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RAI, c'è chi paga il canone e chi incassa stipendi tra 650 e 200mila euro
Il sito della TV di Stato pubblica i compensi di chi vi allieta in TV a colazione, pranzo e cena
L'attacco di Beppe Grillo sul blog del Movimento cinque stelle: ai giornalisti RAI 1.000 euro al giorno...

ROMA (Italy) - Luglio è il mese del canone in bolletta ma è anche il mese dell’operazione trasparenza alla Rai dove fra poche ore saranno pubblicati on line gli stipendi dei dipendenti. Ma solo di quelli che guadagnano oltre 200 mila euro l’anno e dei consulenti che ne mettono in tasca oltre 80 mila. E mentre molti parlano di privacy violata, non saranno resi noti i compensi delle star anche se Brunetta insiste perché ciò accada. Il tetto dei 240mila euro annui è stato risolto con l'emissione di bond proprio nel 2015.


Più in dettaglio, il Dg Rai Antonio Campo Dall'Orto riceve un compenso lordo pari a 650mila euro. La presidente Monica Maggioni pari a 270.000 euro. Marcello Masi, direttore Tg2, pari a 280.000 euro. Bianca Berlinguer, alla guida del Tg3, 280.000 euro. Antonio Di Bella, direttore Rai News, 308.500 euro, mentre il suo vice Alessandro Casarin percepisce 240mila euro. Antonio Preziosi, caporedattore corrispondente per i servizi giornalisti radiofonici e televisivi del Belgio, ha uno stipendio lordo annuo di 245.448 euro. Antonio Rizzo Nervo, Presidente del Centro italiano di Studi Superiori per la formazione e l’aggiornamento in giornalismo radiotelevisivo, invece, di 200mila euro.

Stefano Ziantoni, corrispondente per i servizi giornalistici radiofonici e televisivi dalla Francia, 201.427 euro. Pietro Marrazzo, corrispondente e responsabile ufficio per i servizi giornalistici radiofonici e televisivi dal Medio Oriente, 244.062 euro. Giovanna Botteri, corrispondente-responsabile dell’ufficio di New York per i servizi giornalistici radiofonici e televisivi dagli Stati Uniti, nel 2015 percepiva un compenso economico lordo pari a 200.037,86 euro, ma ora è sceso al di sotto dei 200.000 euro. Il presidente di Rai Pubblicità, Antonio Marano, percepisce invece 392.000 euro annui. Per il direttore del canone, Marco Zuppi, 242.000 euro lordi all'anno.

Il Piano segnala anche i nodi da sciogliere. Non mancano, infatti, dirigenti che non appaiono utilizzati a pieno dopo il cambiamento del loro ruolo e che percepiscono compensi lordi annui pari o superiori ai 200mila euro: Andrea Vianello, ex direttore di Rai3 e attualmente editorialista per le tematiche politiche ed internazionali (Tg2) ha un compenso di 320mila euro lordi annui; Mauro Mazza, ex direttore Tg2 e Rai Sport e attualmente responsabile di progetto in Rai Vaticano, percepisce 340mila euro lordi annui; Francesco Pionati, ex volto del Tg della rete ammiraglia ed ora giornalista inquadrato nel Tg1 ma attualmente distaccato presso Rai Com, alle dirette dipendenze dell’amministratore delegato, percepisce 203.673 euro.

E ancora, Carmen Lasorella, ex volto del Tg2, con ultimo incarico da vicedirettore della Direzione Web, 204.611 euro. Lorenza Lei (ex Dg Rai ed ex Presidente Rai Pubblicità, ora alle dirette dipendenze del Direttore Generale) 243.678 euro. Valerio Fiorespino, ex direttore Risorse umane, ora direttore alle dirette dipendenze del Dg per il supporto ai progetti speciali, 303.678 euro. Non è meno interessante il capitolo dei contratti di collaborazione e consulenza.

Il tetto dei 240 mila euro fissato, invece, per i dirigenti pubblici non riguarda in ogni caso la Rai perché le norme di settore stabiliscono che dal tetto sono escluse le società quotate in borsa e le società non quotate che però emettono titoli negoziati su mercati regolamentati. E, come noto, la Rai ha emesso bond nel 2015.

Beppe Grillo torna all'attacco e stavolta nel mirino ci sono gli stipendi dei dirigenti Rai. Nel giorno in cui il Cda della Rai approva il 'Piano per la trasparenza e la comunicazione aziendale' il leader del Movimento Cinque Stelle avvia la polemica contro i "megastipendi Rai". "Abbiamo scoperto che ci sono dirigenti RAI che percepiscono fino a 600 mila euro l’anno, come il direttore generale Campo Dall’Orto, mentre i direttori di Tg e di rete guadagnano in media 1.000 euro al giorno", ha scritto Grillo sul proprio blog, "Questo mese pagheremo 70 euro di Canone RAI, l'ennesimo balzello nella nostra bolletta elettrica. Se vi chiedete cosa state pagando, questi megastipendi sono la risposta". Grillo si scaglia poi contro i deputati del Pd, lanciando l'hashtag #PdPagaTu, per aver votato contro un emendamento dei Cinque Stelle che avrebbe impedito lo sforamento del tetto di 240 mila euro. "Se fosse stata applicata la legge si sarebbero risparmiati milioni di euro all'anno", ha scritto Grillo, "I deputati Pd che hanno votato a favore del mantenimento del cavillo devono restituire questi soldi allo Stato di tasca loro e gli stipendi dei dirigenti devono essere portati immediatamente al limite vigente". Sullo stesso argomento il Movimento Cinque Stelle ha pubblicato un post sul proprio profilo Facebook in cui afferma che "con il MoVimento 5 Stelle al Governo finiranno i tempi dei privilegi della politica e degli stipendi milionari per i dirigenti delle società pubbliche. È solo questione di tempo".


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