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Redazione
La moda di tendenza primavera - estate ci (ri)porterà: loghi, frange, tute e paillettes
Gli stilisti ripensano agli anni 80 e 90 riaffermando la cultura del "griffato"

ROMA (Italy) - Emporio Armani, Dior, Versace e Moschino, per la primavera-estate 2018 il logo campeggia su gonne, abiti, giacche, scarpe, accessori e t-shirt. Chi per anni lo ha considerato uno dei codici stilistici meno chic e più sbagliati di sempre. Buono solo per rivendicare l'appartenenza a una classe sociale. O l'ambizione di farne parte. In una parola: superato. Qualcuno però non riesce ancora a farne a meno. Il logo dei marchi d'abbigliamento piace sempre di più, a partire dalle nuove generazioni, che sembrano apprezzarlo di stagione in stagione. Segno distintivo della moda anni '80 e '90, per la bella stagione le griffe più blasonate sono tornate a rispolverarlo in passerella. E poi ritornano anche "le frange" che insieme a fiori, trench, tute e paillettes domineranno questa prossima primavera-estate.

Fiori e trench, la tuta e le paillettes. E poi ancora, piume svolazzanti e il cappello di paglia. Ma anche pennellate di bianco e rosa e un tocco di pizzo macramé. E ancora, il trench evergreen, le stampe a fiori e gli occhiali da gatta. Per la primavera-estate 2018 la moda torna protagonista, rivisitando grandi classici con mise sopra le righe. Tra le proposte in passerella non mancano i pezzi forti della bella stagione come il body, l'abito lungo e le stampe acquerello. Il come back più atteso? Sicuramente il pvc, che ipoteca stivali, sandali e minibag. Ma anche fiori e abiti lunghi non sono da meno.

Le frange tornano a dettare il buono e il cattivo tempo in passerella, stagliandosi prepotentemente su gonne, abiti, tuniche e accessori. Dalle atmosfere Charleston delle flapper girl tipiche degli Anni Ruggenti, a quelle folk, dall'accento vagamente tribale firmate Jil Sander, per la primavera-estate 2018 gli stilisti rileggono uno dei main trend del passato coniugandola sapientemente con nuovi grafismi e linee moderne. Del resto, basta dare un'occhiata alle pedane internazionali per accorgersi che le frange hanno fatto la parte del leone, guadagnandosi un posto d'eccezione tra le tendenze chiave della bella stagione. Venerate dalle fashion victim, invise dai puristi del minimalismo, le frange 2.0 riescono a dare movimento e corpo alla silhouette, senza tuttavia esagerare. Come la donna tratteggiata da Ferragamo, figura sottile dall'eleganza eclettica, avvolta in un diluvio di frangette.

Il ritorno dei loghi - Accantonati loghi discreti ed etichette minimal, i grandi marchi ridanno lustro alla propria firma, incidendola a caratteri cubitali sulle proprie collezioni. Da Gucci a Fendi, passando per Emporio Armani, Dior, Versace e Moschino, per la primavera-estate 2018 il logo campeggia su gonne, abiti, giacche, scarpe, accessori e t-shirt. E se vent'anni fa portare il marchio a vista era sinonimo di status symbol, un modo per identificarsi e ostentare l'appartenenza a un'élite di happy few, oggi sembra spogliarsi del suo significato originale, diventando un modo per esprimere i propri gusti.

Lo sa bene Gucci, dove Alessandro Michele rivisita il logo in diverse varianti. Un po' in salsa Seventies, un po' giocando con la celebre doppia G moltiplicata su maglie, marsupi e collane. Da Dior, invece, Maria Grazia Chiuri segue il suo esempio, rispolverando il nome di Monsieur sulle spalline degli abiti, sulle tracolle delle borsette, su gioielli e scarpe. La logomania contagia anche Versace e Prada, dove le lettere del brand campeggiano in formato XL su t-shirt, mini bag e abiti.

C'è poi chi unisce le forze, come Fendi e Fila, che per la fall winter 2018-2019 hanno dato vita a una collezione con felpe e accessori con il nome dei due brand mescolati. Apprezzatissimi tra i Millennial anche i loghi by Dolce e Gabbana e le doppie F di Fendi stampate su pellicce, trench e shopping bag.


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