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Redazione
Circolare del Ministero, ritorna dopo dieci anni l'uso del telefonino a scuola
Il regolamento sull'utilizzo in 10 punti e partono le divergenze tra Dirigenti scolastici, docenti, studenti e loro famiglie

ROMA (Italy) - L'uso del telefono cellulare a Scuola - ri-autorizzato dal Miur dopo 10 anni di stop - divide Dirigenti, docenti, studenti e loro famiglie. In merito, una ricerca inglese della London School of Economics ha dimostrato che negli istituti dove non è permesso l'uso dei telefonini i voti sono più alti. Ricevere messaggini, giocherellare sotto il banco, infatti, porta a distrarsi, mentre una migliore concentrazione ha effetti benefici sul rendimento scolastico. La soluzione migliore sarebbe dotare le classi di tablet comuni, senza applicazioni “social”, ma con dentro i libri di testo e applicazioni per l'interazione con il docente. Un modo per affiancare e potenziare la didattica tradizionale della scuola. Ecco alcuni punti del discusso regolamento: è il docente che decide come utilizzare lo smartphone, solo uso didattico, educare all’utilizzo etico.

Secondo quanto riporta il quotidiano nazionale, gli esperti sono chiari: lo smartphone oggi è nelle mani di tutti e vietarne l’utilizzo non è la soluzione. Meglio, invece, insegnare ai ragazzi a utilizzarlo nel modo più corretto e responsabile.

Che gli adolescenti infatti vivano di pane e smartphone non è certo una novità, e sicuramente è un fatto che non può essere ignorato. Sono i numeri a parlare: secondo i più recenti dati Ipsos raccolti per Save The Children, il 97% degli intervistati tra gli 11 e i 17 anni – in pratica la quasi totalità – ha un cellulare (il 26% in più rispetto a 4 anni fa). In prima media quasi tutti ne hanno già uno, considerando che l’età media per il possesso di uno smartphone è stimata intorno agli 11 anni e mezzo. A questo aggiungiamo pure che il 47% degli intervistati racconta di essere connesso alla rete 24 ore su 24.

L’indicazione per le scuole, intanto, è quella di adottare un regolamento condiviso che dica chiaramente cosa sì può fare con lo smartphone a scuola e cosa resta invece proibito: quando accenderlo, come evitare i furti e le discriminazioni verso chi non ne possiede uno. Tutto ciò coinvolgendo consigli di classe e famiglie degli studenti. Per ora gli esperti hanno quindi stilato un decalogo valido per tutti i gradi di istruzione, in particolare per le scuole medie e superiori, anche se pure alla scuola primaria si potrà chiedere agli alunni di portare un tablet e di condividerlo con i compagni. Ammessi anche i videogames, a patto che siano educativi. Le notifiche dovranno esser disattivate in modo che i ragazzi non vengano distratti, in orario scolastico, dai messaggi ricevuti. E comunque dovranno essere educati a non rispondere a questi nell’immediato.

1. Accettare il cambiamento tecnologico;
2. dotarsi di un regolamento;
3. utilizzare il wi-fi;
4. condividere la sperimentazione;
5. chiarire cosa si può fare e cosa no;
6. disabilitare le notifiche;
7. è il docente che decide come utilizzare lo smartphone;
8. solo uso didattico;
9. spiegare alle famiglie i motivi;
10. educare all’utilizzo etico.

La media europea è fra i 9 e i 16 anni in cui si comincia a possedere uno smartphone. Circa il 46% dei ragazzini lo hanno in questo range di anni secondo una ricerca pubblicata nel 2015 e fatta su 3500 persone fra Belgio, Danimarca, Irlanda, Italia, Portogallo, Romania e Regno Unito. Ovviamente con un collegamento al web. Negli Usa la percentuale, rilevata in febbraio è diversa e l’età più bassa. Il 45% dei ragazzi fra i 10 e i 12 anni hanno uno smartphone. Uno studio ancora più recente mostra come il 42% dei bambini americani abbia già a 8 anni un tablet. La Società italiana di pediatria preponeva già nel 2014 il divieto di uso del telefonino ai bambini sotto i 10 anni. Secondo una ricerca dell’anno dopo però tre quarti dei bambini italiani di 9 e 10 anni utilizzavano regolarmente uno smartphone per accedere ai social network.

"I bambini non hanno né necessità né giovamento di alcun tipo nel possedere un telefono. Anche per i ragazzini la necessità è veramente ristretta. Quando cominciano ad allontanarsi da casa, in viaggio, al massimo. Non in quinta elementare dunque, dalla fine delle medie è accettabile, e secondo le pedagogiste anche dopo servono accorgimenti. Fino alla maggiore età il telefono dovrebbe essere controllato dal genitore, chat comprese. Niente password, non è un bene del ragazzo ed è data dal genitore che lo deve gestire. Bandito ai pasti e dopo le 21, da quell’ora in poi si fa altro, piuttosto guardare la tv", sentenzia Vanity Fair in un importante articolo sulla mania di far utilizzare il telefonino ai extra minori.

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