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Redazione
La stazione spaziale cinese precipita sulla Terra, l'Italia potrebbe essere interessata dalla caduta di frammenti
Dal 28 marzo al 4 aprile "Tiangong 1" entrerà nell'atmosfera con possibili pericoli per Stati Uniti, Brasile, India,
Cina e Italia. Per la Protezione Civile, la zona che interesserà il nostro paese è quella centro-meridionale

ROMA (Italy) - Si avvicina sempre più verso la Terra la stazione spaziale cinese Tiangong 1, in lenta e progressiva discesa verso il nostro pianeta. Il rientro del 'Palazzo Celeste' potrebbe interessare il nostro Paese nei giorni di Pasqua, "in una finestra temporale che si apre il 28 marzo e si chiude il 4 aprile 2018 " fa sapere la Protezione civile. La parte d'Italia che potrebbe essere interessata dall'eventuale caduta di frammenti "è quella centro-meridionale, che parte più o meno dall'Emilia Romagna e va verso il sud". In verità l'area è molto ampia e costituita in gran parte da oceani e deserti, ma il raggio di impatto include anche zone di Stati Uniti, Brasile, India, Cina e Italia". Lanciata il 30 settembre 2011 e dal 2016 ha iniziato una discesa incontrollata verso la terra.

La stazione spaziale cinese Tiangong 1 sta scendendo sempre più verso la Terra. Ed è una discesa senza controllo. Il 'Palazzo Celeste' dovrebbe impattare il nostro pianeta intorno al 10 aprile, stando alle stime degli esperti dell'Agenzia Spaziale Italiana.

Il 'Palazzo Celeste' "passa quattro volte al giorno sul nostro Paese ma per appena tre minuti" ed il "rientro incontrollato" della Tiangong 1 non è però un viaggio "alla cieca". In Italia "c'è già un piano operativo dell'Asi e della Protezione Civile" hanno ribadito. L'Agenzia Spaziale Italiana sta fornendo le coordinate alla Protezione Civile ed al tavolo tecnico appena attivato, cui siedono anche Enac, Enav e ministero della Difesa.

A causa della complessità dell'interazione fra la stazione spaziale e l'atmosfera terrestre, afferma la Protezione civile, solo nelle ultimissime fasi del rientro si potranno definire meglio la data e le parti del globo terrestre coinvolte. Ma "gli eventuali frammenti della Tiangong 1 che resisteranno all'attrito con l'atmosfera cadranno nella zona all'interno della fascia -44°S e +44°N di latitudine. L'area è molto ampia e costituita in gran parte da oceani e deserti, ma il raggio di impatto include anche zone di Stati Uniti, Brasile, India, Cina e Italia".

Per quanto riguarda il nostro Paese, il monitoraggio avviene attraverso l'Agenzia spaziale italiana (Asi). "Il compito di Asi è tenere sotto controllo attraverso radar e telescopi il decadimento della stazione e per far questo ha coinvolto il proprio Centro di Geodesia Spaziale di Matera".

Tiangong 1 è la prima stazione spaziale cinese lanciata dal centro di Jiuquan il 30 settembre 2011. Il ritorno sarebbe dovuto avvenire nell'Oceano Pacifico, ma nel marzo 2016 è iniziata una lenta e progressiva discesa della stazione in modo incontrollato. Il ritorno sulla Terra della Tiangong 1 è comunque monitorato da diversi sensori di osservazione nel suo percorso orbitale che registrano la posizione ed il tasso di decadimento. Tiangong 1 è stata pensata come laboratorio e stazione sperimentale per l'attracco di varie navette Shenzhou, che effettivamente l'hanno visitata tre volte, due delle quali in missioni "abitate dagli astronauti".

La massa complessiva al lancio di 8500 kg., incluso il propellente, si è progressivamente ridotta in quanto la vita operativa pianificata inizialmente in due anni è stata ampiamente superata e una gran quantità di carburante è stato consumato per sostenere l'orbita e le condizioni di abitabilità all'interno del modulo. Si stima che la parte di propellente residuo che avrebbe permesso il previsto rientro controllato nell'Oceano Pacifico sia ancora a bordo.


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