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Elezioni in Austria, dominano i Popolari ma soprattutto "vola" la Destra
I paesi europei virano sempre più verso il nazionalismo: dopo Ungheria e Polonia ora tocca agli austriaci

ROMA (Italy) - Stile elegante, capelli pettinati all'indietro, niente cravatte, Sebastian Kurz, "il ragazzo prodigio" a soli 31 anni, è riuscito ad affascinare gli austriaci e a conquistarne la fiducia. L'Oevp, il partito dei popolari da lui guidato, ha vinto le elezioni con oltre il 31% dei consensi e il suo leader potrebbe ora diventare il più giovane capo di governo in Europa. Nato a Vienna nel 1986, Kurz è entrato nel 2003, appena 17enne, tra i giovani del Partito Popolare Austriaco. Avanzano anche i nazionalismi che continuano a sedurre parte della popolazione del Vecchio Continente anche con temi quali anti-immigrazione e anti-Europa.


Il ragazzo prodigio della politica austriaca ha avuto una carriera lampo. Membro del consiglio comunale di Vienna, Kurz ha ottenuto il suo primo incarico politico - sottosegretario all'Integrazione all'interno del ministero dell'Interno - all'età di 24 anni. A 27 era ministro degli Esteri. Nel maggio del 2017 è stato nominato presidente del Partito popolare austriaco, partito che oggi esce trionfante dalle elezioni. Il giovane politico ha legato la propria immagine alla sua posizione di chiusura sull'immigrazione e allo sforzo messo in atto per contribuire a chiudere la rotta balcanica all'inizio del 2016. Da quando è salito ai vertici dell'Oevp, Kurz ha lavorato intensamente per trasformare il partito in un movimento di massa, cercando l'appoggio di personaggi del mondo dello sport, della scienza e dell'industria. Oltre a promettere un taglio delle tasse e una riduzione della burocrazia, ha fatto leva sul tema dell'immigrazione per allargare la base del suo elettorato, insistendo sulla lotta all'immigrazione illegale e la minaccia dell'Islam politico. In uno dei video di propaganda per la campagna elettorale si vede intento a scalare all'alba in solitaria una vetta sulle Alpi: "Fare la cosa giusta è una decisione che dovete spesso prendere da soli", recita la sua voce fuoricampo. Una voce che è riuscita a sedurre l'Austria.

L'Austria vira quindi a destra come da pronostico: i popolari di Kurz balzano al 31,7% dei consensi, il 7,7% in più del 2013, mentre l'estrema destra del Fpoe guidato da Heinz-Christian Strache avanza al 25,9% dei voti, con il 5,4% in più dei consensi, ma fallisce il sorpasso dei socialdemocratici del cancelliere Christian Kern, che incassano un 27,1%, più o meno lo stesso risultato di quattro anni fa. L'Austria va a destra. Il partito dei popolari 'Oevp' - guidato da Sebastian Kurz (31 anni, a breve il più giovane capo del governo in Europa) - ha ottenuto più del 31% dei voti, oltre sette punti in più rispetto alle ultime elezioni. I nazionalismi stanno però continuando a sedurre una parte della popolazione di diversi Paesi del Vecchio Continente, facendo di temi quali anti-immigrazione e anti-Europa il proprio punto fermo.

Germania - A fine settembre l'ultradestra di 'Alternative fuer Deutschland' (Afd) guidata da Alexander Gauland è entrata in Parlamento dopo aver dimostrato di essere il terzo partito del Paese. L''Afd' - fondata appena 4 anni fa - è uscita dalle elezioni federali con il 12,6% dei voti, assicurandosi una rappresentanza di oltre 80 deputati al Bundestag.

Ungheria - Viktor Orban è stato eletto per il suo terzo mandato a maggio 2014 con i voti favorevoli dei 130 deputati del suo partito 'Fidesz' e degli alleati Cristiano-democratici; contrari i 57 deputati dell'opposizione. Il voto gli ha permesso di confermare la maggioranza dei due terzi dei seggi che ha usato nel precedente mandato.

Francia - La presidente del 'Front National' Marine Le Pen - dopo aver sfidato Emmanuel Macron alle presidenziali (prendendo circa 3 milioni di voti al primo turno) - è entrata per la prima volta all'Assemblea nazionale, eletta nel seggio parlamentare di Pas-de-Calais con circa il 58% dei voti. In Assemblée Nationale, 'Fn' ha 7 seggi grazie agli oltre 2 milioni e 900mila voti presi alle elezioni.

Repubblica Ceca - Con il voto fissato al 20 e 21 ottobre per rinnovare la Camera dei deputati, come già avvenuto in Germania e Austria, sembra che anche nella Repubblica Ceca si stia avvicinando una svolta a destra con il partito 'Ano 2011' ('Azione dei Cittadini Insoddisfatti') sostenuto da una parte dell'opinione pubblica stanca dell'ondata migratoria degli ultimi anni. Fondato nel 2012 da Andrej Babis, ha ottenuto un ottimo risultato alle elezioni parlamentari del 2013 con il 18,7% e 47 deputati.

Polonia - C'è il governo nazionalista di Beata Szydlo controllato da 'Diritto e Giustizia' (PiS), partito di destra ed euroscettico a cui appartiene il presidente polacco Andrzej Duda. Il movimento conservatore anti-Ue fondato nel marzo 2001 dai gemelli Lech e Jaroslaw Kaczynski si è imposto alle parlamentari dell'ottobre 2015 ottenendo circa il 39% dei voti.


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