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Il World Humanitarian Summit di Istanbul tra false promesse e nuove speranze per i profughi disperati
Braccio di ferro tra Europa e Turchia sui fondi stanziati e mai arrivati ad Ankara

ROMA (Italy) - E il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon: "Oggi siamo di fronte al più alto numero di sfollati dalla fine della Seconda guerra mondiale. Vi invito a ridurre della metà il numero degli sfollati nel mondo entro il 2030 e di trovare soluzioni a lungo termine". Sono circa 60 milioni le persone nel mondo che hanno dovuto abbandonare le proprie case. In tutto, ha aggiunto Ban, "sono 130 milioni le persone che hanno bisogno di aiuto per sopravvivere". Intanto il clima al Brennero si surriscalda e da martedì l'Austria schiererà 80 agenti: "L'Italia non mantiene le promesse" ha chiosato il Presidente tirolese.


La cancelliera tedesca Angela Merkel e' tornata sul tema della liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi che vogliano recarsi nell'area Schengen dal World Humanitarian Summit in corso a Istanbul, a margine di un colloquio il presidente turco RecepTayyip Erdogan. La leader tedesca ha confermato la necessita' che la Turchia adempia a tutte le 72 condizioni richieste dall'Ue perche' vi sia la cancellazione del visto. Merkel ha poi esortato i governi a rispettare i propri impegni riguardo agli aiuti ai migranti, prendendo la parola in apertura del vertice mondiale dell'Onu di Istanbul sulla crisi umanitaria. "Troppe promesse fatte e poi il denaro non arriva per portare a compimento i progetti". "Tutto ciò deve finire - ha detto Merkel - la comunità internazionale non dispone di un sistema umanitario che sia compatibile con il futuro".

Intanto, da martedì l'Austria intende schierare 80 poliziotti al Brennero per intensificare i controlli in seguito al grande afflusso dei profughi al confine negli ultimi giorni. In un primo momento le rassicurazioni dell'Italia avevano tranquillizzato Vienna, ma l'emergenza migranti sembra peggiorare. Saranno quindi svolte operazioni consentite dagli accordi di Schengen. Il presidente del Tirolo: "L'Italia non mantiene le promesse". L'avvio della costruzione di una barriera da parte austriaca al Brennero per predisporre il cosiddetto "Grenzmanagement", ovvero il controllo sistematico dei profughi, era stato scongiurato il 13 maggio dai due ministri dell'Interno, Angelino Alfano e Wolfgang Sobotka, dopo un incontro al valico italo-austriaco. Recentemente anche il commissario Ue Dimitris Avramopoulos, in una lettera ai ministri Gentiloni e Alfano, aveva spiegato di aver informato Vienna "che per il momento non abbiamo alcuna indicazione sulla necessità di reintrodurre i controlli di frontiera al Brennero nelle attuali circostanze, e questa decisione può essere presa solo come misura di ultima istanza, dopo una valutazione della sua adeguatezza e proporzionalità".

Nei giorni scorsi, tuttavia, diversi gruppi di profughi hanno raggiunto l'Austria, passando per il Brennero. Da qui la reazione del presidente Platter che si è chiesto "se le rassicurazioni del ministro dell'Interno Angelino Alfano non fossero state forse una manovra ingannevole, per evitare i controlli ventilati dall'Austria".

"Gli italiani ci hanno promesso più volte di voler attivare controlli rigidi nei treni e anche nella zona di confine. Fino a poco fa questi controlli hanno dato i loro frutti e il numero di chi varcava il confine in modo illegale era diminuito. Ora però sempre più spesso vengono osservati gruppi di profughi che raggiungono Gries am Brenner (primo paese in Austria - ndr) a piedi", ha affermato Platter.


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