Redazione

www.italianews.org - Comunicazione e giornalismo

Ayrton Senna, il più grande campione della storia della F1, celebrato a 23 anni della sua scomparsa
Imola e il mondo intero ricorda con dolore il mito dei miti del

ROMA (Italy) - 1 maggio 1994: muore Ayrton Senna considerato uno dei piloti di Formula 1 più forti di tutti i tempi. Nato nel 1960 da una famiglia benestante, a 13 anni comincia a gareggiare con i kart. Dopo una gavetta nelle serie minori, nel 1984 Senna approda in Formula 1. A 23 anni dal quel tragico primo maggio - la cui tragedia è arrivata ovunque lasciando un mondo e un Paese, il Brasile, affogato nel dolore. Con lo schianto contro il muretto di recinzione alla curva del Tamburello, l'Autodromo di Imola ricorda Ayrton Senna aprendo la sua pista al pubblico e mettendo in mostra il leggendario Kart con il numero 17 che lanciò il pilota brasiliano.


A 23 anni dal quel tragico primo maggio, con lo schianto contro il muretto di recinzione alla curva del Tamburello, l'Autodromo di Imola ricorda Ayrton Senna aprendo la sua pista al pubblico e mettendo in mostra il leggendario Kart con il numero 17 che lanciò il pilota brasiliano sulla scena dell'automobilismo internazionale. Alle 16.30 nella terrazza del museo Checco Costa, dove è possibile visitare la mostra sulla F1, Senna verrà raccontato da Gian Carlo Minardi, dall'ex pilota Gianluigi Martini e dal direttore di Autosprint, Andrea Cordovani, prendendo spunto dalle foto del fotoreporter Angelo Orsi il cui sodalizio con il campione durò 11 anni.

Partito dalla pole, andò a sbattere al settimo giro contro il muro del Tamburello, perdendo il controllo dopo la rottura del piantone dello sterzo. Nell’impatto un puntone della sospensione si spezzò, andando a infilarsi nella visiera casco e provocando gravissime lesioni al cranio del pilota. Dopo i primi soccorsi venne trasportato in elicottero, privo di sensi, all’Ospedale Maggiore di Bologna e alcune ore dopo i medici comunicarono il decesso. Per la cronaca la gara fu vinta da Michael Schumacher su Benetton, davanti al ferrarista Nicola Larini che sostituiva l’infortunato Jean Alesi.

Una corsa finita troppo presto, quella di Ayrton Senna: lo choc, il mondo che piange e quel sorriso bello quanto triste diventato di colpo immortale. Ayrton Senna non era un campione come tanti, poteva salire su una macchina qualsiasi e il colore non avrebbe fatto differenza: i tifosi lo seguivano ovunque, perche' era lui che amavano. Vent'anni senza sono tanti, la formula uno e' un'altra storia, ha scritto pagine per nuovi campioni, ha visto scorrere sfide e noia, ma quell'urto mortale alle 14,17 del primo maggio 1994 ha tolto per sempre alle corse un pezzo di anima.

La tragedia arriva ovunque, attraversa le tv, lascia un mondo e un Paese, il Brasile, affogato nel dolore. Perche' Senna non era uno come tanti, era un predestinato, il campione dei sogni e della malinconia, del samba e della saudade. Da vent'anni Ayrton Senna da Silva e' la tomba numero 11 al cimitero di Morumby: la bandiera del Brasile e un epitaffio semplice: "Nulla mi puo' separare dall'amore di Dio". Nessuno lo ha dimenticato, perche' quel sorriso non si e' mai spento. La corsa folle finita troppo presto lo ha consegnato al mondo per sempre.

Dolore e senso di colpa: il 30 aprile, nelle qualifiche del GP, era morto anche l’austriaco Roland Ratzemberger, un esordiente alla sua terza gara in F1, nonostante fosse coetaneo del grande Campione. Andò a sbattere a 300 all’ora alla curva Villneuve e morì sul colpo: purtroppo il suo nome non diceva molto al grande pubblico, tanto che alcuni lo confusero con il connazionale ferrarista Berger. A posteriori, la fine del ben più famoso collega costrinse molti a un tardivo mea culpa. Si andò avanti ugualmente, nonostante molti piloti fossero comprensibilmente sotto shock. Senna in primis, che il giorno dopo scese in pista con “la morte nel cuore” come disse il sabato sera al dottor Sid Watkins.


Riproduzione non consentita ©


Emirates migliore linea aerea del mondo. L'annuncio da Skytrax World Airline Awards 2016. Questa è la quarta volta che Emirates vince il miglior riconoscimento da quando i premi sono stati introdotti 15 anni fa; la compagnia ha vinto il primo riconoscimento Skytrax come Migliore compagnia al mondo nel 2001, ancora nel 2002 e nel 2013. In totale, Emirates ha vinto un totale di 20 premi Skytrax World Airline dal 2001. (Continua...)