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Scuola, il Ministero ai genitori: "Dovete andare a prendere i figli all'uscita, lo dice la legge"
Dopo la sentenza della Cassazione il Ministro dell'Istruzione Fedeli ribadisce l'accompagnamento fino a 14 anni

ROMA (Italy) - Il ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli ha commentato la sentenza della Cassazione secondo cui gli studenti minori, anche quelli delle scuole Medie inferiori e superiori, vanno consegnati ai genitori al termine delle lezioni e non possono allontanarsi da soli. In base alla normativa attuale, infatti, la scuola ha il dovere di sorveglianza sugli studenti minori per tutto il tempo in cui le sono affidati. La vicenda nasce da una recente sentenza della Corte di Cassazione che ha condannato un dirigente scolastico per non aver affidato ad un adulto il ragazzino quindicenne morto sotto lo scuolabus.


La recentissima pronuncia della Corte di Cassazione ha stabilito che il coinvolgimento di un minore in un incidente fuori dal perimetro scolastico non esclude la responsabilità della scuola. La vicenda nasce da una recente sentenza della Corte di Cassazione che ha condannato un dirigente scolastico per non aver affidato ad un adulto il ragazzino quindicenne morto sotto lo scuolabus. La Cassazione ha affermato che l'obbligo di vigilanza in capo all'amministrazione scolastica, discendeva da una precisa disposizione del Regolamento d'istituto, che poneva a carico del personale scolastico l'obbligo di far salire e scendere dai mezzi di trasporto davanti al portone della scuola le alunne e gli alunni, compresi quelli delle scuole medie, e demandava al personale stesso la vigilanza nel caso in cui i mezzi di trasporto ritardassero.

"Le scelte e le decisioni dei presidi, in materia di tutela dell'incolumità delle studentesse e degli studenti minori di 14 anni, sono conformi al quadro normativo attuale, come interpretato ed applicato dalla giurisprudenza. È una questione di assunzione di responsabilità nell'attuazione di norme che regolano la vita nel nostro Paese, pensate per la tutela più efficace delle nostre e dei nostri giovani". Così il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, sul dibattito in corso relativo all'obbligo di vigilanza sui minori all'uscita dagli istituti scolastici, anche a seguito di una recente ordinanza della Cassazione intervenuta sul tema.

Da quando l’ordinanza della Cassazione (terza Sezione Civile) 21593/2017 ha rigettato i ricorsi proposti avverso la sentenza della Corte d’Appello di Firenze in merito ad una vicenda giudiziaria (penale e civile) cominciata nel 2003 a seguito della morte di un alunno di 11 anni, investito all’uscita da scuola da un autobus, la questione desta particolare interesse - cita il giornale specializzato "Orizzonte Scuola". In particolare cagiona apprensione la paventata condanna per abbandono in caso di uscita autonoma del minore, che ha indotto molti dirigenti a disporne il divieto nel primo grado, suscitando le proteste delle famiglie. Il reato disciplinato dall’art. 591 c.p., si configura nei confronti di: Chiunque abbandona una persona minore degli anni quattordici, ovvero una persona incapace, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia, o per altra causa, di provvedere a se stessa, e della quale abbia la custodia o debba avere cura. L’uscita autonoma dei minori infraquattordicenni, quindi, non costituisce di per sé un reato (né la norma in esame, a tutela del minore e dell’incapace, testualmente la vieta) ma potrebbe essere sanzionata laddove costituisca abbandono, situazione che va accertata nello specifico caso.


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