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Il Corpo forestale dello Stato confluisce nei Carabinieri, il governo approva il decreto
Settemila forestali nell'Arma continuando a svolgere i compiti previsti.
Ma nel Palazzo si parla anche dei prossimi: GdF e Polizia penitenziaria

ROMA (Italy) - Su proposta della ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, Il Consiglio dei ministri ha approvato l’assorbimento del Corpo forestale dello Stato. Nello specifico il decreto provvede all’eliminazione delle duplicazioni delle funzioni e alla gestione associata dei servizi comuni. E’ previsto l’assorbimento del Corpo forestale nell’Arma dei Carabinieri, con l’obiettivo di dare unitarietà e più forza anche alla funzione di controllo sul territorio valorizzando la specialità agroambientale. Il testo tiene conto delle indicazioni dei pareri parlamentari, del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata.


Un accorpamento che però continua a non convincere molti, compreso Renzo Moschini, del Gruppo San Rossore, che sulla sua pagina Facebook scrive: «Tra i problemi posti a Mattarella dal Wwf e le altre associazioni ambientaliste vi era quello dello scioglimento del Cf dello Stato per passarlo ai Carabinieri. Il Consiglio dei ministri ha ignorato la cosa e approvato il Decreto di scioglimento. Che si tratti di una delle tante semplificazioni di cui si sta chiacchierando è indimostrabile specie dopo l’approvazione della legge sugli ecoreati che richiede appunto controlli e interventi non genericamente di polizia ma mirati e specializzati. D’altronde lo si è già visto con l’abrogazione delle province e come sono andate e stanno andando con le guardie provinciali anche in Toscana. Eppure incendi, bracconaggio e altri guai sono lì a confermare che il ruolo del Cfs e non solo per ragioni di costituzionalità sarebbe stato bene tutelarlo. Speriamo nessuno pensi che basti cambiare le divise».

Promette battaglia il Movimento 5 Stelle: «Nella distrazione più totale dei media e del Popolo italiano, Renzi e la ministra Madia consumano un atto autoritario senza precedenti nella storia repubblicana. Sciolgono il quasi bicentenario Corpo Forestale dello Stato e costringono gli agenti e i tecnici a mutare il proprio ordinamento da civile in militare. Compromessa l’autonomia investigativa del personale del Cfs che ha permesso la prevenzione e la repressione di numerosi crimini ambientali ed agroalimentari, che con questa controriforma verrà imbrigliata nelle strette logiche militari. Maurizio Martina invece esulta per essere il primo ministro dell’agricoltura a non aver difeso il Corpo forestale dello Stato. L’impegno del M5S è quello di ricostituire il corpo di polizia ambientale autonomo e ad ordinamento civile una volta “saliti” al governo di questo Paese. Nel frattempo partecipiamo all’amarezza di tutte le donne e uomini del Corpo forestale dello Stato che con spirito di abnegazione hanno tutelato il nostro ambiente, la nostra fauna e il nostro agroalimentare».

Secondo i deputati M5S Tatiana Basilio, Massimiliano Bernini e Patrizia Terzoni, "Il presidente del Consiglio dice il falso: nessun coinvolgimento serio è stato fatto rispetto all’assorbimento del Corpo forestale. Al contrario quello del governo è stato un disegno autoritario che ha portato ad una scelta assolutamente contraria al buon funzionamento del Corpo forestale, cui infatti si oppongono in modo evidente sindacati e Cocer di Polizia dello Stato, Polizia penitenziaria, Corpo forestale e Guardia di finanza. Tutto questo, al contrario dei suoi soliti proclami, non ridurrà’ gli sprechi ma, nelle Regioni a statuto speciale, porterà ad una sovrapposizione delle funzioni con i corpi forestali regionali. Renzi verrà ricordato per aver militarizzato un Corpo civile dotato delle più ampie forme di tutela sindacale".

L’idea di risparmiare denaro pubblico investe anche il comparto sicurezza. Da sempre si parla del numero elevato delle forze di polizia in Italia (Carabinieri, Polizia di Stato, Guarda di finanza, Polizia penitenziaria e Corpo forestale dello Stato) e recentemente qualcuno ipotizzava un accorpamento di polizia e carabinieri. Le notizie che arrivano dalle stanze del governo, però, sembrano esser differenti. Perché si parla di far transitare i 30mila finanzieri nell’Arma dei carabinieri con ola conseguente scomparsa delle Fiamme gialle. Diventerebbero poliziotti, invece, i 7mila agenti della forestale dopo la creazione di un dipartimento ad hoc e saranno accompagnati dai colleghi della penitenziaria. In questo modo da cinque forze di polizia ne avremmo solo due ma, assicurano quelli che disegnano la riforma, competenze di materia ed eccellenze verranno mantenute. Nel caso della Guardia di finanza, i suoi uomini continueranno, seppure con la divisa di un altro colore, a fare ciò che fanno dal 1881 e cioè indagini economiche, fiscali e valutarie, repressione del contrabbando, tutela della spesa pubblica, lotta all’evasione fiscale. Una semplificazione (dovrebbe andare a regime nel 2015) che secondo qualcuno mortifica la storia dei tre corpi che scompariranno, ma che permetterà allo Stato di risparmiare due miliardi di euro.


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