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E' partito l'attacco di Usa, Gb e Fr, pioggia di missili sugli obiettivi militari siriani
Italia e Germania si sono chiamate fuori. Le minacce russe e iraniane contro l'occidente

ROMA (Italy) - A una settimana esatta dai bombardamenti di Douma, gli Stati Uniti hanno annunciato di aver ordinato un raid contro il regime siriano condotto assieme a Francia e Gran Bretagna. Il presidente americano ha annunciato "attacchi di precisioni" contro obiettivi in Siria collegati al programma di armi chimiche. Tre gli obiettivi colpiti nella notte e indicati dal capo degli Stati maggiori riuniti, il generale Joseph Dunford, durante un un briefing al Pentagono: un centro di ricerca a Damasco, un deposito di armi chimiche a ovest di Homs, un altro deposito e un centro di comando sempre nei pressi di Homs.


Il ministero della Difesa russo, citato dalla Tass, ha reso noto che contro gli obiettivi siriani sono stati lanciati oltre 100 missili. "Il sistema di difesa aerea siriana è stato attivato, una parte considerevole dei missili cruise e aria-terra è stata abbattuta prima di raggiungere gli obiettivi". Tuttavia, nessuno dei missili lanciati da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna è entrato nella zona della difesa area russa dispiegata a Tartus e Hmeymim. La Russia, ha precisato il ministro della difesa russo, "non ha dovuto usare le sue difese per rispondere all'attacco" in Siria.

Il presidente Trump si è rivolto direttamente a Russia e Iran, alleati del regime di Damasco, "maggiormente responsabili per il sostegno ed il finanziamento del regime criminale di Assad". A loro, "chiedo: quale tipo di nazione vuole essere associata all'uccisione di massa di uomini, donne e bambini innocenti? Le nazioni del mondo possono essere giudicate dagli amici che hanno. Nessun Paese può nel lungo periodo avere successo, promuovendo stati canaglia, tiranni brutali e dittatori assassini".

Immediata la replica del Cremlino. Il presidente Putin ha parlato di "un atto di aggressione contro una nazione sovrana", mentre l'ambasciatore russo negli Stati Uniti Anatoly Anatov ha annunciato che l'attacco non resterà senza "conseguenze". Anche l'Iran ha avvertito che dopo i raid, che condanna "fortemente", ci saranno "conseguenze regionali".

L'attacco scaturisce dopo il bombardamento del regime di Assad utilizzando gas. Almeno 100 persone sono morte nell'attacco chimico a Duma, roccaforte dei ribelli nella Ghuta orientale, in Siria. Lo ha reso noto l'associazione di beneficenza 'Medical Care and Relief Organizations' (USOSSM). "Molte delle vittime erano donne e bambini -e presentavano sintomi consistenti con l'inalazione di gas tossico". Il portavoce dell'associazione Ari D'Souza ha raccontato che si è sentito un odore di cloro ma che i soccorritori credevano fosse stato usato il gas di sarin. "Alcune delle vittime hanno presentato i seguenti sintomi: cianosi, schiuma della bocca, irritazione della cornea e l'odore forte di una sostanza simile al cloro". "Si prevede che il bilancio dei morti salirà a ben oltre 100, dal momento che le squadre di protezione civile siriana hanno avuto difficoltà estreme a raggiungere le vittime a causa del continuo bombardamento su Duma".


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Eurocontrol, a tutte le compagnie aeree: "possibili bombardamenti: attenzione a volare sopra la Siria”
La decisione americana di punire il dittatore Assad dopo lo sterminio di civili con il gas, si fa concreta
Pronto un attacco di Usa, GB e Francia. L'Italia non si schiera. Le minacce della Russia all'occidente

ROMA (Italy) - Trump prepara un attacco mentre Putin minaccia l'occidente. L'Europol dirama l'allerta per tutte le compagnie che volano sul Mediterraneo. L’Agenzia europea per la sicurezza aerea ha pubblicato un’allerta per le linee aeree su possibili bombardamenti aerei in Siria, con missili aria-terra e/o da crociera, "entro le prossime 72 ore". E' necessario quindi "prestare la dovuta attenzione nel pianificare le operazioni di volo nel Area del Mediterraneo Orientale/Nicosia FIR", vista anche la "possibilità di un'interruzione intermittente delle apparecchiature di radionavigazione", scrive Eurocontrol.


Eurocontrol lancia un'allerta su tutte le rotte aeree del Mediterraneo orientale. Un'allerta che sarà in vigore almeno per le prossime 72 ore. Secondo l'organizzazione infatti lo spazio aereo in questione potrebbe essere oggetto di blackout radio provocando problemi alla navigazione aerea. "A causa del possibile lancio di bombardamenti in Siria con missili aria-terra e/o cruise e della possibilità di perturbazioni intermittenti dell'equipaggiamento radio di navigazione - si legge in una nota sul web - si consiglia di pianificare le proprie operazioni di volo nell'area dell'Est Mediterraneo/Nicosia Fir".

Il cacciatorpediniere missilistico statunitense USS Donald Cook si muove nel mar Mediterraneo verso la città costiera siriana di Tartus, dove si trova una base militare russa. La nave USS Donald Cook, dotata di 60 missili da crociera Tomahawk, aveva lasciato il porto di Cipro e si era diretta verso la Siria. Secondo il Wall Street Journal, la nave da guerra è partita alla volta delle coste siriane dopo che il presidente americano Donald Trump ha annunciato lunedì che entro 24-48 ore avrebbe preso una decisione sulla risposta al presunto attacco con armi chimiche a Douma, sottolineando a proposito di azioni militari di “non escludere nulla”.

Non si allenta la tensione fra Russia e Stati Uniti sulla Siria, dopo l'attacco con il gas a Duma e le minacce di ritorsioni fatte dal presidente americano Trump, scrive Ansa. Dopo l'incontro ravvicinato di ieri fra jet russi ed il cacciatorpediniere statunitense Donald Cook, Mosca ha ribadito l'intenzione di non far passare liscia nessuna possibile azione militare da parte di Washington. L'ambasciatore di Mosca in Libano, Alexander Zasypkin, ha sottolineato quindi che "le forze russe affronteranno qualsiasi aggressione degli Stati Uniti contro la Siria" e l'esercito russo si riserva il diritto di "abbattere i missili" e "distruggere le fonti di lancio" in caso di aggressione degli Stati Uniti contro la Siria. Il Consiglio di sicurezza Onu ha bocciato intanto anche la terza bozza di risoluzione sulla Siria presentata dalla Russia, che chiedeva l'invio di investigatori Opac a Duma per indagare il presunto attacco chimico. Da parte sua, Mosca ha posto il veto alla bozza Usa per istituire un nuovo meccanismo d'inchiesta indipendente. Trump muove intanto le navi militari. E Macron afferma che la Francia deciderà la risposta insieme a Usa e Gb.


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Siria, Trump: dopo l'attacco con armi chimiche che ha causato 100 morti, l'asse Putin-Assad deve pagare
Forze navali Usa navigano speditamente nel mediterraneo verso la dittatura Russa-Siriana
Nel paese ci sono 3 milioni di bambini, ridotti allo stremo da una guerra senza fine


ROMA (Italy) - Si alza la tensione intorno al conflitto siriano. Navi Usa con missili guidati sta navigando verso la costa della Siria, quale risposta forte di Trump contro il regime di Assad per l'attacco con armi chimiche di Douma. "Il presidente Putin, la Russia e l'Iran sono responsabili per il loro sostegno ad Assad l'Animale", ha scritto il presidente Usa. Nella città la situazione è drammatica per mancanza di cibo e medicinali. Un ragazzo di 16 anni, ferito in un bombardamento, è stato operato al midollo spinale: per anestetizzarlo si è dovuti ricorrere a un ago scaduto da tre anni.


Almeno 100 persone sono morte in un sospetto attacco chimico a Duma, roccaforte dei ribelli nella Ghuta orientale, in Siria. Lo ha reso noto l'associazione di beneficenza 'Medical Care and Relief Organizations' (USOSSM). "Molte delle vittime erano donne e bambini - si legge in una nota - e presentavano sintomi consistenti con l'inalazione di gas tossico".Ci sono decine di migliaia di civili intrappolati a Douma, nella Ghouta orientale, il sobborgo a est di Damasco assediato dalle forze del regime di Bashar al-Assad dal 2013 e negli ultimi mesi teatro di intensi combattimenti prima dell'inizio delle trattative per l'evacuazione dei ribelli dalla città, interrotte, l'altroieri, da nuovi raid. "La popolazione civile è completamente abbandonata a se stessa. In particolare ci sono 3 milioni di bambini, da che sono nati in Siria, 7 anni fa, non hanno visto nient'altro che la guerra. Bambini che hanno davanti a loro un futuro opaco, tagliati fuori oggi dagli aiuti umanitari, malnutriti, senza scuola". E' il grido d'allarme di Filippo Ungaro, portavoce di Save the Children.

"A Douma la situazione è drammatica: c'è una grave carenza di cibo e di materiale medico. A mancare sono le principali forniture per gli interventi, farmaci, oltre che medici", riferisce Ungaro all'Adnkronos. Per dare un'idea, racconta la storia di Salah, un ragazzo di 16 anni rimasto ferito in un bombardamento, è stato operato al midollo spinale: per anestetizzarlo si è dovuti ricorrere a un ago scaduto da tre anni. Medici qualificati? "Ce ne sono soltanto due che operano a Douma - spiega Ungaro -, il resto o sono fuggiti o sono rimasti feriti. Le strutture sanitarie sono improvvisate, di certo non è una situazione ideale per dare aiuto ai civili vittime di questa guerra".

In un incontro nella notte italiana con i leader militari americani, il presidente ha ribadito: "Prenderemo una decisione stasera o comunque a breve. Non possiamo permettere che questo accada nel mondo, soprattutto quando siamo in grado, grazie alla potenza degli Stati Uniti, di fermare tutto questo". "Siamo la più grande forza combattente nel mondo - ha rivendicato ancora Trump, rivolto ai militari - Questi uomini e queste donne sono persone incredibili, dal talento incredibile. E stiamo prendendo decisioni a proposito di cosa fare con l'attacco orribile avvenuto nei pressi di Damasco. E risponderemo, risponderemo con la forza. Non dico quando, perché non mi piace parlare dei tempi".

E intanto è arrivata una seconda telefonata in due giorni con Emmanuel Macron. Secondo quanto riferito dalla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti e il presidente francese hanno avuto ieri un colloquio telefonico - dopo quello di domenica - "per continuare il loro coordinamento nella risposta all'atroce uso di armi chimiche da parte della Siria". "Il presidente si sta consultando in maniera stretta con alleati e partner per definire la risposta adeguata. Come il presidente ha detto chiaramente, ci sarà un prezzo da pagare", aveva detto ieri Sarah Sanders, portavoce della Casa Bianca. "Esortiamo tutti i membri della comunità internazionale a condividere ogni informazione relativa a questo attacco" per evidenziare "le responsabilità degli autori" dell'attacco contro i civili a Douma. "In questo momento, gli Stati Uniti non stanno conducendo raid aerei in Siria", aveva aggiunto, evidenziando che "la manifestazione della volontà di rimuovere le nostre truppe" dalla Siria "non riduce assolutamente la nostra abilità" di agire nei confronti dei responsabili dell'attacco. "E' oltraggioso dire che il presidente abbia favorito azioni come quelle che si sono verificate negli ultimi giorni", aveva detto ancora la portavoce contestando le affermazioni di chi ritiene che il disimpegno militare preannunciato dall'amministrazione abbia favorito operazioni del regime di Assad. A chi ipotizza un atteggiamento mutato di Trump nei confronti del presidente russo Vladimir Putin ("Il presidente Putin, la Russia e l'Iran sono responsabili per il loro sostegno ad Assad l'Animale", ha scritto in un tweet l'inquilino della Casa Bianca), Sanders ha replicato che "il presidente è sempre stato duro nei confronti della Russia. Questa amministrazione è stata più dura nei confronti della Russia rispetto alle precedenti".


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Siria, dopo le bombe, anche la vergognosa e squallida vicenda di "Sesso in cambio di aiuti"
Sotto accusa il personale di organizzazioni caritatevoli. Avrebbero obbligato le donne sole o vedove
a umilianti prestazioni sessuali in cambio dei miseri aiuti per sfamare se stesse e i loro figli

ROMA (Italy) - Sesso in cambio di aiuti. Sarebbe successo in Siria, dove le donne sarebbero state costrette a prestazioni sessuali da parte di uomini che distribuivano aiuti a nome delle Nazioni Unite o di altre organizzazioni caritatevoli. Lo denuncia la Bbc, mentre le Agenzie Onu e le altre organizzazioni internazionali hanno annunciato tolleranza zero nei confronti di chi avrebbe commesso abusi. Anche la Croce Rossa internazionale finisce al centro di uno scandalo sessuale che ha coinvolto già importanti organizzazioni umanitarie e caritatevoli.


Anche la Croce Rossa internazionale scivola su uno scandalo sessuale. Sono 21, dal 2015, i membri dello staff "licenziati o che si sono dimessi durante un'inchiesta interna", ha spiegato in una nota il direttore generale del Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr), Yves Daccord. Mentre "altri due sospettati di comportamenti sessuali inappropriati non hanno avuto il rinnovo del loro contratto".

“Voices from Syria 2018”, redatto e presentato dallo UNPF, è uno dei più recenti documenti ufficiali e aveva posto il focus sui ricatti a sfondo sessuale a cui erano sottoposte donne ma anche ragazzine siriana pur di garantirsi un pasto caldo al giorno. Addirittura, un rapporto invece presentato circa tre anni fa dall’International Rescuee Committee sosteneva che addirittura il 40% delle donne di quel Paese (un dato raccapricciante) aveva subito molestie o violenze in almeno un’occasione.

Alcuni operatori umanitari hanno raccontato alla Bbc che gli abusi sarebbero così diffusi che alcune donne siriane si starebbero rifiutando di recarsi nei centri di distribuzione degli aiuti per il timore di richieste di prestazioni sessuali e per la convinzione diffusa tra la gente che, se fossero tornate a casa con gli aiuti, questa prestazione sarebbe avvenuta. Danielle Spencer, consulente umanitaria che lavora per un ente di beneficenza, ha detto alla Bbc che alcune agenzie umanitarie stanno chiudendo un occhio sugli abusi in quanto si stanno servendo di organizzazioni terze e funzionari locali per distribuire aiuti in zone pericolose della Siria dove lo staff internazionale non può avere accesso.

L'anno scorso l'Unfpa ha condotto una valutazione sulle violenze di genere nella regione e concluso che l'assistenza umanitaria è stata offerta in cambio di prestazioni sessuali in varie province della Siria. Il rapporto, intitolato 'Voci dalla Siria 2018', parla di ''esempi di donne e ragazze sposate a funzionari per un breve periodo per 'sesso' per poter ricevere dei pasti; gli addetti alla distribuzione di aiuti chiedono i numeri di telefono di donne e ragazze; danno loro aiuti 'con qualcosa in cambio' o distribuiscono aiuti 'in cambio di una visita a casa loro' o 'in cambio di una notte con loro'''. Inoltre il rapporto spiega che ''le donne e le ragazze 'senza un protettore uomo', come le vedove e le divorziate o le sfollate, sono particolarmente vulnerabili allo sfruttamento sessuale''.

Il fenomeno dello sfruttamento sessuale in cambio di aiuti è stato denunciato la prima volta tre anni fa. La Spencer ha ascoltato le accuse di donne siriane in un campo profughi in Giordania nel marzo del 2015. ''Erano sconvolte. Gli aiuti venivano distribuiti in cambio di sesso'', aveva denunciato Spencer. Qualche mese dopo, nel giugno del 2015, l'International Rescue Committee aveva denunciato che su 190 donne e ragazze a Dara'a e Quneitra circa il 40% aveva subito violenza sessuale mentre cercavano di avere assistenza, tra cui aiuti umanitari. ''La violenza sessuale aveva una diffusione preoccupante, anche nella distribuzione di aiuti umanitari'' aveva denunciato l'organizzazione. Le denunce furono presentate alle Agenzie Onu e alle organizzazioni caritatevoli internazionali in una riunione organizzata dall'Unpfa ad Amman il 15 luglio 2015. (Adnkronos)


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Tensione al confine Turchia-Siria con pesanti bombardamenti da ambedue i fronti
Tre giorni di bombe su Damasco hanno condannato a morte centinaia di civili tra i quali moltissimi bambini

ROMA (Italy) - Si infiamma sempre di più il conflitto al confine tra Turchia e Siria. Continua a salire il bilancio delle vittime dei nuovi bombardamenti delle forze siriane contro la Ghouta orientale. Sul loro sito web gli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, ong legata alle opposizioni, parlano di almeno 24 civili uccisi, tra i quali tre bambini, nelle zone di Kafr Batna e Jisreen. Secondo gli attivisti, sale così a 296 morti - compresi 71 minori - il bilancio delle ultime 72 ore di bombardamenti contro la Ghouta orientale, sobborgo di Damasco in mano ai ribelli.

"Sono stati sganciati barili bomba su diverse zone", anche su Arbeen, Douma, e Hammouriyeh, ha denunciato l'Osservatorio. "Gli obitori sono pieni e nelle tombe non c'è più posto per altri corpi", ha detto all'agenzia di stampa Dpa l'attivista Abu Ahed. L'attivista ha riferito di informazioni secondo cui Damasco starebbe ammassando forze intorno alla Ghouta orientale e gli attivisti prevedono un massiccio attacco di terra che potrebbe scattare in qualsiasi momento.


Milizie alleate di Damasco avrebbero iniziato a convergere verso la regione di Afrin, nel nordovest della Siria, riferisce la tv 'al-Manar' degli Hezbollah libanesi, alleati delle forze di Bashar al-Assad.

ONU - Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha chiesto la sospensione immediata di ''tutte le azioni di guerra''. Guterres ha affermato che una sospensione dei combattimenti deve necessariamente permettere la distribuzione di aiuti umanitari a tutti coloro che lo necessitano e l'evacuazione di circa settecento persone che hanno bisogno di assistenza medica urgente.

TURCHIA - Intanto il portavoce della presidenza turca, Ibrahim Kalin, durante una conferenza stampa ad Ankara all'indomani dell'arrivo di forze filogovernative siriane nella regione di Afrin per sostenere i curdi che combattono contro le forze turche impegnate dal 20 gennaio nell'offensiva 'Ramoscello d'ulivo', ha affermato che la Turchia continuerà le operazioni militari ad Afrin malgrado sul campo si assista ad "accordi sporchi". Nei giorni scorsi, i media ufficiali siriani avevano già annunciato l'arrivo delle "forze popolari" ad Afrin "per sostenere la tenacia degli abitanti contro l'operazione di repressione lanciata il mese scorso dal regime turco".

RAZZI - Tre razzi sono poi stati lanciati dalla Siria settentrionale verso il territorio turco, nella provincia frontaliera di Hatay, dove sono caduti senza causare vittime, riferisce ancora l''Anadolu', precisando che i razzi sono caduti nel distretto di Kirikhan.

Una fonte militare ha dichiarato che l'attacco è partito dall'enclave curda dove, dal 20 gennaio, è in corso l'offensiva militare turca 'Ramo d'ulivo' con l'obiettivo dichiarato di eliminare la minaccia del sedicente Stato Islamico (Is) e dai militanti delle Unità di protezione del popolo curdo (Ypg). Secondo la fonte, rimasta anonima, le forze armate di Ankara hanno risposto immediatamente al lancio di razzi.

La notizia dell'ingresso delle milizie alleate di Damasco nella zona viene riportata anche dagli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, citati dall'agenzia di stampa Dpa. Secondo i media della regione, le milizie convergono verso Afrin da Aleppo.

SIRIA - Immagini diffuse dalla tv libanese al-Mayadeen mostrano mezzi con le bandiere siriane, con miliziani a bordo e carichi di armi, mentre entrano nell'area di Afrin. Nelle immagini i combattenti fanno il segno della vittoria.

Nel fine settimana erano trapelate indiscrezioni su un accordo che sarebbe stato raggiunto tra Damasco e i miliziani curdi per il dispiegamento di unità delle forze filo-Assad ad Afrin, enclave curda teatro dal 20 gennaio di una campagna militare lanciata dalla Turchia e dai ribelli alleati dell'Esercito libero siriano.

RUSSIA - Intanto il presidente russo Vladimir Putin ha riunito il Consiglio di sicurezza per discutere degli sviluppi ad Afrin: lo rende noto il Cremlino, precisando che i partecipanti hanno anche discusso dell'Ucraina.


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Usa e Amnesty accusano il dittatore Assad di esecuzioni in massa dei prigionieri
Almeno 50 le impiccagioni al giorno e i corpi poi bruciati in un forno crematorio per far sparire le prove

ROMA (Italy) - Il regime siriano di Bashar al Assad sta usando un forno crematorio per disfarsi dei corpi dei detenuti uccisi nella prigione di Saydnaya, nei pressi di Damasco. A lanciare l'accusa è il dipartimento di Stato Usa, sostenendo che nel carcere vengono uccisi fino a 50 detenuti al giorno. Nelle celle del carcere, progettate per contenere al massimo cinque detenuti, vengono stipate dal regime fino a 70 persone, ha affermato Jones. Le informazioni diffuse oggi fanno parte di un nuovo dossier declassificato, contenente immagini che documentano il livello di violenza e devastazione in Siria. Il dittatore continua ad essere appoggiato da Russia ed Iran.


L'amministrazione Trump accusa il governo siriano di eseguire esecuzioni di massa dei prigionieri e di bruciare i loro corpi in un grande crematorio fuori Damasco per nascondere le prove. Secondo il Dipartimento di Stato, circa 50 detenuti al giorno sono impiccati nella prigione militare di Saydnaya. Il governo di Assad "è sprofondato in un nuovo livello di depravazione" con il sostegno di Russia e Iran", dice l'inviato Usa in Medio Oriente, Stu Jones. Il responsabile del dipartimento di Stato per il Medio Oriente, Stuart Jones, ha presentato alla stampa delle foto satellitari che dimostrerebbero gli "omicidi di massa" perpetrati dal regime siriano e ha invitato il presidente Assad ha "mettere fine a queste atrocità".
Nelle foto si vede il complesso penitenziario e due edifici, uno definito "il carcere principale" e l'altro "il presumibile crematorio". "Anche se numerose atrocità del regime sono ben documentate, pensiamo che la costruzione di un crematorio sia un tentativo di nascondere l'estensione degli omicidi di massa perpetrari a Saydnaya".

La denuncia di Amnesty: “13mila prigionieri impiccati segretamente nella prigione militare in un sobborgo di Damasco” - Nella prigione militare di un sobborgo di Damasco sono stati impiccati in 5 anni di guerra 13mila prigionieri in totale segretezza. La maggior parte delle vittime faceva parte dell’opposizione al regime.


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Siria, intercettazioni americane sui preparativi dell'attacco con i gas nervini contro la popolazione
La Russia all'Onu, unico membro a votare contro una condanna dello sterminio siriano

ROMA (Italy) - Militari e membri dell'intelligence Usa hanno hanno intercettato comunicazioni in cui militari siriani ed esperti chimici discutono i preparativi per l'attacco con gas sarin nei pressi di Idlib la settimana scorsa: lo ha dichiarato un alto funzionario Usa alla Cnn, precisando che le intercettazioni fanno parte di una "immediata rassegna a livello di intelligence" nelle ore successive all'attacco, con l'obiettivo di individuare la responsabilità dell'uso di armi chimiche, sfociato nella morte di decine di persone. E per coprire il criminale gesto, la Russia ha offerto versioni varie e contrastanti sull’operato del governo siriano, anche nel caso di quanto accaduto nel villaggio di Khan Sheikhoun il 4 aprile.


Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha votato su un progetto di risoluzione relativo alla attacco chimico sospetto dello scorso 4 aprile nella provincia siriana di Idlib. Il progetto non è stato adottato a causa del voto contrario della Federazione russa, un membro permanente del Consiglio. Questo la dice lunga sui rapporti "in piena sintonia" con la dittatura Assad e sulle operazioni condotte dai governativi contro il popolo inerme e indifeso.

La fonte ufficiale ha sottolineato che gli Usa non erano al corrente dell'imminente attacco, perché l'esame delle intercettazioni è stato fatto solo dopo: il volume dei materiali telefonici e di comunicazioni in generale che viene raccolto in Siria e Iraq è enorme e viene elaborato solo se un particolare evento lo richiede. Quanto al fatto che la Russia sapesse in anticipo dei piani siriani, da queste intercettazioni non emerge alcuna prova al riguardo, ha aggiunto il funzionario. A suo avviso i russi sono diventati molto cauti per evitare che le loro comunicazioni vengano captate dai servizi occidentali.

Gli Stati Uniti raccolgono una grande quantità di intercettazioni di comunicazioni in zone come Siria e Iraq e il materiale spesso non viene analizzato, a meno che non ci sia un particolare evento che richieda agli analisti di tornare indietro alla ricerca di materiale di intelligence. Finora non sono state trovate intercettazioni che confermino direttamente che esercito o funzionari dell’intelligence russi abbiano partecipato a comunicazioni relative all’attacco chimico, ma la fonte citata dalla Cnn ritiene probabile che i russi siano più attenti nelle comunicazioni per evitare di essere intercettati.

Secondo i funzionari della Casa Bianca, la Russia ha offerto versioni varie e contrastanti sull’operato del governo siriano, anche nel caso di quanto accaduto nel villaggio di Khan Sheikhoun il 4 aprile. In un rapporto di quattro pagine distribuito ai giornalisti, la Casa Bianca riferisce che, stando all’intelligence Usa, l’agente chimico utilizzato nell’attacco è stato sganciato da un Su-22 siriano che era decollato dalla base aerea di Shayrat. Il dossier prova inoltre a confutare molte delle affermazioni di Mosca sulle circostanze dell’attacco, sottolineando per esempio che aerei siriani si trovavano vicino a Khan Sheikhoun circa 20 minuti prima l’attacco e si sono allontanati poco dopo. «Inoltre le informazioni in nostro possesso indicano che personale storicamente associato al programma di armi chimiche siriano si trovava nella base di Shayrat a fine marzo per fare preparativi per un attacco imminente nel nord della Siria, e che erano presenti nella base aerea il giorno dell’attacco», si legge. È proprio dalla base siriana di Shayrat che Washington sostiene che siano partiti gli aerei dell’esercito di Damasco che reputa responsabili dell’attacco chimico e per questo gli Usa venerdì hanno lanciato un raid con 59 missili Tomahawk, in risposta, prendendo di mira la base.


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Venti di guerra nel mediterraneo, Putin difende ad oltranza il dittatore Assad e minaccia l'occidente
Dopo l'attacco Usa la Russia invia navi per contrastare la flotta americana. La mappa delle operazioni

ROMA (Italy) - Sale la tensione nel Mediterraneo dopo i missili Usa. Secondo quanto riferisce Fox News, una nave da guerra russa si sta dirigendo nella zona dove si trovano i due cacciatorpediniere della marina americana che hanno sferrato gli attacchi missilistici in Siria. La fregata russa Grigorovich RFS-494, ha attraversato lo stretto del Bosforo dal Mar Nero, secondo quanto riferito all'emittente da un funzionario della difesa degli Stati Uniti. La Russia è stata informata dell'attacco missilistico degli Usa in Siria attraverso i canali esistenti, come ha affermato, riporta la Tass, il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov.


Con il bombardamento della notte scorsa gli Stati Uniti hanno inviato a Bashar al Assad un "messaggio molto chiaro". Così il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, nel corso del briefing alla stampa nel resort di Mar-a-Lago. L'azione è stata un "passo molto misurato", ha detto invece l'ambasciatore Usa presso le Nazioni Unite, Nikky Haley, intervenuta nel corso della riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. "Siamo pronti a fare di più, ma speriamo che non sia necessario", ha aggiunto. Sull'azione americana in Siria arriva una dura risposta dal Cremlino, che condanna l'attacco definendolo "un'aggressione contro una nazione sovrana". L'attacco è stato sferrato sulla base di "un pretesto inventato", prosegue Mosca, per cui l'esercito siriano non dispone di armi chimiche.

Quanto accaduto arrecherà "danni significativi alle relazioni Usa-Russia" e crea "un serio ostacolo" alla costituzione di una coalizione internazionale per sconfiggere l'Is. Il presidente russo Vladimir Putin, prosegue il Cremlino, considera l'attacco un tentativo di sviare l'attenzione del mondo dalle vittime civili in Iraq dove una serie di raid della coalizione ha provocato la morte di almeno 150 persone a Mosul il mese scorso. Putin in giornata ha presieduto una riunione del Consiglio di sicurezza per discutere in dettaglio della situazione in Siria dopo i raid che avranno "inevitabili conseguenze negative" sul fronte degli sforzi comuni per la lotta al terrorismo. Il Consiglio di sicurezza ha constatato con rincrescimento che le relazioni Usa-Russia sono danneggiate a causa del raid. In discussione anche questioni relative al proseguimento delle operazioni aeree russe in supporto alle forze siriane ma anche di temi interni alla Russia.

La Russia è stata informata dell'attacco missilistico degli Usa in Siria attraverso i canali esistenti, come ha affermato, riporta la Tass, il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov aggiungendo che, tuttavia, "non c'è stata una telefonata al presidente russo Vladimir Putin".

Secondo Peskov, il raid americano "aumenta significativamente" i rischi di incidenti nel paese dilaniato dalla guerra e mette in pericolo la lotta contro il terrorismo. "Quello che è inequivocabile - ha detto - è il fatto che gli attacchi Usa sono stati fatti negli interessi dello Stato Islamico, Jabhat al-Nusra e altre organizzazioni terroristiche". Peskov ha rifiutato di commentare la possibilità che l'esercito russo possa aumentare la sua presenza militare in difesa dell'esercito siriano. "Solo il presidente Putin può disporre l'aumento delle truppe russe in Siria", ha affermato.


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Gli States all'attaco del dittatore Assad, bombardate le basi aeree siriane
L'offensiva Usa dopo il criminale bombardamento aereo con il gas che ha ucciso 80 inermi tra cui molti bimbi

ROMA (Italy) - Gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco missilistico in Siria colpendo la base aerea di Shayrat, nella provincia occidentale di Homs, con circa 60 missili cruise. Si tratta del primo attacco degli Stati Uniti nei confronti del governo di Damasco e dall'insediamento del presidente Donald Trump. La base, situata a circa 30 chilometri a sudest di Homs, ospitava 40 aviorimesse in cemento, numerosi Mig 23, Mig 25 e Sukhoi 25 e da solo rappresentava il 25% della forza aerea siriana. L'intervento militare è avvenuto in risposta all'attacco con agenti chimici di pochi giorni fa a Idlib.


Nella notte tra giovedì e venerdì dai cacciatorpedinieri USS Porter e USS Ross nel Mediterraneo orientale sono stati lanciati 59 missili 'Tomahawk' sulla base aerea siriana da dove, secondo Washington, sarebbero decollati i caccia responsabili dell'attacco chimico su Khan Sheikhoun. Il bilancio dell'attacco missilistico sarebbe di cinque morti e 7 feriti. A dichiararlo è stato il governatore di Homs, Talal Barazi, citato dalla Dpa. Tra le vittime ci sarebbero tre militari e due civili, ha affermato il governatore. "Le unità di vigili del fuoco e unità di difesa civile hanno lavorato due ore per porre sotto controllo l'incendio ed evacuare i feriti e coloro che sono stati martirizzati all'aeroporto", ha detto Barazi, aggiungendo che "il bombardamento americano indebolisce le capacità dell'esercito siriano nella guerra contro il terrorismo".

Per l'agenzia di stampa ufficiale siriana Sana, l'attacco avrebbe invece provocato la morte di nove civili, tra cui quattro bambini, e il ferimento di altri sette. A renderlo noto è stato il corrispondente a Homs citando fonti della società civile. Secondo il cronista, le vittime dell'attacco, che ha provocato anche ingenti danni ad edifici, provengono dai villaggi di Shayrat, al-Manzoul e al-Hamrat.

Nell'attacco contro la base aerea "sono morti molti militari, la maggioranza dei quali sono elementi di Hezbollah e iraniani". E' quanto rivelano ad Aki-Adnkronos International fonti militari dell'opposizione siriana, precisando che i raid americani "hanno messo la base aerea definitivamente fuori uso".

Prima dell'attacco missilistico, il comando dell'esercito siriano avrebbe messo al sicuro la maggior parte dei suoi caccia di stanza nella base aerea di Shayrat. A riferirlo è l'emittente libanese filo-regime al-Mayadeen con una notizia dell'ultima ora basata su non meglio precisate "informazioni".

Molti consiglieri militari iraniani sarebbero inoltre rimasti uccisi nell'attacco. Lo ha rivelato all'emittente al-Arabiya un media attivista che si trova al confine tra Siria e Turchia, Ibrahim al-Idlibi, secondo il quale la base era stata trasformata di recente in un sito utilizzato dagli iraniani.

Nove caccia dell'esercito siriano sarebbero stati distrutti nel raid. A dirlo è il giornalista russo dell'emittente 'Rossiya 24', Yevgeny Poddubny, che ha constatato di persona i danni inflitti al sito come dimostrano le foto pubblicate sul suo profilo Instagram. Secondo il reporter, sarebbero stati colpiti gli hangar dove si trovavano gli aerei, mentre la pista della base non sarebbe stata danneggiata anche se al momento sarebbe disseminata di frammenti di vario tipo.


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Gas killer in Siria, le accuse dell'ONU al dittatore Assad: 80 morti ed è strage di bambini
Francia, Gran Bretagna e USA condannano la Siria e i suoi fedeli alleati Russi

ROMA (Italy) - Nuovi bombardamenti aerei hanno colpito la regione di Idlib, nel nordovest della Siria, all'indomani della strage di Khan Sheikhun. Caccia hanno effettuato mercoledì mattina almeno cinque raid contro aree nei pressi di Khan Sheikhun. Il nuovo bilancio diffuso stamani dall'Osservatorio siriano per i diritti umani dopo l'attacco aereo su Khan Sheikhun, e le denunce sull'utilizzo di armi chimiche, è di almeno 72 morti, compresi 20 bambini. Stati Uniti, Francia e Regno Unito hanno messo a punto e proposto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite una bozza di risoluzione che condanna l'attacco e chiede un'inchiesta su quanto avvenuto.


L'Osservatorio ribadisce che fonti mediche hanno "confermato che uno dei quartieri di Khan Sheikhun è stato bombardato con sostanze che si ritiene siano gas" e sottolinea che il bilancio delle vittime potrebbe continuare a salire nelle prossime ore perché i feriti sono decine e ci sono anche alcuni dispersi.

Il precedente bilancio diffuso dall'Osservatorio siriano per i diritti umani riferiva di almeno 58 morti, mentre ieri l'Unione delle organizzazioni di soccorso e cure mediche (Uossm) parlava di "100 morti per soffocamento e 400 feriti a causa di diversi attacchi chimici con gas tossici che hanno colpito Khan Sheikhun".

ONU - "Gli orribili eventi di ieri dimostrano che purtroppo in Siria continuano a verificarsi crimini di guerra. Il diritto internazionale umanitario continua ad essere violato con frequenza" dice il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, a Bruxelles a margine della conferenza sul futuro della Siria. "Il Consiglio di sicurezza si riunirà oggi: abbiamo chiesto che i responsabili dei crimini rendano conto delle loro azioni e sono sicuro che il Consiglio di sicurezza sarà all'altezza delle proprie responsabilità. Nello stesso tempo questi accadimenti dimostrano quanto è importante questa conferenza e quanto sia importante riunire la comunità internazionale, per potere esercitare pressione sulle parti in conflitto e sui Paesi che hanno influenza sulle parti in conflitto perché mettano da parte le loro differenze". Per Guterres occorre "capire che c'è un bisogno fondamentale di mettere fine a questa guerra. Bisogna fare in modo che ad Astana si decida, si implementi e si monitori un vero cessate il fuoco e fare in modo che a Ginevra i colloqui di pace siano di sostanza e procedano verso una soluzione politica".

Stati Uniti, Francia e Regno Unito hanno messo a punto e proposto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite una bozza di risoluzione che condanna l'attacco e chiede un'inchiesta su quanto avvenuto. La risoluzione, un documento di due pagine di cui l'agenzia di stampa Dpa anticipa alcuni contenuti, richiede a Damasco informazioni precise sulle operazioni di ieri e i piani di volo dell'aeronautica, compresi i nomi dei piloti militari.

Inoltre, riporta la Dpa nel giorno in cui si riunirà d'urgenza il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il documento chiede accesso alle basi aeree militari da cui sarebbero partite le operazioni, secondo l'Opac incaricata di indagare, e richiede incontri entro cinque giorni con i generali siriani e la leadership di Damasco. La risoluzione minaccia sanzioni, comunque non previste direttamente dal testo, contro il governo del leader siriano Bashar al-Assad che, dall'inizio del conflitto in Siria nel 2011, è stato più volte accusato per l'uso di armi chimiche.

Secondo la ricostruzione dei fatti fornita dal ministero della Difesa russo dopo la strage di Khan Sheikhun, all'origine delle denunce di un attacco con armi chimiche ci sarebbe un bombardamento dell'aeronautica siriana contro un "deposito terroristico" in cui era contenute "sostanze tossiche" usate per produrre proiettili contenenti agenti chimici. Secondo i sistemi di controllo dello spazio aereo russi, ieri tra le 11.30 e le 12.30 ore locali l'aviazione siriana ha condotto un raid aereo alla periferia orientale di Khan Sheikhun, colpendo un deposito di munizioni dei terroristi. I video pubblicati sui social network delle persone colpite a Khan Sheikhun mostrano gli stessi sintomi di avvelenamento delle vittime dell'attacco ad Aleppo avvenuto lo scorso autunno.


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Continua la "guerra fredda" tra Russia e Usa, espulsi 35 diplomatici dagli States
Dopo la "Spy story" sovietica alle elezioni americane, si acuiscono i rapporti tra le due superpotenze

ROMA (Italy) - E' dura la risposta Usa agli hackeraggi russi che hanno interferito nelle presidenziali americane con lo scopo di favorire l'elezione di Donald Trump. Con una decisione senza precedenti, Barack Obama ha disposto sanzioni direttamente contro le due principali intelligence russe, il Gru e l'Fsb, il primo per lo spionaggio militare all'estero e l'altro per il controspionaggio. Non si è fatta attendere la risposta della Russia alle sanzioni decise dal presidente americano. Putin ha disposto la chiusura della scuola angloamericana frequentata dai figli dei diplomatici di Usa, Canada e Gran Bretagna.


Promettendo di rispondere a ciascun "atto ostile", Mosca ha già adottato la prima misura concreta, ordinando la chiusura della la scuola angloamericana di Mosca, frequentata dai figli del personale delle ambasciate Usa, britannica e canadese, ma anche da ragazzi di altre nazionalità. Chiuso anche l'accesso alla residenza di vacanza dell'ambasciata Usa a Serebryany Bor, vicino a Mosca. Nell'annunciare le nuove sanzioni alla Russia per gli attacchi hacker durante le elezioni, Barack Obama ha anche ordinato l'espulsione di 35 funzionari russi, impiegati in attività di intelligence, definiti "persone non grata". Inoltre il presidente ha dato istruzioni al dipartimento di Stato di chiudere due compound in Maryland e New York "che sono usati da personale russo per attività collegate a operazioni di intelligence".

"Queste azioni arrivano dopo ripetuti ammonimenti, pubblici e privati, rivolti al governo russo e sono una risposta necessaria ed appropriata ai tentativi di danneggiare interessi degli Stati Uniti in violazione di norme di comportamento stabilite a livello internazionale" ha dichiarato Barack Obama. L'annuncio arriva dopo settimane di dibattito interno se rispondere e come agli attacchi hacker che, secondo la Cia, hanno avuto la Russia come mandante. Mosca ha sempre negato ogni coinvolgimento e Donald Trump ha mostrato di credere di più alle affermazioni del governo russo che ai rapporti dell'intelligence americano. Ieri, quando i media avevano già annunciato che Obama si preparava ad annunciare delle sanzioni, aveva detto che l'amministrazione uscente avrebbe fatto meglio a far cadere la vicenda. "Dobbiamo andare avanti con le nostre vite", aveva affermato. "Tutti gli americani devono essere allarmati dalle azioni della Russia", ha dichiarato ancora Obama con un riferimento polemico quindi alle posizioni assunte da Trump e dai leader repubblicani del Congresso che non hanno accolto la richiesta di avviare un'inchiesta indipendente sugli attacchi hacker.

Inoltre Obama ha annunciato che il dipartimento della Sicurezza Interna e l'Fbi declassificheranno "informazioni tecniche sulle attività informatiche dei servizi militari e civili russi" in modo da aiutare i network a difendersi "dalla campagna globale russa" a sostegno di azioni di hackeraggio. Infine, ha lasciato capire che vi potranno essere anche altre azioni, tenute segrete. "Queste azioni non sono la somma totale della nostra risposta alle attività aggressive della russa - ha concluso - continueremo una serie di azioni nei tempi e modi da noi scelti, alcune delle quali non saranno pubblicizzate".

Le sanzioni annunciate dall'amministrazione Obama interessano due agenzie di intelligence - altre all'erede del Kgb, l'Fsb, i servizi militari Gru - quattro ufficiali che si occupano delle attività informatiche del Gru e tre compagnie che hanno fornito supporto alle sue attività. Per poter procedere con queste sanzioni, gli esperti legali della Casa Bianca hanno allargato un ordine esecutivo firmato nel 2015 da Obama che dà al presidente l'autorità di colpire attori stranieri, attraverso il congelamento dei loro beni, che conducono attacchi contro interessi di sicurezza ed economici americani. Ora l'ordine prevede la possibilità di agire anche contro chi "interferisce o mette in pericolo il processo e le istituzioni elettorali".

Secondo quanto ricostruito dall'indagine dell'intelligence americana si ritiene che l'Fsb sia dietro un gruppo di hacker noto con il nome di 'Cozy Bear' che avrebbe per mesi tentato di entrare nel sistema del comitato elettorale democratico. I servizi segreti militari del Gru invece sarebbero dietro ad un secondo gruppo, i 'Fancy Bear', che non solo si è infiltrato nel sistema del comitato democratico ma anche in quello della campagna elettorale di Hillary Clinton. In questo modo ha sottratto le famose mail di John Podesta che avrebbe poi consegnato a Wikileaks che le ha pubblicate poco prima delle elezioni. Il governo russo e Vladimir Putin hanno sempre negato ogni coinvolgimento.


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L'ultimatum dello Zar Putin ai civili di Aleppo: avete poche ore per scappare poi bombardiamo
La dittatura di Assad pronta al genocidio. Spari anche sulle ambulanze.

ROMA (Italy) - La tregua (ultimatum) concordata tra Putin e Assad non concede scampo ai cittadini di Aleppo che subiscono da mesi i pesanti bombardamenti della coalizione Russia-Sirya. Gli autobus per gli sfollati sono rimasti vuoti mentre persino le ambulanze vengono colpite dal fuoco incrociato. La situazione, ad un mese dall'avvio della offensiva governativa contro "i partigiani" siriani, conta 600 civili morti tra cui molti bambini e più di 4mila feriti senza neanche un'ospedale per curarsi. La fame, poi, decima più della guerra perchè viene impedito l'accesso nella zona ai veicoli del World Food Programme (WFP) delle Nazioni Unite.


A quattro settimane dall'avvio della vasta offensiva delle forze di Damasco e degli alleati contro i ribelli ad Aleppo, ieri il direttore dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, Rami Abdel Rahman, ha sottolineato come si assista alla "fase finale dei combattimenti". "Ci sono ancora aree che restano sotto il controllo dell'opposizione, ma si tratta di zone molto piccole, che potrebbero cadere in qualsiasi momento", ha detto Abdel Rahman in dichiarazioni all'agenzia di stampa Dpa.

Intanto, sono almeno 593 i civili rimasti uccisi ad Aleppo solo nel mese di novembre: lo denuncia l'Osservatorio siriano per i diritti umani, secondo cui la maggior parte delle vittime si è registrata nei quartieri orientali della città che erano in mano ai ribelli. Stando alla ong, 463 civili - compresi 62 bambini - sono infatti morti nei raid aerei e negli attacchi dell'artiglieria contro Aleppo Est. Nei territori in mano alle forze di Damasco, si sono contati 130 morti fra i civili, compresi 40 minori. Tra le fila dei ribelli, secondo gli stessi attivisti, i caduti in battaglia sono almeno 532. I morti accertati tra i soldati siriani e i miliziani alleati sono invece 256. I feriti sono più di 4.000 senza alcuna possibilità di cure per mancanza di ospedali.

"Questo potrebbe essere il mio ultimo video. Fate qualcosa". E' la disperata richiesta di aiuto che una ragazza siriana di Aleppo affida ad un video pubblicato su Twitter. "Siamo vittime di un genocidio. Più di 50mila civili rischiano di morire nelle esecuzioni o sotto i bombardamenti" dal regime di Assad. "Ogni bomba è un nuovo massacro. Salvate Aleppo, salvate l'umanità", dice la giovane nel messaggio.

Sono ancora ferma i bus inviati dal regime siriano in un punto concordato di Aleppo per evacuare i ribelli e le loro famiglie da Aleppo est. I bus dovrebbero portare circa 5.000 ribelli e le loro famiglie ad al-Atareb, cittadina in mano all'opposizione a nord-ovest della città di Aleppo, e in alcune zone rurali nella parte est della provincia di Idlib. L'Osservatorio siriano per i diritti umani conferma che il regime sta ritardando l'inizio dell'evacuazione.

L'organizzazione Medici Senza Frontiere (Msf) si dice "indignata per la violenza esercitata contro i civili" ad Aleppo e per "la passività dimostrata da tutti gli attori che possono fare qualcosa per fermarla". Msf chiede a tutte le parti in conflitto di rispettare il proprio dovere di proteggere i civili, sia nelle aree assediate sia nelle aree riprese dal governo siriano.

Tutte le negoziazioni per garantire l'accesso delle Nazioni Unite e di altri attori, tra cui Msf, per fornire assistenza umanitaria nelle aree assediate di Aleppo Est sono state infruttuose, si legge in una nota, secondo cui "nella maggior parte dei casi sembra che le persone non abbiano avuto la possibilità di fuggire quando e dove avrebbero voluto". "Non è stato possibile evacuare i pazienti, rifornire gli ospedali e fornire assistenza cruciale alle persone intrappolate nell’area", denuncia Msf, ribadendo che "tutte le parti coinvolte sono state e sono ancora responsabili di questo fallimento".

Pochi operatori sanitari stanno ancora lavorando in condizioni estreme ad Aleppo Est e, riferisce l'organizzazione, esprimono profonda paura per il loro futuro immediato. Gli operatori sanitari e i pazienti di cui si prendono cura sono protetti dal Diritto Internazionale Umanitario, sottolinea la nota. In un conflitto caratterizzato da orribili atrocità contro i civili, come recentemente dichiarato anche dalle Nazioni Unite, Msf si dice "estremamente preoccupata per il destino della popolazione".


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Venti di guerra nel mediterraneo, la flotta sovietica pronta per l'attacco finale in Siria. La NATO In allerta
Mosca dispiega nel mediterraneo una enorme Task Force Navale. Renzi dice no a sanzioni contro la Russia

ROMA (Italy) - L'allarme è stato lanciato da un "alto diplomatico" della Nato che a Bruxelles ha parlato con i giornalisti per confermare quello che le intelligence navali dei paesi Nato stanno seguendo ormai da settimane. La Russia si prepara a un massiccio attacco in Siria per spazzare via le resistenze dei ribelli assediati ad Aleppo Est. Fra le navi in viaggio c'è anche la portaerei russa Kuznetsov, con i suoi aerei bombardieri, l'incrociatore nucleare Pietro il Grande, alcune fregate e navi appoggio. Il naviglio sovietico è seguito a vista da una consistente forza navale inglese e quindi della NATO. Renzi dice "NO" a nuove sanzioni proposte dall'Europa contro la Russia.


La Russia sta dispiegando la più grande Task Force Navale dalla fine della Guerra Fredda: La NATO afferma che la Russia ha inviato tutte le navi della Flotta del Nord e una parte della Flotta del Baltico per rafforzare l'operazione militare in Siria, riporta la Reuters citando una fonte nell'Alleanza Atlantica. Secondo un Diplomatico NATO dopo l’ ultima escalation che coinvolge la Siria, la portaerei russa Kuznetsov ha lasciato la Norvegia e sta navigando verso la Siria, dove si prevede che arrivi in poco meno di due settimane. Come parte della flotta navale, la Russia ha anche implementato una scorta di altre sette navi, che abbiamo definito la “più potente task force navale russa che abbia mai navigato in Nord Europa dal 2014“, secondo i rapporti quotidiani della Nezavisimaya Gazeta russa. Ma si scopre anche che la flotta doveva essere ancora più grande, perché secondo un diplomatico della NATO citato dalla Reuters, la Russia “sta allertando tutta la flotta del Nord e gran parte della flotta del Baltico nel più grande dispiegamento di forze dopo la fine della guerra fredda“. “Questa non è una veleggiata tra amici del porto. Tra un paio di settimane, vedremo un crescendo di attacchi aerei su Aleppo come parte di una strategia della Russia che vuol dichiarare vittoria”, ha detto ancora il diplomatico.

Intensificare una campagna aerea sovietica su Aleppo orientale, dove sono intrappolate 275 mila persone, potrebbe ulteriormente peggiorare i legami tra Mosca e l’Occidente, secondo il diplomatico che ha aggiunto che “Questo assalto, dovrebbe essere sufficiente per consentire una strategia di uscita della Russia, se Mosca dovesse ritenere che Assad è ormai abbastanza stabile per sopravvivere da solo.”

Le foto delle navi sono state prese da militari norvegesi. Un quotidiano norvegese ha citato il Capo del servizio di intelligence militare norvegese che ha dichiarato che le navi coinvolte “giocheranno probabilmente un loro ruolo nella battaglia decisiva per Aleppo”. Ma c’è qualcosa in più, perché la Reuters ha fatto riferimento alle parole di un diplomatico della NATO, che afferma che in effetti la Russia sta impiegando la più grande forza navale dalla fine della guerra fredda, per rafforzare la sua campagna di Siria. Secondo un rapporto dell’esercito Norvegese che ha reso pubbliche le foto prese dagli aerei della sorveglianza, apprendiamo che la Kuznetsov accompagnata da una flotta di navi da guerra russe, sta navigando verso la Siria nelle acque internazionali al largo delle coste Norvegesi, vicino a Trondheim. Le foto delle navi, che includono la portaerei Admiral Kuznetsov e la nave da crociera Pyotr Velikiy, sono state prese vicino all’isola di Andoya, lunedì scorso nella Norvegia del Nord.

Il gruppo navale che include la portaerei e altre sette navi di scorta russe, è la più potente task force navale russa in navigazione nel Nord Europa dal 2014, come riporta la Nezavisimaya Gazeta nelle sue informazioni quotidiane. La nave portaerei può trasportare più di 50 aerei e il suo sistema di armamento include anche i missili anti-navi Granit.


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La Nato si rafforza ai confini con la Russia. Nel 2018 anche militari italiani schierati in Lettonia
Mosca inasprisce i rapporti con l'occidente e tenta la mossa di avvicinamento ad Erdogan in Turchia

ROMA (Italy) - Nel 2018 un contingente di soldati italiani sarà inviato al confine europeo con la Russia. Saranno parte di uno dei quattro battaglioni dell’Alleanza schierati nei Paesi baltici. Intanto Mosca continua a bombardare Aleppo e a sostenere il regime di Damasco e questo preoccupa sia i leader europei sia i vertici dell'alleanza atlantica. Una escalation di guerra aperta verso cittadini inermi oramai allo stremo ai quali non giungono neppure più gli aiuti umanitari per gli oggettivi pericoli nel consegnarli. Anche la visita di Putin in Turchia ha reso perplessi gli stati occidentali reputando quella dello Zar una mossa a sorpresa e senza precedenti.


L'Italia invierà "nei prossimi mesi" una compagnia di "140 uomini in Lettonia" per partecipare alla "forza Nato a guida canadese, lì dispiegata". Si tratta di una decisione che "non rientra in una politica di aggressione verso la Russia", ma con la quale il governo italiano e gli Alleati intendono "rassicurare" i partner europei sulle capacità di difesa dei confini orientali del vecchio continente. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni conferma l' impegno del nostro Paese, dopo il suo incontro di Roma con il leader della Nato, Jens Stoltenberg. Quest'ultimo, in un'intervista alla Stampa ne aveva anticipato stamane i contenuti. Ma nessuna sorpresa: è una scelta che l'Italia ha fatto e annunciato già al vertice di Varsavia, ha precisato il titolare della Farnesina.

L'invio dei militari, è il ragionamento del ministro, "non influirà minimamente con la linea di dialogo che l'Italia ha sempre proposto e condiviso con la Nato" e "che deve andare in parallelo con le rassicurazioni agli alleati che si sentono a rischio". Eppure l'irritazione di Mosca, questa mattina, non si è fatta attendere molto. Commentando le dichiarazioni del segretario generale della Nato, un portavoce del ministero degli Esteri russo ha definito "distruttiva" la politica degli Alleati, impegnati nella "costruzione di nuove linee di divisione in Europa invece che di profonde e solide relazioni di buon vicinato". Insomma, la formula "Difesa e dialogo" propugnata da Stoltenberg non convince Mosca fino in fondo. D'altra parte, se non si può nuovamente parlare di Guerra fredda, di certo "non c'è neppure il partenariato" a cui la Nato sta lavorando da anni con la Russia. Quello in atto, ha ammesso lo stesso segretario generale, è "un sistema di relazioni con Mosca mai visto sinora". "Serve un'Alleanza forte non per provocare una guerra, ma per prevenirla", ha avvertito, e gli enormi investimenti fatti dalla Federazione russa sulla Difesa - è il suo pensiero - certamente non aiutano a rasserenare gli animi degli Alleati.

Siamo "profondamente preoccupati" dalla Russia, che è "sempre più assertiva e imprevedibile" ed ha schierato sistemi missilistici vicino a Paesi alleati, "parte di uno schema di attività militare su larga scala", ha confermato Stoltenberg. "Noi continueremo a perseguire politiche di difesa e dialogo politico. La missione della Nato è di mantenere sicuri gli alleati ma dobbiamo evitare incidenti e calcoli errati che possono far sfuggire la situazione di mano". Il rischio c'è e trova terreno fertile in Siria. Qui la Nato "non ha alcun piano su una presenza militare", ma intende fare "tutto il possibile" per una "soluzione politica e diplomatica della crisi". Mosca "continua a bombardare Aleppo e a sostenere il regime di Damasco" nonostante le terribili perdite di vite umane e le forti obiezioni della comunità internazionale, ha ricordato Stoltenberg. E questa mattina Vladimir Putin ha anche ratificato la legge con cui il Parlamento russo ha approvato l'accordo siglato nel 2015 con Damasco sulla presenza "a tempo indeterminato" delle forze russe nella base militare Hmeimim, in Siria occidentale (attualmente sono circa 4.000 uomini).

La NATO, ovvero l'Organizzazione del Patto dell'Atlantico del Nord è un organismo internazionale creato essenzialmente per difendere le nazioni occidentali contro la minaccia rappresentata dall'ex unione sovietica. L'organizzazione nasce il 4 aprile 1949 a Washington per definire come collaborare, tra paesi diversi, e come intervenire in difesa di uno dei partecipanti, in caso di attacchi esterni. All'inizio il patto era solo tra dieci paesi dell'Europa (Belgio, Danimarca, Francia, Gran Bretagna, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Olanda Portogallo) e due paesi americani (Canada e USA). Poi si sono aggiunti altri paesi e, mentre fino a poco tempo fa erano in totale diciannove, oggi, grazie all'ingresso della Russia, sono diventati venti. Questo organismo è nato, dopo la Seconda Guerra Mondiale, soprattutto perché gli Stati Uniti temevano attacchi dal grande nemico che era ancora la Russia. Oggi i rapporti tra Stati Uniti e Russia sono molto migliorati e il ruolo della Nato è, in generale, quello di difendere sicurezza e libertà in tutti i paesi che ne fanno parte.

Nello specifico, i Paesi membri di questa importante coalizione sono: Albania, Belgio, Bulgaria, Canada, Croatia, Czech Rep, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Grecia, Hungary, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Slovenia, Slovacchia, Spagna, Stati Uniti, Turchia. I rappresentanti si incontrano a Bruxelles, in Belgio, località in cui ogni paese manda un suo rappresentante e dove si incontrano, in occasioni speciali, i capi di Stato dei singoli paesi. Il portavoce della NATO, cioè la persona che comunica a nome di tutti, le decisioni prese dalla NATO, è il Segretario Generale, scelto da tutti i paesi. L'art. 5 del trattato dice esplicitamente che in caso di attacco armato ad uno o più paesi dell'Alleanza Atlantica, tutti i paesi si impegnano, anche con le armi, a difendere il paese o i paesi attaccati a salvaguardia della sicurezza dell'Alleanza stessa. Il 29 marzo 2004 entrano a far parte della NATO Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia e Slovenia. È il quinto e più grande allargamento nella storia dell'alleanza. Nel marzo del 2009 la Francia ha annunciato, dopo 43 anni di assenza, di voler rientrare nel Comando Militare Integrato dell'Alleanza. Nel mese di aprile del 2009 anche Albania e Croazia hanno completato il processo di adesione: è il sesto allargamento nei sessant'anni di storia dell'Alleanza Atlantica.


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Siria, la Russia continua a sostenere il dittatore Assad e gli States sospendono i negoziati
Dura presa di posizione del Cremlino che schiera un sistema antimissile

ROMA (Italy) - Washington perde la pazienza e blocca i negoziati. La decisione arriva dopo l'ultimatum al Cremlino, chiedendo di sedersi a un tavolo e di ragionare in modo costruttivo. La Russia, non fermando i bombardamenti del regime siriano, non rispetta i propri impegni in particolare nel campo umanitario. Proseguendo sulla via militare, poi, partecipa alle uccisioni di migliaia di civili tra cui donne e bambini inermi. L'inviato dell'ONU Staffan de Mistura ha definito Aleppo "orrori senza fine". Ora è pura "guerra fredda" tra Washington e Mosca che insiste nelle provocazioni militari nonostante la condanna di tutti i paesi occidentali.


In Siria, la decisione degli Stati Uniti di sospendere i negoziati con la Russia su un cessate il fuoco era "inevitabile". Lo ha ammesso il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, durante la sua audizione sui recenti sviluppi della crisi alle Commissioni riunite Esteri di Camera e Senato. "La crisi è a un punto critico", ha detto aprendo il suo intervento Gentiloni, dopo aver definito "molto tempestiva" la convocazione della Commissioni riunite, il Dipartimento di Stato americano ha ieri formalmente dichiarato interrotte le relazioni bilaterali con la Russia per la gestione della cosiddetta cessazione delle ostilità, sostenendo che ormai era un esercizio impossibile, che con Aleppo sotto le bombe era impossibile continuare un esercizio che sembrava una finzione. Credo che si sia trattato di una decisione inevitabile, non certo una decisione di cui rallegrarsi ma che ha preso atto di un contesto assolutamente degenerato.

La guerra, che dura da quasi sei anni, in qualche modo è il crocevia di tantissime guerre contemporanee, regionali, tra sciiti e sunniti, tensioni sulla questione curda, conflitto con il terrorismo. La povera e martoriata Siria, ha sofferto 400mila vittime e sei milioni di rifugiati, diventando di fatto la guerra e la crisi più drammatica degli ultimi 10-20 anni per via di questo incrocio che rende districare questa matassa molto complicato. Negli ultimi dieci giorni tutto questo sembra precipitare in modo particolare nella tragedia di Aleppo, della seconda città siriana, di straordinarie tradizioni culturali e religiose che come sapete è martellata dai bombardamenti in un modo francamente non troppo umano.

Intanto la Russia ha inviato una batteria di missili terra-aria S-300 in Siria a protezione della sua base navale di Tartous e delle sue navi che operano nella zona. Lo ha detto il portavoce del ministero della Difesa russa, generale Igor Konashenkov. Una batteria di missili terra-aria S-300 destinati alla sicurezza della base navale russa di Tartus e delle navi operative nella zona.

Una strage senza fine - La cifra è spaventosa ed è un numero così elevato di cui si potrebbe perfino dubitare se la fonte non fosse così autorevole: secondo l'Unicef, da venerdì scorso, ad Aleppo Orientale almeno 96 bambini sono stati uccisi e 223 sono stati feriti. "I bambini di Aleppo sono intrappolati in un incubo", ha dichiarato Justin Forsyth vice direttore generale dell'Unicef. "Non ci sono parole per descrivere le sofferenze che questi bambini stanno vivendo", ha aggiunto. Eppure, a parte la fragile e discutibile tregua, nessuno fa nulla. Sono di appena di pochi giorni fa le denunce - sempre di agenzie delle Nazioni Unite - dei rischi di infezioni ed epidemie per la mancanza di acqua e medicine. Senza considerare gli ospedali colpiti. Una situazione drammatica ma destinata ad andare avanti così visti i veti della Russia in campo umanitario.


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La sfida americana al dittatore siriano Assad e al suo protettore Putin
al centro del programma elettorale dei candidati alle presidenziali
Con l'orso Russo si gioca la partita della "Guerra Fredda" mai terminata

ROMA (Italy) - L’avanzata dell’Isis, lo Stato Islamico di Iraq e Siria guidato da Al Baghdadi, ha reso necessario il coinvolgimento e la cooperazione tra forze internazionali per tentare di arginare il problema del terrorismo islamico.

Il clima di scontro però, si è fattosubito sentire anche all’interno della coalizione stessa, dove, in terra siriana, Obama e Putin stanno combattendo una vera e propria guerra parallela: da una parte gli Stati Uniti contro il Califfato, dall’altra la Russia contro i ribelli anti-Assad e contro l’Is (La Francia, però, ha già firmato una dichiarazione con altri sei Paesi per chiedere alla Russia di concentrare i suoi attacchi contro le forze del Isis. Di tutta risposta, il Cremlino, ha ribadito di essere stato l’unico, ad oggi, adaver colpito Raqqa, la capitale del Califfato).


La necessità di far fronte comune non ha, dunque, fatto passare in secondo piano i problemi tra le due potenze occidentali che sembrano richiamare il climadi una Guerra Fredda probabilmente mai finita. Questa volta gli occhi del ciclone sono due: da una parte i sospetti raid lanciati dalla Russia che gli Stati Uniti sostengono aver colpito basi non dell’Isis, bensì di altri gruppi ribelli. L’attacco avrebbe dato la morte a 27 civili, tra i quali sei bambini. Ovviamente Mosca ha negato la responsa-bilità di tali azioni, spiegando che a colpire le forze anti-governative sarebbero stati aerei russi, sì, ma in dotazione al governo siriano.

Dall’altra, ed è forse l’ostacolo più grande, c’è il veto assoluto posto da Obama riguardo la dittatura di Assad, appoggiata dal leader russo eapertamente condannata dagli americani: se la cooperazione deve andare avanti, il leader deve uscire di scena. Da quando Assad è salito al potere nel 2000, l’America ha inserito lo stato siriano tra gli “Stati Coniglio”, quei territori che, per un regime troppo autoritario, vengono considerati minaccia per la pace. Il dittatore è stato, tra l’altro, da pochi giorni, sottoposto ad un’inchiesta giudiziaria, portata avanti da Parigi, per “crimini contro l’umanità”. L’indagine si basa sull’inchiesta “Cesar” dal nome in codice di un fotografo della polizia militare che ha tradito il regime facendo arrivare immagini di torture e uccisioni nelle carceri del regime.

Il vero problema che mina la creazione di una colazione stabile, dunque, resta Assad. Per gli americani, infatti, è imprescindibile la sua uscita di scena, che lo stesso presidente della Siria si è detto disposto a prendere in considerazione per risolvere il problema del regime del terrore legato all’Is, fermo restando che ha più volte espresso i suoi timori sulla presenza e sul controllo occidentale in a Damasco. Ad intervenire nella questione è stato anche il diplomatico italo-svedese Staffan De Mistura, già sottosegretario degli Esteri durante il governo Monti ed ora inviato speciale per l’Onu. In un vertice tra i ministri dei rispettivi paesi, ha affermato De Mistura, si è aperto un dialogo. “Sicuramente l’Onu ha approvato solo le misure anti Isis e Al Qaeda”, ha detto riferendosi ai presunti attacchi russi a basi civili, ma l’importante è riuscire ad arrivare ad un compromesso che permetta un fuoco incrociato tra armi e azione politica, così da riuscire a fermare l’avanzata terroristica. (Marika Del Zotti)

Si avvicina sempre di più il giorno delle elezioni presidenziali USA. Gli americani saranno chiamati alle urne per scegliere il successore dell'attuale presidente. Obama, infatti, non può ricandidarsi una terza volta per via del 22esimo emendamento della Costituzione. Tra i candidati alle elezioni presidenziali USA 2016: Hillary Clinton, Bernie Sanders, Donald Trump, Jeb Bush - Il nome più importante rimane quello di Hillary Clinton che lady viene data vincente in tutti i sondaggi, sarebbe la rivincita dopo la sconfitta subita dai democratici di Obama nel 2008. Tra i tantissimi candidati repubblicani spicca la candidatura di Marco Rubio e Jeb Bush - fratello minore dell'ex presidente George W - ovviamente anche lui figlio del primo Bush presidente; sarebbe quindi il terzo della famiglia Bush a correre per la Casa Bianca (e potrebbe correre contro la moglie dell'ex presidente Clinton, rendendo parecchio dinastica la democrazia statunitense). Ma il vero protagonista nel campo repubblicano, ormai, è Donald Trump.

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Summit Nato in Galles, la coalizione rafforza l'est con 5 nuove basi contro l'aggressione russa
Unione Europea: nuove sanzioni contro Mosca. Mandato dei 28 paesi per eliminare l'Isis in Iraq

ROMA (Italy) - A chiusura del summit Nato di Newport, ieri la delegazione americana ha tentato di coinvolgere gli alleati atlantici nella coalizione. Un gruppo di dieci partner: Gran Bretagna, Francia, Germania, Canada, Australia, Turchia, Italia, Polonia, Danimarca, insieme agli Usa dovrebbe costituire il nucleo di una missione internazionale di intervento in Iraq, da legittimare a New York tra dieci giorni in occasione dei lavori di apertura dell'Assemblea Generale dell'Onu.

Intanto la Nato risponde anche allo zar Putin e rafforza la propria presenza nell'Europa dell'Est attraverso la creazione di cinque nuove basi militari ospitanti forze speciali e copertura sia aerea che navale pronte ad entrare in azione in 48 ore. Contro la Russia pronte le nuove sanzioni.


La frontiera orientale blindata con una "presenza permanente" della Nato nell'Europa dell'Est per rispondere all'aggressione di Putin in Ucraina, ma senza stracciare il Trattato con la Russia, che però reagisce a muso duro parlando di decisione che mette "la pace a rischio". Una coalizione guidata dagli Usa e di cui, annuncia Matteo Renzi, farà parte anche l'Italia oltre a Gran Bretagna, Francia e gli altri che si aggiungeranno per combattere l'orrore della jihad. Obiettivo, dice il presidente Obama, "distruggere" l'Isis in Iraq e Siria ma senza "scarponi sul terreno" né occidentali nè della Nato e con il coinvolgimento dei grandi attori regionali a cominciare dalla Turchia.

E poi la decisione di costruire una nuova Alleanza Atlantica, "più pronta, flessibile e forte" per rispondere alle minacce di un mondo improvvisamente cambiato dopo i "25 anni di bel tempo" seguiti alla caduta del Muro. Ma anche lo storico impegno ad invertire la tendenza del taglio delle spese alla difesa e riportarle - entro dieci anni - al livello del 2% del pil (di cui il 20% in armamenti 'maggiori', grande spinta all'industria bellica) in tutti i 28 paesi alleati, che per gli europei significa mediamente raddoppiarle. Sono questi i risultati del vertice della Nato a Celtic Manor, che chiude il mandato del segretario generale Anders Fogh Rasmussen dopo "uno degli anni più difficili nella storia dell'Alleanza".

Alla Russia che spaventa i baltici, la Nato risponde con l'approvazione del nuova Rap (Readiness Action Plan), che tra l'altro include anche la difesa nelle 'cyberguerre' tra i compiti istituzionali dell'Alleanza, e parte anche l'istituzione della 'spearhead', che avrà cinque nuove basi (in Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia e Romania) con, aviazione, mezzi navali, depositi e arsenali già predisposti, in cui a rotazione sarà presente una brigata di forze speciali.

La rassicurazione agli alleati dell'est la garantisce Barack Obama: "Difenderemo ogni alleato in Europa. Questo e' un obbligo vincolante, non negoziabile. Un attacco a un Paese Nato è un attacco a tutti i Paesi Nato" Ma il rischio più immediato sembra quello dell'Isis. Cameron annuncia che i 28 sono "unanimi nella condanna degli atti barbarici" degli uomini in nero. Il premier britannico e Obama sfidano gli jihadisti. Cameron sottolinea che la lotta dovrà essere "guidata dagli iracheni" e che Assad non può essere parte della soluzione perché "è parte del problema". Ad agire sarà una coalizione, non la Nato in quanto tale. Il segretario uscente, Anders Fogh Ramussen, ribadisce che se Baghdad lo chiederà l'Alleanza potrà dare assistenza ma limitata alla "defence capacity building", ovvero l'addestranenbto e la consulenza, e specifica che nel vertice "non si è discusso" di un intervento militare diretto. Niente ritorno in Iraq, insomma. In compenso, nell'ambito del nuovo ruolo che l'Alleanza avrà in futuro, i leader hanno deciso che tra i paesi Nato ci sarà più scambio di informazioni per combattere i 'foreign fighters'.
(Redazione)

La NATO, ovvero l'Organizzazione del Patto dell'Atlantico del Nord è un organismo internazionale creato essenzialmente per difendere le nazioni occidentali contro la minaccia rappresentata dall'ex unione sovietica. L'organizzazione nasce il 4 aprile 1949 a Washington per definire come collaborare, tra paesi diversi, e come intervenire in difesa di uno dei partecipanti, in caso di attacchi esterni. All'inizio il patto era solo tra dieci paesi dell'Europa (Belgio, Danimarca, Francia, Gran Bretagna, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Olanda Portogallo) e due paesi americani (Canada e USA). Poi si sono aggiunti altri paesi e, mentre fino a poco tempo fa erano in totale diciannove, oggi, grazie all'ingresso della Russia, sono diventati venti. Questo organismo è nato, dopo la Seconda Guerra Mondiale, soprattutto perché gli Stati Uniti temevano attacchi dal grande nemico che era ancora la Russia. Oggi i rapporti tra Stati Uniti e Russia sono molto migliorati e il ruolo della Nato è, in generale, quello di difendere sicurezza e libertà in tutti i paesi che ne fanno parte.

Nello specifico, i Paesi membri di questa importante coalizione sono: Albania, Belgio, Bulgaria, Canada, Croatia, Czech Rep, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Grecia, Hungary, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Slovenia, Slovacchia, Spagna, Stati Uniti, Turchia. I rappresentanti si incontrano a Bruxelles, in Belgio, località in cui ogni paese manda un suo rappresentante e dove si incontrano, in occasioni speciali, i capi di Stato dei singoli paesi. Il portavoce della NATO, cioè la persona che comunica a nome di tutti, le decisioni prese dalla NATO, è il Segretario Generale, scelto da tutti i paesi. L'art. 5 del trattato dice esplicitamente che in caso di attacco armato ad uno o più paesi dell'Alleanza Atlantica, tutti i paesi si impegnano, anche con le armi, a difendere il paese o i paesi attaccati a salvaguardia della sicurezza dell'Alleanza stessa. Il 29 marzo 2004 entrano a far parte della NATO Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia e Slovenia. È il quinto e più grande allargamento nella storia dell'alleanza. Nel marzo del 2009 la Francia ha annunciato, dopo 43 anni di assenza, di voler rientrare nel Comando Militare Integrato dell'Alleanza. Nel mese di aprile del 2009 anche Albania e Croazia hanno completato il processo di adesione: è il sesto allargamento nei sessant'anni di storia dell'Alleanza Atlantica.


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Emirates migliore linea aerea del mondo. L'annuncio da Skytrax World Airline Awards 2016. Questa è la quarta volta che Emirates vince il miglior riconoscimento da quando i premi sono stati introdotti 15 anni fa; la compagnia ha vinto il primo riconoscimento Skytrax come Migliore compagnia al mondo nel 2001, ancora nel 2002 e nel 2013. In totale, Emirates ha vinto un totale di 20 premi Skytrax World Airline dal 2001. (Continua...)