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Per gli States la capitale d'Israele è Gerusalemme! Trasferita l'ambasciata Usa da Tel Aviv
L'annuncio di Trump scatena le ire dei palestinesi che dichiarano "guerra" alla decisione americana

ROMA (Italy) - Nei giorni scorsi l'ha annunciato, facendo scorrere fiumi di inchiostro e mettendo in allerta la comunità internazionale. E oggi, quasi sicuramente, terrà fede alle sue promesse. Donald Trump è pronto a riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele. Una decisione radicale, che si prepara a spostare gli equilibri già precari tra Israele e Palestina. Il presidente statunitense farà la sua dichiarazione nel corso di un discorso previsto alla National Defense University, durante il quale si pronuncerà anche sul trasferimento dell'ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme. Iter che, tuttavia, non avverrà nell'immediato.


Il presidente americano Donald Trump riconoscerà Gerusalemme come capitale israeliana. Lo hanno affermato funzionari dell'amministrazione Usa, aggiungendo che l'iter per il trasferimento dell'ambasciata degli Stati Uniti da Tel Aviv a Gerusalemme non avverrà nell'immediato. Trump farà la sua dichiarazione nel corso di un discorso previsto per oggi alla National Defense University.

Lo status di Gerusalemme, un sito sacro per israeliani e palestinesi, è estremamente controverso. Israele ha sempre considerato Gerusalemme come la sua capitale, mentre i palestinesi rivendicano Gerusalemme Est come capitale di un futuro stato palestinese. Nel riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, gli Stati Uniti diventano il primo paese a farlo fin dalla fondazione dello Stato nel 1948.

E mentre Israele accoglie con favore i propositi di Trump, dal mondo arabo ieri si è levata un'unica voce di dissenso: diversi leader, tra cui il turco Erdogan e il re giordano Abdhallah hanno sottolineato che la decisione del presidente americano rischia di far esplodere una polveriera nella regione, mettendo in serio pericolo la stabilità e il processo di pace tra palestinesi e israeliani. Ma perché la questione è così controversa? E cosa accadrebbe se Trump riconoscesse la città santa come capitale dello Stato ebraico?

Secondo gli ultimi dati a Gerusalemme vivono circa 850mila persone tra cui il 37% arabi e il 61% ebrei.

Lo status di Gerusalemme, sito sacro per israeliani e palestinesi, è estremamente controverso. Israele ha sempre considerato Gerusalemme come la sua capitale, mentre i palestinesi rivendicano Gerusalemme Est come capitale di un futuro stato palestinese. Nel riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, gli Stati Uniti diventerebbero il primo Paese a farlo fin dalla fondazione dello Stato nel 1948.

Gerusalemme è riconosciuta città sacra dalle tre principali religioni monoteiste, Ebraismo, Cristianesimo e Islam. La città è sacra per gli ebrei, in quanto storico simbolo della patria ebraica e luogo dove fu eretto il Monte del Tempio, l'edificio sacro più importante per l'ebraismo, del quale oggi resta il Muro del pianto. Allo stesso modo, Gerusalemme è ritenuta sacra per i cristiani poiché si tratta del luogo in cui Gesù ha vissuto gli ultimi momenti della propria vita e dove, secondo la tradizione cristiana, è stato sepolto e, secondo il culto, è risorto. Altrettanto sacra Gerusalemme lo è per i musulmani, in quanto sostengono che Maometto sarebbe asceso in paradiso da Gerusalemme, che dopo la Mecca e Medina è il terzo luogo più sacro per l'Islam.

La questione tra Israele e Palestina è assai intricata. Dopo il controllo ottomano, e il mandato britannico che permise al Regno Unito di governare la Palestina tra il 1920 e il 1948, nel 1947 l'Onu decide di spartire il territorio in due Stati, Israele e Palestina. Gli Arabi però si ribellano, dando inizio ai primi conflitti a fuoco. Tra i due Stati inizia una prima guerra, nella quale lo Israele batte il suo avversario. Gerusalemme viene divisa in due parti nel 1949, quando termina la prima guerra tra israeliani e arabi. Israele controlla la parte Ovest della città, mentre alla Giordania spetta il contro della parte Est, dove si trova la 'città vecchia', che include la Cupola della Roccia, la Spianata delle moschee, (tra cui la moschea di Al Aqsa) e la Basilica del Santo Sepolcro. Tra Gerusalemme Ovest e Gerusalemme Est viene tracciato un confine, la cosiddetta 'Green Line'. Ma nel 1967, dopo la Guerra dei sei giorni la situazione muta ancora: Israele conquista e annette Gerusalemme Est, dove si trova la maggior parte degli arabi. Nel 1980 il parlamento israeliano, la Knesset, dichiara Gerusalemme "capitale eterna e indivisibile". Ma né l'Onu né la comunità internazionale riconoscono la sovranità di Israele su Gerusalemme Est. Dopo diverse risoluzioni fallite, da anni si cercano negoziati per risolvere la questione.

Nessun paese occidentale ha la propria ambasciata a Gerusalemme. Tutti i Paesi, un'ottantina in tutto, hanno la propria ambasciata a Tel Aviv. Nel 1980 soltanto la Costa Rica e El Salvador decisero di spostare la propria ambasciata a Gerusalemme, prima di fare dietrofront nel 2006, riportando le loro sedi diplomatiche a Tel Aviv. Anche gli Stati Uniti hanno la propria ambasciata a Tel Aviv ma nel 1995, con una legge approvata dal Congresso, decidono di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele e di spostare l'ambasciata. Nessun presidente americano però ha mai approvato il trasferimento. La legge consente infatti al presidente americano in carica di rinviare la decisione ogni sei mesi. 'Prassi' alla quale si sono tenuti tutti i presidenti, compreso Trump, che a giugno ha firmato un atto del genere. Ora però è intenzionato a cambiare direzione.

Riconoscendo Gerusalemme come capitale di Israele, Trump terrebbe fede a quanto promesso in campagna elettorale. Secondo la 'Cnn', c'è altra ovvia ragione per cui il presidente americano abbia deciso di compiere questa mossa ora. In passato, funzionari dell'amministrazione Trump ammisero che con il riconoscimento della città santa come capitale di Israele, il tycoon avrebbe semplicemente riconosciuto la realtà dei fatti, ossia che Gerusalemme è già la capitale di Israele. Inoltre, hanno spiegato i funzionari, la decisione di riconoscere Gerusalemme come capitale dello Stato ebraico non inciderebbe su questioni come confini e sovranità, decisioni che spettano ai negoziati.

Gerusalemme però è anche Terra Santa, non solo una capitale oggetto di disputa. La Giordania e l'Arabia Saudita, custodi dei luoghi sacri dell'Islam, hanno lanciato avvertimenti sul fatto che la mossa di Trump potrebbe essere la miccia che infiammerà il mondo musulmano. La decisione statunitense "farà divampare il conflitto e porterà ad un'escalation di violenza in tutta la regione" ha detto il premier del governo dell'Anp Rami al-Hamdallah, sottolineando che l'eventuale trasferimento dell'ambasciata Usa, "porrà fine al processo di pace e alla soluzione dei due stati".


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