla presenza della flotta russa nel Mar Nero e ci stiamo muovendo nel quadro di questo accordo". Mentre il ministero degli Esteri russo denuncia che uomini armati "mandati da Kiev" hanno cercato di assumere il controllo del ministero dell'Interno della Crimea venerdì notte. "Sconosciuti armati inviati da Kiev hanno fatto il tentativo di assumere il controllo del ministero dell'Interno... Come conseguenza di questa pericolosa provocazione, alcune persone sono rimaste ferite - ha commentato la fonte citata dall'Itar-Tass - Grazie all'azione decisiva di unità di autodifesa il tentativo è stato sventato".

"L'intervento militare russo in Ucraina è chiaramente contro il diritto internazionale e i principi della sicurezza europea" ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri svedese Carl Bildt, che ha detto di avere parlato con il premier ucraino Arseniy Yatsenyuk dell'"acuta situazione". Ggli Usa si stanno consultando con i partner europei sulla partecipazione al summit del G8 previsto per giugno a Sochi alla luce degli ultimi sviluppi in Ucraina. Gli Stati Uniti e i loro partner stanno valutando 'opzioni', ha dichiarato alla Dpa un alto funzionario della Casa Bianca. Venerdì, alla Casa Bianca - alla presenza della stampa - il presidente Barack Obama aveva sollevato il problema della Crimea, diventata il teatro di tensioni ancora più acute tra Mosca e l'Occidente e lanciato un preciso monito a Mosca, sottolineando che un intervento militare in Ucraina non sarebbe senza costi da pagare. ''La Russia - ha detto il presidente americano - ha relazioni storiche con la Crimea, cementate da legami culturali ed economici, e lì ha anche basi militari, tuttavia qualsiasi violazione della sovranità e dell'integrità territoriale ucraina sarebbe gravemente destabilizzante e questo non è nell'interesse dell'Ucraina, della Russia o dell'Europa''. Il ministro degli Esteri britannico William Hague ha riferito di aver parlato con il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, per chiedere lo stop all'escalation in Crimea e il rispetto della sovranità ucraina. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha ribadito la necessità di rispettare l'integrità territoriale dell'Ucraina. "Tutto ciò che sta accadendo in Crimea ci preoccupa", ha affermato a Berlino. La cancelliera ha reso noto di essere in contatto telefonico con i responsabili a Kiev e in Russia oltre che con il presidente americano Obama. Il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, ha ricordato che "chiunque continui a gettare olio sul fuoco ora - a parole o nei fatti - sta consapevolmente spingendo per una escalation degli eventi". Qualunque cosa faccia la Russia in Crimea, deve avvenire nel rispetto della sovranità e integrità territoriale dell'Ucraina, ha affermato Steinmeier. (Redazione - 1 marzo 2014 ore 18.00)


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L'Ucraina celebra il nuovo premier Iazeniuk ma scopre carri armati russi in Crimea
Il ministro dell'Interno ha disposto l'allerta per la polizia e per le forze di sicurezza
Mandato di cattura per strage contro l'ex presidente Yanukovich che riceverà protezione da Mosca

ROMA (Italy) - Arseni Iazeniuk è il nuovo premier ucraino: la rada lo ha votato a capo del nuovo governo, che sarà così guidato da una personalità dello stesso partito di Yulia Tymoshenko. Intanto, più a sud non si placano le divisioni interne. In mattinata è avvenuto il blitz di una trentina di uomini armati filo russi nelle sedi del Parlamento e del governo della Repubblica autonoma, a Sinferopoli. Il commando ha fatto irruzione sparando contro i vetri dell'ingresso. Il ministro dell'Interno ad interim Avakov di Kiev ha subito messo in stato di allerta polizia e forze di sicurezza ucraine.

Il criminale Yanukovich, ex uomo forte di Kiev non ci sta ad essere spodestato così e chiede l'intervento russo: che Mosca garantisca la sua incolumità proteggendolo da azioni estremiste. Richiesta subito accordata dal Cremlino, riferisce l'agenzia di stampa russa Itar-Tass citando una fonte del governo.


Poi l'episodio più simbolico: dal pennone è stata tolta bandiera ucraina e, al suo posto, è stata issata quella russa che sventola insieme a quella della repubblica autonoma di Crimea. Secondo la tv Rossia 24, a compiere il blitz sarebbero state le forze di autodifesa della popolazione di lingua russa. Tutti gruppi, questi, che si stanno organizzando anche in altre città della Crimea e che, secondo Ria Novosti, hanno intenzione di convergere su Sinferopoli. Il consolato russo della capitale crimea ha fatto sapere di aver già ricevuto diverse richieste per ottenere lo status di rifugiati o migranti forzati da parte di cittadini ucraini. Segnale, questo, di una serissima divisione interna al Paese attraversato da tra etnie e culture diverse. Intanto da Bruxelles, dove è in corso la riunione Nato-Ucraina il segretario dell'Alleanza atlantica Anders Fogh Rasmussen lancia un monito: "Sollecito la Russia a non intraprendere azioni che possano accrescere la tensione o creare equivoci".

In mattinata, dopo lo stato di allerta deciso ieri dal presidente Putin, che è anche comandante delle forze armate, l'aviazione russa ha iniziato a pattugliare lo spazio aereo occidentale del Paese. Lo scenario simulato è quello di un bombardamento dei bersagli nemici, in luoghi che saranno resi noti solo dopo l'esercitazione. Intanto, da una località nascosta, molto probabilmente al confine ucraino, Viktor Yanukovich dice che sono illegittime le decisioni prese dal parlamento di Kiev. Lui è ancora il presidente. "Io, Viktor Fedorovich Yanukovich - ha fatto sapere -, mi considero il legittimo capo del governo ucraino". Poi ha avvertito le popolazioni del sud e del sud-est, le zone russofone della repubblica ex sovietica, non accetteranno mai "l'anarchia" portata da leader scelti dalla teppaglia. L'ex uomo forte di Kiev non ci sta ad essere spodestato così e chiede l'intervento russo: che Mosca garantisca la sua incolumità proteggendolo da azioni estremiste. Richiesta subito accordata dal Cremlino, riferisce l'agenzia di stampa russa Itar-Tass citando una fonte del governo.

Mosca preoccupata per violazioni diritti umani Il ministero degli Esteri russo ha espresso anche preoccupazione per le "gravi violazioni dei diritti umani in Ucraina", durante una riunione presieduta dal ministro Serghiei Lavrov. "Siamo preoccupati - ha detto - per le violazioni su larga scala, la violazione del diritto di usare la lingua madre, la discriminazione etnica e culturale, e gli attacchi e atti vandalici a oggetti di interesse storico e all'eredità culturale e religiosa", si legge in una nota. La Russia cerca investitori per 5 miliardi per la Crimea E in seguito al cambio di governo a Kiev e all'aumento del sentimento filo-russo in Crimea, Mosca ha offerto ai suoi businessmen di valutare la partecipazione a una serie di progetti di investimento nella Repubblica autonoma ucraina, dove tirano venti di separatismo. Lo scrive il quotidiano Kommersant, in un articolo titolato "Mosca ha offerto un prezzo per la Crimea". A quanto riporta il giornale, il ministero dell'Economia ha ripreso in considerazione una lista di possibili investimenti nella regione, preparata nel quadro di una strategia piu' ampia da proporre all'ex repubblica sovietica gia' prima del cambio di potere. Si tratta di progetti per oltre 5 miliardi di dollari, tra cui il rifacimento di strade e lavori in diversi porti marittimi - e per i quali ora la Camera di Commercio è a caccia di investitori. (Redazione - 27 febbraio 2014 ore 17.00)


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Yulia Tymoshenko, la pasionaria ucraina è stata liberata. L'ex presidente Yanukovich è in fuga
Il paese, dope la rivoluzione di piazza, è alla ricerca della normalizzazione

KIEV (Ukrain) - Yulia Tymoshenko è libera: corre sui media e sui tweet l'ultimo capitolo della vicenda ucraina i cui eventi si stanno susseguendo in maniera convulsa. Poco prima in mattinata il Parlamento ucraino aveva votato la sua liberazione.

Il presidente Viktor Yanukovich sarebbe nella citta' orientale di Kharkiv, a pochi chilometri dal confine russo, ma non sarebbe ancora disposto a lasciare anche see l'opposizione ha chiesto elezioni presidenziali anticipate da tenersi il 25 maggio. La sua casa, a una quindicina di chilometri dalla capitale, e' vuota e senza uomini di sicurezza. Vuoto anche il palazzo presidenziale, con gli uffici abbandonati: i manifestanti sono riusciti a entrare all'interno, mentre la polizia ha fatto sapere di essere "a fianco della gente". Scarcerata immediatamente l'ex premier Tymoshenko, reclusa in una clinica di Jarkov, nella parte orientale del Paese


"Viktor Yanukovich non può essere perdonato e l'opposizione non deve trattare con lui". L'ha affermato la leader imprigionata dell'opposizione ucraina Yulia Tymoshenko in una lettera aperta pubblicata sulla sua pagina internet e su Facebook e letta nel Parlamento ucraino da una parlamentare della sua formazione politica Batkivhshcyna. "Yanukovich ha dato tempo superato il limite della legge", afferma Tymoshenko, accusando il presidente di "violenza sadica". Secondo l'ex primo ministro, i manifestanti sono stati uccisi da "cecchini". Per questo motivo, il presidente "non può essere perdonato". E quindi Tymoshenko chiede "che l'opposizione non si sieda mai al tavolo dei negoziati con Yanukovich" e considera "chi romperà questo tabù" un "complice dell'uccisione di persone innocenti". Insomma, l'unica via d'uscita dalla crisi politica ucraina, per Tymoshenko, "non può che essere l'immediata rimozione dall'incarico di presidente dell'Ucraina di Yanukovich e la sua consegna alla giustizia per aver organizzato la strage di civili". Tymoshenko è detenuta per una condanna a sette anni di carcere peer abuso di potere. Ha sempre protestato la sua innocenza, sostenendo di essere vittima di una macchinazione politica da parte di Yanukovich.

Eugenia Tymoshenko, daughter of Batkivshchyna Party leader and former Prime Minister Yulia Tymoshenko, will soon travel to Kharkiv to meet her mother. "I will soon go to Kharkiv to pick up my mother. I want to thank everyone who stood on Maidan these three months and fought for Ukraine’s freedom," Eugenia Tymoshenko said following today’s decision in the Verkhovna Rada. Yulia Tymoshenko’s daughter thanked the citizens of Ukraine, international community and MPs for their extraordinary effort to secure her mother’s release. "I am grateful for your assistance – you helped free my mother. This is a very emotional time for our family, our team and all Ukrainians. I am grateful to the heroes of Ukraine. We mourn the dead heroes," Eugenia Tymoshenko said. Today a constitutional majority of MPs adopted a resolution on the release from prison of Yulia Tymoshenko on the basis of the judgment of the European Court of Human Rights and decision of the Committee of Ministers of the Council of Europe.

In Ucraina c'e' stato un "colpo di Stato": tuona a una tv locale, dal suo 'feudo' di Kharkiv, Yanukovich, sottolineando che non si dimettera'. Un deputato dell'opposizione aveva annunciato l'intenzione del presidente di lasciare, mentre dalla piazza Maidan di Kiev, dove sono riuniti gli oppositori, era stato annunciato l'addio di Yanukovich, smentito poco dopo dal portavoce del presidente

Il giorno dopo l'accordo tra Yanukovich e l'opposizione, il Maidan e' tutta Kiev. I manifestanti dell'opposizione controllano ormai tutta la capitale, compresi gli accessi agli edifici dell'amministrazione statale, sotto lo sguardo dei cosiddetti gruppi di autodifesa del Maidan, il movimento popolare di protesta contro il presidente. Punta di lancia della resistenza alla polizia durante i gravi disordini dei giorni scorsi, il Maidan ha di fatto preso il controllo del centro di di Kiev e degli accessi a tutte le amministrazioni dello Stato, compreso il palazzo presidenziale. I manifestanti controllano anche il territorio di Mezhyhirya, appena un quindicina di chilometri fuori la capitale, la residenza campestre del presidente, situata a circa 20 chilometri dalla capitale, e hanno permesso l'accesso al suo interno di vari giornalisti. A Kiev, piccoli gruppi di manifestanti armati e protetti con i caschi vigilano e controllano gli accessi alla rada al Parlamento, alla sede del governo e all'amministrazione presidenziale. La Rada Suprema ha approvato una risoluzione per "rispettare gli impegni internazionali" e rimettere in liberta' l'ex premier e leader dell'opposizione Tymoshenko: hanno votato la risoluzione 322 deputati, 22 piu' della maggioranza costituzionale di due terzi; ed essa significa, almeno secondo l'opposizione, la scarcerazione immediata della Tymoshenko, reclusa in una clinica di Jarkov, nella parte orientale del Paese. La figlia Yevgenia ha gia' detto che andra' subito a prenderla, gia' stasera. La voce in dissenso arriva dai deputati delle regioni orientali dell'Ucraina, russofone e leali al presidente Yanukovich, contestano la legittimita del Parlamento nazionale e annunciano che prenderanno il controllo del loro territorio. Intanto, sul fronte internazionale, il ministro degli Esteri, Frank-Walter Steinmeier, ha esortato tanto il governo che l'opposizione a rispettare l'accordo e a creare una relazione di mutua fiducia. (Redazione - 23 febbraio 2014 ore 20.00)


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A Kiev si contano i morti e si firma l'accardo di pace tra governo e manifestanti
Elezioni presidenziali anticipate, riforma costituzionale che riduca i poteri del capo dello Stato
e la formazione di un governo d'unità nazionale.

KIEV (Ukrain) - L'opposizione ucraina ha deciso di siglare un accordo con il presidente Viktor Ianukovich per mettere fine alla grave crisi politica che sta scuotendo il Paese. Lo ha confermato uno dei tre principali capi del fronte anti-governativo, il nazionalista Oleg Tiaghnibok, citato da Interfax.

Dopo la carneficina di questi giorni a Kiev, dove hanno perso la vita decine di persone, il presidente ucraino Viktor Ianukovich prova a venire incontro all'opposizione, sullo sfondo di un negoziato fiume mediato a Ue e Russia, e in una nota pubblicata su internet annuncia oggi il suo ok a un compromesso: con elezioni presidenziali anticipate, una riforma costituzionale che riduca i poteri del capo dello Stato e la formazione di un governo d'unità nazionale. Ordinato ai servizi segreti e al ministero dell'Interno di fermare immediatamente l'uso della forza contro i cittadini.


Nella notte, nel palazzo presidenziale di Kiev si è svolto un lunghissimo incontro, tra i maggiori leader dell'opposizione, i ministri degli Esteri di Polonia, Germania e Francia in rappresentanza dell'Ue, l'emissario del Cremlino Vladimir Lukin per la Russia, e lo stesso Ianukovich. Questi in mattinata ha annunciato che un accordo era stato raggiunto e sarebbe stato firmato alle 12 (le 11 in Italia).

Cosa che in realtà non è avvenuta, come ha confermato il rappresentante di Mosca sottolineando di non aver firmato nulla per ora. Intanto, mentre il ministero dell'Interno ucraino fa sapere che davanti al parlamento c'è stata un'altra sparatoria tra manifestanti e agenti, il ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, dichiara che le trattative per mettere fine alla crisi politica in Ucraina sono in una fase "delicata" e che le parti in causa "devono avere in mente che un compromesso non può soddisfare al 100% le richieste di tutti". E da Varsavia il premier Donald Tusk avverte che un accordo resta possibile, ma appare lontano. L'apertura di Ianukovich - sullo sfondo di un clima che resta da guerra civile all'indomani del bagno di sangue di ieri - arriva dopo che ieri notte il parlamento ha vietato alla polizia ulteriori violenze contro i dimostranti. Alla seduta hanno partecipato anche una ventina di deputati del partito del presidente, che, votando con l'opposizione, sembrano già lasciato la maggioranza. Da Kiev arriva anche una buona notizia: Olesya Zhukovskaya, l'infermiera ferita da un cecchino a piazza Maidan e il cui tweet "Io muoio" aveva fatto ieri il giro del mondo, ha fatto sapere oggi di essere viva e in condizioni stabili. Grazie - ha scritto in un nuovo messaggio - a tutti quelli che "hanno pregato per me".

Ieri il Parlamento ucraino aveva condannato l'uso della forza contro i manifestanti e aveva proibito le operazioni antiterrorismo annunciate dai servizi segreti (Sbu). A pronunciarsi in tal modo sono stati 236 deputati su 450 (238 quelli presenti). L'organo legislativo ha ordinato ai servizi segreti e al ministero dell'Interno di «fermare immediatamente l'uso della forza contro i cittadini» perché incostituzionale, ha proibito l'intervento delle forze armate ventilato dal governo e ha chiesto al Consiglio dei ministri di revocare le restrizioni all'ingresso di veicoli nella capitale. Queste decisioni sono state adottate in una seduta d'emergenza del Parlamento a cui, oltre ai deputati dell'opposizione, hanno partecipato anche alcuni esponenti della maggioranza. Secondo alcuni media locali, inoltre, una decina di parlamentari del partito delle Regioni del presidente Viktor Ianukovich avrebbe abbandonato il movimento politico dopo la strage di oggi. (Redazione - 21 febbraio 2014 ore 12.00)


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Kiev sotto assedio, gli europeisti dichiarano guerra al governo filo russo. 100 morti e migliaia di feriti
La capitale messa a ferro e fuoco dalla popolazione schierata contro le forze speciali governative
Lo zar Putin non molla, la Russia pronta ad invadere l'Ucraina come avvenne nel 1922?

KIEV (Ukrain) - E' ormai guerra a Kiev, dove i manifestanti quantificano in 100 i morti da questa mattina in Ucraina, e 1500 i feriti. E mentre a Mosca si lancia benzina sul fuoco, sullo sfondo compaiono i rischi del nuovo conflitto tra Stati Uniti, Europa e Russia

Il bilancio è salito ad almeno 100 persone morte durante gli scontri scoppiati a Kiev. Tra le vittime ci sarebbero anche sette agenti, tra cui anche il giornalista ucraino Vyacheslav Veremiy, picchiato e ferito da colpi d'arma da fuoco sparati da sconosciuti. I feriti sono migliaia, fra cui 200 poliziotti e cinque giornalisti. A Kiev sono state dislocate alcune unità di paracadutisti con il compito di proteggere le basi militari con armi e munizioni. Fino a ora negli scontri hanno preso parte solo le forze speciali e la polizia.


Ieri sera gli agenti avevano imposto un ultimatum, entro le 18 ora locale, per lo sgombero di piazza Maidan, a Kiev, roccaforte della protesta filoeuropea. Poi sono cominciate le cariche con mezzi blindati e idranti per demolire le barricate dei dimostranti; l'ultima è avvenuta alle quattro del mattino. Diverse tende dei dimostranti hanno preso fuoco. Nella notte vi è stato un incontro fra il presidente Viktor Yanukovych e i leader della protesta, che non ha dato risultati. Questa mattina Yanukovitch ha accusato gli oppositori di essersi fatti trascinare dalle frange più estreme della protesta. "I leader dell'opposizione - ha affermato - hanno ignorato il principio democratico in base al quale il potere non si prende nelle strade o le piazze, ma tramite elezioni. Hanno superato ogni limite chiamando la gente a prendere le armi". Il presidente ucraino ha tuttavia aggiunto che "non è troppo tardi" per risolvere la crisi attraverso "il dialogo e il compromesso". Dal canto suo Arseniy Yatsenyuk, leader del partito della Madrepatria, si è rivolto al presidente perché "metta fine al bagno di sangue e proclami una tregua". Yanukovitch "reagisce in modo inadeguato alla situazione", ha affermato l'ex pugile Vitaly Klitschko, leader del partito Udar (Pugno). "Questa è un'isola di libertà e noi la difenderemo", ha affermato Klitschko durante la notte, esortando i manifestanti a difendere la piazza. Intanto per oggi la municipalità di Kiev ha annunciato restrizioni al traffico, invitando negozi e uffici a rimanere chiusi.

La situazione in Ucraina si aggrava e l'Europa inizia a muoversi. Intato Emma Bonino, ha annunciato che "la decisione in accordo con i tre ministri a Kiev è di procedere molto rapidamente nelle prossime ore a un bando, a coloro che in Ucraina si sono macchiati di violenza, sui visti e sugli assetti finanziari". La Farnesina ha fatto sapere che venerdì convocherà l'ambasciatore ucraino a Roma, Yevhen Perelygin. Il diplomatico sarà ricevuto dal viceministro degli Esteri Marta Dassù. La rappresentante per la politica estera Ue Catherine Ashton ha precisato che ''tutte le opzioni'' devono essere valutate, inclusa l'adozione di ''misure restrittive contro le persone responsabili della repressione e delle violazioni dei diritti umani''. "Ci aspettiamo che gli Stati membri della Ue sostengano di applicare sanzioni mirate contro i responsabili delle violenze e dell'uso eccessivo della forza" ha detto il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso. Sulla stessa linea il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, che chiede anche di offrire "aiuti finanziari" nel caso di una soluzione pacifica della crisi. Per evitare "ulteriori spargimenti di sangue" in Ucraina, ha detto, la Ue deve utilizzare "la minaccia di sanzioni mirate" contro chi ha fatto ricorso alla violenza. La Banca europea per gli investimenti intanto tiene congelate le attività in attesa delle decisioni dell'Unione europea. Già oggi, durante una riunione congiunta a Parigi, Germania e Francia valuteranno la possibilità di imporre sanzioni a Kiev. "Probabilmente ora si può riflettere assieme sulla necessità di sanzioni", ha detto l'ambasciatore tedesco nella capitale francese, Susanne Wasum-Rainer sottolineando però che "non dobbiamo punire la popolazione".

Sul fronte opposto c'è però la Russia: il ministero degli esteri a Mosca ribadisce che l'Ucraina è un paese ''amico, fratello e partner strategico'', e attribuisce la responsabilità delle violenze ''alle azioni criminali delle forze di opposizione radicali''. ''Eserciteremo tutta la nostra influenza perché possa essere ripristinata la pace nel paese''. Il ministero degli esteri russo ha descritto quanto accaduto ieri in Ucraina come un tentativo di ''prendere il potere con la forza''. Mosca esprime inoltre ''oltraggio'' per l'assenza di reazione da parte dei paesi occidentali e dei leader dei partiti dell'opposizione in Ucraina di fronte alle azioni dei ''radicali''. (Redazione - 20 febbraio 2014 ore 23.00)


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Il popolo ucraino dice no alla Russia. La rivolta dilaga a Kiev. A un passo dalla guerra civile
I manifestanti stanno occupando i palazzi del potere

KIEV (Ukrain) - In Ucraina dilaga la rivolta contro il presidente Vctor Ianukovic. Due poliziotti sono stati rapiti e poi liberati, un agente di 27 anni è stato ucciso la scorsa notte mentre tornava in un dormitorio delle forze speciali 'Berkut' al termine del turno di lavoro. Il giovane è stato assassinato a colpi d'arma da fuoco in testa. E' morto in ospedale anche uno dei feriti nei violenti scontri tra polizia e manifestanti esplosi domenica scorsa.

A Kiev, campo di battaglia nella notte a causa dei nuovi scontri, la tensione resta altissima. Si è rotta la fragile tregua iniziata due giorni fa e non è servita la timida apertura del presidente Ianukovich che aveva annunciato un rimpasto di governo e la modifica di quelle leggi considerate dalla protesta 'liberticide'. I dimostranti hanno alzato barricate e lanciato contro gli agenti molotov e fuochi d'artificio.


Ianukovich, aveva anche proposto ai due leader dell’opposizione, Arseni Iatseniuk e Vitali Klitschko, di formare un nuovo governo insieme a lui, che non ha intenzione di lasciare la presidenza come chiesto dai manifestanti, ma questi hanno rifiutato e hanno chiesto al presidente l’abolizione delle leggi antiprotesta e l’avvento anticipato delle elezioni presidenziali, normalmente previste per il 2015.

“Gli sforzi per risolvere la crisi in modo pacifico sono vani”
, ammette il ministero degli Interni di Kiev, che accusa i manifestanti di fare scorta di armi e di aver “ferito e rapito” tre poliziotti nella capital”. Secondo il ministero, uno dei tre è ricoverato dopo essere stato accoltellato, mentre degli altri due non si hanno notizie. Pronta la risposta del partito 'Patria' che “nega categoricamente” e definisce “provocazione” per far salire la tensione quella del governo. Centinaia di poliziotti che erano stati schierati a controllare l'edificio del governo locale di Vinnycja, si sono uniti ai dimostranti, riporta il Kiev Post, secondo cui i manifestanti hanno preso il controllo dell'edificio dell'amministrazione centrale regionale, facendo salire a 11 le città in cui è stato preso il controllo di edifici governativi. La folla in protesta ha accolto con applausi la decisione degli agenti.

Almeno 5 piani della sede del ministero dell'Energia sono stati occupati dagli uomini del gruppo civico 'Spilna Sprava', poco distante dal cuore della protesta 'europeista' ormai fondamentalmente antigovernativa. Il presidente Ianukovich spera nell’incontro con i tre principali leader dell'opposizione parlamentare in un vertice che punta a trovare un compromesso per la fine della grave crisi politica che sta investendo il Paese.

Intanto l’ex ministro della Difesa Anatoli Gritsenko ha chiesto ai dimostranti antigovernativi che hanno armi regolarmente registrate di portarle con sé per difendere piazza Maidan, cuore della protesta. “Dato che le autorità non proteggono le vite delle persone - ha detto Gritsenko - chiedo a coloro che detengono armi legalmente di venire a difendere e di pattugliare le strade del centro con le armi. Io - ha aggiunto - sarò il primo. Ho una pistola con me adesso”.

L'ex 'pasionaria' della rivoluzione arancione e leader dell'opposizione in Ucraina, Iulia Timoshenko, si schiera con i manifestanti che da più di 24 ore si scontrano con la polizia nel centro di Kiev e sostiene che se fosse libera combatterebbe anche lei. "Proteggete l'Ucraina e non abbiate paura di nulla. L'Ucraina non ha altra difesa che voi. Voi siete gli eroi e se fossi libera sarei con voi in via Grushevski". (Redazione - 26 gennaio 2014 ore 21.00)


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Il popolo ucraino dice no "all'influenza" Russa e abbatte la statua di Lenin
Un milione in piazza per "scegliere" di essere in Europa

ROMA (Italy) - Una folla oceanica è scesa in piazza oggi a Kiev per protestare contro la decisione del governo di bloccare il processo di avvicinamento all'Unione europea e chiedere le dimissioni dell'attuale leadership ucraina. Si tratta della manifestazione più grande dai tempi della Rivoluzione arancione del 2004. Sicuramente oltre 500mila i partecipanti, secondo la stima di alcuni giornalisti sul posto, e il leader dell'opposizione nazionalista Oleksandr Turchynov afferma che sia stato raggiunto l'obiettivo di portare in piazza un milione di persone. Nel convocare la protesta di oggi, infatti, gli organizzatori l'avevano soprannominata 'la marcia del milione'. In serata un gruppo di manifestanti ha abbattuto la statua di Lenin, poco distante da piazza Indipendenza che è il fulcro delle proteste, e l'ha decapitata a simboleggiare la volontà di chiudere con il passato legato alla Russia.


La statua di Lenin è stata abbattuta in serata da un gruppo di manifestanti a meno di un chilometro da piazza Indipendenza, nota anche come il Maidan. Dopo avere decapitato la statua, i dimostranti hanno picchiato il busto di Lenin mentre cantavamo 'Gloria all'Ucraina'.Le proteste hanno avuto fin dall'inizio una componente anti russa, dal momento che sono cominciate dopo che giovedì 21 novembre il presidente dell'Ucraina, Viktor Yanukovych, ha annunciato la sospensione dei preparativi per firmare l'accordo di associazione con l'Ue, spiegando che intendeva piuttosto concentrarsi sul rafforzamento dei rapporti con la Russia. A complicare le cose è giunto venerdì un incontro fra Yanukovych e il presidente della Russia, Vladimir Putin, avvenuto a Sochi, che ha sollevato nell'opposizione il timore che si fosse discusso di un possibile ingresso dell'Ucraina in un'unione doganale guidata dalla Russia. La notizia è stata smentita ieri dal portavoce di Putin, Dmitry Peskov, il quale ha detto che i due leader non ne hanno parlato, ma in ogni caso nella protesta di oggi i manifestanti intendevano protestare contro ogni eventualità di accordo fra Yanukovych e la Russia.

Intanto la ex premier Yulia Tymoshenko, in carcere, ha fatto sentire la sua voce tramite una lettera letta in piazza dalla figlia, in cui ha chiesto le dimissioni del presidente Viktor Yanukovych. Decine di migliaia di manifestanti pro-Ue sono ancora in piazza oggi a Kiev, dopo la dimostrazione di ieri che ha mobilitato centinaia di migliaia di persone. Con una temperatura di quattro gradi sotto zero e la neve che ricopre i marciapiedi di Kiev, centinaia di persone sono rimaste nelle tende allestite dietro il palco e tra le barricate erette nelle vie del quartiere governativo. “Gli incroci sono bloccati da autobus vuoti che impediscono il passaggio anche ai pedoni, mentre altri sono sorvegliati da poliziotti in tenuta antisommossa, che lasciano passare solo gli impiegati pubblici”, secondo i media locali. Il movimento chiede le dimissioni del premier Mykola Azarov e del presidente Viktor Yanukovich, dopo che quest’ultimo a fine novembre ha rinunciato alla firma dell’Accordo di associazione con l’Unione europea, preferendo il riavvicinamento con Mosca in vista di un possibile ingresso nell’Unione doganale russa. (fonte Afp) (Redazione - 9 dicembre 2013 ore 10.00)


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Ucraina, la capitale messa a ferro e fuoco dalle manifestazioni in favore dell'ingresso in Europa
Il Governo usa la forza per sfollare le piazze. Prossime visite del presidente in Cina e Russia

KIEV (Ucraina) - Nuovo giorno di tensione a Kiev, dove i manifestanti sono scesi in piazza per protestare contro il rifiuto del presidente ucraino Viktor Yanukovich di firmare l'accordo di associazione con l'Ue. Gli attivisti del partito nazionalista di opposizione Svoboda (libertà) hanno preso possesso del municipio di Kiev. Lo ha reso noto il loro leader Oleg Tiagnibok da un palco improvvisato in piazza Maidan, cuore della protesta pro Ue. "Dislocheremo temporaneamente il nostro quartier generale nell'edificio, poi lo trasferiremo in via Bankovskaya (sede dell'amministrazione presidenziale, ndr)", ha dichiarato. In precedenza gli attivisti avevano occupato la sede dei sindacati.

Per certo, dietro queste scelte governative si cela il sogno di Vladimir Putin di ridar vita ad un'unione politica, economica e militare estesa dagli Urali alla frontiera cinese.


Scontri con la polizia davanti al palazzo dell'amministrazione presidenziale: lo riferisce la tv pubblica ucraina. Uditi anche colpi d'arma da fuoco dalla vicina via Bankovskaya, l'area è avvolta dal fumo dei lacrimogeni. Alcuni manifestanti pro Ue e cinque agenti sono rimasti feriti negli scontri con la polizia. Persone colpite alla testa e alle gambe. Sono intervenuti i Berkut, le teste di cuoio, per sgomberare le migliaia di manifestanti che presidiavano via Bankovskaya, dove si trova la sede presidenziale: cariche e manganellate per tutti, compresi alcuni giornalisti, ai quali sono state distrutte le telecamere. Riunione di emergenza del presidente ucraino Viktor Ianukovich con alcuni alti dirigenti del Paese, nella sua residenza fuori Kiev, sulle proteste di massa in corso nella capitale. Stando a fonti non ufficiali, da domani potrebbe essere dichiarato lo stato di emergenza nel Paese o nella sola Kiev. Una folla di 3000-4000 manifestanti si trova nelle vicinanze del palazzo presidenziale e sta cercando di aprire un varco ad un trattore giallo e blu (i colori nazionali) per sfondare il cordone di polizia, in assetto anti sommossa e con maschere anti gas. Tra gli attivisti molti giovani con caschi e passamontagna. Alcuni lanciano oggetti contro gli agenti. Non risultano però scontri ravvicinati nè spari nè l' uso di gas lacrimogeni, anche se la situazione è tesa.

Nonostante il divieto di manifestare sino al 7 gennaio, numerosi attivisti filo europei si sono fermati in piazza Maidan. Qui alcuni attivisti hanno abbattuto le transenne metalliche intorno all'albero di Natale. Assente la polizia. I manifestanti hanno poi oltrepassato piazza Maidan, la piazza simbolo della rivoluzione arancione del 2004. La meta finale è piazza Mikhailovskaia. Numerose le bandiere ucraine, quelle dei tre partiti d'opposizione e pure quelle dell'Europa, insieme agli slogan contro il presidente Ianukovich.

Tuttavia, il presidente ucraino si recherà presto in visita ufficiale in Russia. Lo ha fatto sapere il premier Mikola Azarov in tv precisando che la trasferta presidenziale in Russia dovrebbe avvenire dopo la visita prevista in Cina la settimana prossima. Lo scopo del viaggio in Russia è "firmare un accordo per ripristinare relazioni commerciali ed economiche regolari". Ma dietro questo calcolo opportunista non c'è solo il ricordo dei "grandi freddi" del 2006 e nel 2009 quando Mosca non esitò a tagliarle il gas in pieno inverno. Stavolta c'è qualcosa di più. E per questo il divorzio da Mosca e il matrimonio con Bruxelles, pronti ad esser celebrati nel fallimentare vertice europeo chiusosi venerdì a Vilnius, rischiava di rivelarsi una scelta fatale. Stavolta di mezzo non c'erano solo i debiti per 650 milioni di Euro con la Gazprom. Stavolta a rendere il voltafaccia dell'Ucraina a Mosca assai azzardato c'è una partita geopolitica chiamata Eurasia. Dietro quel termine immaginifico si cela il sogno di Vladimir Putin di ridar vita ad un'unione politica, economica e militare estesa dagli Urali alla frontiera cinese. Un'unione in cui molti intravvedono il ricordo o la nostalgia di quella Sovietica. Intralciare quel sogno e ignorare le minacce di Mosca rischiava di rendere perenne il gelo di una nazione dipendente per il 60 per cento dal gas russo. Dunque visto che l'Europa il gas non ce l'ha, anzi lo compra pure lei da Putin, l'Ucraina ha preferito abbandonare la tresca con Bruxelles e tornare al detestato, ma insostituibile "marito" russo. (Francesco Schena - 1 dicembre 2013 ore 21.00)


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L'Ucraina in piazza contro il Governo di Kiev che snobba l'ingresso in Europa
Pressioni esterne di Mosca irritano i vertici di Brusselles
L'appello dell'ex premier Yulia Tymoshenko, attualmente in carcere, a favore della comunità europea

KIEV (Ukraine) - Sembra destinata a durare la protesta a Kiev contro la decisione delle autorità ucraine di sospendere la firma dell’accordo di associazione con l’Unione europea. I centomila manifestanti si sono radunati in mattinata davanti alla sede del governo e sono stati allontanati da una carica della polizia dopo che alcuni avevano tentato di entrare nel palazzo. Una parte di loro aveva passato la notte in piazza per continuare la protesta, cui domenica avevano partecipato in 100 mila. Domenica, mentre l’opposizione dava vita alla più grande protesta dalla rivoluzione arancione del 2004 e si registravano diversi feriti in scontri con la polizia, a Kiev si svolgeva una manfiestazione a sostegno del presidente Yanukovich e dell’indipendenza da Bruxelles. Il governo ucraino nega che la sua decisione rappresenti una scelta di campo a favore della Russia.


L'offerta di accordo della Ue all'Ucraina "è sempre sul tavolo", rappresenta "il miglior sostegno possibile per la situazione economica ucraina". Perciò la Ue "disapprova con forza le posizioni e le azioni russe". Lo hanno scritto José Manuel Barroso e Herman Van Rompuy in una dichiarazione congiunta in cui affermano che "le pressioni esterne" di Mosca "non dovrebbero prevalere sui benefici di lungo termine che la partnership porterebbero". Ma, aggiungono, "la Ue non forzerà l'Ucraina o nessun altro partner a scegliere tra l'Europa e u'altra entità regionale", ma - sottolineano - "i cittadini ucraini hanno dimostrato che capiscano e abbracciano pienamente la portata storica" dell'accordo di libero commercio con la Ue. Barroso e Van Rompuy aggiungono che "la Ue non forzerà l'Ucraina o nessun altro partner a scegliere tra l'Europa e un'altra entità regionale" ma sottolineano le proteste di piazza: "I cittadini ucraini hanno dimostrato che capiscono e abbracciano pienamente la portata storica" dell'accordo di libero commercio proposto dalla Ue. Affermando che "la proposta resta sul tavolo", i presidenti di Commissione e Consiglio sottolineano anche che "ciò richiede la necessaria volontà politica da parte della leadership ucraina, un'azione determinata e tangibili progressi nelle condizioni stabilite a dicembre 2012" sul processo di riforme necessarie.

L'ex premier ucraina, attualmente in carcere, Yulia Tymoshenko ha lanciato un appello ai suoi sostenitori affinché scendano in piazza per protestare contro la decisione del governo di Kiev di rinunciare alla firma dell'accordo di associazione con l'Unione Europea. E' il suo avvocato Sergui Vlasenko, ha diffondere il messaggio, dopo aver incontrato l'ex premier nell'ospedale in cui è ricoverata a Karkhiv. Tymoshenko considera la decisione di Viktor Yanukovich e del premier Mukola Azarov come "un golpe". Contemporaneamente, Putin ha accusato la Ue di "ricattare" e di far "pressione" contro Kiev per la sua decisione di sospendere la preparazione dell'accordo di associazione con Bruxelles. La 52enne ex pasionaria della Rivoluzione arancione ha anche scritto una lettera per chiedere al presidente Viktor Ianukovich di riunire il Consiglio per la sicurezza nazionale e la difesa e di delegargli la decisione sulla prosecuzione dei preparativi per la firma dell'accordo con l'Ue. L’ex primo ministro ucraino Yulia Tymoshenko, condannata a sette anni di prigione, è entrata oggi in uno sciopero della fame a oltranza

Yulia Tymoshenko’s statement: I’m so happy that hundreds of thousands of Ukrainians came out to EuroMaidans all around the world. They came out to prevent the ruling mafia from killing our European choice and ruining our life. I’m proud to be Ukrainian, to feel myself a part of the great and strong nation that managed to gain independence and preserve it despite everything, that managed to survive Holodomor and Soviet tortures, managed to rise and win its freedom during the Orange Revolution and found strength to rise today on all EuroMaidans to win once again. I love you, my Unbowed Ukrainians, I love you with all my soul and all my heart! I believe in all your future victories! You are my inspiration, my hope, my pride and my strength to live. It’s painful for me that I cannot physically be with you right now and that I cannot together with you breathe the sacred air of unity, freedom and struggle that has always filled our Maidan. But despite all bars, my every part lives with you and believes in our Victory!

As a sign of unity and solidarity with everyone who is fighting on all EuroMaidans in Ukraine and around the globe, I go on a indefinite hunger strike with a demand for Yanukovych to sign the Association and Free Trade Agreements with the EU. I ask you, my dear Ukrainians, to increase our forces on Maidans every day. I ask you to raise an unprecedented in its scale avalanche of our will and strength so that Yanukovych’s authoritarian mafia fails to prevent our historic and sacred reunification with the real civilizational family we were separated from hundreds of years ago. Don’t give up! Don’t let them ruin our lives! Go on and win! Ukraine has great future because Ukraine has all of you! And if on 29 November Yanukovych doesn’t sign our Agreement with the EU, wipe him off Ukraine’s face by peaceful and constitutional means together with his political and corruption metastases! Don’t stop! Go on and never look back! Ukraine is Europe! (Yulia Tymoshenko, November 25, 2013)

L’ex primo ministro ucraino Yulia Tymoshenko, condannata a sette anni di prigione, è entrata oggi in uno sciopero della fame a oltranza come forma di protesta estrema per la decisione di Kiev di bloccare l’accordo di associazione all’Unione europea. Lo scrive l’agenzia di stampa Interfax. “Come segno di unità con voi, io annuncio uno sciopero della fame indefinito per chiedere che Yanukovich firmi l’accordo di associazione”, ha dichiarato Tymoshenko in una lettera letta dal suo legale Serhyi Vlasenko in Piazza Europa, a Kiev, dove è in corso una maniferazione di protesta per la decisione della Rada, il parlamento ucraino, di fermare l’accordo che doveva essere firmato durante il summit del Partenariato orientale previsto il 28-29 novembre a Vilnius. (Redazione - 26 novembre 2013 ore 16.00)


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