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Trise: che cos’è e chi la pagherà. Vademecum alla nuova tassa-incubo
Abolita l'IMU il Governo si rifà con le nuove imposte su casa e servizi

ROMA (Italy) - Mai come negli ultimi anni, gli italiani hanno provato tanto sconforto e sgomento dinanzi all’incredibile volume di cambiamenti, dietro front, ritocchi, promesse, cancellazioni e ripristini dell’ultima ora relativi all’imposta ormai più odiata e temuta del nostro sistema fiscale: la tassazione sugli immobili. Una bagarre tale da occupare quotidianamente grandi spazi sulla stampa nazionale, nei dibattiti politici televisivi e nelle discussioni in famiglia. Il risultato, purtroppo, è quanto di più lontano dal concetto di chiarezza ed equità, grande assente da tutte le formulazioni per motivi genuinamente politici.

Prima c’era l’IMU, che per tre anni ha fatto passare molte notti insonni alle famiglie italiane, ha dato modo ai legislatori di sfoggiare gli arzigogoli più improbabili e – in molti casi – fatto perdere la faccia o garantito il successo ai politici dinanzi al proprio elettorato.


Ad aggiungere pena alla pena, è in arrivo un’ulteriore novità: dopo le accese discussioni sul tema e gli slittamenti delle date decise per i versamenti e i tanti dietro front, il Governo decide di far “sparire” una volta per tutte l’odiata IMU. Magari… Di fatto l’IMU è stata cancellata di netto come acronimo ma resta il suo peso sui bilanci familiari con relativo rientro nelle casse dell’erario statale. L’Imu cambia semplicemente nome, insomma, e comunque alcuni contribuenti continueranno a pagarla.

La TRISE – acronimo scelto per la nuova tassa rifiuti e servizi – verrà messa in atto nel 2014. La vecchia IMU, “rottamata”, adesso si chiama TASI mentre la Tassa sui rifiuti, ora si chiama TARI. La TRISE, accorperà tasse sui servizi – manutenzione strade, illuminazione stradale, sicurezza, etc. – e Tassa sui rifiuti. Insomma: TRISE = TASI+TARI. Fin qui, scioglilingua a parte, dovrebbe essere tutto chiaro. Le difficoltà di comprensione arrivano adesso: chi pagherà la TRISE e perché? I proprietari di prima casa, ad esempio, pagheranno solo la quota sulla componente rifiuti – TARI – mentre saranno i singoli Comuni a decidere se e in quale misura far pagare anche la tassa sui servizi. Ma non è finita: perché bisogna sapere che mentre la Tassa rifiuti la pagherà chi occupa l’immobile – sia esso il proprietario o l’inquilino in affitto – la tassa sui servizi graverà in massima percentuale sui proprietari e – con una percentuale variabile tra il 10% e il 30% - sugli inquilini. Ulteriori spiegazioni, sembra chiaro, sono ancora necessarie per venire a capo di questa insidiosa novità fiscale. Dopo aver illustrato le caratteristiche generali della nuova Tassa rifiuti e Servizi denominata TRISE, vediamo in dettaglio come dovrà essere versata questa specie di tassa condivisa fra proprietari e inquilini.

Nella Legge di Stabilità appena varata, si parla di versamenti da suddividere in 4 rate. Per ora, salvo diverse decisioni future, sono stati proposti i seguenti momenti: Gennaio (giorno 16), Aprile, Luglio e Dicembre. Come si calcola? In base a quali nuovi parametri dovrà essere calcolata la TRISE dal momento che abbiamo una parte di tassa sui rifiuti e un’altra relativa ai servizi comunali? La TARI – nuova tassa rifiuti – si calcolerà in base alla superficie dell’immobile e al numero dei componenti del nucleo familiare. Le tariffe, come si può ben immaginare, saranno diverse da Comune a Comune e copriranno l’intero ammontare del costo del servizio di smaltimento dei rifiuti. Una conclusione semplicissima: pagheremo tutti di più.
La TASI – tassa servizi – si calcolerà con due possibili opzioni a scelta dei Comuni: calcolando la rendita catastale rivalutandola del 65% - in base ai metri quadri.

Una volta deciso il calcolo della base imponibile, si dovrà calcolare o l’uno per mille sulla rendita oppure un euro al metro quadro. I Comuni dovranno stare attenti a non sforare l’aliquota massima che era stata stabilita per l’IMU e che era del 7x1000 per i proprietari di prima casa e dell’11,6 x 1000 per tutti gli altri. Agevolazioni fiscali previste: Per chi sceglie di fare la raccolta differenziata dei rifiuti; si è pensato di ridurre il pagamento al solo corrispettivo del 20% nei casi in cui il servizio di raccolta della spazzatura subisca ritardi o interruzioni anche di natura sindacale.

• Per i single
• Per chi vive solo sei mesi l’anno nell’appartamento
• per i fabbricati rurali ad uso abitativo

La domanda finale, quasi una ciliegina sulla torta è: l’IMU la pagherà ancora qualcuno? La risposta, purtroppo, è affermativa. Dovranno continuare a versarla tutti i proprietari di seconde (terze, quarte, etc.) case e/o di case di prestigio classificate come A1, A8, A9 ma anche per capannoni industriali e opifici (anche se sarà deducibile dall’IRES al 50%). L’abrogazione dell’IMU invece è totale – nel 2014 – per tutti i proprietari di prime case.
Ma in definitiva, con la TRISE pagheremo più di prima? Sì e no. Se si rapporta la TRISE all’IMU versata nel 2012 – anno in cui si pagava anche sulle prime case - pagheremo qualcosa in meno. Ma se facciamo un confronto con quanto ci è costato pagare l’IMU nel 2013, allora, pagheremo di più.
Attenzione ai proprietari di appartamenti tenuti sfitti. Essi subiranno una stangata vera e propria: oltre al calcolo di IMU e TRISE bisognerà considerare la reintroduzione dell’IRPEF (anche se calcolata con una percentuale inferiore rispetto al passato). Le case sfitte, infatti, ora rappresentano reddito che verrà calcolato in misura della rendita catastale rivalutata del 17%. (Redazione - 28 ottobre 2013 ore 14.00)


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