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Gli italiani al telefono: l'Agcom traccia il profilo telefonico del 2013
Si naviga sempre di più, si telefona sempre meno: in calo le linee di rete fissa e gli sms
Piace stare al telefono soprattutto quando si è al volante

ROMA (Italy) - L'Agcom, con l'osservatorio trimestrale-Settembre 2013, fotografa le mutazioni del mercato telefonico. Rispetto a settembre 2012, si osserva un calo degli accessi complessivi per circa 570 mila linee alla rete fissa, in leggera accelerazione con quello osservato nei dodici mesi precedenti (-490 mila circa).

La quota di Telecom Italia negli ultimi dodici mesi è scesa di quasi 2 punti percentuali, collocandosi al 63,4%. Di ciò si avvantaggia fondamentalmente Fastweb, che su base annuale guadagna l'1,3%, confermando la tendenza dei trimestri precedenti. Per Vodafone e Wind si osservano invece quote stabili sia su base annua che trimestrale. Tiscali mostra un leggero aumento su base annua (+0,3%). Per Tre una leggera flessione la penalizza sul mercato italiano.


Si osserva che da tre trimestri il numero degli accessi Ull sostanzialmente non muta. La ripartizione degli accessi diretti per operatore posiziona Wind al primo posto (37,0%), ma rispetto allo scorso settembre 2012 in arretramento (-2,3%) come Vodafone (-1,7%). Viceversa, cresce su base annua il peso di Fastweb (+2,2%). L'aumento degli accessi WiMax, che ormai equivalgono quelli in fibra, e che rappresentano circa la metà della complessiva crescita delle linee Olo da settembre 2012. Linkem rappresenta il 57% dello specifico segmento, seguita da Aria con il 37% circa.

Agli italiani piace stare al telefono. Soprattutto quando sono al volante. È quanto rivela l’Asaps, l’Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale, che ha svolto un monitoraggio sull’uso del telefonino da parte dei conducenti di veicoli, secondo cui la media nazionale di uso è del 12,4%, con punte più alte a Torino e Palermo (14%). L’iniziativa, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione "Un messaggio a volte accorcia la vita", ha coinvolto decine di volontari che si sono piazzati su alcuni degli incroci più trafficati delle città per contare tutti coloro che transitavano lungo la strada intenti a telefonare e messaggiare. Torino, Milano, Firenze, Bologna, Roma, Napoli e Palermo sono alcune delle principali città messe sotto la lente d’ingrandimento dall’Asaps, ma il monitoraggio ha riguardato anche centri come Arezzo, Benevento, Forlì, La Spezia, Ravenna, Reggio Emilia, Cesena e tanti altri. Alta la percentuale dei positivi anche a Napoli (13,5%) e Palermo (14%). Il presidente dell’associazione, Giordano Biserni, ha già stabilito che il prossimo monitoraggio riguarderà i conducenti di veicoli destinati al trasporto collettivo: "Una prima idea ce la siamo già fatta in quanto i nostri rilevatori, pur concentrandosi prevalentemente sul dato complessivo, hanno potuto notare una certa e frequente abitudine fra i conducenti di autobus e pullman di linea a telefonare durante il trasporto degli utenti", pratica oggi vietata dal codice stradale ma che era permessa fino a qualche anno fa.

Gli studi sino ad oggi effettuati, hanno dimostrato il fatto che usare il cellulare mentre si sta guidando comporta un rischio elevato di provocare un incidente: è appurato che una distrazione di soli due secondi a 100 km/h fa percorrere alla nostra macchina 56 metri prima di percepire un ostacolo, poi fra tempo di reazione (un secondo) e frenata in condizioni ottimali ne servono altri 71. Totale 127 metri prima di riuscire a fermare il veicolo. Secondo l’Istat, l’utilizzo del cellulare alla guida è stato paragonato alla guida in stato di ebbrezza. La conferma arriva anche da uno studio dell’ISS – Istituto Superiore di Sanità evidenzia, che sottolinea come il rischio relativo per chi utilizza il cellulare è pari a 4. Cioè chi guida utilizzando il telefonino (anche con l’auricolare o il viva voce), ha 4 volte più probabilità di rimanere coinvolto in un incidente rispetto a chi non lo utilizza. (Redazione - 28 dicembre 2013 ore 13.00)


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