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Nuova legge elettorale, l'asse Renzi, Berlusconi, Salvini, Alfano alla conquista dell'Italia
Il Rosatellum "pro Verdini" nelle parole di Monti: "una legge che contribuirà ad aumentare il disprezzo degli italiani verso la politica". Una sola scheda elettorale con già indicati i nomi dei candidati scelti dai partiti

ROMA (Italy) - Il Rosatellum è legge. Con 214 sì, 61 no e 2 astenuti è stata approvata la legge con cui si andrà a votare, con ogni probabilità, a marzo 2018. Pd, centristi, Forza Italia e Lega, i contraenti del patto, difendono il testo che addirittura l'ex premier Monti ha definito "una legge che contribuirà ad aumentare il disprezzo degli italiani verso la politica". Una legge costruita su misura scegliendo il 3% come soglia di sbarramento anzichè il 5% e la candidabilità all'estero per i politici non eleggibili in Italia. Ora "il pacco" passa nelle mani del Presidente Mattarella per "la scontata" approvazione. Ecco il "Rosatellum" spiegato in otto punti. (Photo: proteste di piazza dopo il voto al Senato)


E così nella giornata in cui il Rosatellum diventa legge, la scena se l'è presa tutta, a sorpresa, Denis Verdini. Dopo i conti di ieri su quanto avrebbe più o meno inciso il voto dei verdiniani per garantire il numero legale e salvare legge e governo, il leader di Ala oggi ha parlato in chiaro. E' intervenuto a sopresa in aula e ha regalato l'unico guizzo della mattinata rivendicando i voti che ieri (vedi le Unioni civili, come ricordato anche da Matteo Renzi), oggi e domani la sua componente ha assicurato e assicurerà al governo.

Roberto Calderoli su Matteo Renzi. "Ve lo dico da amico. fermate il pazzo. Nei 1000 giorni di governo ha mandato a fondo il Paese, ha distrutto il Pd e fa passare una legge elettorale che, probabilmente, determina l'estinzione del partito. Renzi è imbarazzante. Tenetelo sul treno, perché se scende dal treno lo aggrediscono. Caro Matteo non hai nulla di cui stare sereno".

Il capogruppo dei 5 Stelle, Giovanni Endrizzi, che ha definito il Rosatellum, una legge "bunga-bunga, un'orgia di pluricandidati in cui l'utilizzatore finale è immancabilmente sempre lo stesso. Siete la stessa banda, voi senza idee, senza programmi, ma con il medesimo progetto, mantenere le poltrone per continuare a sfinire e spolpare una nazione allo stremo".

Sinistra Italiana e Mdp. Dice Maurizio Migliavacca: "Otto fiducie non si erano mai viste nella storia parlamentare né con la Repubblica né con la monarchia" e tutto "per una legge che non garantisce maggioranze" e porta dritti a un governo Pd-Forza Italia. Anche il senatore a vita Mario Monti ha votato contro il Rosatellum. Una "legge che non condivido nel merito e che contribuirà ad aumentare il disprezzo degli italiani verso la politica".

SCHEDA UNICA: a differenza del Mattarellum, in cui c'erano due schede, è prevista una scheda unica nella quale il nome del candidato nel collegio è affiancato dai simboli dei partiti che lo sostengono. Non è consentito il voto disgiunto.

COLLEGI: il 36% dei seggi viene assegnato con un sistema maggioritario basato su collegi uninominali, il 64% viene assegnato con criteri proporzionali. Alla Camera sono previsti 232 collegi uninominali, gli altri 386 seggi sono assegnati con il proporzionale a cui vanno aggiunti gli altri 12 seggi nelle circoscrizioni estere. Al Senato i collegi uninominali sono 102 e 207 i plurinominali oltre ai 6 seggi degli eletti all’estero.

SOGLIA DI SBARRAMENTO: la soglia di sbarramento è al 3% per le singole liste e al 10% per le coalizioni a livello nazionale sia alla Camera che al Senato.

COALIZIONI: il Rosatellum prevede le possibilità di coalizzarsi. Basta una "dichiarazione di apparentamento". Quindi no programma e candidati comuni. I voti delle liste collegate che non raggiungono il 3 per cento, ma superano l'1, vanno assegnati alla coalizione.

PLURICANDIDATURE: sono consentite fino a un massimo di 5 nei listini proporzionali. Un candidato del collegio uninominale può anche candidarsi, sempre per un massimo di 5, nel proporzionale.

QUOTE DI GENERE: sia nei collegi uninominali che in quelli plurinominali nessuno dei due generi può essere rappresentato in misura superiore al 60%. La ripartizione della quota di genere per il Senato, sia nell'uninominale che nel proporzionale, è su base regionale e non nazionale.

FIRME: i gruppi parlamentari che si sono costituiti prima del 15 aprile 2017 (come Mdp) non dovranno raccogliere le firme. Inoltre, si dispone che solo per le prossime elezioni politiche il numero di firme venga dimezzato (da circa 1.500 a circa 750) per le nuove formazioni politiche e per chi non ha un gruppo autonomo in Parlamento.

ITALIANI CANDIDATI ALL'ESTERO: una novità introdotta dal Rosatellum è quella che i residenti in Italia possono candidarsi anche all'estero. Nella stessa norma si specifica che non possono essere candidati gli italiani residenti all'estero che hanno ricoperto ruoli politici nel paese in cui vivono nei cinque anni precedenti.


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La nuova legge elettorale "regalata agli italiani" passa alla Camera con i voti dei partiti di Renzi, Berlusconi, Salvini e Alfano. Per le opposizioni: spunta la norma "salva-Verdini" per candidarlo all'estero

ROMA (Italy) - Nonostante i malumori, il malcontento della piazza e lo spettro dei franchi tiratori tornato ad aggirarsi in Transatlantico, il Rosatellum bis ha avuto il via libera dalla Camera grazie al voto congiunto di Lega, Forza Italia, Pd e Ap, reggendo alla prova del voto segreto. Un traguardo che ha messo d'accordo anche chi all'inizio appariva più refrattario a piegarsi a una legge partorita dal Pd e guardata tuttora con sospetto dagli scranni del Parlamento. Non si fermano le polemiche attorno al Rosatellum. Al voto finale ci si è arrivati tra proteste e manifestazioni di piazza accompagnate da urla e fischi e all'indomani del voto le polemiche ancora non si placano.


L'intesa a quattro, sottoscritta da Lega, Forza Italia, Pd e dai centristi di Ap ha retto, in barba a chi avrebbe voluto affossare la legge elettorale nel segreto dell'urna. Una legge nata, nelle intenzioni, con l'obiettivo di garantire la rappresentatività ma che in realtà, a detta di molti, non permetterebbe ad alcun polo di raggiungere la maggioranza. Tutto, comunque, si riduce nel capire a chi conviene cosa. Sicuramente il Rosatellum bis potrebbe favorire tutti i grandi partiti che l'hanno sostenuto. Due terzi dei seggi verrebbe assegnato con criteri proporzionali, mentre il 36% sarebbe attribuito con un sistema maggioritario basato su collegi uninominali. Tale distribuzione parrebbe favorire tutti i partiti disposti ad allearsi. Lo sbarramento del 3% per le singole liste, inoltre, accontenterebbe i piccoli partiti, come i centristi dell'area di Alfano, che temevano lo sbarramento al 5%.

Dopo il dibattuto confronto in Aula, ieri è arrivato anche il via libera alla contestata norma - ribattezzata salva-Verdini - che consente agli italiani residenti in Italia di potersi candidare in una ripartizione delle circoscrizioni estere. L'accusa, mossa soprattutto dal Movimento 5 Stelle, è che di questo emendamento, che porta la firma di Maurizio Lupi, potrebbe usufruire appunto il leader di Ala, i cui guai con la giustizia ne rendono difficile la candidatura in Italia. La norma sarebbe quindi, secondo i grillini, studiata su misura per permettere a Denis Verdini di candidarsi altrove, visto che in patria non troverebbe posto in lista. "La norma salva-Verdini è una vergogna, di cui Renzi è responsabile in tutto e per tutto visto che i suoi l'hanno votata in commissione", tuona Carlo Sibilla dalle fila del Movimento. "Per far passare la legge elettorale, il Pd si presta a una norma che permetterà di candidare all'estero anche chi non è residente all'estero, come per esempio Denis Verdini".

L'attribuzione del 36% dei seggi col sistema maggioritario basato su collegi uninominali (ogni coalizione potrà presentare un solo candidato), piace a Forza Italia ma fa tremare i grillini, contrari da sempre ad alleanze. Tuttavia, stando a quanto emerge dagli ultimi sondaggi, con il Rosatellum bis il Movimento guidato da Luigi Di Maio sarebbe il primo partito alla Camera. Certo, costruire una maggioranza, è un altro paio di maniche. Il sistema non risparmia mal di pancia neanche tra gli scissionisti di Mdp, in corsa solitaria e piuttosto restii a sottoscrivere un patto con altri partiti. A meno che non spunti fuori un'alleanza dell'ultima ora.

A Palazzo Madama, non è escluso, che per evitare ostruzionismo, venga invocato l'istituto della fiducia anche in Senato, dove martedì la legge dovrebbe essere incardinata in commissione, per poi arrivare in Aula dopo una decina di giorni. Il testo potrebbe essere licenziato tra il 24 e il 25 ottobre, al massimo entro il 31 ottobre, comunque prima della legge di Stabilità.


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La nuova legge elettorale: due parlamentari su tre nominati dai partiti e salvezza dei partitini con il 3%
Caos alla Camera sulla richiesta del Governo di "porre la fiducia", M5S: un atto eversivo sulla pelle degli italiani

ROMA (Italy) - Il governo ha posto la fiducia sul Rosatellum bis. La fiducia serve per "blindare" e salvare il testo sull'intesa tra Pd, Ap, Forza Italia e Lega sul sistema misto e salvare i partitini al 3%. Subito è scattata la rivolta tra le file della sinistra e, soprattutto, fra i 5 Stelle. Pd, Lega Nord, Forza Italia, Ap, Direzione Italia, Scelta civica, Civici e innovatori si sono espressi a favore. Contrari M5S, Fdi-An, Sinistra italiana, Mdp e Alternativa libera. Insorge il partito pentastellato con Grillo, Di Maio e Di Battista: E' il momento di dire basta! Da domani (mercoledì 11 ottobre) alle 13 presidio permanente davanti Montecitorio fino al voto finale. (Photo: i rappresentanti dei partiti che voteranno SI alla nuova legge)


Il Rosatellum bis approda a Montecitorio, dando così il via all'iter: la fiducia serve per blindare il testo contro ogni rischio di tenuta dell'intesa tra Pd, Ap, Forza Italia e Lega sul sistema misto che prende il nome dal capogruppo dem a Montecitorio, Ettore Rosato. Cinque i punti essenziali della legge elettorale sottoposta al giudizio dei deputati: la scheda unica (nella quale il nome del candidato nel collegio è affiancato dai simboli dei partiti che lo sostengono); i collegi (con il 36% dei seggi assegnato con un sistema maggioritario basato su collegi uninominali e il 64% assegnato con criteri proporzionali); la soglia di sbarramento (al 3% per le singole liste e al 10% per le coalizioni a livello nazionale sia alla Camera che al Senato); le pluricandidature, che salgono a 5; le firme da raccogliere per la candidatura (circa 750, dimezzate rispetto al testo originario della legge).

Circa 200 gli emendamenti che saranno sottoposti all'esame dell'aula, tutti o quasi dei partiti che si oppongono al provvedimento: 55 solo quelli presentati dal M5S, 28 di Mdp, 18 di Sinistra Italiana. Sette quelli presentati da Forza Italia, che lo sostiene. E, per votarli, si chiederà con ogni probabilità il voto segreto. E' stato proprio Rosato a chiedere a nome della maggioranza l'opportunità del voto di fiducia. Il rischio che ci siano dei cambiamenti nei voti segreti era un rischio che avrebbe affondato la legge elettorale". Ma come funziona la nuova legge elettorale?

SCHEDA UNICA: a differenza del Mattarellum, in cui c'erano due schede, è prevista una scheda unica nella quale il nome del candidato nel collegio è affiancato dai simboli dei partiti che lo sostengono. Non è consentito il voto disgiunto

COLLEGI: il 36% dei seggi viene assegnato con un sistema maggioritario basato su collegi uninominali, il 64% viene assegnato con criteri proporzionali.

SOGLIA DI SBARRAMENTO - la soglia di sbarramento è al 3% per le singole liste e al 10% per le coalizioni a livello nazionale sia alla Camera che al Senato.

CANDIDATURE - rispetto al testo base le pluricandidature salgono da 3 a 5.

FIRME: dimezzato rispetto al testo originario il numero delle firme da raccogliere che passa da 1.500-2.000 a circa 750.

Non è passata, in commissione Affari costituzionali la proposta del M5S che impedisce la presentazione di una lista elettorale guidata da un capo incandidabile, secondo le norme della legge Severino ribattezzata anti-Berlusconi.

Pier Luigi Bersani, dopo l'annuncio della fiducia da parte del governo "Non si rendono conto... Questo aprirà un altro solco tra istituzioni, politica e cittadini. Un solco micidiale, non si rendono conto della responsabilità che si prendono. E' una vergogna. Io dico soltanto: si è aperta una questione democratica grossa come una casa".

M5S - Subito è scattata la rivolta tra le file della sinistra e, soprattutto, fra i 5 Stelle: "E' una vergogna, un atto indegno. Per la seconda volta nella legislatura un governo vuole blindare una legge elettorale, vietando il dibattito in Parlamento", dice il leader di 'Possibile' Pippo Civati, seguito da quello di Mdp Speranza ("mettere la fiducia sulla legge elettorale a pochi giorni dallo scioglimento delle Camere è oltre i limiti della democrazia") - e dal Cinquestelle Toninelli, che su Twitter parla di "atto eversivo e incostituzionale fatto da chi ha paura dei suoi" mentre invita gli italiani a scendere in piazza per protestare.

"Tutto questo fa vomitare. Io l'ho chiamato un 'colpo di stato istituzionale' fatto a 'norma di legge' da dei fuorilegge! Ci opporremo in ogni modo. Spero che, al di là delle proprie appartenenze politiche, il Popolo italiano sappia reagire", afferma Alessandro Di Battista. "Convocheremo il popolo in piazza" promette il candidato premier, Luigi Di Maio. "Chiameremo i cittadini in piazza domani pomeriggio. Sarà un momento importante, protesteremo contro questo scempio". Mentre Grillo dichiara: "La misura è colma. Non solo hanno architettato una legge elettorale che non consente ai cittadini di scegliere - senza preferenze e con un sistema che disperde il voto - ma adesso stanno anche impedendo al Parlamento di discuterla questa legge. E' il momento di dire basta! Da domani (mercoledì 11 ottobre) alle 13 presidio permanente davanti Montecitorio fino al voto finale".

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, pur non esprimendo ovviamente valutazioni nel merito del testo in esame in Parlamento o di scelte diverse in materia e neppure sul voto di fiducia che attiene al rapporto Parlamento-governo, continua a considerare positivo l’impegno in Parlamento per giungere a una nuova legge elettorale, auspicando che questo avvenga con ampio consenso. E' quanto si apprende in ambienti del Quirinale.

Leggi anche: Al Parlamento, in quattro anni, si contano 526 cambi di casacca.
"Le trasformazioni": 229 al Senato e 297 alla Camera. Intanto, per loro è scattata anche la pensione.


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Emirates migliore linea aerea del mondo. L'annuncio da Skytrax World Airline Awards 2016. Questa è la quarta volta che Emirates vince il miglior riconoscimento da quando i premi sono stati introdotti 15 anni fa; la compagnia ha vinto il primo riconoscimento Skytrax come Migliore compagnia al mondo nel 2001, ancora nel 2002 e nel 2013. In totale, Emirates ha vinto un totale di 20 premi Skytrax World Airline dal 2001. (Continua...)