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Redazione
L’influenza, che resta la peggiore degli ultimi decenni, ha messo in ginocchio l'Italia. Ecco perchè ...
In Australia l'epidemia ha fatto ben 52 vittime, mentre nel nostro paese le vittime sono una decina

ROMA (Italy) - L'influenza più cattiva degli ultimi anni, "la più grave in Italia dal 2004". Tutta colpa di un virus dispettoso, che in parte ha beffato il vaccino, e che quest'anno ha avuto un'inaspettata diffusione. "Dei tre virus presenti, quello che si sta notando di più, a livello di casi, è il virus B". Si tratta, in particolare, del virus Yamagata, una famiglia di tipo B solo 'parzialmente' coperta dal vaccino trivalente. "Yamagata è presente solo nella variante vaccinale quadrivalente per cui chi ha fatto il vaccino trivalente è meno protetto". Il vaccino trivalente, infatti protegge dai virus AH1N1, AH3N2 ed il virus B, ma non offre una protezione totale contro le varianti di quest'ultimo virus. Anche per questo motivo, quindi, quest'anno si sono registrati più casi di influenza.

L'incremento del virus Yamagata "è una concausa della maggiore presenza di malati negli ospedali". Secondo l'ultimo rapporto Influnet, sono quasi 3 milioni (2 mln e 997mila) gli italiani colpiti da quando è iniziata la sorveglianza epidemiologica. In base alle stime, nella prima settimana del 2018 (dall'1 al 7 gennaio) i casi sono stati 802mila. Si registra dunque ancora un aumento, alimentato soprattutto dai giovani adulti e dagli anziani finiti a letto.

Continua la scalata dell'influenza verso il picco. Secondo l'ultimo rapporto Influnet sono quasi 3 milioni (2 mln e 997mila) gli italiani colpiti da quando è iniziata la sorveglianza epidemiologica. Nella prima settimana del 2018 (dall'1 al 7 gennaio) i casi sono stati 802mila, secondo le stime. Si registra dunque ancora un aumento, alimentato soprattutto dai giovani adulti e dagli anziani finiti a letto con i virus stagionali. "Probabilmente - avvertono gli esperti nel bollettino che presenta i dati della sorveglianza sulle sindromi influenzali, elaborati dal Dipartimento malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità (Iss) - siamo vicini al picco epidemico".

Il livello di incidenza in Italia è pari a 13,24 casi per mille assistiti, in base alle informazioni inviate da 796 medici sentinella. Si tratta di un dato "paragonabile a quello osservato nelle stagioni 2004-2005 e 2009-2010", si legge nel report. La fascia d'età maggiormente colpita resta quella dei bambini sotto i 5 anni, con un'incidenza di 28,5 casi per mille assistiti, e quella tra 5 e 14 anni (15,1 casi per mille assistiti). Ma in queste fasce d'età si osserva "un arresto o addirittura una diminuzione dei casi" rispetto alla scorsa settimana. Mentre sono ancora in crescita i numeri fra i giovani adulti, in cui l'incidenza è pari a 13,37 casi per mille assistiti, e negli anziani con 8,1 casi per mille assistiti.

Quanto alla situazione regione per regione, in tutte il livello di incidenza delle sindromi influenzali è pari o superiore a 10 casi per mille assistiti tranne in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Provincia autonoma di Bolzano e Sardegna, in cui si mantiene a circa 5 o più casi per mille assistiti, segnala il network, pur precisando che "l'incidenza osservata in alcune regioni è fortemente influenzata dal ristretto numero di medici e pediatri che hanno inviato al momento i loro dati". L'incidenza più alta si registra nella Provincia autonoma di Trento, e a seguire in Abruzzo, nelle Marche (tutte sopra i 19 casi per mille assistiti) e in Piemonte (18,07).

L’Organizzazione Mondiale della Sanità indica quale obiettivo primario della vaccinazione antinfluenzale la prevenzione delle forme gravi e complicate di influenza e la riduzione della mortalità prematura in gruppi ad aumentato rischio di malattia grave. Sulla base di tali indicazioni, alle persone alle quali viene raccomandata ed offerta gratuitamente la vaccinazione sono: Soggetti di età pari o superiore a 65 anni (nati nell’anno 1949 e precedenti). Bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi ed adulti - affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza. Donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza. Persone residenti presso strutture socio-sanitarie, per anziani o disabili. Medici e personale sanitario di assistenza, personale di assistenza in case di riposo ed anziani a domicilio, volontari di emergenza. Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali (suini e volatili) che potrebbero costituire fonte di infezione a virus influenzali non umani: addetti alle attività di allevamento; addetti al trasporto di animali vivi; macellatori e vaccinatori; veterinari pubblici e libero-professionisti.

I sintomi dell’influenza, che tutti conoscono bene, generalmente compaiono piuttosto rapidamente e sono rappresentati da: febbre, spesso elevata, in particolare nei bambini nei quali può arrivare anche a 40°C; dolori alle ossa ed alle articolazioni e nella zona intorno agli occhi (periorbitaria); mal di testa; stanchezza e malessere; tosse secca; mal di gola; secrezioni nasali chiare e cute calda ed arrossata con occhi ed occhi lucidi. I disturbi dell’influenza di solito scompaiono nell’arco di una settimana. L’influenza si può prevenire tramite la somministrazione del vaccino. Un’altra semplice strategia è di evitare i contatti con le persone malate. Per evitare di infettarsi può anche essere utile evitare di toccarsi gli occhi, il naso o la bocca quando si è in giro: se per caso ci fossero contaminate le mani con il virus dell’influenza questo potrebbe entrare nel nostro organismo attraverso le mucose. E’ inoltre importante, una volta si fosse contratta l’infezione, seguire alcune regole sanitarie banali per ridurre il rischio di trasmettere l’infezione ad altri: stare a casa dal lavoro, per evitare di contagiare altre persone; coprirsi il naso e la bocca quando si tossisce o si starnutisce, per evitare di diffondere il virus nel’ambiente; lavarsi le mani con acqua e sapone o con una soluzione a base di alcol dopo aver tossito e starnutito. Sono indicati il riposo a casa e la terapia con farmaci sintomatici per la febbre (per esempio con il paracetamolo) e per la tosse. In alcuni pazienti particolarmente deboli o critici è possibile il trattamento con farmaci antivirali.


Da Milano a New York con Emirates

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