Federica Pignataro
Inviata a Perugia

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Roberto Saviano al teatro Morlacchi di Perugia per la chiusura del festival del giornalismo
Clip e tante parole per raccontare di “Quelle storie non si devono raccontare”

PERUGIA (Italy) - A Perugia Roberto Saviano ha parlato per un’ora delle situazioni criminose e criminali in Italia e nel mondo anticipando il suo libro “Quelle Storie non si devono raccontare”, una serata dedicata, dunque alla forza della parola e del racconto e al coraggio di chi racconta il potere senza lasciarsi intimidire, costi quel che costi. Roberto Saviano, già autore di successo con “Gomorra”, è costretto a vivere dall’ottobre del 2006 costantemente sotto scorta: da qui il titolo del suo ultimo libro presentato in anteprima al pubblico del festival umbro.


Lui nei suoi libri usa la letteratura ed il reportage per raccontare la realtà economica, di territorio e d’impresa della Camorra e della criminalità organizzata in senso più generale. Prima di uscire sul palco, l’organizzatrice Arianna Ciccone lo ha pubblicamente ringraziato a nome di tutte le persone che fanno parte della macchina complessa del festival per averle sostenute anche quando l’evento era molto più piccolo e ringraziato anche per le storie che racconta e che ha il coraggio di raccontare, storie che servono a migliorare la qualità del giornalismo e in generale della democrazia.

Saviano si è dichiarato felicissimo di partecipare a questo festival che, ha detto, ha ormai raggiunto grande fama mondiale ed ha pubblicamente ringraziato Arianna Ciccone, co-fondatrice e direttrice dell’International Journalism Festival per averlo di nuovo invitato perché è un appuntamento a cui ci tiene davvero tanto.

Ha così iniziato a parlare delle elezioni americane di come l’elettorato si sia così profondamente diviso in due parti, quello della coerenza che faceva capo ad Hilary Clinton, e quello della falsità che faceva capo a Trump. Chi l'ha votato l’ha fatto perché si è sentito tradito dal linguaggio democratico, quello che ha fatto promesse e non ha mantenuto ed allora si è rivolto alla parte “menzognera” sperando in un cambiamento, quel cambiamento che l’altra parte non ha saputo fare, perché uno sbaglio oggi, nella società contemporanea non è più tollerato, né in America, né in qualsiasi altra parte del mondo.… Il dibattito politico e democratico si è completamente ribaltato. Oggi non si vogliono più risultati di contenuto, che richiedono tempo, oggi si vuole “rumore”e Trump ha saputo fare rumore! . Questo post ha avuto molto più successo di qualsiasi altro serio e vero contenuto.

Oggi i contenuti non li si calcola più, oggi si bada di più alla velocità dei messaggi, non importa se veri o falsi, l’importante è che colpiscano chi legge, attirino la sua attenzione. Ha parlato del grandissimo corto circuito creato dal web, attraverso cui tutto diventa veloce e superficiale, una velocità a volte simpatica, ma spesso pericolosa quando si tratta di argomenti come i vaccini, come la mafia, come l’ISIS perché spesso non è la vera realtà, i veri contenuti che giungono agli utenti. La velocità dei link, dei post spesso tradiscono superficialità. Quindi ha mostrato un video in sala di un cantante, Enzo Dong che si rende interprete dei ragazzi della storia di Napoli, delle zone più degradate come Scampia, Secondigliano, e diventato famoso per un pezzo che si chiama “Higuain” e dove il verso è abbastanza “tosto” e dice “mi diverto solo se a morire è un Higuain” dove il cantante “Higuain” è simbolo di “infame”, perché era un grande attaccante del Napoli, passato poi alla Juventus demolendo tutto l’amore che i partenopei avevano verso questo calciatore, perché secondo i napoletani poteva scegliere qualsiasi altra squadra, ma la Juventus proprio no!

La cosa che Saviano fa notare nel video è Scampia, ma la cosa che turba è la presenza di bandiere dell’ISIS, è il paragone che questi ragazzi fanno fra loro e i componenti dell’ISIS, “ che sparano come noi … disposti a morire come noi”. Le periferie del mondo ormai non hanno più ideali … a loro interessano solo i soldi e per quelli farebbero di tutto. La clip racconta quello che ormai si vede intorno, la paura dei giovani che, però, diventa il capitale del loro vivere, guardano altrove e cercando di fare loro stessi paura. Sono figli di “paranza” a cui non piace l’alternativa fatta di lavoro duro e di sacrifici.

Nelle periferie puoi scegliere come morire, non più come vivere, nelle periferie si gestisce lo spaccio, si corrompono le guardie, sei disposto a morire pur di fare soldi ed allora si cercano soldi per investire in cocaina, il petrolio bianco che ti rende ricco, anche se rischi di morire o di finire in galera. Sono ragazzi, figli di “paranza” a cui non piace l’alternativa fatta di lavoro duro e di sacrifici. I giovani delle periferie vogliono divertirsi, anche se sanno che potrebbero vivere poco, ma vogliono divertirsi, si definiscono come lo “Champagne” che una volta aperto non si può più richiudere, una vita veloce, ma piena, pericolosa, ma emozionante. In queste periferie si muore presto o “ci si becca 25 anni”. "Questo" - dice Saviano - sta accadendo in Italia, e non è un problema solo napoletano, è un problema di tutte le periferie d’Italia. Questa è la denuncia che Saviano ha portato sul palco del Morlacchi di Perugia, una denuncia che sa che non risveglierà le coscienze perché la nazione sembra non accorgersene…". Queste cose succedono in tutto il mondo, ma vengono trascurate, quasi nascoste. Il mondo d’oggi si sta riducendo tutto in un “click” in immagini prive di contenuto ma dal grande impatto visivo, da grande effetto. Oggi conta l’ansia di fare soldi e si sceglie di raccontarlo in video o in immagini sul web, nessuno ha più il coraggio della complessità e solo chi ce l’ha ancora ha la sua vita in mano. Quindi ricorda Claudio Alvaro il cui padre era un insegnante che bocciava i suoi alunni per tenerli il più a lungo possibile in classe per non disperderli sull’Aspromonte, per non mandarli a fare i pastori o delinquenti della ‘ndrangheta.

“La più grande disperazione per un paese avviene quando credere di vivere onestamente sia inutile” con questa frase di Alvaro, Saviano chiude il suo intervento. “Grazie per avermi sopportato per un’ora… grazie molte per tutta la pazienza e l’affetto, grazie grazie grazie a tutti e godetevi Perugia voi che potete!” Così Roberto Saviano ha salutato il suo pubblico, con una gentilezza e una certa umiltà che comunque lo ha sempre contraddistinto.


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Federica Pignataro
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Sbarca al festival l’associazione italiana sul tumore al seno metastatico
Presentata al Journalism Festival l’ “Associazione Italiana Tumore al seno Metastatico-Noi ci siamo”

PERUGIA (Italy) - Spesso le donne colpite dal tumore al seno metastatico lamentano di essere “dimenticate”, o comunque messe un po’ da parte rispetto alle altre ammalate oncologiche dal momento che per via delle “metastasi” l’unica via d’uscita è “cronicizzare” e spesso nulla si può di più. Tiziana Moriconi, giornalista scientifica che fa parte della media company Galileo servizi editoriali dal 2017, che si occupa di salute ed in particolare di oncologia trattandone temi e servizi sia su Repubblica.it (oncoline) che su d.Repubblica.it che dal 2014 è responsabile editoriale del primo blog italiano dedicato al tumore al seno metastatico “Lottare, vivere, sorridere”.


Tiziana ha portato al Festival del Giornalismo di Perugia questa sua esperienza presentando l’associazione e descrivendo le tappe di questa e gli obbiettivi. Il tutto presentato come “Condivisa, competente e digitale, la cura 2.0”ha trattato, oltre alle esperienze e al confronto su Internet di altri tipi di malattie, anche di quest’associazione nata sul web e in cui donne con la stessa patologia diventano amiche e parlano della malattia che le ha colpite, scambiano opinioni, confrontano le proprie esperienze e la domanda è se si può contare sul web per migliorare lo status di queste donne, ampliare le loro conoscenze in proposito e magari garantire un miglior sistema sanitario.

Tiziana Moriconi presentando l’associazione ha dimostrato anche come amicizie nate sul web e condivisioni di esperienze possano poi diventare qualcosa di più grande, di più importante e possano tornare utili alle protagoniste e ad altre donne come loro. Il blog è nato per caso sulla rete e in origine era fatto da cinque donne con il tumore al seno metastatico “ questa parola fa un po’ strano” ha ribadito nella presentazione la giornalista, “strano perchèè un tabù nellasocietà in quanto è fatto da persone che hanno cronicizzato la malattia, la vivono quotidianamentee sannodi non avere una previsione di guarire”.

Il blog è nato come un esperimento a termine (doveva durare solo tre mesi), finanziato da una casa farmaceutica in cui cinque donne dovevano parlare della loro malattia, della loro esperienza, delle loro difficoltà e in modo abbastanza libero. Doveva essere un blog messo sul sito di Repubblica.it nella sezione dedicata alla salute. Tra queste cinque donne, Francesca Balena, una donna dalla grande forza che questa parola “metastatica”, la voleva proprio urlare e che aveva deciso di andare online, stanca del fatto che se su Google si digitava la parola “metastatico” uscivano una serie di statistiche tutte negative, di quelle che cancellano anche la minima speranza di vita. Lei no, non accettava questo e perciò aveva deciso di andare in rete, di reclamare questo status deprimente in cui le varie ricerche rimandavano, anche perché erano statistiche, dati abbastanza vecchi, in cui ancora non si parlava dei nuovi farmaci, delle nuove tecniche per “cronicizzare la malattia”.

Andare in rete, significava cercare altre esperienze, di persone “lungoviventi” e non fermarsi ai vecchi e sconfortanti dati. Francesca Balena è stata la prima a parlare della sua esperienza di tumore al seno metastatico, per dare l’opportunità ad altre donne con la stessa diagnosi di confrontarsi con il suo vissuto e rendere così la loro vita un po’ meno difficile. La giornalista Tiziana Moriconi, così ha preso a cuore questa richiesta, ha chiamato cinque donne tumorate, alcune delle quali non sapevano neppure cosa fosse un blog, delle quali ha capito che il loro maggiore bisogno era quello di uscire dalla loro “autosolitudine”, da questo sentirsi al difuori delle altre malate oncologiche, quasi “trascurate”.

Questo blog che doveva durare tre mesi, a gennaio ha compiuto tre anni. Finito il finanziamento della farmaceutica, è stato talmente forte questa esperienza, ha avuto un tale seguito, che si è deciso di continuarla. Così ogni giorno nascono storie nuove, vengono raccontate altre esperienze. In un anno il blog ha ricevuto 600 commenti: è in assoluto il blog con più commenti di D. Repubblica, nonostante spesso la parola “metastatico” fa così paura che generalmente allontana le persone.

Da questa esperienza, siccome le donne si volevano incontrare fisicamente, sono nati dei “caffè”, così è nata una grande amicizia, un quotidiano sentirsi e supportarsi e hanno dato vita ad un’associazione, quindi è proprio un esempio di passaggio dalla rete alla realtà, un’associazione cresciuta notevolmente nel numero, da cinque a quaranta persone e poi ancora altre di tutta Italia. La parola “metastasi”, visto che oggi si parla sempre più di “cronicizzazione” alle pazienti fa meno paura, ma a livello sociale deve essere fatto ancora molto ed è questo lo scopo delle donne di questa associazione che non parlano di farmaci, ma di vita quotidiana, sono donne che a quattro cinque anni dalla diagnosi dimostrano di fare belle esperienze, come viaggi stupendi, per dimostrare a chi va a vedere il blog che anche con un tumore metastatico “cronicizzato” si può vivere bene, si può continuare a sognare, si può continuare a fare quello che fanno tutti.

Altre volte queste donne hanno parlato di quelle persone che ti incontrano per strada e ti battono la mano sulla spalla, commiserandoti e dicendo “mi dispiace molto”, senza curarsi magari che affianco c’è tuo figlio e quel “mi dispiace molto” non dovrebbe esserci, quindi parlano di barriere mentali e sociali che dovrebbero essere abbattute. Insomma per una volta le donne con tumore al seno metastatico sono state al centro di un importante evento giornalistico e questa è una piccola rivincita di tutte coloro che spesso si sono sentite sole, quando in realtà sole non lo sono più. Tiziana Moriconi e l’Associazione “Noi ci siamo” grazie anche al web hanno fatto un piccolo miracolo e restituito un pizzico di ottimismo a tante donne.


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Federica Pignataro
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Entra nel vivo l’edizione 2017 dell’International Journalism Festival
Il secondo giorno del festival fra giornalismo, teatro e discussioni sulla mafia

PERUGIA (Italy) - Partito alla grande il secondo giorno del Festival del giornalismo che, giunto alla sua XI edizione, non delude in aspettative vista la vastità e l’importanza dei temi toccati a 360 gradi. Nella giornata di oggi, fra il programma della mattina e quello serale, sono previsti ben 58 eventi fra dibattiti, documentari, incontri, presentazioni e teatro. Già in mattinata si è svolto un importante dibattito sul tema “Mafia”, che presso la Sala del Dottorato, nella cittadina umbra, ha avuto il titolo di “Investigare sulle mafie più potenti al Mondo”, mettendo a confronto idee, dati ed opinioni di Cecilia Anesi, co-fondatrice del centro di giornalismo investigativo in Italia.


IRPI appartiene al Global Investigative Journalism Network e si occupa di mafia italiana e transnazionale collaborando con media italiani e tedeschi, Lorenzo Bagnoli, giornalista freelance, Matteo Civillini, giornalista freelance e membro IRPI, Claudio Cordova, fondatore e direttore del quotidiano online “Il Dispaccio” di Reggio Calabria, nominato nel 2014 consulente esterno della Commissione Parlamentare antimafia, Craig Shaw, giornalista freelance, esperto in corruzione e diritti umani.

Nel dibattito si è puntualizzata l’importanza della collaborazione tra il giornalista locale nelle terre di mafia e chi sa scavare fra i paradisi fiscali, tra chi lavora sul campo, ad esempio, in Africa e chi sa rintracciare le scatole cinesi a Lugano, tra chi lavora sul posto e chi indaga in campi più vasti, nelle radici più remote e lontane. Si è parlato della mafia in Africa, dove Italiani mettono radici in determinati territori per trarre profitto a favore di alcune industrie italiane o sanno creare Paradisi Fiscali con la circolazione di denaro sporco, con la creazione di casinò in cui tutto diventa lecito e morbosamente nascosto. Il dibattito ha destato l’interesse di un nutrito gruppo di persone che ha affollato la Sala del Dottorato alla ricerca di risposte sulle più nascoste pieghe della mafia italiana e delle sue radici nel mondo.

Eventi di rilievo hanno poi caratterizzato la mattinata perugina, come quelli sul Presidente Trump, o il tema della “reputazione” nell’era de social network.

Eventi e di grande portata riempiranno la giornata di questo tour del giornalismo anche nel pomeriggio, come, sempre in tema di “mafia”, lo spettacolo presso il teatro “La Sapienza” alle ore 18.00 del giornalista Lino Abbateche racconterà la storia dei giornalisti uccisi dalle mafie e il ricordo delle loro attività ed azioni professionali contro il potere e contro i mafiosi.

Di non meno interesse un altro dibattito tenutosi presso la Sala Raffaello dell’Hotel Brufani su “Le fake news e l’ecosistema della disinformazione” in cui Aine Kerr, manager di facebook, dove dirige le partnership a livello mondiale, si è confrontata con giornalisti come , Craig Silverman, Clair Wardlesul tema delle “fakenews”, cioè le notizie false che disseminano contenuti ingannevoli e distorcono in maniera esagerata le notizie vere e di cui i social network come facebook, twitter e altro siano facili palestre per questa ingannevole attività. Si sono analizzate le responsabilità di chi diffonde notizie false, commenti e diffamazioni che fanno male allo stesso mestiere del giornalista serio e responsabile e ci si è chiesti come realmente si possa intervenire per porre un limite a questo fenomeno ogni giorno più incalzante e che finisce spesso con il creare allarmismo fondato, poi sul “nulla”, sul “falso”.

Altro importante evento nella mattinata, l’incontro, presso la Sala dei Notari con il giornalista, scrittore e conduttore Giovanni Floris, per lungo tempo presentatore di “Ballarò” su RAI 3 che ha presentato il suo libro “Quella notte sono io”, incentrato sul tema del bullismo e sulle profonde cicatrici che lascia nell’animo di chi ne è vittima, cicatrici indelebili che segnano tutta la vita dell’individuo. Il libro è stato occasione di dibattito con molti studenti delle scuole superiori qui intervenuti con lo scopo di sensibilizzare al massimo i ragazzi su questa piaga sociale sempre più frequente ed importante, notizia quasi quotidiana dei vari TG, sempre con nuovi e drammatici episodi.

Si parlerà di Turchia, ma anche del futuro giornalistico con il dibattito “Ci saranno ancora giornalisti nel 2030?” Tanto e tanto ancora colorerà la terza giornata di questo festival: come sempre ce n’è per tutti i gusti e per i più svariati interessi e basta passeggiare per le vie della cittadina umbra per sentirsi giornalisti un po’ tutti quanti, almeno per qualche giorno.


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Federica Pignataro
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Al via il Festival del Giornalismo, successo di pubblico per l'edizione 2017
Il ricco programma che oggi ha visto in campo le prime discussioni sui temi di attualità

ROMA (Italy) - Ha preso il via l’XI edizione Festival Internazionale del Giornalismo, tra i più importanti media event del panorama internazionale. Fino a domenica 9 aprile, nel centro storico di Perugia, circa 250 eventi, tra incontri-dibattito, talk, interviste, film e documentari, presentazioni di libri, workshop, serate teatrali. Oltre 600 gli speaker da 44 paesi diversi. Dall’America di Trump alla Filippine di Duterte, passando per l’Africa e il Medio Oriente e ovviamente l’Europa. Il festival è una riflessione sui temi del giornalismo, i cambiamenti continui della professione, e l’occasione per raccontare le storie e i temi di attualità, le questioni che premono sulle nostre società.


Entra nel vivo l’undicesima edizione del Festival, il secondo giorno prevede 73 eventi tra panel discussion, incontri, libri, dirette, workshop, teatro,engagement, data journalism, presentazioni, documentarie law&order.

Oggi alle ore 15, alla Sala dei Notari, l’incontro con il regista FirasFayyad, autore del documentario The last men in Aleppo, intervistato dal corrispondente di guerra Amedeo Ricucci. Il film è stato girato per le strade di un'Aleppo ormai devastata dalla guerra civile e segue l’eroico lavoro di salvataggio dei White helmets, forse l’ultimo raggio di speranza rimasto per i civili intrappolati nella città. Lo stesso regista ha conosciuto il volto peggiore del regime: imprigionato nel novembre 2011, è stato torturato per mesi e ora vive in esilio, dove continua il suo impegno contro il regime di Assad.

Alla Sala del Dottorato, alle ore 14, incontreremo due donne imprigionate e poi costrette all'esilio per il loro impegno in difesa della democrazia, giustizia e libertà d'espressione nei loro Paesi: Maryam Al-Khawaja, attivista che in Bahrain ha avuto un ruolo di primo piano nelle proteste di Piazza della Perla, e KhadijaIsmayilova(interverrà via Skype), giornalista dell’Azerbaigian che, per essersi occupata della famiglia del presidente Alyev, ha subito ricatti e intimidazioni, fino all’arresto e alla condanna a sette anni nel 2015. A moderare l’incontro la giornalista e scrittriceMarina Petrillo.

Alle 20.30 la Sala dei Notari ospita Mani forti: vi raccontiamo la Siria... in musica, incontro e concerto con Adovabadan Jazz Band. Alle 18.15, nella Sala dei Notari, Lirio Abbate racconta il potere di Massimo Carminati attraverso i documenti segreti rubati al caveau della banca della Città giudiziaria di Roma. È il ricatto alla Repubblica che si sviluppa attraverso "la lista Carminati" e che ci porta a Mafia Capitale. E si parlerà del bullismo e di tutti gli aspetti ad esso legati, partendo dal nuovo romanzo di Giovanni Floris, “Quella notte sono io” (Rizzoli, 2017). Un’occasione per discutere di un tema importante, alla presenza di studenti delle scuole superiori. Con Pierluigi Pardo Sport Mediaset e Federico Taddia L'Altra Europa Radio 24 (ore 10.30 Sala dei Notari).

Trump: il candidato del Cremlino? Il giornalista investigativo russo Andrei Soldatov e il reporter della BBC Panorama John Sweeney valutano la possibilità che l’inquilino della Casa Bianca possa essere giunto lì grazie all’inquilino del Cremlino. L’incontro inizierà con la proiezione del documentario di John SweeneyTrump: the Kremlin Candidate? (ore 11.45 Hotel Brufani – Sala Raffaello).

Tra i moltissimi panel discussion della giornata: Le ‘fake news’ e l’ecosistema della disinformazione: come possono le redazioni lavorare con i social network per aiutare a risolvere questo problema?Con Aine Kerr manager global journalismpartnershipsFacebook, Mark Little giornalista, AlexiosMantzarlis The PoynterInstitute, Craig Silverman media editor Buzzfeed News e Claire Wardle First Draft News (organizzato in collaborazione con First Draft News, ore 9.30 Sala Raffaello – Hotel Brufani); Germania al voto, tra miti e pregiudizi, alle 17.30 al Centro Servizi G. Alessi, con Francesco Cancellato direttore Linkiesta.it, Tonia Mastrobuoni La Repubblica e Birgit SchoenauDie Zeit.
Come coprire i populisti bugiardi? Alle ore 16, nella Sala del Dottorato, un’ora di dibattito e riflessioni tra Ben de Pear direttore Channel 4 News, Mathew Ingram Fortune Magazine, Lucy MarcusCEO Marcus Venture Consulting, Geneva Overholser senior fellowDemocracy Fund, Craig Silverman media editor Buzzfeed News, Stefan Wolff POLSIS Università di Birmingham; alle ore 14, Hotel Sangallo, un incontro su Come imparare a informarsi, un’esplorazione dei media multi-format e del paesaggio dell’informazione di oggi in Europa e oltre.

Nel panel Migranti, la storia di chi fa la differenza, ascolteremo il racconto di giornalisti, fotoreporter, medici, operatori, volontari, rappresentanti delle istituzioni, testimoni di una lotta per riportare i diritti umani al centro dell’agenda politica e mediatica. Con Pietro Bartolo medico di Lampedusa, Andrea Costa Baobab Experience, Giulio Piscitelli fotogiornalista, Carlotta Sami portavoce UNHCR per il Sud Europa, Steve Scherer Reuters e Benedetta Tobagi giornalista e scrittrice (ore 16.30 Sala dei Notari).

Come già rilevato nelle precedenti edizioni del Festival, una tempesta perfetta sta travolgendo la libertà di espressione e i media indipendenti in Turchia. Quali sono gli insegnamenti da trarre, nell'ultimo periodo dell'era Erdogan, per i giornalisti in Europa e nel mondo? Se c'è ancora speranza di emergere dalle rovine dell'oppressione, quali soluzioni possono offrire 'i giornalisti della resistenza' turca? A confronto YavuzBaydarcofondatore P24,Can Dundargiornalista e scrittore (contributo video),GulsinHarmanInternational Press Institute, Marta OttavianiLa Stampa, EfeKeremSozeridirettore Dekadans.co nell’incontro dal titolo Turchia: attacco ai giornalisti (ore 17, Sala del Dottorato).

E ancora, si parlerà di Africa e giornalismo investigativo attraverso l'esempio di Insight TWI, la scuola di giornalismo investigativo in Africa, costituita da giornalisti, fotoreporter, video maker africani e occidentali che operano su territori di cui hanno una conoscenza profonda acquisita nel corso di anni di permanenza. Con RonMcCullagh fondatore e direttore Insight TWI, SoriousSamura direttore Insight The World Investigates, Antonella Sinopoli cofondatrice e direttore Voci Globali (ore 15, Sala del Dottorato); Non chiamatelo crimine di passione: i media e la violenza di genere, quali sono le sfide che si presentano ai media quando si occupano di informazione sulla violenza sulle donne e sul femminicidio? Con Cristiana BedeieSalma Haidrani giornaliste freelance, Sofia Lotto Persio International Business Times UK, Stefania Prandi fotogiornalista e Claudia TorrisiChayn Italia (ore 15.15 Centro Servizi G. Alessi).

Come uscire dalla pigrizia mentale dell’esperto uomo per default? Come attrezzarsi per trovare e per dare voce alle esperte? A dibattito Paola Bonomoadvisor e consigliere indipendente, Frieda Brioschi ex boardmemberWikimedia Foundation, Paola Caburlotto socia Transearch International, Sandra Mori general counsel europeo Coca-Cola e Donatella Sciutovicerettore Politecnico di Milano (ore 14, Centro Servizi G. Alessi).

Le presentazioni di libri di giovedì 6 aprile:la storia del quotidiano Corriere della Seranel libro “Il cuore del potere” (Chiarelettere, 2016) di Raffaele Fiengo giornalista e scrittore; Andrea Marcolongo presenta il suo “La lingua geniale” (Laterza, 2016), un atto d'amore per il greco antico che esprime una visione del mondo e il senso di una civiltà cui siamo ancora legati nel presente.
Attraverso lo sguardo di una delle più importanti inviate di guerra italiane, Barbara Schiavulli, entreremo all’interno di oltre un decennio di storia afghana. Il libro“Bulletproofdiaries. Storie di una reporter di guerra” (2016) è un racconto che rende omaggio alla lotta di un popolo contro analfabetismo, povertà, e al prezzo che le donne afghane pagano quando cercano di emanciparsi dalle tradizioni (ore 15.30 Palazzo Sorbello).

Alle ore 15 nella Sala dell’Hotel Sangallo, 13 ricercatori del Reuters Institute for the Study of Journalism all'Università di Oxford -provenienti da Polonia, Austria, Finlandia, Cina, Corea, Giappone, Kenya, India, Russia- presenteranno le loro ricerche su media e democrazia, robot, video e mobile, informazione e salute, libertà di informazione, economia, agenzie di stampa e tv, sicurezza dei giornalisti in zone a rischio, ruolo dei social media, giornalismo investigativo e open data.

Tra i workshop della giornata: A t(w)it for tat. Due seminari (livello base ed avanzato) per parlare di Snapchat, Facebook, Twitter, Linkedin, Instagram: perché usarli, come usarli in modo smart grazie a tips di esperti ed esercitazioni pratiche. Con Andrea Carini web community manager e Cristiano Carrierostorytellere content marketer (a cura della Regione Umbria, dalle 9.30 alle 17, Sala Fiume – Palazzo Donini).
Con Sarah Brown, strategicpartnerships manager EMEA Facebook, una sessione per approfondire le modalità con cui i giornalisti possono scoprire notizie su Facebook(Organizzato e sponsorizzato da Facebook, Sala Raffaello – Hotel Brufani, ore 15).
Alle ore 16.30, al Centro Servizi G. Alessi, un workshop sulla Verifica, collaborazione e community engagement: le lezioni di Amnesty International dall’utilizzo della Open Source Intelligence per il monitoraggio delle violazioni globali dei diritti umani e per addestrare la prossima generazione di ricercatori; alle 9.30 Hotel Sangallo, A scuola di fact-checking con Nicola Bruno fondatore, Paolo Maria Ferri Università di Milano-Bicocca e Stefano Moriggi Università di Milano Bicocca, e torna anche quest’annoSunrise film walk, una passeggiata fotografica attraverso Perugia con la guida di Robb Montgomery.

Per la sezione Law&Order, tra i moltissimi laboratorida segnalare: FOIA vs fake news (ovvero l’importanza dell’accesso ai documenti per il giornalismo) con l’avvocato e scrittore Ernesto Belisario; Satira senza limiti in nome della libertà d'espressione? Con Corrado Del Bò Università di Milano; Diritto all’oblio e de-indicizzazione: il difficile bilanciamento tra le esigenze di restaurazione della privacy e la libertà di espressione, conSilvia Martinelli Università di Torino; La libertà di espressione ai tempi dei social network, con gli avvocati penalisti Carlo Blengino e Monica Senor.

In diretta dal festival, Stampa e regime con Massimo Bordin, la leggendaria rassegna della stampa quotidiana di Radio Radicale; torna, come da tradizione, Lateral la rassegna stampa ‘obliqua’ di Radio Capital con Luca Bottura; Voci del Mattino condotto da Paolo Salerno, approfondimenti su temi di attualità internazionale e di economia, indagando su tendenze e questioni di carattere sociale in Italia e all'estero, su Radio 1.


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Federica Pignataro
Inviata a Perugia

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Numeri da capogiro per l'edizione 2017 del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia
Alla kermesse giornalistica 500 speaker e giornalisti provenienti da 27 paesi del mondo

PERUGIA (Italy) - Mai uguale a se stesso, sempre fedele allo spirito che negli anni l'ha reso un appuntamento imperdibile nel panorama mondiale, torna il Festival Internazionale del Giornalismo, quest'anno alla sua XI edizione. Mai come in questa edizione 2017 nel cuore dell'evento ci saranno le persone. Si incontreranno a Perugia cittadini di tutto il mondo con storie, testimonianze ed esperienze da raccontare e condividere. Dall’America di Trump alla Filippine di Duterte, passando per l’Africa e il Medio Oriente e ovviamente l’Europa. Si discuterà insieme agli oltre 500 speaker in arrivo da tutto il mondo. Tra questi appare imperdibile Roberto Saviano che parlerà di "Quelle storie che non si possono raccontare" nel Teatro Morlacchi sabato 8 aprile alle ore 18.00.


Il Festival di Perugia e` una grande newsroom mondiale, che produce un’immagine del presente in tempo reale, dove professionisti e non si incontrano e fanno giornalismo, informazione, costruendo un ricco e complesso racconto a piu` voci del mondo. Dall’America di Trump alla Filippine di Duterte, passando per l’Africa e il Medio Oriente e ovviamente l’Europa. Racconteremo questi nostri tempi insieme agli oltre 500 speaker in arrivo da tutto il mondo.

E come sempre sara` una riflessione sui temi del giornalismo, i cambiamenti continui della professione, e l’occasione per raccontare le storie e i temi di attualita`, le questioni che premono sulle nostre societa`, sul nostro stare insieme.

La Turchia di Erdogan e la liberta` di informazione sotto attacco in tutto il mondo, l’Europa al bivio con Brexit e la spinta dei movimenti populisti, e la pericolosa tentazione di legiferare sulla verita` per contrastare le fake news, in una presunta era della post-verita`.

Si parlera` di Siria, di Yemen, di Africa. L’attivismo, i diritti umani, le cyberguerre, la guerra ai signori del narcotraffico, la crisi di fiducia nei media che mette a rischio le nostre democrazie, il cambiamento climatico, la necessita` di un giornalismo capace di parlare alle nuove generazioni “digitali”, il ruolo, i rischi e l’etica dei leak e del whistleblowing per il giornalismo. E ancora: modelli di business e ruolo della filantropia nel presente e futuro dei media, disabilita` e sport, ISIS e il ruolo delle donne nel terrorismo islamico, ricerca e universita`, la sfida degli algoritmi per il giornalismo e la democrazia, vaccini e la necessita` di saper comunicare la scienza.

Arriveranno da tutto il mondo anche i volontari, circa 200 fra studenti, aspiranti giornalisti, fotografi provenienti da 27 diversi paesi: Argentina, Australia, Bangladesh, Belgio, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Canada, Egitto, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Camerun, India, Iraq, Italia, Olanda, Pakistan, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Sudafrica, Spagna, Turchia, Ucraina.

Grazie al contributo dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti diversi workshop saranno validi per il riconoscimento dei crediti formativi.


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Federica Pignataro
Inviata a Perugia

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L'edizione 2017 si annuncia ricchissima di eventi e personaggi della cultura e del giornalismo
La presentazione del programma nelle parole degli organizzatori
Cinque giorni, circa 250 eventi, oltre 500 speaker da 44 paesi diversi

PERUGIA (Italy) - Si terrà dal 5 al 9 Aprile 2017 nella cittadina umbra il consueto appuntamento con “l’INTERNATIONAL JOURNALISM FESTIVAL”, giunto alla sua XI edizione che anche quest’anno offre interessantissimi appuntamenti con eminenti figure del panorama giornalistico e culturale. Questo è quanto promesso dagli organizzatori nella conferenza stampa tenutasi presso l’hotel Brufani di Perugia, durante la quale è stato presentato il programma di questa edizione 2017. Un evento che il sindaco di Perugia Andrea Romizi, ha definito “una finestra sul mondo”. Ricco l'elenco degli sponsor tra cui: Google, Facebook, Amazon, Eni, Ferrovie dello Stato, Sky, Nestlè e tanti altri.


Durante l’edizione arriveranno 500 speaker da tutto il mondo, tra i quali anche un bambino di 10 anni, figlio di un giornalista, che avrà l’opportunità di vivere più da vicino e come protagonista questa meravigliosa avventura, al pari dei suoi “colleghi” e con lo scopo di meglio comprendere come avvicinare anche i più piccoli al variegato mondo dell’informazione. Avvicinare anche i piccoli al mondo giornalistico è uno degli ambiziosi obbiettivi che il festival quest’anno si pone e chi meglio di “uno speaker bambino” può riuscire nell’intento?

In questi 5 giorni di Aprile i media di tutto il mondo avranno gli occhi puntati su Perugia e sui suoi eventi che coinvolgeranno migliaia di persone provenienti da varie parti del globo: si è parlato di 200 volontari fra studenti, aspiranti giornalisti, fotografi di 27 Paesi, tra cui Argentina, Bangladesh, Camerun, India, Pakistan e, naturalmente, Italia.

Si incontreranno cittadini “planetari” che porteranno come testimonianza la loro cultura, le loro usanze, le loro esperienze in un fluttuante intrecciarsi di idee, interessi, storie di ogni parte del pianeta. Saranno affrontati e dibattuti moltissimi temi, come la Presidenza di Trump e la sua continua sfida con i media, la Siria, lo Yemen, il commercio delle armi, la povertà, la fame, i diritti umani, l’importanza dei vaccini, il cambiamento climatico, i terremoti. In particolare, a proposito del tema “terremoto”, il presidente della regione Umbria Catiuscia Marina, ha auspicato che il festival possa essere un’occasione per riscattare Perugia e l’Umbria intera dai danni subiti dal sisma dei mesi precedenti che ha inflitto notevoli danni anche nel settore terziario, soprattutto nel turismo. Poi sarà affrontato il caso Giulio Regeni, Stefano Cucchi con la presenza della sorella della vittima, per non dimenticare questi eclatanti casi di morti ingiuste e il tutto con i personaggi più rappresentativi del mondo giornalistico.

Tra i tanti, ad esempio, ci sarà il confronto con Milena Gabanelli che parlerà dei 20 anni della trasmissione REPORT, famosa trasmissione giornalistica televisiva di RAI 3 e di cui lei è stata al lungo al timone o, ancora, l’incontro con Carlo Lucarelli, conduttore televisivo e giornalista tra i più amati maestri del noir italiano che per tante sere ha tenuto milioni di spettatori dinanzi al piccolo schermo per parlare di misteri irrisolti italiani; poi ancora Riccardo Iacona, famoso presentatore giornalista di “Presa Diretta , su Rai 3, Beppe Vessicchio, il famoso direttore d’orchestra spesso a Sanremo, Marco Travaglio, Roberto Saviano e tanti tanti altri che animeranno le serate giornalistiche perugine. Sono previsti anche appuntamenti serali a teatro con Lirio Abbate, con due musicisti siriani, la squadra di Gazebo live, Alessandro Collina. Saranno dunque giorni di giornalismo, musica, cultura e divertimento nella serenità della cittadina umbra che per una settimana sarà proiettata al centro del mondo!

#ijfTALK17 - Quattro i talk di 17 minuti affidati a personalita` del mondo dei media e non solo molto diverse tra loro, che porteranno al festival le loro storie, le loro esperienze, le loro riflessioni. Quattro incontri che affronteranno i temi al centro della discussione pubblica e ci racconteranno storie di impegno per la democrazia e la libertà.

Cameron Barr - Managing Editor The Washington Post
La verità e i 'fatti alternativi': la sfida al giornalismo del Presidente Trump
(introduce e modera Lucia Annunziata, direttrice L’Huffington Post).

Adam Mosseri - Vice President of product Facebook
Tutti i segreti del News Feed
(introduce e modera Jeff Jarvis, City University di New York)

Zaina Erhaim - Institute for War and Peace Reporting
Coprire la guerra in Siria da giornalista, attivista e donna
(introduce e modera Maria Gianniti, Giornale Radio Rai)

Evan Greer - Campaign Director Fight for the Future
Come abbiamo salvato Chelsea Manning: la forza della mobilitazione online di giornalisti, attivisti, avvocati
(introduce e modera Philip Di Salvo, European Journalism Observatory)

INCONTRO CON

Emiliano Fittipaldi
Da Vaticano a Raggi: le inchieste sul potere. Segreti e tecniche del giornalismo investigativo

Alan Friedman, Andrew Spannaus, Caterina Soffici
Occhi puntati sull’America di Trump

La lunga notte di Tiki Taka
Diretta del match di ritorno della semifinale di Coppa Italia e commento alla partita con Pierluigi Pardo e gli ospiti della serata

Giovanni Floris, Pierluigi Pardo, Federico Taddia
Quella notte sono io. Incontro sul tema del bullismo

John Sweeney, Andrei Soldatov
Trump: il candidato del Cremlino?

Firas Fayyad, Amedeo Ricucci
Gli ultimi uomini ad Aleppo

Craig Newmark, Mario Calabresi
Democrazia e media: riconquistare la fiducia dei cittadini

Richard Gingras, Davide Casati

Corrado Formigli, Barbara Serra
Perché non sconfiggiamo il califfato nero

Lercio e l'era della post-falsità

Pietrangelo Buttafuoco, Silvia Truzzi
Magic Ensemble

Carlo Lucarelli
Intrigo italiano. Incontro con uno dei più importanti e amati maestri del noir italiano

Milena Gabanelli, Bernardo Iovene, Alessio Viola
Omaggio ai 20 anni di Report

Mohamedou Slahi, Barbara Serra, Larry Siems
15 anni senza accuse: Mohamedou Slahi racconta l'inferno di Guantanamo

Mark Thompson, Mario Calabresi
La fine del dibattito pubblico

Owen Jones, Fabio Chusi
La crisi del capitalismo e la post-democrazia

Riccardo Iacona, Roberto Burioni, Andrea Grignolio
L’importanza dei vaccini. Come superare disinformazione e paure

Luigi Contu, Sarah Varetto, Jill Morris, Tobias Piller
Europa al bivio

Ece Temelkuran, Marta Ottaviani
In Turchia la verità è una battaglia persa. Non lasciate che accada anche a voi

Beppe Vessicchio, Antonio Sofi
Zucchine e pomodori crescono con Mozart

Wu Ming 1, Zerocalcare
Le nuove frontiere del reportage

Giulia Innocenzi, Giuseppe Cruciani
Incontro / scontro fra vegeteriani e carnivori

Manuel Agnelli, Luca Valtorta
Strategie dell’apnea: dal Tora! Tora! a X-Factor passando per Sanremo

A TEATRO

Lirio Abbate
Carminati e il caveau dei misteri d’Italia

Alaa Arheed e Adovabadàn Jazz Band
Incontro-concerto: Vi raccontiamo la Siria in musica

Marco Travaglio
Post-verità e post-giornalismo

Roberto Saviano
Quelle storie che non si devono raccontare

Diego Bianchi, Makkox, Antonio Sofi, Andrea Salerno…
Gazebo Live!

Beppe Severgnini, Simona Bondanza, Stefania Chiale, Alessandro Collina
La lingua misteriosa dei binari: i treni tra musica, letteratura, giornalismo

PANEL DISCUSSION - Fra i panel discussion segnaliamo:

Cina: tra media tradizionali e ditigali
La libertà di informazione nel sud-est Europa
Le fake news e l’ecosistema della disinformazione
Investigare sulle mafie più potenti al mondo
Come imparare ad informarsi
Africa e giornalismo investigativo
Dov’è l’esperta
Non chiamatelo crimine di passione
Come coprire i populisti bugiardi
Migranti la storia di chi fa la differenza
La Turchia di Erdogan e la guerra ai giornalisti
Germania al voto fra miti e pregiudizi
Attiviste in prima linea per la libertà di espressione
Dall’Europa al Medioriente: cosa raccontano i nostri inviati
Elezioni Usa 2016: l’esperienza collaborativa di Electionland
Brexit, l’Europa, i media
Yemen, il costo umano di un guerra dimenticata
Classe dirigente cercasi
Digital media e il cambiamento climatico
Fact-checking collaborativo
Sondaggi o astrologi? Il ruolo delle ricerche nel raccontare la politica
Ripensare gli algoritmi e le metriche in redazione
Da MPS a M5S: rischi e nemici dei cronisti di inchiesta
Hacking democracy: hacker russi, Wikileaks, propaganda, elezioni americane
Prendersi cura del mondo
Persone LGBT e media nell’era dei diritti
Video a 360°, realtà virtuale: presente e futuro del giornalismo immersivo
Giornalismo, filantropia, indipendenza
Le notizie spiegate a mio figlio (in questo panel ci sarà uno speaker di soli 10 anni)
Verità e giustizia per Giulio Regeni (e non solo)
Il talento e il coraggio di un fotogiornalista. Storia di Andy Rocchelli
Spose schiave cospiratrici: le donne dell’ISIS
Terremoto come si racconta una emergenza
Il corpo del reato (il caso Cucchi e non solo)
Disabilità e sport, la lezione di Rio 2016
Banche e giornali, segreti e bugie
Da Panama Papers a FootballLeaks

WORKSHOP

Tornano gli appuntamenti di Hackers’ Corner (i maggiori esperti italiani insegnano tecniche e strumenti per la sicurezza delle fonti e nella comunicazione giornalistica), Law&Order, una serie di workshop specifici per approfondire e prepararsi agli aspetti giuridici della professione e il filone Data Journalism e Fact-checking. Quest’anno inauguriamo il filone dedicato all’engagement: al coinvolgimento, alla partecipazione degli utenti, lettori, cittadini. E tutta una serie di appuntamenti dedicati alla media literacy, anche per i più piccoli con due appuntamenti su giornalismo e su coding per bambini e ragazzi fino ai 14 anni.
Previsti anche i workshop formativi tenuti da First Draft Media, Amazon, Facebook e Google.
Oltre 50 workshop gratuiti aperti a tutti, non solo ai giornalisti (per alcuni è previsto il riconoscimento dei crediti formativi da parte dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti).

PRESENTAZIONI - Fra le presentazioni segnaliamo:

Scintille
13 ricercatori del Reuters Institute for the Study of Journalism – provenienti da Polonia, Austria, Finlandia, Cina, Corea, Giappone, Kenya, India, Russia - presenteranno le loro ricerche su media e democrazia, robot, video e mobile, informazione e salute, libertà di informazione, economia, agenzie di stampa e tv, sicurezza dei giornalisti in zone a rischio, ruolo dei social media, giornalismo investigativo e open data.

Italians and the UK. Storie di Italiani nel Regno Unito ieri e oggi
Le nuove frontiere del reportage: dal libro al web documentary.

#Hacked
Il news game interattivo di Al Jazeera sulla cyberguerra siriana

Inchiesta sugli algoritmi
Il giornalismo investigativo per indagare sugli algoritmi governativi

Scienza, dati e innovazione nel giornalismo digitale
La versione di Quartz

WordPress, le opportunità dell'open web
La storia di WP, la sua comunità, e il suo contributo al web libero e aperto

Truly Media
Un nuovo tool collaborativo per la verifica dei contenuti generati dagli utenti online

Come funziona la bolla?
Analisi pratica dell'algoritmo di Facebook

Giornalismo e graphic novel
La graphic novel per raccontare storie realmente accadute. Un giornalismo più avvincente e più coinvolgente soprattutto per le generazioni “digitali”

Giornalismo offshore
Salvare gli archivi digitali dalla cancellazione e dalla censura

FILM E DOCUMENTARI

I Love Dick – in collaborazione con Amazon
Primo e secondo episodio della serie TV

Nobody speak – in collaborazione con Netflix, per la prima volta al Festival.
Al centro la vicenda processuale Hogan-Gawker, il conflitto fra diritto alla privacy e libertà di informazione e come avere molti soldi può mettere a tacere i media. Un film sui pericoli e i doveri dell’informazione in un’era di disuguaglianze.
Interverrà Lisa Nishimura, VP of original documentary for Netflix.

Omicidio di Stato al Cairo – Il sequestro, la tortura e l’assassinio di Giulio Regeni - realizzato da La Repubblica e 42° Parallelo.
In anteprima al Festival il documentario firmato da Carlo Bonini e Giuliano Foschini.

LIBRI - Fra le presentazioni di libri segnaliamo:

Lacrime di sale: la mia storia quotidiana di medico di Lampedusa fra dolore e speranza
di Pietro Bartolo, Lidia Tilotta

Il cuore del potere. Storia del Corriere della Sera
di Raffaele Fiengo

Bulletproof diaries. Storie di una reporter di guerra
di Barbara Schiavulli

Morte, immortalità e oblio sui social network
di Giovanni Ziccardi

Avremo sempre Parigi
di Serena Dandini

Università futura. Fra democrazia e bit
di Juan Carlos De Martin

Il giornalismo dopo Snowden
di Taylor Owen

IN DIRETTA DA PERUGIA

Luca Bottura > Lateral - Radio Capital

Paolo Salerno > Le voci del Mattino – Radio Rai 1

Massimo Bordin > Stampa & Regime – Radio Radicale

RaiNews24

SkyTG24


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Federica Pignataro
Inviata a Perugia

www.italianews.org - Comunicazione e giornalismo

Festival internazionale del giornalismo 2017: Facebook main sponsor
Il social network patrocina l’edizione 2017 che si svolgerà a Perugia dal 5 al 9 aprile 2017

PERUGIA (Italy) - Facebook sponsor del Festival del Giornalismo. L'annuncio ufficiale premia gli organizzatori ed in particolare Arianna Ciccone cuore e mente della kermesse giornalistica più importante d'Italia. L'edizione 2016 ha portorito un grandissimo successo contando 65mila presenze mentre molti speakers giunti nella cittadina umbra per l’occasione, lo hanno definito “IL MIGLIOR FESTIVAL DEL GIORNALISMO AL MONDO”. Anche l'edizione 2017 vedrà l'importante presenza di Italia News Press Agency che segue l'evento da sei anni.


Il Festival Internazionale del Giornalismo quest’anno sarà sostenuto da Facebook. La presenza del social ideato da Mark Zuckerberg “contribuirà a rendere la prossima edizione ancora più stimolante e ricca di spunti di riflessione” comunicano gli organizzatori. Il connubio si suggella sul commento di Aine Kerr, manager of journalism partnerships di Facebook: “Il Festival Internazionale del Giornalismo è riconosciuto come uno dei più influenti e d’impatto, offrendo un luogo dove giornalisti, pensatori e innovatori possono convergere per imparare, ascoltare e decidere strategie”. “Riconoscendo questo importante ruolo - prosegue Kerr - Facebook è orgoglioso di essere uno dei main sponsor e di partecipare attivamente nei workshop e nelle sessioni. Adam Mosseri, VP of Product for News Feed di Facebook, sarà speaker al Festival”.

Il festival tra storiche conferme e nuove presenze, anche l’edizione 2017 del Festival riconfermerà Perugia come la capitale del giornalismo e delle nuove frontiere dei media, almeno per cinque giorni. Attesi in città tantissimi ospiti, volontari e studenti da tutto il mondo per panel, incontri, dibattiti, laboratori e presentazioni.

Il post di Arianna Ciccone, cuore e mente del festival insieme a al marito Chris Potter, completa l’annuncio. “Quando questa avventura è cominciata io e Chris non potevamo immaginare cosa sarebbe diventato il Festival - scrive Ciccone -. Facebook ha deciso di annunciare il suo sostegno così e per noi è chiaramente una gioia immensa sapere che siamo riusciti, insieme a una squadra di giovani appassionati e pieni di talento e grazie alla generosità di tanti speaker diventati poi amici nel corso degli anni, a creare un luogo aperto a tutti dove la condivisione è la parola chiave. Una realtà riconosciuta e apprezzata e sostenuta a livello internazionale. E tutto questo anche grazie ai social network, senza i quali il Festival, ideato da due perfetti sconosciuti, non si sarebbe mai affermato in questo modo”. La prossima edizione del Festival si svolgerà a Perugia dal 5 al 9 aprile 2017.


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Emirates migliore linea aerea del mondo. L'annuncio da Skytrax World Airline Awards 2016. Questa è la quarta volta che Emirates vince il miglior riconoscimento da quando i premi sono stati introdotti 15 anni fa; la compagnia ha vinto il primo riconoscimento Skytrax come Migliore compagnia al mondo nel 2001, ancora nel 2002 e nel 2013. In totale, Emirates ha vinto un totale di 20 premi Skytrax World Airline dal 2001. (Continua...)